Daily Archives: 26 Settembre 2023

Francesca Pascale assolta dall’accusa di diffamazione contro Matteo Salvini

Il tribunale di Lecco ha scagionato Francesca Pascale dall’accusa di diffamazione nei confronti di Matteo Salvini. L’ex compagna di Silvio Berlusconi, che il 21 gennaio 2021 aveva condiviso su Instagram un falso tweet attribuito a Salvini nel quale meridionali e africani venivano definiti «fannulloni» e «gente senza cultura del lavoro» commentando «piuttosto voterò Paperino», è stata dunque assolta.

La procura aveva chiesto 2.500 euro di multa

A occuparsi della vicenda è stato il tribunale di Lecco perché all’epoca Pascale era domiciliata in una villa a Casatenovo. La tesi della difesa si è basata sul fatto che la 37enne riteneva che il tweet fosse effettivamente di Salvini. L’avvocato del vicepremier aveva chiesto che fosse riconosciuta una responsabilità per quel giudizio. La controparte aveva invece respinto la richiesta di un accordo avanzata dalla difesa. La procura aveva chiesto la condanna della Pascale al pagamento di 2.500 euro di multa.

Roma, quartiere San Lorenzo: aggredisce tre uomini con le forbici

Nel quartiere di San Lorenzo, a Roma, uno dei luoghi della movida più frequentati della Capitale, un uomo ha seminato il panico brandendo un grosso paio di forbici e aggredendo i presenti. Tre le vittime che non sono scampate alla furia del 36enne, un cittadino somalo, che è stato arrestato dalla polizia in via Giolitti, a due passi dalla stazione Termini. Al culmine di un litigio, che secondo alcuni testimoni sarebbe nato per una bottiglia rotta, l’uomo ha ripetutamente colpito alla testa e all’addome un cittadino di 35 anni ferendolo gravemente, in via dei Volsci. Due amici della vittima sono intervenute per bloccarlo ma sono rimasti ferite anche loro, riportando tagli non gravi alle braccia e alle gambe.

L’accusa è di tentato omicidio e lesioni

Mentre l’aggressore si allontanava, i feriti e alcune persone che avevano assistito alla scena hanno chiamato la polizia e, al momento dell’arrivo degli agenti, hanno fornito la descrizione dell’uomo. Nel frattempo, il 35enne che perdeva molto sangue dalla testa è stato soccorso e portato in gravi condizioni al policlinico Umberto I. I suoi due amici, feriti in maniera più lieve, sono stati portati uno all’Umberto I, l’altro al San Giovanni. L’autore del gesto è stato rintracciato dagli agenti del commissariato Viminale in corrispondenza sottopasso Turbigo, che collega via Marsala con via Giolitti, sempre nei pressi della stazione Termini. L’uomo aveva ancora le mani sporche di sangue e nello zaino aveva messo la felpa rossa indossata al momento dell’aggressione e le forbici. Per lui, è scattato il fermo di polizia giudiziaria per l’accusa di tentato omicidio e lesioni aggravate.

Amazon aumenta gli stipendi dei dipendenti logistica in Italia

Amazon aumenta a 1.764 euro la retribuzione lorda iniziale per i dipendenti della propria rete logistica in Italia.
Si tratta di un incremento del 21 per cento rispetto al 2019 e dell’8 per cento rispetto ai salari di ingresso previsti per il quinto livello del CCnl Logistica, Trasporto merci e Spedizione. Lo annuncia l’azienda sottolineando in una nota che «l’iniziativa rientra nella politica Amazon di revisione annuale degli stipendi, affinché sia garantita una retribuzione competitiva ai propri dipendenti». L’aumento riguarda sia i lavoratori a tempo indeterminato sia quelli con contratti a termine.

Usa contro Amazon: monopolio illegale 

Gli Stati Uniti hanno citato in giudizio Amazon dando il via alla lotta antitrust con il colosso dell’e-commerce, che potrebbe cambiare il modo in cui gli americani fanno acquisti. Come riporta il New York Times, la Federal Trade Commission e 17 stati hanno intentato una causa accusando la società di soffocare illegalmente la concorrenza.  A loro parere, infatti, la società fondata da Jeff Bezos porta avanti illegalmente un monopolio su settori della vendita al dettaglio online schiacciando i commercianti e favorendo i propri servizi.

 

Video shock: il figlio di Ramzan Kadyrov picchia un prigioniero

Le violenze, documentate in un video di pochi secondi e diffuso dal leader ceceno Ramzan Kadyrov, mostrano il figlio Adam che picchia il detenuto Nikita Zhuravel, un ucraino di 19 anni accusato di aver bruciato il Corano e da maggio recluso a Grozny. Il filmato si interrompe, il pestaggio probabilmente no, riporta l’Ansa. «Senza esagerare, sì, sono orgoglioso dell’azione di Adam. Lo ha picchiato e ha fatto la cosa giusta», ha commentato il leader ceceno.

Il fatto risale almeno a metà agosto, quando il difensore civico per i diritti umani della Cecenia, Mansur Soltayev, ne aveva dato notizia annunciando che avrebbe indagato. Il braccio destro di Kadyrov, Adam Delimkhanov, aveva difeso quello che lui definiva un esempio di «patriottismo e di aspirazione a proteggere la religione». Le immagini diffuse dal leader ceceno sono diventate subito virali. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha preferito non parlarne. Yevgeny Popov, giornalista di Rossiya 1, ha affermato che «non si possono picchiare le persone, è illegale».

Bozza dl migranti: sedicenni nei centri ordinari con gli adulti

Nel caso di «momentanea indisponibilità di strutture ricettive per migranti» minorenni il prefetto «può disporre la provvisoria accoglienza del minore di età non inferiore a sedici anni» in una sezione dedicata nei centri ordinari, «per un periodo comunque non superiore a novanta giorni». Così prevede la bozza del nuovo decreto migranti che andrà all’esame del Consiglio dei ministri mercoledì 27 settembre. Inoltre, quando lo straniero è condannato per il reato di falsa attestazione della sua età, la pena può essere sostituita dall’espulsione dal territorio nazionale. Il decreto facilita anche le espulsioni per «gravi motivi di sicurezza» e prevede che il Viminale possa avvalersi della Guardia costiera negli hotspot «in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di migranti nel territorio nazionale provenienti dalle rotte marittime del Mediterraneo».

