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Finita la tregua del gelo, nella notte 70 missili e centinaia di droni
Colpite ancora le infrastrutture energetiche. Negoziati, media: intesa tra Kiev, Europa e Usa sulle truppe per il dopo-accordo
I bombardamenti sono piombati nel cuore di una notte fra le più gelide a Kiev. Il termometro segna -20 ° e gli abitanti cercano rifugio nella metropolitana. Il lancio di 450 droni e 70 missili ha messo la parola fine alla tregua energetica annunciata da Trump giovedì scorso. La prima vittima accertata è una donna, una decina i civili feriti, migliaia le case al buio e senza riscaldamento, di nuovo, dopo mesi di attacchi crescenti alle infrastrutture energetiche. Colpite Kiev, Sumy, Kharkiv, Dnipro, Odessa, Zaporizhzhia, le centrali termoelettriche che riforniscono le città più popolose. A Mosca interessa attaccare, non negoziare, denuncia Zelensky. Solo poche ore fa appariva fiducioso nel percorso di pace alla vigilia del nuovo round di negoziati domani ad Abu Dhabi. Proprio il rispetto di un'eventuale cessate il fuoco sarebbe centrale nei colloqui in agenda. A svelare dettagli è il Financial Times: si starebbe discutendo di un piano a più livelli, coordinato da Stati Uniti e Unione Europea, per rispondere a possibili mosse di Mosca. Prima il dispiegamento delle forze di deterrenza europee, ma nel caso di escalation entrerebbero in campo gli alleati di Kiev, i cosiddetti volenterosi, e in ultima battuta gli americani, con il coinvolgimento diretto di Washington.
Fonte: www.rainews.it
