Chi è Luigi Gasperin, l'imprenditore italiano rilasciato dal Venezuela
Originario di Tortona, 77 anni, era stato arrestato lo scorso agosto con l'accusa di detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo. Farnesina: "Vuole rimanere e tornare alla sua azienda"
Farnesina “Provato ma in condizioni stabili”: Luigi Gasperin è uno degli ultimi italiani rilasciati in ordine di tempo dal Venezuela. Secondo quanto riferito dalla Farnesina in una nota, Gasperin - in possesso di passaporto solo italiano - vorrebbe comunque tornare nella città di Maturín (Stato Monagas) dove si trova la sua azienda.
Il suo nome si aggiunge a quelli del cooperante umanitario Alberto Trentini e dell'imprenditore torinese Mario Burlò, connazionali liberati dalle autorità venezuelane.
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Luigi Gasperin, 77 anni, era stato arrestato lo scorso agosto a Maturin in seguito a un controllo per la presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo per la società di cui è socio di maggioranza e presidente, la Técnica Petrolera WLP. L'azienda, attiva nel campo dell'Oilfield, si occupa in prevalenza di perforazioni dei pozzi, un lavoro che prevede l'impiego di esplosivi.
Dalla scorsa estate l'imprenditore risultava recluso presso una struttura detentiva, ma non in un carcere vero e proprio: il suo nome non risultava quindi nell’elenco dei detenuti politici, considerate le dinamiche dell’arresto.
Stando alle rivelazioni della testata di inchiesta Armando.info l’imprenditore era stato detenuto nell’ambito di un complotto fake, ordito dal ministro Cabello, e mai dimostrato dalle autorità di Caracas.
La figlia di Gasperin, Claudia, nel pomeriggio dell'otto gennaio aveva lasciato un post su Facebook (poi rimosso) per spiegare come, formalmente, il padre risultasse ancora trattenuto dalla polizia nazionale bolivariana di Caracas in attesa della consegna dei documenti necessari e aveva descritto il genitore come "un uomo onesto, innocente, privato della libertà e del lavoro di una vita"
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Quella di Luigi Gasperin in Venezuela è la parabola di un imprenditore che, dall'Alessandrino, è riuscito a diventare proprietario della Tecnica Petrolera Wlp che, tra il 2000 e il 2024, è riuscita ad aggiudicarsi non meno di una sessantina di contratti con la Pdvsa (la compagnia statale) e le sue controllate.
Il materiale esplosivo di cui era in possesso al momento dell'arresto avrebbe rappresentato il pretesto per il fermo: non utile, secondo l'accusa, per cercare l'oro nero per conto della repubblica bolivariana. Secondo quanto è stato finora possibile ricostruire, nello stesso periodo del suo arresto, c'erano stati blitz analoghi in altre aziende del settore che avevano portato Caracas ad annunciare di avere smantellato un vasto complotto dell'opposizione. Una tesi che, per quel che riguarda Gasperin, non ha mai convinto le autorità italiane e Claudia Gasperin che aveva affermato: "Mio padre non è un terrorista, non è un cospiratore, non è un traditore del Venezuela".
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Poco prima della sua scarcerazione il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha affermato che ci sono ancora "42 italo-venezuelani detenuti, quelli con solo passaporto italiano sono tutti fuori. Tra questi, quelli politici sono 24, e adesso lavoriamo per fare in modo che vengano liberati. Sono fiero di guidare questo ministero e di avere donne e uomini, sia personale diplomatico che non diplomatico, che nei momenti di difficoltà dà il meglio di sé stesso per proteggere i cittadini italiani all'estero".
I 24 detenuti con doppio passaporto rinchiusi per motivi politici e per aver espresso opinioni contrarie al governo chavista sono quelli che hanno più speranze di essere scarcerati, ma servirà un lungo lavoro diplomatico.
Fonte: www.rainews.it
