La lettera di Filippo Turetta dal carcere: "Mi pento ogni giorno per quello che ho fatto a Giulia"
Condannato all'ergastolo in primo grado, per il femminicidio di Giulia Cecchettin, ha scritto a mano la sua rinuncia alla richiesta d'appello: "Sono spinto dai sensi dai sensi di colpa"
TGR È stata pubblicata su tutti i quotidiani la lettera con cui Filippo Turetta ha rinunciato al ricorso in appello nel processo per il femminicidio di Giulia Cecchettin. L'ha scritta di getto lo scorso 10 ottobre, con scarso uso di punteggiatura. Si legge: "In questo momento ho maturato la convinzione e sento il bisogno, spinto dai forti sensi di colpa che provo, di assumermi la piena responsabilità per quello che ho fatto, di cui mi pento ogni giorno. Sinceramente, dal profondo del cuore, pensando a lei e a tutto questo, ho preso la scelta di rifiutare di affrontare i successivi gradi di giudizio e accettare la pena che ho ricevuto in primo grado". Il testo è stato reso noto da Il Gazzettino e dai quotidiani.
Femminicidio Cecchettin, Turetta rinuncia all'appello contro l'ergastolo
Il commento di Gino Cecchettin
"Sul piano umano penso sia un percorso di consapevolezza che lui sta facendo verso il gesto che ha compiuto e il dolore che ci ha procurato - ha commentato Gino Cecchettin, padre di Giulia - seppur mi risulta difficile capirlo".
Il processo d'appello
Il processo d'appello per il femminicidio di Giulia Cecchettin avrà comunque luogo, a Venezia, con prima udienza il 14 novembre. La procura aveva infatti presentato ricorso perché, in primo grado, non erano state riconosciute le aggravanti di stalking e crudeltà.
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Fonte: www.rainews.it
