Sparatoria Minneapolis, agente uccide una donna: proteste e scontri con la polizia
I manifestanti faccia a faccia con agenti federali pesantemente armati, equipaggiati con maschere antigas, che - secondo testimoni - avrebbero sparato munizioni chimiche per disperdere la folla
Un’agente federale dell’immigrazione ha sparato e ucciso una conducente a Minneapolis mercoledì 7 gennaio. L’episodio rappresenta l’ultimo caso di violenza registrato nel contesto della stretta nazionale sull’immigrazione portata avanti dal presidente Donald Trump.
La sparatoria ha rapidamente attirato decine di manifestanti nell’area del fatto. Alcuni di loro si sono trovati faccia a faccia con agenti federali pesantemente armati, equipaggiati con maschere antigas, che - secondo testimoni - avrebbero sparato munizioni chimiche per disperdere la folla.
Nel suo primo anno alla Casa Bianca, Trump — repubblicano — ha dispiegato gli agenti federali dell’immigrazione in diverse città amministrate dai democratici, suscitando forti critiche e proteste da parte dei residenti. Nelle ultime settimane, le squadre sono state inviate anche a Minneapolis, dopo accuse di frode che hanno coinvolto membri della comunità somala, gruppo che Trump ha definito “spazzatura”, provocando ulteriore indignazione.
Sul luogo della sparatoria è stato visto un SUV scuro, con un foro di proiettile nel parabrezza e tracce di sangue sul poggiatesta, finito contro un palo su una strada innevata. Sul posto era presente anche Gregory Bovino, comandante operativo della Border Patrol, già a capo di interventi analoghi a Chicago, Charlotte e New Orleans.
Venus de Mars, 65 anni, residente nella zona, ha raccontato di aver visto i paramedici tentare di rianimare una donna accasciata accanto a una coltre di neve vicino all’auto incidentata. Poco dopo, il corpo è stato caricato su un’ambulanza che si è allontanata senza sirene.
Le autorità non hanno diffuso al momento ulteriori dettagli sull’identità della vittima né sulle circostanze precise della sparatoria. Indagini sono in corso.
Fonte: www.rainews.it