Incremento personale Forze armate

Dal 2024 al 2028 è autorizzato il reclutamento nel Corpo, per ciascun anno, di 100 volontari mentre per rafforzare i dispositivi di controllo e sicurezza nelle principali stazioni ferroviarie italiane il contingente di personale delle Forze armate dell’operazione Strade sicure – così la bozza del nuovo decreto migranti – è incrementato dall’1 ottobre al 31 dicembre 2023 di ulteriori 400 unità. Per l’attuazione della misura è autorizzata la spesa complessiva di 2,8 milioni di euro.

L’art.8 e le categorie vulnerabili

Nell’articolo 8, quello dedicato all’accoglienza delle categorie vulnerabili, è stata soppressa la dicitura “donne in gravidanza”, ma nella relazione introduttiva viene precisato che, tra i vulnerabili, vanno considerate tutte le donne e non solo quelle in stato di gravidanza. Per quanto riguarda la capienza dei centri «Si può derogare ai parametri previsti», ma con un limite: «nella misura non superiore al doppio dei posti previsti dalle medesime disposizioni». Mentre per i centri destinati ai minori, non si può eccedere «la misura massima del 50 per cento rispetto ai posti previsti».

Il nuovo spot Esselunga è una manna per la ministra Roccella

Brutta cosa la vecchiaia, con la memoria a lungo termine sempre più implacabile che di ogni presunta novità ti mostra l’albero genealogico fino alla settima generazione, per concludere invariabilmente che, dantescamente parlando, “la virtù non scende per li rami”. Mi è successo con il discusso (sui social) nuovo spot di Esselunga, lui pure piuttosto esselungo, quasi un cortometraggio. La trama: la piccola Emma va con la mamma al supermercato, sparisce per qualche minuto allarmando la genitrice, che la ritrova al banco della frutta mentre sceglie una pesca. Come scopriremo nel finale, il frutto era destinato al papà, divorziato o separato, che Emma vorrebbe rappacificare con la mamma.

 

Quel filo sottile che lega la pesca Esselunga al fusillo Barilla del 1988

Ho visto subito un filo che collega la pesca Esselunga del 2023 al fusillo Barilla, che in un iconico spot del 1988 un’altra bimba metteva di nascosto in tasca al padre in partenza per terre assai lontane, sul celeberrimo Leitmotiv tratto da Hymne di Vangelis. “Dove c’è Barilla c’è casa”, prometteva all’epoca il claim dell’azienda parmigiana. «Da noi ogni spesa è importante», osserva più sibillino quello dello spot Esselunga. Cioè, se un fusillo Barilla poteva far sentire un padre a casa, la pesca comprata nei megastore del defunto Caprotti il padre a casa ce lo può proprio riportare materialmente, fra lacrime e abbracci. In entrambi i casi c’è di mezzo una figlioletta affezionata e benintenzionata. Ma la bambina dello spot Barilla aveva le treccine, le guanciotte e lo sguardo birichino e fiducioso – eravamo ancora negli Anni 80, quella famiglia era chiaramente unita e benestante, e il papà partiva per un lavoro che l’avrebbe di certo resa ancora più benestante. Invece Emma di Esselunga, smilza e con gli occhi più adulti della sua età, è una figlia dell’Italia infelice di oggi, senza fratellini, con madre single e papà che vive altrove e viene a prenderla per il weekend, parcheggiando sotto la splendida casa che nelle pubblicità non si nega a nessuno, nemmeno negli spot dell’adesivo per dentiere.

La pubblicità e i superpoteri degli alimenti, tra merendine che danno visioni a cioccolatini da orgasmo

La cosa buffa è che la mamma di Emma, anagraficamente e somaticamente, potrebbe benissimo essere la bambina Barilla di ieri, trasformata dagli anni e dalle delusioni in una 40enne single trafelata e pensierosa che ha perso da un pezzo la fiducia nel magico potere del fusillo, e probabilmente dubiterebbe anche di quello della pesca. Forse perché non fa la pubblicitaria, mestiere in cui ai commestibili vengono sempre attribuiti superpoteri psicotropi, le merendine dànno le visioni, i cioccolatini procurano orgasmi e i sughi pronti fanno l’effetto euforizzante delle canne (stranamente, gli unici prodotti che sembrano non far girare la testa a nessuno sono gli alcolici, che negli spot al massimo rendono la gente cordiale e socievole, mentre chi si scola l’acqua minerale rovescia estaticamente gli occhi).

Nello spot Esselunga il divorzio in sé è garanzia di infelicità e le donne devono tenersi stretti gli uomini, mariti o padri che siano

Ma veniamo alla pesca Esselunga. Che forse non rimpiange di non essere stata scelta per il cinema, col rischio di ritrovarsi in scene hard tipo Chiamami con il tuo nome, ma forse avrebbe preferito lavorare in una delle innovative campagne pubblicitarie Esselunga di 20 anni fa, dove frutti e ortaggi si vedevano fantasiosamente trasformati in personaggi celebri: Pompelmo Tell, John Lemon, Porro Seduto e così via. Anche in pubblicità c’è stato un ritorno all’ordine: siamo nell’era in cui i Meloni fanno politica, però le pesche devono tornare fare le pesche, sennò il generale Vannacci si spaventa e ci scrive un altro libro. E, come le pesche, negli spot anche le donne devono restare fedeli ai loro ruoli tradizionali: fare la spesa, badare ai figli e tenersi stretti gli uomini, mariti o padri che siano. Nello spot Esselunga il divorzio è garanzia di infelicità (non il divorzio in cui gli ex mariti non pagano gli alimenti o stalkerano o minacciano di morte le ex mogli, proprio il divorzio in sé). Per fortuna c’è il supermercato di Caprotti, un santuario in cui ogni prodotto, anche una semplice pesca, è una reliquia miracolosa che rinsalda i focolari domestici e riporta concordia e serenità nelle coppie e nelle famiglie, quelle etero, ovviamente, le uniche degne di chiamarsi tali. La ministra Roccella non potrebbe chiedere di meglio. Che Esselunga voglia diventare il braccio del ministero della Famiglia e natalità nella grande distribuzione? Staremo a vedere. Nel dubbio, i profilattici meglio comprarli in un altro supermercato.

Un ministro israeliano in Arabia Saudita: è la prima volta

Per la prima volta un ministro israeliano è atterrato in Arabia Saudita. Si tratta di quello del turismo Haim Katz, a Riad per partecipare a un convegno dell’Organizzazione mondiale del turismo, agenzia specializzata delle Nazioni Unite con sede a Madrid. La visita si inserisce nel clima politico generale che vede la possibilità di un avvio della normalizzazione tra i due Paesi, su cui stanno lavorando gli Stati Uniti.

