Ungheria: anche Meloni e Salvini in spot elettorale Orban. Tra gli altri anche Netanyahu e Le Pen
Il video apre la campagna per le elezioni per il rinnovo del Parlamento ungherese, previste per il prossimo 12 aprile
Un video 'internazionale' per aprire la campagna elettorale per le elezioni per il rinnovo del Parlamento ungherese, previste per il prossimo 12 aprile. Così il primo ministro dell'Ungheria Viktor Orba'n sceglie di lanciare la corsa verso il voto. Nel filmato, accanto ad alcuni leader di destra come la tedesca di Afp Alice Weidel, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente argentino Javier Milei, la francese Marine Le Pen e Santiago Abascal, compaiono anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini. "Tutti insieme stiamo per un'Europa, che rispetta la sovranità nazionale, è orgogliosa delle sue radici culturali e religiose, dio vi benedica", si sente dire - in inglese - da Meloni. Mentre Salvini esorta: "Se vuoi la pace, vota Fidesz".
Orba'n condivide lo spot elettorale sul suo profilo X ufficiale, 'taggando' anche altri leader presenti nel video, come il presidente serbo Aleksandar Vucic, l'ex primo ministro polacco Mateusz Morawiecki, il premier della Repubblica Ceca Andrej Babi e l'esponente austriaco del Fpo Herbert Kickl."Thank you for your support!", "grazie per il vostro supporto!", scrive il primo ministro Ungherese rilanciando il filmato.
Chi è Orba'n e cos'è la democrazia illiberale
Il primo ministro dell’Ungheria dal 2010 è una figura centrale della politica europea per il suo modello di “democrazia illiberale” che egli stesso ha rivendicato in diverse occasioni pubbliche. Orba'n ha promosso una serie di riforme costituzionali e legislative che hanno centralizzato il potere, indebolito l’indipendenza della magistratura e rafforzato il controllo politico sui media e sulle istituzioni pubbliche, suscitando accuse di erosione dello stato di diritto.
Sul piano sociale, il governo ha approvato leggi restrittive sui diritti LGBTQ+, inclusi il divieto di manifestazioni come il Pride e l’introduzione di una costituzionale che riconosce solo due generi e limita la rappresentazione dell’omosessualità come forma di “tutela dei minori”, misure condannate da organizzazioni per i diritti umani e dall’Unione Europea.
Orbán è noto anche per la politica migratoria intransigente: ha eretto barriere ai confini per fermare l’immigrazione irregolare e si oppone ai meccanismi di redistribuzione UE dei richiedenti asilo, definendo la migrazione una minaccia all’identità nazionale.
In politica estera, Orbán si è spesso scontrato con Bruxelles, opponendosi alle sanzioni alla Russia e contestando le politiche energetiche UE per mantenere i legami con Mosca, una strategia considerata favorevole alla Russia.
Fonte: www.rainews.it
