Daily Archives: 24 Novembre 2023

Perché l’asse tra Russia e Turchia esce rafforzato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente

Che quella dell’isolamento della Russia e di Vladimir Putin a livello internazionale sia una favola a cui credono ancora pochi irriducibili, nemmeno all’interno delle cancellerie occidentali ma più che altro nei media troppo ingenui o troppo servizievoli, è sotto gli occhi di chiunque. Nonostante una dozzina di pacchetti sanzionatori da parte dell’Unione Europea e analoghi provvedimenti restrittivi dai Paesi del G7, il tutto diretto dagli Stati Uniti, il Cremlino continua a perseguire la stessa strategia in Ucraina, non mutandola di un millimetro, e ormai dialoga affabilmente con tutto il resto del mondo, dalla Cina all’India, passando per l’Africa, il Grande Sud e naturalmente il Medio Oriente, con la guerra tra Israele e Hamas che sta rischiando di far esplodere un conflitto molto più ampio e pericoloso di quello tra Mosca e Kyiv.

Perché l'asse tra Russia e Turchia esce rafforzato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente
Vladimir Putin al summit online con i Brics (Getty Images).

Nella ridefinizione dei rapporti internazionali, Putin ha trovato un appoggio nella Turchia

La Russia ha dovuto ridefinire i rapporti internazionali a partire da una decina d’anni, dopo la crisi ucraina del 2013-2014 sfociata nel cambio di regime a Kyiv, nell’annessione della Crimea e nella prima guerra del Donbass. E Vladimir Putin ha trovato un punto d’appoggio proprio in un Paese membro della Nato che in Medio Oriente occupa una posizione strategica, la Turchia. Tra il presidente russo e quello turco vi è affinità nell’approccio autocratico al governo e nel pragmatismo che è essenziale nelle relazioni internazionali, così che il Cremlino e Recep Tayyp Erdogan si trovano spesso e volentieri dalla stessa parte del tavolo da buoni partner, e non agli opposti come nemici giurati. Con Stati Uniti e Unione Europea a fare da spettatori in un teatro in cui Ankara suona la propria musica senza badare a quelle che in Occidente sono percepite stonature contro le quali nulla si può.

Perché l'asse tra Russia e Turchia esce rafforzato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente
Il presidente turco Erdogan (Getty Images).

Il conflitto in Ucraina e la guerra tra Israele e Hamas hanno avvicinato Ankara e Mosca

L’invasione dell’Ucraina ha paradossalmente quindi avvicinato ancor di più Mosca ed Ankara, che fa esercizi di ottimo equilibrismo perseguendo i propri interessi nazionali e rifiutando di seguire pedissequamente la linea che Washington ha imposto senza troppi problemi a Bruxelles. Così Erdogan si è fatto un baffo delle sanzioni comminate alla Russia e ha continuato a fare affari con Putin, tanto che lo scambio commerciale tra i due Paesi è salito già dell’80 per cento nel 2022, per un valore di oltre 60 miliardi di dollari, e quest’anno il volume totale sarà ancora maggiore: da una parte c’è il settore trainante dell’energia, dal nucleare al gas e al petrolio, dall’altro quelle delle costruzioni e anche del turismo, facilitato appunto dal fatto che la Turchia è aperta ai turisti russi che non hanno bisogno del visto. La guerra in Israele e nei territori palestinesi ha avvicinato ancor di più i due Paesi, più che altro per il posizionamento di Erdogan che, contrariamente a Stati Uniti ed Europa, schierati sostanzialmente a fianco di Tel Aviv, si è erto a difensore persino di Hamas. Più bilanciato il ruolo di Putin, a cui interessa mantenere buoni rapporti con Israele, mostrando comunque il tradizionale sostegno ai palestinesi. Nonostante altrove, dalla Siria al Caucaso, Russia e Turchia siano su versanti opposti, i due presidenti sono riusciti sempre a preservare, anzi a rafforzare nel corso degli anni, quella che non è certo un’alleanza strategica, ma situazionale, con Putin ed Erdogan a cercare di massimizzare il proprio vantaggio al momento opportuno.

Perché l'asse tra Russia e Turchia esce rafforzato dalle guerre in Ucraina e Medio Oriente
Vladimir Putin con Benjamin Netanyahu a Mosca nel 2020 (Getty Images).