Il ministro israeliano del Turismo: «Il turismo è un ponte tra le nazioni»

Definendo il turismo «un ponte tra le nazioni», Katz (che rimarrà nella capitale saudita due giorni) ha dichiarato che «la cooperazione in questo campo ha la potenzialità di unire i cuori e il progresso economico». A tal proposito, il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen ha dichiarato che un accordo di normalizzazione della relazioni fra Israele e Arabia Saudita potrebbe essere raggiunto «nel primo trimestre del 2024».

Un ministro israeliano in Arabia Saudita: è la prima volta. Haim Katz a Riad per partecipare a un convegno sul turismo.
La Spianata delle moschee a Gerusalemme (Getty Images).

Il ministro degli Esteri Cohen: «Elevate le probabilità di un accordo»

«Abbiamo raggiunto un punto in cui le probabilità sono le più elevate che mai», ha detto Cohen intervistato dalla radio pubblica Kan, aggiungendo poi che l’eventuale accordo sarebbe «uno dei maggiori eventi storici» nella storia di Israele. Essendo l’Arabia Saudita «il Paese leader dell’Islam sunnita», l’accordo segnalerebbe «quasi la fine del conflitto fra il popolo ebraico e il mondo musulmano». Sorvolando sulla questione palestinese, il ministro ha infine escluso l’eventualità che, in seguito a tali intese i partiti estrema destra possano aprire una crisi nella coalizione del governo di Benjamin Netanyahu.

Sondaggi politici, la Lega supera il 10 per cento

Secondo l’ultimo sondaggio Swg per il Tg La7, in una settimana è la Lega ha guadagnato lo 0,3 per cento nelle intenzioni di voto degli italiani e ha superato per la prima volta il 10, fermandosi al 10,1. Un risultato importante per il partito di Matteo Salvini, premiato probabilmente dalle politiche dure sui migranti. Anche se un’altra rilevazione Swg mostra come l’elettorato di maggioranza non sia pienamente soddisfatto per le scelte attuali, considerate ancora troppo deboli dal 51 per cento degli intervistati. Perde lo 0,1 per cento, invece, Fratelli d’Italia. Stabile il Pd, male il Movimento 5 stelle.

FdI resta sotto al 30 per cento

Il partito di Giorgia Meloni non riesce a risalire oltre il 30 per cento e in sette giorni ha perso anche lo 0,1. Fratelli d’Italia si ferma così al 28,7 per cento, poco meno di 9 punti percentuali sopra al Pd. I dem guidati da Elly Schlein restano stabili al 19,8 per cento. Dietro, sono i pentastellati di Giuseppe Conte a cedere lo 0,3 per cento, scivolando al 16,9 e perdendo terreno. Bene, invece, Forza Italia. Il partito guidato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani guadagna lo 0,2 per cento, salendo al 6,5.

Sondaggi politici, la Lega supera il 10 per cento
Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Azione e +Europa salgono, scivola Renzi

Bene, invece, Carlo Calenda. Azione ha guadagnato un ulteriore 0,1 per cento e sale a quota 3,8. Un risultato importante perché contemporaneamente è stato Italia Viva di Matteo Renzi a perdere lo 0,1 per cento, fermandosi invece al 2,7 e ampliando la forbice tra i due partiti che fino a pochi mesi fa erano alleati. A crescere è anche +Europa, che ha guadagnato lo 0,2 per cento e ora tallona proprio IV, a quota 2,6 per cento. La stessa percentuale è stata persa da Alleanza Verdi e Sinistra, ora al 3,2 per cento. Due partiti a quota 1,6 per cento: si tratta di Per l’Italia con Paragone e Unione Popolare.

Sondaggi politici, la Lega supera il 10 per cento
Carlo Calenda e Matteo Renzi insieme durante un convegno dell’ex Terzo Polo (Imageoconomica).

Morte di Matteo Messina Denaro, l’autopsia e poi il funerale in Sicilia

Il corpo del boss di Cosa Nostra, Matteo Messina Denaro, morto il 25 settembre 2023, è stato sottoposto all’autopsia eseguita dalla procura dell’Aquila e di Palermo, per poi essere trasferito in Sicilia per il funerale. Quest’ultimo, stando alle ricostruzioni del Corriere della Sera, dovrebbe avvenire senza alcuna funzione religiosa, con il boss che verrà semplicemente seppellito nella tomba di famiglia.

Il viaggio dall’Abruzzo alla Sicilia

A seguito dell’autopsia, il corpo di Matteo Messina Denaro verrà trasportato in Sicilia. Il boss mafioso è morto per le complicazioni dovute a un tumore al colon, nel reparto detenuti dell’Ospedale San Salvatore a L’Aquila. Ora il suo feretro verrà trasportato dalla città abruzzese fino a Castelvetrano, in Sicilia, con un viaggio blindatissimo per motivi di sicurezza. Sono state disposte diverse staffette di scorta di polizia e carabinieri e, al momento, non è noto se il viaggio verrà effettuato via mare, con un traghetto Napoli-Palermo, o su strada.

Il funerale di Matteo Messina Denaro

In base a quanto fin qui emerso sul funerale di Matteo Messina Denaro, pare che la nipote del boss abbia prenotato nell’agenzia funebre Pacini una bara in legno chiaro del valore di 1.500 euro. Per il boss di Cosa Nostra non è prevista una funzione religiosa, ma solo una sepoltura nella cappella di famiglia nel cimitero di Castelvetrano. L’arrivo del feretro in Sicilia è previsto tra la tarda notte di mercoledì 27 settembre e le prime ore di giovedì 28.

Sul rigassificatore a Vado è scontro tra Calenda e Toti

È  scontro tra Carlo Calenda e il presidente della Liguria Giovanni Toti sul futuro del rigassificatore attualmente collocato a Piombino. Toti ha infatti promesso di trasferirlo tra Vado e Savona, scatenando il putiferio.

