
In questa intervista a Fanpage.it, Paolo Rossi racconta il suo percorso umano e artistico fuori dagli schemi. La famiglia divisa tra fascisti e comunisti, il rifiuto della dicotomia destra-sinistra e il mancato commento sul governo Meloni perché "io non parlo dei colleghi, non mi sembra deontologicamente corretto criticare dei comici.". Sul successo di Checco Zalone non ha dubbi, "è bravissimo", ma lui resta "figlio del teatro" con un contratto a lungo termine.
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