Le linee rosse insuperabili nell’ambito di una collaborazione pragmatica

Sono stati quindi messi da parte incidenti di percorso, come l’abbattimento in Siria nel 2015 di un caccia russo da parte della Turchia, e il Cremlino non si è mai adirato per gli aiuti militari all’Ucraina, nell’ottica appunto di una collaborazione continuativa che si focalizza sulle questioni più redditizie. Erdogan ha cercato di mediare tra Mosca e Kyiv e se il primo accordo sul grano del 2022 è anche farina del suo sacco, poi non è riuscito a far cambiare idea a Putin che lo scorso autunno ha annullato l’intesa. In definitiva ci sono per tutti e due linee rosse che non possono essere superate, ma in questi anni entrambi sono arrivati al massimo di quello che potevano fare l’uno per l’altro. E forse ancora un po’ di spazio per manovre comuni resta.

Nasce Starcks Game, la piattaforma di calcio digitale che sfida i giochi tradizionali

Buone notizie per gli appassionati di giochi legati al calcio. Accanto alle aste con gli amici e alle pagelle della domenica, è finalmente possibile mettere alla prova la propria capacità sportiva e vincere premi importanti con lo Starcks Game, un nuovo e originale fantasy game che permette ai tifosi di calcio di schierare in campo i token posseduti e sfidare gli altri utenti della piattaforma. Rappresenta l’evoluzione dell’exchange di Starcks in cui è già possibile acquistare i token ufficiali delle prossime stelle del calcio, il cui valore è direttamente legato alle loro prestazioni in campo e all’evoluzione della loro carriera. Ora la sfida diventa doppia, perché a ogni giornata del campionato di Serie A gli utenti di Starcks dovranno schierare la loro formazione ideale, scegliendo tra i Token acquistati, per poter vincere sul campo e ottenere i premi messi in palio.

Moggi: «A breve il lancio della piattaforma su Wefunder»

Insomma, non solo scout, sempre alla ricerca di giovani talenti sui quali puntare prima di chiunque altro, adesso anche allenatori: Immobile o Scamacca in attacco? Frattesi o Bove a centrocampo? Gli utenti di Starcks, grazie al nuovo fantasy game, saranno chiamati al doppio ruolo di manager e allenatore. Prima si scelgono i Token da acquistare sul mercato, poi si schierano in campo con il modulo più adatto. Alessandro Moggi, presidente di Starcks e procuratore sportivo, ha precisato come «il lancio del gioco fa parte del piano di sviluppo dell’azienda per il 2023 che si completerà con il round di crescita su Wefunder, una delle prime piattaforme di equity crowdfunding al mondo che ha scelto Starcks per aprire il mercato italiano. Una testimonianza di fiducia che ci gratifica».

Il progetto arriva a poco più di un anno dallo sbarco di Starcks sul web

A Moggi ha fatto eco Emanuele Floridi, vice presidente di Starcks ed esperto di Strategic Public Affairs & Crisis Management: «Siamo estremamente orgogliosi dei risultati ottenuti finora. Il nostro fantasy football game rappresenta un’altra innovazione nel settore lanciato da Starcks e completa l’offerta della nostra piattaforma. Abbiamo pensato a meccaniche totalmente nuove che permettono di gestire nel dettaglio ogni aspetto della squadra, dalla formazione alle tattiche, per un coinvolgimento totale da parte dei nostri utenti un experience unica». A poco più di un anno dal lancio sul web, Starcks è quindi pronta a raddoppiare le proprie ambizioni, diventando ancora più innovativa. Un nuovo progetto che farà ulteriormente crescere la community, che vanta attualmente già oltre 10 mila utenti. Numeri destinati inevitabilmente a crescere grazie al nuovo Starcks Game.

Alessandra Sorcinelli pubblica gli audio con Berlusconi: «A voi case e azioni»

Il caso delle ville di Silvio Berlusconi in cui vivono Barbara Guerra e Alessandra Sorcinelli non si sgonfia. Dopo la richiesta dell’agenzia immobiliare Dueville di lasciare le case entro dicembre 2023, adesso è stata Sorcinelli a pubblicare alcune registrazioni di telefonate avute con il Cavaliere, mesi prima della sua scomparsa, lo scorso giugno. Gli audio sono due e la showgirl li ha pubblicati sul proprio profilo Instagram. La decisione è arrivata poche settimane dopo che un’altra telefonata, quella tra l’ex premier e Barbara Guerra, è stata resa nota dai legali di Barbara Guerra.

Berlusconi a Sorcinelli: «Alla fine dei processi saranno vostre»

In uno degli audio, Berlusconi parla del contratto di comodato: «È la consegna definitiva a voi delle case, che diventano di vostra proprietà appena possiamo». E specifica, come fatto con Guerra: «Alla fine dei processi». Ma è un altro audio a svelare alcune novità. Il Cavaliere ha parlato anche di pacchetti di azioni di Mediolanum. Nella registrazione, infatti, ha spiegato: «Ti do azioni della compagnia Mediolanum che distribuisce dividendi per il 10 per cento del valore in Borsa. Avete azioni che valgono tre milioni e portate a casa 300mila euro all’anno. È come avere contanti».