 Calenda: «Non siamo favorevoli a spostarlo da Piombino a Vado per ragioni politiche»

Calenda su X si era detto favorevole all’idea, se utile. «Anzi, ho dichiarato che sono pronto ad andare a spiegarlo ai cittadini di Vado come fatto a Piombino. Ma non siamo favorevoli a spostarlo da Piombino a Vado per ragioni politiche». Un modo forse per giustificare le ambiguità di Azione che se a Piombino si era schierata per il sì, in Liguria, con il voto del consigliere regionale Pippo Rossetti appena entrato nei centristi dal Pd, è orientata per il no. Per Calenda tutto sta nelle intenzioni. «La questione è perché si sposta il rigassificatore di Piombino a Vado visto che a Piombino ha tutte le autorizzazioni e a Vado no. La realtà è che la Meloni vuole favorire il suo sindaco (di Piombino) e Toti vuole fare il terzo mandato in Regione».

La replica di Toti: «La Liguria è il simbolo del fallimento di Calenda»

La risposta di Toti non ha certo calmato le acque: «Calenda ha prima stretto un accordo con Letta, poi ha fatto il Terzo Polo con Renzi, poi ci ha ripensato. A Genova è venuto ad appoggiare Marco Bucci e poi ci ha ripensato in cambio di qualche vecchio arnese al Pd», attacca il governatore con riferimento a Rossetti e alla consigliera comunale Cristina Lodi passati dai dem ad Azione. «Se per due consiglieri in più si cambia idea sulle politiche energetiche del Paese, in un partito nato per promuovere modernità e sviluppo, mi sa che Azione ha fallito in partenza. Calenda sa benissimo che la valutazione ambientale prevede che a Piombino l’impianto stia tre anni, la decisione l’ha presa il governo Draghi, oggi raccontare una storia diversa solo per giustificare il voto tra il populista e il velleitario dei suoi neo consiglieri credo qualifichi il movimento. La Liguria è il simbolo del fallimento di Calenda». Accuse a cui l’ex ministro ha ribattuto: «Toti piantala di fare il bambacione, devi spiegare ai liguri che senso ha portare il rigassificatore di Piombino a Vado, a parte fare un favore a Meloni per farti dare il terzo mandato. Io sono favorevole a farne altri dieci di rigassificatori».

 

LEGGI ANCHE: Fazio e quel rigassificatore poco gradito davanti casa

 

Santanchè e il controverso viaggio in Oriente: quanto è costato?

La ministra del Turismo Daniela Santanchè è da tempo al centro del dibattito pubblico e politico dopo il caso Visibilia che ha scosso la sua posizione all’interno di Fratelli d’Italia e l’equilibrio dell’intera maggioranza di governo, tanto che si parla ormai apertamente di ipotesi rimpasto. In molti, dopo l’esplosione della vicenda, ne hanno chiesto le dimissioni. Ora c’è un capitolo in più: Il Fatto Quotidiano si è concentrato su il modo in cui il dicastero di Santanchè utilizza il denaro pubblico, cercando di capire quanto sia costato alle tasche degli italiani il recente viaggio in Oriente.

I viaggi della Santanchè a spese degli italiani

La ministra Santanchè è tornata da qualche giorno in Italia dopo un tour in Oriente che lei stessa ha definito come «un importante momento di confronto e di incontro tra due culture e due visioni molto diverse». Il viaggio è stato naturalmente a carico del bilancio dello Stato, essendo a tutti gli effetti una missione all’estero che la ministra compie nell’interesse del Paese. Ma quanto è costato tutto questo agli italiani? Secondo il Fatto si tratta di 134 mila euro a cui sarebbero da aggiungere le spese varie e i 21 mila euro per la tappa fatta a Seul. Si ricorda che, in questi casi, insieme al titolare del ministero si muovono anche il suo team e i suoi collaboratori di fiducia. In questo caso per l’Italia erano previste due delegazioni, una istituzionale e una commerciale. Nella prima figurano il capo di Gabinetto della ministra, Erika Guerri, il deputato FdI e consulente del ministero Gianluca Caramanna, il consigliere diplomatico Simone Landini e Ivana Jelinic dell’Enit e Matteo Zoppas dell’Ice. Nella delegazione commerciale, invece, sono presenti otto imprenditori rappresentanti del comparto turistico che, però, avrebbero sostenuto da soli le spese del viaggio.

Le controversie sul viaggio in Oriente

Le spese per la missione in Oriente di Daniela Santanchè avrebbero acceso dei malumori all’interno della direzione generale del ministero, che sarebbe stato costretto a procrastinare delle attività ordinarie e il pagamento di alcuni fornitori. L’alto costo del viaggio e le naturali polemiche ha portato il dicastero a far uscire anche una nota nella quale sono stati chiariti i dettagli della missione. In questa si legge: «Il ministro e i delegati istituzionali non si sono serviti di voli di Stato, ma di linea e hanno soggiornato negli hotel più convenienti tra quelli convenzionati con le ambasciate e i consolati del luogo. Le due notti di hotel a Macao del ministro e dei delegati istituzionali sono state offerte dagli organizzatori».

L’organizzazione della missione fatta senza una gara

L’attenzione del Fatto Quotidiano si è concentrata in particolar modo sull’organizzazione dell’intero viaggio, con il ministero che solo il 31 agosto avrebbe chiesto a Enit di occuparsi della gestione dei servizi organizzativi. L’intero tour sarebbe stato poi affidato, senza un gara, ad un’agenzia di Pechino, la Caissa Travel Service Co., con il prezzo dei tre giorni in Cina della ministra Santanchè e della delegazione istituzionale che sarebbe arrivato a 134.689,26 euro, più le spese varie e la trasferta in Corea, costata altri 21.149,95 euro. Un totale di 155 mila euro per tre giorni.

Luisa Ranieri nel cast del biopic su Modigliani diretto da Depp

Si allarga il cast di Modi, il nuovo biopic sull’artista italiano Amedeo Modigliani diretto da Johnny Depp, che torna dietro la macchina da presa dopo 25 anni. A Riccardo Scamarcio, che interpreterà Modigliani, e Al Pacino, che vestirà i panni di Maurice Gangnat, si aggiungerà Luisa Ranieri, nei panni di Rosalie. La pellicola sarà girata nell’autunno del 2023 a Budapest.

La trama del biopic

Modi è un film biografico ambientato durante il soggiorno parigino dell’artista, nel 1916. Sul grande schermo, però, Depp porta solo 48 ore della permanenza francese: un’istantanea di vita che ritrae un Modigliani desideroso di porre fine alla propria carriera e lasciare la città. L’artista sarà in fuga dalla polizia per le strade della capitale francese e si scontrerà con i suoi colleghi bohémien: il francese Maurice Utrillo (Niney), il bielorusso Chaim Soutine e la sua musa e amante inglese Beatrice Hastings. Ma solo quando incontrerà il collezionista d’arte internazionale Gangnat (Pacino) la sua vita sembrerà sul punto di cambiare.

