Mar-a-Lago: Trump e Netanyahu rispondono ai media prima dell'incontro
Il presidente USA ha accolto il premier israeliano nel resort di Mar-a-Lago in Florida, prima di iniziare il colloquio riservato, i due hanno riposto alle domande a tutto tondo \dei giornalisti
Incontro preliminare con i media prima dell'inizio dei colloqui veri e propri con il premier israeliano Netanyahu. A Trump un giornalista chiede se può immaginarsi che soldati turchi possano partecipare alla forza di coalizione a Gaza e Trump risponde: “Perché no? Il rapporto con il presidente Erdogan è ottimo, ne parlerò con Bibi (Netanyahu). La Turchia è stato un partner eccellente. Erdogan è stato molto gentile”
Un giornalista chiede a Trump del suo rapporto con Netanyahu e Trump risponde: “Netanyahu ha svolto un lavoro fenomenale. Ha guidato Israele in un periodo traumatico: se non ci fosse stato lui lo Stato di Israele non sarebbe esistito. Lo so, è una dichiarazione perentoria questa , però Israele non esisterebbe oggi se non ci fosse lui. Come primo ministro ha dovuto affrontare forze avverse che altri paesi non avrebbero potuto superare. ”
Qui Trump affronta il capitolo Iran: “L'Iran sta cercando ancora di costruire una capacità militare e noi continueremo con i nostri interventi di abbattimento, è necessario. Dunque abbiamo dovuto condurre un attacco importante contro di loro e forse avrebbero dovuto arrivare ad un accordo con noi. Io penso che anche questa volta dovrebbero arrivare ad un accordo, sembra che ci sia la loro volontà in questo senso ma in un modo o in un altro non ci siamo ancora.” A questo punto un giornalista chiede esplicitamente a Trump: “Lei sosterrebbe un rovesciamento di regime in Iran?”. “No”, risponde il presidente USA. “Non ne voglio parlare. Abbiamo gravi problemi e anche loro con un'inflazione galoppante. Davvero il rischio di una sommossa c'è ma la repressione è sempre sanguinosa in Iran. Lo abbiamo visto per anni e anni. C'è davvero molto malcontento: si formano gruppi di mille o duemila persone che protestano e poi le forze armate li disperdono con la forza. Sì, davvero, è un regime malvagio quello in Iran”. Il presidente USA prevede attacchi missilistici, nell'eventualità, non nucleari, dice.
Nuova domanda dei media al presidente USA: “Qual'è il,programma per Gaza?” E Trump risponde: “Ecco, questo ottimo premier" dice indicando Netanyahu, "è proprio qui per parlare di Gaza. Abbiamo nella lista una serie di argomenti da affrontare, circa cinque o sei.”
Riguardo gli ostaggi israeliani e il loro rilascio, Trump dichiara: “Siamo riusciti a far rilasciare gli ostaggi grazie al lavoro di tutto il mio team negoziale: Hegseth, Rubio, Witkoff… Nessun ostaggio è stato rilasciato durante l'amministrazione Biden. Poi c'è stata una mancanza di rispetto degli accordi sulle salme. Invece ora tutto sembra essere risolto. Abbiamo qui con noi anche dei familiari che aspettano soltanto il ritorno dell'ultima salma, chiedono soltanto di riavere un corpo. Tutti sperano naturalmente che quella persona sia viva ma le speranze sono ridotte al lumicino. Non sto parlando solo degli ultimi venti ostaggi. Guardiamo a tutte le persone…” “Un numero?” chiede un giornalista. “255” risponde Trump. “254 sono ritornate, manca soltanto una persona tra gli ostaggi”
La ricostruzione di Gaza: “Inizierà prima del disarmo di Hamas?” chiedono i giornalisti e Trump risponde: “Penso che inizierà presto, prima del disarmo di Hamas. Anche netanyahu non vede l'ora che si riparta. La situazione è un disastro, è stato un pasticcio per secoli. Sembra che la regione abbia questo problema endemico. Adesso stiamo iniziando i primi passi con il miglioramento delle condizioni igieniche ma Gaza è un posto difficile, un quartiere difficile, diciamo…”
Poi Trump aggiunge: “Se non avessimo attaccato l'Iran non ci sarebbe stata la pace. Gli arabi ci hanno aiutato molto. Abbiamo spazzato via le cpacità nucleari dell'Iran grazie ai nostri armamenti eccezionali, tra cui i tomahawk.”
E ancora sul premier israeliano: “Netanyahu è un eroe. E' un primo ministro di guerra e davvero lo ammiro molto. Ho già parlato con il presidente (Herzog) e mi ha detto che sta arrivando la grazia”
Capitolo Venezuela: “Il Venezuela non solo foraggia i narcotrafficanti ma ci manda nel paese persone uscite dai manicomi e dalle prigioni . Conoscete probabilmente una gang che tagliava le dita alle sue vittime, era in Colorado. Il Venezuela ci manda persone cattive, malvagie, e la droga. Il 90% delle droghe che proveniva negli USA via mare non arriva più, non sappiamo da dove arriva il resto. Adesso il Venezuela fa faticare fa fatica a trovare trafficanti : Ora riusciamo a salvare la vita a 25mila persone per ogni imbarcazione che affondiamo. L'incontro che segue sarà molto importante, ci vedremo con voi tra un paio d'ore e poi ci potete raggiungere per pranzo.”
Fonte: www.rainews.it