Alessandra Sorcinelli pubblica gli audio con Berlusconi «A voi case e azioni»
Alessandra Sorcinelli su un red carpet nel 2012 (Getty Images).

Il Cav: «Siete signore per tutta la vita»

E ha proseguito: «Siete signore per tutta la vita. Se mi dici che vuoi solo 1,5 milioni così e 1,5 in azioni – spiega il Cavaliere – ti do 1,5 milioni in azioni che ti rendono 150mila euro, ma gli altri 1,5 milioni non rendono nulla». Alessandra Sorcinelli ha poi pubblicato un video in cui strappa la raccomandata con cui le è stato chiesto di dire addio alla villa. E ha scritto: «La volontà di Silvio Berlusconi di risarcire la sottoscritta dopo anni di fango mediatico a causa di un processo durato oltre 10 anni che mi vede assolta perché il fatto non sussiste…chiedo di ascoltare per mettere a tacere tutti quelli che ancora diffamano il mio nome diffondendo notizie false sulla mia persona… prima di scrivere articoli fasulli dovete conoscere la Verità e portate rispetto».

Ue, nuova legge sul packaging: i prodotti che potrebbero essere vietati

Il Parlamento Ue ha approvato il Ppwr (Packaging and Packaging Waste Regulation), che regola l’utilizzo degli imballaggi nell’Unione europea, limitando l’uso di vari prodotti comuni nella vita quotidiana dei cittadini. Dall’utilizzo del cestino in legno per il camembert alle confezioni monouso in plastica, sono tanti i prodotti che potrebbero essere soggetti a un divieto a seguito della decisione da parte di Bruxelles. Molti, comunque, si oppongono a questa decisione, con diversi membri del parlamento europeo, anche spinti dalle lamentele dell’industria del settore, che hanno richiesto che la responsabilità passi al Consiglio Ue e al Trilogo a gennaio. I legislatori hanno approvato la risoluzione legislativa con 426 voti favorevoli, 125 contrari e 74 astensioni.

Stop a imballaggi di plastica usa e getta

Diversi i prodotti fuori legge, tra cui la confezione della panna da caffè e il cestino in legno del camembert. Questa nuova regolamentazione è stata fortemente promossa da Frans Timmermans, con l’obiettivo di ridurre drasticamente i rifiuti da imballaggio, che nel 2022 hanno raggiunto 84 milioni di tonnellate, con una media di 188,7 chili per cittadino europeo. L’obiettivo principale è eliminare le confezioni di plastica monouso utilizzate per frutta, verdura, sacchetti di plastica, shampoo, creme e altri prodotti offerti, ad esempio, dagli alberghi. Ci saranno divieti per bicchieri, vassoi, piatti usa e getta, bustine di zucchero e confezioni della panna da caffè. Le bevande sfuse dovranno essere consumate sul posto o vendute in bicchieri riutilizzabili. A partire dal 2025, i clienti potranno riempire il proprio contenitore con la bevanda acquistata.

L’impatto degli imballaggi e il riciclo che non è abbastanza

Entro il 2030, in conformità alle previsioni del Ppwr, il 20 per cento delle bevande senza alcol dovrà essere commercializzato in imballaggi riutilizzabili (e il 35 per cento entro il 2040). Per quanto riguarda le bevande alcoliche, gli obiettivi sono del 10 per cento entro il 2030 e del 25 per cento entro il 2040. Perplessità arrivano anche dal nostro Paese, che si conferma eccellenza europea per il riciclo, con il ministro per le imprese e il Made in Italy Adolfo Urso che a Strasburgo ha affermato che «il regolamento avrebbe un impatto molto pesante sul nostro sistema produttivo, ove non fosse modificato sostanzialmente». Il commissario europeo Virginijus Sinkevicius, però, pone l’accento sui limiti del riciclo: «L’Ue ha toccato un nuovo triste target, gli ultimi dati disponibili ci dicono che tra il 2010 e il 2021 i nostri rifiuti da imballaggio sono aumentati di oltre il 24 per cento, più rapidamente del Pil e della nostra capacità di riciclaggio. Solo nel 2021 abbiamo osservato l’aumento più significativo, del 6 per cento rispetto al 2010: il riciclo non è dunque abbastanza».