La presenza della Ranieri contribuisce a valorizzare gli attori italiani nel mondo

«Sono entusiasta di annunciare che nel nostro nuovo film su Modigliani si aggiunge nel cast anche Luisa Ranieri, una tra le attrici più talentuose che l’Italia possa vantare e che potrebbe sicuramente avere successo a livello internazionale», ha sottolineato Andrea Iervolino, ceo del Gruppo Ilbe. Che ha aggiunto: «Con Ilbe continuiamo a promuovere i grandi attori italiani, e il nostro obiettivo è quello di valorizzarne il talento a livello mondiale affiancandoli a grandi star di fama internazionale. Sono molto orgoglioso di essere parte di questo progetto». Il film è basato su un’opera teatrale di Dennis McIntyre ed è stato successivamente adattato per lo schermo da Jerzy e Mary Kromolowski. Modì parteciperà al Marché di Cannes venduto da The Veterans.

La Uefa riammette le squadre giovanili russe: «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»

Le squadre russe composte da giocatori minorenni sono state riammesse dall’Uefa per disputare i campionati già della stagione 2023/2024. La decisione è stata annunciata al termine della riunione del comitato esecutivo a Limassol. Durante l’incontro, è stata assegnata la finale della Supercoppa Europea dell’agosto 2024 alla città di Varsavia. L’Uefa ha poi ufficializzato la decisione di riammettere le squadre dall’Under 17 in giù. E la scelta coinvolgerà anche le formazioni nazionali.

La Uefa riammette le squadre giovanili russe «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»
Il presidente dell’UEFA Aleksander Ceferin (ANSA).

La Uefa: «I bambini non devono essere puniti»

Nella nota con cui ha ufficializzato la decisione, la Uefa ha sottolineato di essere «consapevole che i “bambini” non dovrebbero essere puniti per azioni la cui responsabilità ricade esclusivamente sugli adulti ed è fermamente convinta che il calcio non debba mai rinunciare a inviare messaggi di pace e speranza. È particolarmente doloroso che, a causa del perdurante conflitto, una generazione di minori sia privata del diritto di competere nel calcio internazionale. Per questi motivi, il Comitato Esecutivo della Uefa ha deciso che le squadre russe composte da giocatori minorenni saranno riammesse alle sue competizioni nel corso di questa stagione».

La Uefa riammette le squadre giovanili russe «I bambini non paghino per le colpe degli adulti»
Il logo della Uefa Champions League prima di una gara in Germania (Getty images).

Saranno reinserite anche le formazioni femminili

E la nota prosegue: «Il Comitato Esecutivo ha chiesto all’amministrazione Uefa di proporre una soluzione tecnica che consenta il reinserimento delle squadre russe U17 (sia maschili che femminili) anche dopo che si sono già svolti i sorteggi. Tutte le partite delle squadre russe si giocheranno senza la bandiera nazionale, l’inno, la divisa nazionale e non sul territorio russo. Allo stesso tempo, il Comitato Esecutivo ha ribadito la sua condanna della guerra illegale della Russia e ha confermato che la sospensione di tutte le altre squadre russe (club e nazionali) rimarrà in vigore fino alla fine del conflitto in Ucraina».

Bruce Willis avvistato sul sedile passeggero di un’auto a Los Angeles

Bruce Willis è stato avvistato a Los Angeles sul sedile passeggero di un’auto. Lo ha riportato il Daily Mail, sottolineando come sia la prima volta che l’attore e icona degli Anni 80 appare in pubblico dall’annuncio della diagnosi di demenza fototemporale risalente a febbraio 2023. La star di Hollywood 68enne aveva già dato l’addio alle scene a marzo dell’anno precedente. Vestito con giacca blu e cappello coordinato, Willis ha guardato dritto verso l’obiettivo, forse accorgendosi del paparazzo, in quella che appare come una delle sempre più rare uscite fuori dal suo appartamento. «La demenza è dura», ha raccontato la moglie Emma Heming al programma Today di Nbc. «Non solo per chi ne è affetto, ma anche per la sua famiglia. Questo non è diverso per Bruce, me e le nostre ragazze».

Bruce Willis, il racconto della moglie Emma: «Non so se sia cosciente»

Nel corso della lunga intervista, Emma Heming ha avuto modo di affrontare diversi aspetti della sua vita e dei suoi cari dalla scoperta della demenza di Bruce Willis. «Quando dicono che è una malattia di famiglia, non hanno torto», ha proseguito ai microfoni di Nbc. «Coinvolge davvero tutti, seppur in modo diverso». Parlando dello stato di salute di suo marito, però non ha potuto fornire molti dettagli. «Difficile capire quanto sia consapevole di quello che gli sta accadendo», ha raccontato Heming, prima di fermarsi tra le lacrime. «Non posso dare una risposta». A tal proposito, in studio ha parlato anche Emma Dickinson, Ceo dell’Associazione per la degenerazione fototemporale. «Il lobo frontale controlla l’auto-intuizione», ha spiegato la dottoressa. «La prima cosa che il paziente perde, in alcuni casi, è proprio la comprensione che egli stesso è cambiato».

È la prima fotografia di Bruce Willis dall’annuncio della demenza. La moglie Emma Heming: «Non so se sia cosciente della sua malattia».
Bruce Willis e la moglie Emma Heming nel 2019 (Getty Images).

Nonostante le difficoltà, Heming ha però ricordato come la scoperta e la diagnosi della malattia di Bruce Willis abbiano reso «più facile» la sua vita, soprattutto hanno consentito a tutti i componenti della famiglia di accettare la situazione. «Penso sia stata una benedizione e, in parallelo, una maledizione», ha sottolineato la moglie della star. «Sapere cosa sta succedendo non rende tutto meno doloroso, ma ci aiuta a capire come doverci comportare». Ha poi ricordato come Bruce Willis, nonostante le difficoltà che sta attraversando da ormai quasi due anni, non ha mai smesso di essere un esempio per lei e per le loro figlie. Heming ha infatti detto di apprendere sempre qualcosa da lui, ogni giorno, dall’amore alla pazienza, fimo alla resilienza. «È questo il suo superpotere ancora oggi».

Stati Uniti, il sindacato degli attori vota a favore di uno sciopero nell’industria dei videogiochi

A Hollywood dopo cinque mesi è stato trovato l’accordo tra sceneggiatori e produttori sui termini del nuovo contratto triennale della categoria. Ma gli attori sono ancora sul piede di guerra: il sindacato Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA) ha appena votato a favore di uno sciopero per tutelare coloro che lavorano nell’industria dei videogiochi.

