La Germania approva la riforma delle pensioni voluta da Merz per due soli voti
La legge passa con una maggioranza risicata dopo settimane di tensioni nella coalizione di governo e le proteste delle frange più di destra della CDU. La legge stabilizza gli assegni fino al 2031
Afp Il Bundestag, la camera bassa del parlamento tedesco, ha approvato il pacchetto di riforme sulle pensioni proposto dal governo federale con 318 voti favorevoli, 225 contrari — tra cui otto deputati della CDU-CSU — e 53 astensioni.
Per il cancelliere Friedrich Merz si tratta di un risultato politicamente significativo: ha superato di due voti l’obiettivo della cosiddetta “maggioranza del cancelliere”, fissata a 316 voti.
Il voto è arrivato dopo settimane di tensioni interne alla coalizione. Diciotto deputati dello Junge Gruppe, il gruppo giovanile dell’Unione, avevano annunciato l’intenzione di votare contro la riforma, criticandone soprattutto i costi a lungo termine. Se avessero mantenuto quella posizione, il governo sarebbe potuto andare incontro a una crisi già nel suo primo anno di legislatura.
La riforma sarà ora valutata dal Bundesrat, il senato tedesco, ma il passaggio è considerato una formalità.
Le critiche interne e il nodo dei costi
La Germania, come molti paesi europei — tra cui Italia e Francia — affronta un rapido invecchiamento della popolazione che mette sotto pressione il sistema pensionistico.
Secondo i deputati più giovani della CDU, la riforma rischia di fissare costi “insostenibili” per le generazioni future, soprattutto per la norma che garantisce fino al 2031 un livello minimo delle pensioni pari almeno al 48% del salario medio, una richiesta sostenuta dal Partito Socialdemocratico (SPD).
Il sostegno dell’opposizione di sinistra di Die Linke, che aveva annunciato l’astensione, aveva reso prevedibile il passaggio del provvedimento.
Cosa succede ora
Merz ha promesso che le preoccupazioni della Junge Union saranno discusse nell’ambito di una revisione più ampia del sistema pensionistico prevista per il 2026, che dovrebbe affrontare anche la questione più controversa: l’innalzamento dell’età pensionabile.
La legge è stata invece sostenuta dalla maggior parte dei deputati dei due partiti di governo, CDU e SPD, la cui base elettorale è composta in larga parte da persone anziane o prossime alla pensione.
Una maggioranza che resiste, ma con difficoltà
Il voto ha evitato una crisi politica, ma non risolve le difficoltà della coalizione. Nonostante alcuni successi legislativi, CDU e SPD sono arrivate al limite della rottura per la seconda volta in meno di un anno, in un clima di crescente sfiducia reciproca.
La vicenda della riforma delle pensioni mostra quanto possano essere complicati i prossimi tre anni di legislatura per il governo Merz: un esecutivo con molte ambizioni, ma margini di manovra sempre più stretti.
Fonte: www.rainews.it
