Nove anni fa la tragedia dell'Hotel Rigopiano, oggi le commemorazioni
L'11 febbraio la sentenza del processo di appello bis, 29 le vittime
Sono passati nove anni dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto, il 18 gennaio del 2017, da una valanga che provocò la morte di 29 persone: oggi, come avviene ormai ogni anno, i parenti delle vittime tornano sul luogo della tragedia, per commemorare i propri cari.
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La commemorazione
Ad aprire la cerimonia una fiaccolata fino all'obelisco e l'alzabandiera con il silenzio intonato dalla tromba, con deposizioni di fiori e corone. Poi la messa sul luogo della tragedia, con la lettura dei nomi delle 29 vittime e la deposizione di 29 rose bianche e poi, alla stessa ora in cui la valanga raggiunse l'hotel, il “Signore delle cime” intonato da coro Pacini di Atri.
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Il processo
Pochi giorni dopo l'anniversario, l'11 febbraio, è attesa anche la sentenza dell'appello bis, in corso a Perugia, per la vicenda giudiziaria legata alla tragedia dell'hotel. In primo grado, a Pescara, c'erano state cinque condanne e 25 assoluzioni (30 gli imputati nel processo); in appello, all'Aquila, le condanne erano salite a otto. La Cassazione aveva poi annullato le condanne, riaprendo le posizioni di sei dirigenti regionali. Il pg di Perugia, Paolo Barlucchi, ha chiesto la conferma delle condanne di due dirigenti della Provincia di Pescara, dell'allora sindaco di Farindola e di un tecnico comunale per reati già prescritti secondo la Cassazione. Per il procuratore, però, i termini di prescrizione potrebbero essere rideterminati in aumento, facendo riferimento a quelli previsti per i reati dolosi. Con il processo di appello bis la vicenda potrebbe comunque non chiudersi definitivamente: la sentenza di Perugia potrebbe essere impugnata e tornare in Cassazione.
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Nove anni dopo la tragedia
Mancavano pochi minuti alle 17 quando, il 18 gennaio di nove anni fa, una valanga del peso di circa 120 mila tonnellate travolse e distrusse l'Hotel Rigopiano, un resort che sorgeva a 1.200 metri di altitudine, sul versante pescarese del Gran Sasso. Nell'hotel quel giorno c'erano 40 persone: 28 ospiti, tra cui quattro bambini, e dodici dipendenti. Solo undici persone riuscirono a salvarsi.
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Per il nono anno consecutivo i parenti delle 29 vittime della tragedia di Rigopiano hanno commemorato i propri cari sul luogo del disastro con una fiaccolata fino all'obelisco e una messa. Poi la lettura dei nomi dei "29 Angeli" e la deposizione di rose bianche. All'ora precisa in cui la valanga travolse l'hotel, il coro di Atri ha intonato "Signore delle cime", mentre 29 palloncini bianchi sono stati liberati in cielo. "Questo giorno lo dedico esclusivamente al ricordo delle 29 vittime, di mio fratello Marco e di Jessica. Cerco sempre di lasciare da parte le questioni relative al processo. Ho seguito tutte le udienze, ma cerco sempre di tenere separate le due cose. Non è facile riuscirci, soprattutto ora che si avvicina l'11 febbraio, il giorno della sentenza dell'appello bis - ha detto a margine della commemorazione Gianluca Tanda, fratello di Marco Tanda, pilota Ryanair, morto con la fidanzata Jessica Tinari nel disastro dell'Hotel Rigopiano - l'attenzione, inevitabilmente, è anche lì. Perchè, comunque vada, qualcosa per strada ce la siamo persa. Purtroppo ormai abbiamo capito un po' tutti noi parenti che questo processo e' nato male - ha aggiunto - ci sono dei grandi assenti, come abbiamo sempre sostenuto. Già a Pescara, con la prima sentenza, non eravamo soddisfatti. Questo è chiaro a tutti. Già da lì mancavano delle responsabilità".
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"Si sta facendo e si può continuare a fare molto per ricostruire il tessuto sociale ed economico di questa comunità colpita da questa tragedia". Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Isabella Rauti, questo pomeriggio a Rigopiano, rispondendo a una domanda a margine della cerimonia di commemorazione della tragedia di nove anni fa in cui morirono 29 persone. In mattinata il sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, aveva rivolto un appello alle istituzioni per chiedere gli interventi di rilancio socio-economico, con sostegno alle microimprese, accesso al credito, strumenti fiscali dedicati e politiche attive per il lavoro e la formazione dei giovani. Un lavoro che si sviluppa "su due livelli - ha spiegato il sottosegretario -: quello istituzionale, fatto di rispetto delle regole, classificazione del rischio e capacità di risposta tempestiva; e quello sociale, che racchiudo in ciò che sta facendo il comitato dei familiari delle vittime, come il Giardino della Memoria inaugurato lo scorso maggio, simbolo di inclusione sociale, di sguardo al futuro e di voglia di rinascita di una comunità che non è stata abbandonata a se stessa, ma che può diventare motore di rilancio per questo territorio".
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Fonte: www.rainews.it