Al sondaggio hanno partecipato oltre 34 mila membri del sindacato

Lo sciopero che ha messo in crisi cinema e tv è nato (anche) dalle preoccupazioni relative alla retribuzione e all’uso dell’intelligenza artificiale. Ma sono molti gli attori, impegnati nel doppiaggio dei videogiochi, che si trovano ad affrontare gli stessi problemi. Il sindacato SAG-AFTRA ha indetto così un sondaggio, a cui hanno partecipato oltre 34mila membri (pari al 27 per cento degli aventi diritto). Di essi, il 98,3 per cento si è detto a favore dello sciopero.

Stati Uniti, il sindacato degli attori SAG-AFTRA vota a favore di uno sciopero nell'industria dei videogiochi.
Fran Drescher (Getty Images).

Lo sciopero potrebbe comportare ritardi nel lancio dei videogiochi

«È giunto il momento per queste aziende, che guadagnano miliardi di dollari e pagano profumatamente i loro amministratori delegati, di offrire ai nostri artisti un accordo che mantenga l’attività nei videogiochi come una carriera praticabile», ha detto Fran Drescher, presidente di SAG-AFTRA. Uno sciopero non creerebbe immediati problemi nel settore, considerate le tempistiche più lunghe necessarie a creare un videogioco. Tuttavia potrebbe comunque comportare ritardi e slittamenti nella tabella di marcia delle aziende, che sempre di più utilizzano attori e doppiatori per creare le scene delle proprie avventure. Nel 2016 si era già verificato uno sciopero nell’industria dei videogiochi: in quel caso attori e doppiatori si fermarono per oltre un anno, nella mobilitazione più lunga nella storia di SAG-AFTRA.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana da Torquemada della Lega a uomo delle istituzioni

«Con Giorgio Napolitano scompare una delle figure più rilevanti della storia istituzionale e della Repubblica». Così, senza una sbavatura, il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha accolto il feretro del presidente emerito a Montecitorio dove martedì 26 settembre si sono tenute le esequie laiche di Stato. La sobrietà e la compostezza della terza carica dello Stato, soprattutto in una occasione solenne come questa, non dovrebbe stupire, anzi. Eppure quando si parla di Lorenzo Fontana le cose sono un p0′ diverse.

Un anno di silenzio e sobrietà

A dire il vero da quando è stato eletto presidente della Camera, il 14 ottobre 2022, il leghista che all’Europarlamento sfoggiava la t-shirt “No sanzioni alla Russia” e che il 25 aprile dichiarava di festeggiare San Marco invece della liberazione dai nazifascisti non ha mai scatenato una polemica né usato toni sopra le righe. Come si fosse eclissato, assorbito totalmente dalla sua carica istituzionale. Resta da segnalare solo una gaffe veniale, un refuso sulla sua scheda personale depositata a Montecitorio nel 2018 in cui tra i ruoli ricoperti indicava quello di «inpiegato presso Verona fiere in aspettativa dal 2009». Scritto, per due volte, con la “n”, al posto della “m”. Nulla rispetto alle uscite del collega al Senato Ignazio La Russa che tra la «banda musicale di semi pensionati» colpita dai partigiani in via Rasella – «una pagina tutt’altro che nobile della Resistenza: quelli uccisi furono una banda musicale di semi-pensionati e non nazisti delle Ss, sapendo benissimo il rischio di rappresaglia su cittadini romani, antifascisti e non» -, la negazione dei riferimenti antifascisti nella Costituzione – «Io credo semplicemente che ciò accadde sotto la spinta dei partiti moderati che non volevano fare questo regalo al Pci e all’Urss» – e il “fraintendimento” delle parole spese in difesa del figlio Leonardo Apache accusato di stupro ha dato più di un grattacapo a Giorgia Meloni e non solo.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana da Torquemada della Lega a uomo delle istituzioni
Lorenzo Fontana con Ignazio La Russa (Imagoeconomica).

Fontana, l’eccezione del Carroccio

Fontana invece nulla. Ligio al dovere, regge la Camera senza dare nell’occhio. Nemmeno sui social dove il suo profilo è tutta una foto istituzionale, strette di mano con colleghi esteri, e santini di celebrazioni e anniversari. Al massimo si concede qualche ricorrenza religiosa come l’Assunzione della Beata vergine, San Lorenzo, e la Trasfigurazione di Gesù, solo per citare gli ultimi post di agosto. Vero, l’Italia sarebbe uno Stato laico, ma vista la foga teocon che lo ha caratterizzato in passato si può persino chiudere un occhio. Così Fontana è diventato, insieme con il titolare del Mef Giancarlo Giorgetti, un caso nella maggioranza e soprattutto nel chiassoso Carroccio. Il suo silenzio fa rumore se confrontato ai soliti post barricaderi di Matteo Salvini che, dimenticando di essere anche ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture nonché vicepremier, è in campagna elettorale permanente.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana
Lorenzo Fontana e Matteo Salvini a Strasburgo postati da Lia Quartapelle.

Quando Fontana si professava amico di Alba Dorata, fan di Putin e lottava contro l’aborto

