La dottrina Monroe e il corollario Trump
Nel 1904, il presidente Theodore Roosevelt aggiunse il “Corollario Roosevelt”, affermando il diritto degli Stati Uniti di intervenire nei paesi dell'America Latina per impedire l'ingerenza europea
Trump ha definito il raid che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro un aggiornamento della Dottrina Monroe, la dichiarazione del 1823 del quinto presidente degli Stati Uniti, James Monroe, aggiungendo che gli Stati Uniti “governeranno il Paese” fino a quando non sarà possibile effettuare una “transizione sicura, adeguata e giudiziosa”. Anzi, con enfasi, ha proseguito: “La Dottrina Monroe è una cosa importante, ma l'abbiamo superata di molto, davvero di molto. Ora la chiamano il documento Donroe”, aggiungendo la prima lettera del suo nome alla serie di principi.
“Il dominio americano nell'emisfero occidentale non sarà mai più messo in discussione”, ha aggiunto. Ribadendo quello che è il cardine della dottrina vecchia di 200 anni che proclama "il continente americano chiuso a future colonizzazioni europee e che qualsiasi interferenza europea negli affari degli Stati americani sarebbe considerata un atto ostile”. Il principio cardine era sintetizzato nello slogan "l'America agli americani" e sollecitava la divisione del mondo in sfere di influenza controllate da potenze diverse.
Trump ha dunque in sostanza avvertito le altre potenze di non interferire negli affari delle Americhe, sottolineando che qualsiasi azione di questo tipo sarebbe considerata un attacco agli Stati Uniti.
Sviluppi della dottrina Monroe nel ‘900
Nel 1904, il presidente Theodore Roosevelt aggiunse alla “Dottrina Monroe” il “Corollario Roosevelt”, affermando il diritto degli Stati Uniti di intervenire nei paesi dell'America Latina per impedire l'ingerenza europea, in particolare per quanto riguardava il debito o l'instabilità, al fine di mantenere la stabilità e proteggere gli interessi di Washington nell'emisfero occidentale.
Quell'anno, quando i creditori europei minacciarono diversi paesi dell'America Latina, Roosevelt affermò il diritto e la responsabilità degli Stati Uniti di intervenire in linea con la dottrina.
Il Corollario Roosevelt fu articolato all'indomani della crisi venezuelana del 1902-1903, quando il Paese rifiutò di pagare i propri debiti esteri.
Da allora in poi la Dottrina Monroe si è evoluta ed è servita come giustificazione per l'intervento degli Stati Uniti nella Repubblica Dominicana, ad Haiti e in Nicaragua.
Negli anni '80, il presidente Ronald Reagan perseguì un approccio aggressivo nei confronti della regione. In Nicaragua sostenne i Contras di destra contro il governo di sinistra dei Sandinisti: in quel periodo diversi funzionari degli Stati Uniti furono coinvolti nello scandalo del traffico d'armi Iran-Contra. Reagan sostenne anche i governi militari in El Salvador e Guatemala accusati di violazioni di diritti umani.
Nel dicembre 1989 il presidente George Bush senior esercitò a sua volta la dottrina Monroe ordinando l’invasione di Panama, per la cattura di Manuel Noriega, accusato di traffico di droga: il generale fu trasportato in Florida e condannato a 40 anni di prigione. Una operazione molto simile, a distanza circa 40 anni, a quella messa in atto per Maduro.
Anche allora si parlò di violazione del diritto internazionale e delle stesse leggi americane. Ma allora gli Stati Uniti cogestivano ancora il canale di Panama insieme alle autorità locali e avevano infrastrutture militari e civili, mentre in Venezuela, dopo la rivoluzione di Hugo Chavez che nazionalizzò l’industria petrolifera Usa, non hanno più neanche l’ambasciata, chiusa durante l’era Maduro.
La National Security Strategy
Nel suo secondo mandato Trump ha esortato apertamente l’America a “riaffermare e fare rispettare la dottrina Monroe, per ristabilire la preminenza americana nell’emisfero occidentale”. E il documento sulla nuova strategia definisce, già, tale affermazione come “il corollario Trump” alla dottrina Monroe. Per molti esperti di politica estera è come il desiderio di spartire il mondo in aree di influenza tra America, Russia e Cina, le tre maggiori potenze nucleari del pianeta e l’attacco al Venezuela potrebbe essere la prima applicazione pratica su larga scala. Ma nella conferenza stampa in cui ha rivelato alcuni dettagli dell’operazione, il presidente non ha escluso iniziative simili contro Cuba, Messico e altri Paesi latinoamericani e la Groenlandia, che è Europa e non è nel perimetro descritto dalla “Dottrina Monroe”.
Fonte: www.rainews.it
