Autopsia mamma e figlia intossicate. Nessuna pista esclusa, neanche avvelenamento da parte di terzi
Nessuna risposta certa dall'esame autoptico. Indagati medici che avevano dimesse per due volte, le donne che si erano presentate al pronto soccorso. Allo studio cartelle cliniche e resti degli alimenti nell’abitazione della famiglia a Pietracatella
All'obitorio dell'ospedale Cardarelli di Campobasso, sono terminate le autopsie, durata circa sette ore, sui corpi di Sara Di Vita, di 15 anni, e della madre Antonella Di Ielsi, di 50 anni, morte nei giorni scorsi nell'ospedale molisano in seguito ad una sospetta intossicazione.
Sulla base di questi primi esami non è stato possibile stabilire una causa di morte, riferiscono fonti degli inquirenti che hanno presenziato all'accertamento irripetibile, spiegando che al momento non viene esclusa alcuna ipotesi e che sarà necessario attendere gli esiti degli esami chimici e soprattutto tossicologici.
Gli esami autoptici sono stati eseguiti dai consulenti incaricati dalla procura: Benedetta Pia De Luca e Francesco Battista Laterza. Presenti all'esame i vari consulenti nominati dai legali dei familiari delle vittime e degli indagati. Al Cardarelli presenti anche gli avvocati coinvolti e il capo della Squadra Mobile, Marco Graziano.
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Gli inquirenti, intanto, stanno portando avanti gli accertamenti e, al momento, non sembrerebbe centrale la cena della vigilia di Natale, condivisa con più persone che non hanno accusato sintomi, pur restando oggetto di analisi.
L'inchiesta della Procura di Campobasso, affidata alla Squadra Mobile, prosegue a 360 gradi in attesa dei riscontri scientifici che possano chiarire l'origine della duplice tragedia.
Tutte le ipotesi restano aperte e, in attesa degli esiti scientifici, non viene escluso nessuno scenario, nemmeno quello di un avvelenamento riconducibile a terzi. Fonti investigative sottolineano che, in questa fase, nessuna pista viene privilegiata o esclusa e che l'inchiesta mantiene un approccio prudente e aperto, in attesa di riscontri oggettivi.
"Nessuna ipotesi è esclusa: funghi velenosi, conserva contaminata. Ammettiamo che trovino una sostanza sospetta, che venga trovato un veleno qualunque, è chiaro che il quadro cambia. Quindi ripeto, nessuna ipotesi è esclusa, neanche quella dell'avvelenamento", aveva detto all'Adnkronos l'avvocato Paolo Lanese, legale di Giovanni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella Di Ielsi.
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Tra le ipotesi al vaglio, ancora tutte da verificare, vi sono anche quella di una possibile contaminazione tossica non batterica, legata a conserve o preparazioni sott'olio, e quella dell'avvelenamento da topicida contenuto nella farina. Nel granaio vicino casa c'era stata una disinfestazione.
Il botulino, secondo quanto emerso finora, non rientra tra le piste prese in considerazione, mentre si valutano in termini più ampi eventuali tossine di origine non infettiva, la cui natura potrà essere chiarita solo dagli esami specialistici in corso. Le verifiche vengono effettuate in più laboratori italiani, ma al momento non risultano esiti definitivi.
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Nell'abitazione della famiglia, che resta sotto sequestro, sono stati prelevati alimenti di vario tipo, comprese conserve, sott'oli, farine e cereali, oltre agli avanzi dei pasti natalizi. Tutto il materiale sequestrato deve essere sottoposto ad analisi scientifiche per ricostruire con precisione eventuali fonti di contaminazione.
Dagli esami medico-legali sui corpi delle due donne potranno emergere delle prime indicazioni orientative sul quadro clinico, mentre per i risultati tossicologici - necessari a identificare con certezza l'eventuale agente responsabile - saranno richiesti tempi più lunghi.
Fonte: www.rainews.it