Un’operazione, quella di Fontana, completamente riuscita. Si fa quasi fatica a ricordarselo quando si professava amico di Alba Dorata e fan di Vladimir Putin (anche di Viktor Orban e di Marine Le Pen, a dirla tutta, ma nel governo Meloni questa è la normalità). O quando, nel marzo 2014, da europarlamentare si recò in visita in Crimea in qualità di osservatore internazionale per il referendum di annessione alla Federazione Russa, schierandosi ovviamene a favore del sì e attaccando successivamente Bruxelles perché incapace di capire «la volontà di un popolo» che finalmente sentiva di «essere tornato alla casa madre». Nel 2016 ne ebbe pure la Nato, colpevole di aver inviato un piccolo contingente al confine europeo con la Russia: «La scelta di schierare militari al confine russo è schizofrenica e gravissima: le forze mondialiste combattono la Russia identitaria invece di occuparsi del terrorismo islamico. L’esercito lo si schieri per fermare l’immigrazione incontrollata, invece di giocare alla Guerra Fredda». Ancora all’inizio di febbraio 2022, poco prima dell’invasione russa dell’Ucraina, in una intervista al Foglio si diceva fiducioso: «Il mio punto di vista, che è un punto di vista atlantista ed europeista, è che se la Russia avesse voluto invadere l’Ucraina, cosa che mi auguro non accada mai, lo avrebbe già fatto e che quella della Russia sia la posizione di chi cerca di avere un punto di forza all’interno di un negoziato». Non solo. Per Fontana Mosca era l’ultimo baluardo dei valori tradizionali: «Se 30 anni fa la Russia, sotto il giogo comunista, materialista e internazionalista, era ciò che più lontano si possa immaginare dalle idee identitarie e di difesa della famiglia e della tradizione», sosteneva convinto, «oggi invece è il riferimento per chi crede in un modello identitario di società». Per non parlare poi del suo impegno contro l’aborto, la sua contrarietà alle unioni civili, e la fobia per le cosiddette teorie gender. Tutte battaglie portate avanti da ministro della Famiglia e della disabilità nel governo gialloverde. Nel 2018 chiese persino l’abolizione della legge Mancino che punisce l’incitamento all’odio, alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali. Il motivo? Nel tempo, a suo dire, si era «trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato». Sì, ma quello era un altro Fontana. Ora il presidente della Camera stringe la mano sorridente al collega ucraino Ruslan Stefanchuk.

La metamorfosi di Lorenzo Fontana
Dal profilo Twitter di Lorenzo Fontana.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio

I pm della procura di Roma hanno proceduto all’iscrizione nel registro degli indagati del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis per l’accusa di falso in bilancio. Si tratta di un atto dovuto dopo la trasmissione degli atti da parte dei pm partenopei. L’inchiesta è quella legata a presunte plusvalenze fittizie intorno all’acquisto dell’attaccante Victor Osimhen nel 2020 dalla squadra francese del Lille.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio
De Laurentiis festeggia lo scudetto vinto al termine della stagione 2022/2023 (Getty Images).

Osimhen pagato 71 milioni e 250 mila euro

Gli atti sono stati trasmessi a Roma ad agosto, dov’è stata spostata l’inchiesta sulle presunte plusvalenze fittizie, poiché nella capitale è stato approvato il bilancio del Napoli. Il Napoli ha acquistato l’attaccante nigeriano tre estati fa, pagandolo al Lille una cifra complessiva di 71 milioni e 250 mila euro. Ma il club azzurro ha versato nelle casse della società francese soltanto 50 milioni. Gli altri 21 milioni, invece, sono stati pagati con i cartellini i quattro calciatori. Si tratta del portiere greco Orestis Karnezis e i tre giovani del vivaio Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri. Fino a oggi Osimhen è il calciatore più pagato nella storia del Napoli.

Caso Osimhen, De Laurentiis indagato a Roma per falso in bilancio
Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis in tribuna per assistere la match tra gli azzurri e il Frosinone (Getty Images).

I pm indagano sul valore dei tre giovani

Proprio il valore dei tre giovani e del portiere ex Napoli e Udinese sono alla base dell’inchiesta. Per i pm Vincenzo Piscitelli e Francesco De Falco, si tratta di una «operazione in parte oggettivamente inesistente per l’importo di 21.250.000 euro, e plusvalenze fittizie pari a complessivi euro 19.947.363». A giugno dello scorso anno sono stati iscritti nel registro degli indagati a Napoli per falso in bilancio e dichiarazione fraudolenta sia il presidente De Laurentiis, sia la moglie Jaqueline Baudit e i figli Edoardo e Valentina. La giustizia sportiva ha escluso illeciti da parte del club partenopeo.

Aosta, la drag queen legge ai bambini in biblioteca: scontro tra Lega e Comitato Pride

Francesco Pierri, nei panni della drag queen Cristina Prenestina, leggerà ai bambini il proprio libro Nino il T-Rex nella biblioteca del quartiere Dora di Aosta. L’evento è inserito all’interno della Pride Week 2023 e ha generato non poche polemiche, con in prima linea la Lega valdostana. Il capogruppo in Consiglio regionale, Andrea Mafrin, ha presentato un’interrogazione e si è arrivati allo scontro con il Comitato Aosta Pride, composto da varie sigle, tra cui Arci, Arcigay, Anpi, Cgil e diverse associazioni femministe e di quartiere.

Aosta, la drag queen legge ai bambini in biblioteca scontro tra Lega e Comitato Pride
La locandina dell’evento dal sito ufficiale aostapride.it

Mafrin all’attacco dell’iniziativa

Nel documento, Andrea Mafrin ha descritto l’iniziativa definendola «una lettura di libri dedicati specificamente ai bambini da parte di una cosiddetta “drag queen”, ovvero, come definito dal vocabolario Treccani “una persona di sesso maschile, generalmente omosessuale o transessuale, che si esibisce in spettacoli di varietà travestita da donna, con un trucco appariscente e un abbigliamento vistoso”». E poi ha chiesto se l’iniziativa della biblioteca, che «risulta inserita nel Sistema bibliotecario valdostano», sia stata «condivisa con l’assessore regionale competente ed eventualmente se sia stato richiesto di aderire e/o estendere l’evento».

Il Comitato Aosta Pride: «Nessuno è obbligato»

A replicare è stato il Comitato Aosta Pride. In un comunicato le varie sigle e associazioni che lo compongono hanno scritto che Pierri è «oltre che un artista di talento, un assistente sociale che lavora per il Comune di Roma, e che si occupa quotidianamente di minori, consigliere dell’Ordine degli assistenti sociali del Lazio e che, addirittura, si è occupato di famiglie con minori sottoposti a provvedimento dell’Autorità giudiziaria minorile». E rivolgendosi alla Lega hanno poi specificato: «L’evento è su prenotazione. Sono i genitori a iscrivere figli e figlie. Né il Comitato Aosta Pride né tantomeno Cristina Prenestina obbligheranno bambini e bambine a partecipare all’evento, e crediamo che questo non debba preoccupare nessun politico».

TIM lancia la AI Challenge e accelera sulla trasformazione digitale di aziende e Pa

Ha preso il via martedì 26 settembre 2023 la TIM AI Challenge, l’iniziativa che si rivolge a startup, scaleup e aziende nazionali e internazionali per individuare soluzioni innovative di intelligenza artificiale da integrare nel portafoglio di servizi di TIM Enterprise, la business unit del Gruppo dedicata alle aziende e alle Pubbliche amministrazioni.

