Salvatore Ocone ha confessato di aver ucciso la moglie e il figlio, apprensione per la figlia
L'uomo, 58 anni, era scappato con i due figli. È stato rintracciato a Campobasso e ha confessato. Elisabetta Polcino, 49 anni, è stata colpita a morte con una pietra. Morto anche il figlio mentre la ragazza è stata operata: "Grave trauma cranico"
Salvatore Ocone, 58 anni, ha ammesso le sue responsabilità durante l'interrogatorio della notte scorsa con il procuratore di Benevento, Gianfranco Scarfò, nella caserma dei carabinieri di Campobasso, dove era stato portato dopo essere stato fermato nelle campagne di Ferrazzano. L'uomo ha ucciso la moglie e colpito i due figli minori, di 15 e 17 anni: uno è stato trovato senza vita, l'altra è ferita ed è stata ricoverata in ospedale in gravissime condizioni. La 17enne è stata “operata nella notte a seguito di un grave trauma cranico. Ora è monitorata h24 nel reparto di terapia intensiva. La prognosi è riservata”.
Ocone avrebbe colpito i ragazzi subito dopo aver ucciso la moglie. Sarebbe quindi esclusa, al momento, l'ipotesi di un'aggressione durante la fuga da Paupisi a Ferrazzano, nelle campagne attorno a Campobasso, dove poi l'uomo è stato fermato dai carabinieri.
Al termine dell'interrogatorio, durato circa un'ora e mezza, Ocone è stato trasferito nel carcere di Campobasso con l'accusa di duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona.
"È stata data esecuzione a un fermo da parte della Procura di Benevento nei confronti di questa persona per duplice omicidio aggravato, tentato omicidio e sequestro di persona. È stato sottoposto a interrogatorio e sui fatti ha reso confessione. Su tutti gli altri particolari della vicenda non è il momento di parlarne, non è opportuno". Lo ha detto il procuratore di Benevento, prima di lasciare nella notte la caserma dei carabinieri di Campobasso dove è stato portato, dopo la cattura Ocone. "Dobbiamo fare tutti gli approfondimenti - ha aggiunto il magistrato -, sulle motivazioni dobbiamo ancora investigare. Ringrazio i carabinieri di Benevento e di Campobasso, spero che la loro collaborazione sia stata utile soprattutto per una persona che in questo momento è in ospedale", ha concluso il procuratore facendo riferimento alla figlia 17enne di Ocone che è in gravi condizioni alla Neuromed di Pozzili, in provincia di Isernia.
L'uomo ha ucciso la consorte, Elisabetta Polcino, di 49 anni, a Paupisi, in provincia di Benevento: la donna è stata colpita con una pietra mentre era a letto. Il marito ha colpito anche i due figli. Il terzo, maggiorenne, che vive fuori Paupisi è arrivato in serata sul luogo della tragedia. Una volta sceso dall'auto, il giovane è stato accompagnato dai carabinieri.
Nel pomeriggio di ieri è stato fermato a Campobasso: il figlio 15enne è stato trovato senza vita in auto, la ragazza 17enne era ferita ed è stata trasferita in ospedale. Anche la figlia sarebbe stata colpita con dei sassi, come la madre. Secondo quanto si apprende, infatti, la giovane ha riportato la frattura della teca cranica e, al momento del ritrovamento, aveva molto sangue addosso, seppur senza segni di armi da taglio. Secondo quanto si apprende, l’uomo avrebbe usato anche una bottiglia di vetro per colpire i due minori.
All'arrivo delle forze dell'ordine, l'uomo era fermo con l'auto in un campo nei pressi del comune di Ferrazzano, in provincia di Campobasso. All'interno del mezzo anche il cadavere del figlio e la figlia ancora viva ma in condizioni gravi.
La salma della donna sarà trasferita all'ospedale di Benevento per essere sottoposta all'autopsia. Lo ha disposto il procuratore di Benevento, che sta coordinando le indagini dei carabinieri. La morte della donna, secondo primi accertamenti medico-legali, dovrebbe risalire alla mattina di martedì, forse poco dopo le 8, ma i rilievi della Scientifica sono ancora in corso.
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La figlia 16 operata, resta in condizioni critiche
Restano critiche le condizioni della figlia di Salvatore Ocone, la 16enne ridotta in fin di vita dal padre e operata nel corso della notte all'ospedale Neuromed di Pozzilli (Isernia), dove si trova ricoverata in coma farmacologico con “un trauma cranico severo dovuto a fratture multiple della teca cranica che vanno dal frontale all'occipitale”.
“Tecnicamente - hanno spiegato i medici di Neuromed - l'intervento chirurgico è consistito nel togliere tutti i frammenti ossei e parte della scatola cranica in quanto vi è un edema cerebrale diffuso. Ci sono alcuni focali emorragici a livello cerebrale dovuti al trauma subito”. “Ora - concludono i sanitari - dovremo aspettare alcuni giorni che servono essenzialmente per far sgonfiare il cervello. Quindi ci stiamo preoccupando essenzialmente di far sopravvivere la ragazza e, successivamente, si vedrà quali saranno gli esiti a livello cerebrale”.
Il sindaco di Paupisi: “Lui un grande lavoratore”
La coppia aveva tre figli, un ragazzo maggiorenne che vive e lavora fuori da Paupisi, oltre ai due minorenni. “La nostra comunità è sconvolta, il nostro è un paese tranquillo, qui non si sono mai registrati episodi del genere” ha commentato il sindaco di Paupisi, Salvatore Coletta. “La notizia di quello che è successo ha colpito la comunità di contrada Frasso e ci lascia attoniti - prosegue il primo cittadino -, una famiglia che all'apparenza non mostrava alcun segno di disagio, non era seguita dai servizi sociali. Lui è un grande lavoratore, probabilmente non abbiamo colto qualche segnale che si è manifestato in questi ultimi giorni. Sono stato a una festa insieme alla coppia e non c'era nessun segno di disaccordo tra loro”.
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Una vicina: “Lui soffriva di depressione”
“Lui soffriva di depressione, però era una persona tranquilla, almeno sembrava tranquilla. Poi non so cosa gli sia successo, quello che gli è scaturito. Ma non aveva tendenze aggressive, in alcun modo. E, che io sappia, non c'erano stati episodi di violenza precedenti” ha raccontato una vicina di casa di Salvatore Ocone ed Elisabetta Polcino, parlando ai cronisti davanti all'abitazione. “Secondo me non si è mai alzata” spiega ancora la vicina, ipotizzando che la 49enne possa essere stata uccisa nel sonno.
Il parroco: “Stavano per festeggiare 25 anni di matrimonio”
“Eravamo pronti a festeggiarli, il prossimo 19 ottobre Elisa e Salvatore avrebbero raggiunto i 25 anni di matrimonio. Nulla lasciava presagire il peggio”: anche il parroco di Paupisi, don Cosimo Iadanza, è rimasto sconvolto da quanto accaduto nel piccolo paese del Beneventano. “Salvatore - dice ancora il prete - è una persona fragile, tranquilla. Un lavoratore, anche se in passato aveva sofferto di una depressione da cui era guarito”.
Fonte: www.rainews.it
