Pace in Ucraina: dall'Europa deve arrivare una prova di maturità
La premier Meloni: "Io non credo che il tema sia lavorare su una totale controproposta. Ci sono molti punti condivisibili nel testo che stiamo leggendo"
Donald Trump è "disponibile" a modificare il suo piano di pace per l'Ucraina e adesso per l'Europa è il momento di dimostrare "maturità". Mentre a Ginevra era in corso l'incontro che vede il segretario di Stato americano Marco Rubio e l'inviato speciale Usa Steve Witkoff discutere con i rappresentanti di Ucraina, Francia, Italia, Germania, Gran Bretagna, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni tiene a Johannesburg un punto stampa prima di partire per l'Angola dove domani parteciperà al vertice Ue-Unione africana. La premier - che nella prima mattina americana ha sentito Trump insieme al presidente finlandese Alex Stubb - mantiene la linea di tenere unite le due sponde dell'Atlantico, rassicurando i partner europei. Per lei il piano in 28 punti del presidente Usa ha "molti punti condivisibili" e non è necessario lavorare su una "controproposta" dell'Unione europea, "anche per un fatto di tempo ed energie". Questo piuttosto, per l'Europa, è il momento di dare "una prova di maturità" e "dimostrare che può fare la differenza con proposte serie, che fanno fare dei passi avanti, quindi non semplicemente dicendo 'sì, va tutto bene', 'no, va tutto male', che sarebbe un approccio un po' infantile". Sul fatto che il piano sarebbe troppo sbilanciato a favore della Russia, se non scritto da russi, come afferma qualcuno, la premier preferisce glissare: "il tema di chi abbia scritto il piano mi interessa meno" perchè "noi dobbiamo guardare all'obiettivo, perché la fase è molto delicata". Il problema - per lei - è che Putin non ha "la reale volontà di chiudere la guerra e dobbiamo andare a vedere il bluff con una proposta sensata".Rispondendo ai giornalisti, la premier cerca anche di stemperare le polemiche sulle ultime affermazioni del tycoon che ha accusato sia gli europei che Volodymyr Zelensky di essere "irriconoscenti" nei confronti degli Usa. "Siamo tutti stati testimoni - dice - di quando Zelensky ha chiaramente ringraziato gli Stati Uniti" e quanto agli europei "se si fosse irriconoscenti nei loro confronti non ci sarebbe neanche probabilmente bisogno di loro, nel senso che non si comprenderebbe l'importanza che hanno avuto nel conflitto, invece la capiscono tutti. E la capiscono benissimo".
Fonte: www.rainews.it