Si cercano soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing e Natural Language Processing 

La sfida lanciata da TIM, realizzata in collaborazione con EIT Digital, Intesa Sanpaolo Innovation Center, Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano e ImpreSapiens – Sapienza Università di Roma, ha l’obiettivo di arricchire l’offerta di soluzioni di AI con nuovi servizi in grado di accrescere l’efficienza di processi e sistemi e ottimizzare l’interazione con il cliente, accelerando la trasformazione digitale del tessuto produttivo italiano. L’iniziativa intende inoltre favorire l’evoluzione del settore grazie all’attivazione di nuove collaborazioni con aziende innovative che operano in questo ambito. La Challenge rientra tra le attività previste dal programma di Open Innovation, e in particolare all’interno di TIM Growth Platform, il nuovo modello di innovazione che punta sulla collaborazione industriale con società ad alto potenziale con l’obiettivo di accelerarne la crescita. Saranno individuate, in particolare, le migliori soluzioni negli ambiti Intelligent Data Processing, che comprende applicazioni per l’analisi e l’estrazione di informazioni dai dati, utilizzabili per esempio per la realizzazione di previsioni, e Natural Language Processing, con soluzioni in grado di elaborare e interpretare il linguaggio fino alla produzione di testo in modo autonomo. Proprio queste, infatti, sono tra le aree di maggiore sviluppo del mercato dell’AI in Italia che nel 2022 ha raggiunto un valore di 1,7 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annuo atteso del 34,1 per cento sino al 2027 quando raggiungerà un valore complessivo pari a 7,6 miliardi di dollari.

Per le realtà selezionate saranno attivate collaborazioni con TIM e i partner

Le proposte saranno valutate da una giuria tecnica che selezionerà le migliori soluzioni innovative da premiare con l’attivazione di collaborazioni in ambito industriale, commerciale o scientifico con TIM e con i partner. Le società selezionate avranno inoltre un accesso privilegiato al mercato dell’AI e la possibilità di crescere ulteriormente. Le candidature potranno essere fatte a partire dal 26 settembre 2023 fino al 10 novembre attraverso la piattaforma di Open Innovation di TIM. L’iniziativa si avvale anche dell’esperienza di Digital Magics e in particolare di The Doers, società partecipata specializzata in attività di scouting e Open Innovation.

Taylor Swift, il film-concerto dell’Eras Tour arriva al cinema anche in Italia

Prima di infiammare lo Stadio San Siro di Milano a luglio 2024, Taylor Swift si prepara a riempire anche i cinema in tutta Italia. Il 13 ottobre infatti, diversi mesi prima del previsto, arriverà in sala The Eras Tour, il film-concerto che riassume i momenti più emozionanti dell’ultima tournée omonima della popstar americana. Sui siti ufficiali di alcune catene nazionali sono già disponibili i biglietti al prezzo di 19,89 euro ciascuno. «The Eras Tour è stata l’esperienza più emozionante ed elettrizzante della mia vita», aveva scritto sui social la stessa Taylor Swift nell’annunciare il progetto. «Abiti legati ai live, canti, balli e braccialetti dell’amicizia sono incoraggiati». Solo negli Usa, si prevede un debutto al botteghino da 100 milioni di dollari, ai livelli dei grandi blockbuster di Hollywood. Alla regia Sam Welch, già autore per BTS, Blur e Lizzo.

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The Eras Tour, cosa sappiamo del film e i numeri dei concerti di Taylor Swift

Come si intuisce dal trailer ufficiale già disponibile online da diverse settimane, il film-concerto riassumerà l’intera serie di concerti in Nord America di Taylor Swift. Sulle note del brano Cruel Summer, contenuto nel disco Lover del 2020, è possibile vedere alcune scene dal grande impatto visivo dei vari live, con spettacoli di luce e scenografie imponenti. Durante il suo viaggio negli Stati Uniti, la popstar ha cantato davanti ai suoi fan tutti i brani di Midnights, tra cui la hit Anti-hero, che le ha permesso di aggiudicarsi ben nove Mtv Video Music Awards, un record nella storia dell’evento. Taylor Swift si è anche esibita con alcune tracce della sua ormai lunga carriera musicale, iniziata nel 2006 all’età di 16 anni con l’album omonimo. Spazio dunque per Shake it Off e Blank Space, ma anche Love Story, Enchanted e Don’t Blame Me.

Sono già disponibili i biglietti per il film evento di Taylor Swift, in uscita al cinema il 13 ottobre in contemporanea mondiale.
Taylor Swift agli Mtv Video Music Awards (Getty Images).

Vera e propria regina del pop americano e mondiale, Taylor Swift ha fatto registrare numeri eccezionali con il suo The Eras Tour. Secondo una stima del Wall Street Journal, si tratta della tournée più redditizia della storia musicale, che potrebbe fruttarle oltre 1 miliardo di dollari. La popstar infatti è pronta a iniziare la sua serie di concerti in Europa, dove concluderà con uno spettacolo unico a Londra nell’agosto 2024. In totale il tour conterà 106 tappe, di cui 52 soltanto negli Usa e le restanti 54 fra il vecchio continente, l’America Latina, l’Asia e l’Australia. Bloomberg ha stimato per l’artista un guadagno di 10 milioni di dollari per ogni concerto. «È un fenomeno unico», ha detto al Wall Street Journal Jarred Arfa, agente dei Metallica. «Straordinario». Più volte, all’annuncio delle sue date, i siti di vendita online sono andati in tilt per le richieste oltre le aspettative.

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I rumors su un potenziale flirt con il giocatole di football Trevis Kelce

Mentre i fan si accaparrano i biglietti per il film-concerto al cinema, Taylor Swift è sulle principali pagine di gossip americane per un possibile flirt. La cantante è stata infatti paparazzata all’Arrowhead Stadium di Kansas City dove ha assistito a una partita di football americano fra i Chiefs padroni di casa e Chicago. Gli scatti sembrerebbero confermare le indiscrezioni di una love story con Travis Kelce, numero 87 proprio dei ragazzi del Missouri. Taylor Swift si è infatti scatenata al fianco della madre dell’atleta, esultando assieme a lei a ogni touchdown. A completare il quadretto, è comparsa su TikTok una clip che mostra la presunta nuova coppia uscire insieme dallo stadio: ancora nessuna conferma ufficiale però dai diretti interessati.

Sono già disponibili i biglietti per il film evento di Taylor Swift, in uscita al cinema il 13 ottobre in contemporanea mondiale.
Taylor Swift durante la partita dei Kansas City Chiefs (Getty Images).
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