Rischio paralisi per mancanza di carburante, lo sciopero dei camionisti in Algeria
I camionisti contestano le misure restrittive previste dal nuovo Codice della strada e l'aumento del prezzo della benzina in vigore dal 1 gennaio. Sullo sfondo la rottura diplomatica con Abu Dhabi
AFP Carburante introvabile in Algeria dopo che dal 31 dicembre scorso uno sciopero improvviso dei camionisti mette in crisi le stazioni di servizio negando l'approvvigionamento ai depositi di carburanti e di gas di petrolio liquefatto.
A renderlo noto è la compagnia pubblica di distribuzione di carburanti Naftal controllata dal gruppo energetico statale Sonatrach, precisando che l'interruzione ha causato "disagi nello svolgimento della missione di servizio pubblico".
I camionisti rifiutano di riprendere il lavoro in protesta contro le misure restrittive previste dal nuovo Codice della strada e anche dall'aumento del prezzo della benzina entrato in vigore dal primo gennaio. Da ieri, diverse province dell'est dell'Algeria, tra cui Costantina, Skikda, Mila, Jijel, Batna, Bordj Bou Arreridj e M'sila, sono state interessate da uno sciopero parziale e improvviso dei conducenti di mezzi pesanti, oltre che degli autobus per il trasporto dei passeggeri, sia interprovinciale che urbano.
Il sindacato degli autisti fa sapere che la protesta è motivata dalle disposizioni più severe contenute nel nuovo Codice della strada, in particolare quelle relative ai reati di omicidio stradale e alle sanzioni pecuniarie aggravate, che in alcuni casi superano la metà del salario nazionale minimo garantito, fissato a 24 mila dinari (160 euro).
Inoltre i proprietari degli autobus per il trasporto dei passeggeri chiedono una revisione delle tariffe, soprattutto dopo l'aumento a sorpresa dei prezzi dei carburanti (gasolio, benzina e Gpl).
Naftal ha invitato i lavoratori a "riprendere immediatamente" le operazioni di rifornimento e distribuzione, avvertendo della possibilità di "rescindere i contratti" e di "avviare procedimenti giudiziari" nei loro confronti in caso di mancata ripresa dell'attività.
Le truppe del generale Haftar avanzano verso i confini con Tunisia e Algeria
Da qualche tempo, l'Algeria ha rapporti difficili con gli Emirati Arabi Uniti. Il presidente Abdelmadjid Tebboune ha più volte criticato Abu Dhabi, accusandoli di alimentare instabilità in Sudan, Libia, Yemen e nella regione del Sahel.
Nell'ottobre scorso, il leader algerino ha dichiarato che le relazioni dell'Algeria con i Paesi del Golfo sono buone, "ad eccezione di uno", senza nominarlo. Tutto ciò potrebbe portare presto a una rottura delle relazioni diplomatiche tra i due paesi. Lo riferiscono media locali algerini, tra cui il quotidiano in lingua araba El Khabar (la notizia) ritenuto vicino alla presidenza.
Le crescenti tensioni politiche sarebbero la conseguenza di comportamenti considerati ostili da Algeri e al presunto sostegno emiratino a gruppi separatisti, in particolare al Movimento per l'Autodeterminazione della Cabilia (Mac), inserito dalle autorità algerine nella lista delle organizzazioni terroristiche.
El Khabar parla di "informazioni ufficiali" su indagini in corso in Francia riguardanti presunti finanziamenti emiratini al Mac, senza chiarire se siano condotte dalle autorità francesi o da quelle algerine.
Viene inoltre riferito che Abu Dhabi avrebbe sostenuto elementi ritenuti ostili all'unità nazionale algerina e avrebbe esercitato pressioni presso la Francia per facilitarne la permanenza sul territorio.
Il 14 dicembre scorso, le autorità francesi hanno vietato una riunione che il Movimento separatista intendeva organizzare a Parigi per proclamare unilateralmente l'indipendenza di questa regione del nord dell'Algeria.
Protesta nel campo profughi saharawi di Tindouf, in Algeria
Intanto, ieri, al confine occidentale con la vicina Tunisia, nell'area di Kasserine considerata tra le più pericolose sul piano della sicurezza per essere attraversata da reti di contrabbando e da gruppi armati jihadisti, la polizia tunisina ha sventato un attacco terroristico al mercato settimanale di Feriana, uccidendo un sospetto estremista indicato come il "pericoloso Sadiq al Abidi" e "con l'arresto del suo complice".
Fonte: www.rainews.it