Meteo, il 25 novembre allerta gialla della Protezione Civile in sette Regioni

Allerta gialla per sette Regioni prevista per sabato 25 novembre: Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e i settori settentrionali della Sicilia. Un’ampia zona di bassa pressione presente sul nord-est dell’Europa favorirà l’instaurarsi sul nostro Paese di intense correnti settentrionali di aria molto fredda. Dalle prime ore della notte venti settentrionali molto intensi investiranno prima la Sardegna per poi estendersi rapidamente al resto del territorio con fenomeni temporaleschi, un brusco abbassamento delle temperature e deboli nevicate sui settori montuosi centro-meridionali.

Allerta gialla della Protezione Civile in sette regioni per il 25 novembre: Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Mareggiata (Getty Images).

Venti, mareggiate, temporali: le previsioni meteo

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le Regioni coinvolte ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse che prevede dal mattino di sabato 25 novembre venti da forte a burrasca, localmente di burrasca forte, dai quadranti settentrionali su Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Sardegna, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Forti mareggiate lungo le coste esposte. Sono previste, inoltre, piogge e temporali sparsi sulla Calabria, specie settori tirrenici centro-settentrionali. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata del 25 novembre, come detto, l’allerta gialla su Abruzzo, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e i settori settentrionali della Sicilia.

Brindisi, sospesa per sei mesi l’operatrice sanitaria del selfie col morto

La coordinatrice del reparto di Anatomia patologica è stata sospesa per sei mesi dopo aver condiviso una foto in cui sorrideva mentre suturava un cadavere dopo l’autopsia. L’immagine era stata pubblicata sui social network e diffusa attraverso una chat. La decisione è stata presa dall’ufficio disciplinare dell’Asl di Brindisi, basandosi sui colloqui svolti con il personale del reparto guidato dal dottor Marcello Pellegrino, dopo un precedente provvedimento cautelare di un mese. La notizia è stata riportata dal Corriere del Mezzogiorno e la direzione generale ha annunciato un esposto in procura in seguito a tale comportamento.

Brindisi, sospesa per sei mesi operatrice sanitaria che pubblicò selfie con un cadavere
La foto incriminata (Ansa).

Sospesa per aver pubblicato una foto con un cadavere

La storia risale al primo maggio 2023, quando l’operatrice sanitaria pubblicò sul suo profilo personale una foto sorridente con un cadavere e la seguente didascalia: «Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e con la testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani, con la testa e con il cuore è un’artista. Buon primo maggio a tutti». In altre occasioni, inoltre, la coordinatrice del reparto pubblicò foto di organi e persino di un feto.

Pnrr, via libera dalla Commissione europea al piano modificato: all’Italia 194,4 miliardi

La Commissione europea ha dato il proprio benestare alle modifiche al Pnrr inviate dall’Italia. Cambia così il piano, che prevede sette riforme in più rispetto a quello originale. I fondi salgono a 194,4 miliardi di euro, di cui 122,6 di prestiti e 71,8 di sovvenzioni. Sono 66, invece, le riforme mentre gli investimenti sono 150. Il solo capitolo REPowerEU comprende cinque delle sette novità, oltre a cinque investimenti potenziati basati su misure già esistenti e altri 12 con cui l’Italia punta a realizzare alcuni obiettivi inseriti nel piano europeo per accelerare l’indipendenza dai combustibili fossili.

Pnrr, via libera dalla Commissione europea al piano modificato all'Italia 194,4 miliardi
Laa presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

L’ok della Commissione: «Modifiche per inflazione e alternative migliori»

In una nota, la Commissione europea ha spiegato i motivi del via libera: «Le modifiche apportate dall’Italia al piano originario si basano sulla necessità di tenere conto di circostanze oggettive che ostacolano la realizzazione di determinati investimenti come originariamente pianificato, tra cui l’elevata inflazione sperimentata nel 2022 e nel 2023, le interruzioni della catena di approvvigionamento causate dalla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina e la disponibilità di alternative migliori per raggiungere l’ambizione originaria di determinati investimenti. Un’altra circostanza oggettiva riguarda la revisione al rialzo della dotazione massima di sovvenzioni Rrf, da 68,9 miliardi di euro a 69 miliardi di euro, a seguito dell’aggiornamento di giugno 2022 della chiave di assegnazione delle sovvenzioni Recovery, che riflette il risultato economico comparativamente peggiore dell’Italia nel 2020 e nel 2021 rispetto a quanto inizialmente previsto».

Il 39,5 per cento dei fondi destinato alla transizione ecologica

Il piano modificato ha aumentato ulteriormente i fondi destinati alla transizione ecologica. Rispetto all’originale 37,5 per cento, adesso è il 39,5 per cento dell’intera somma ad essere stato assegnato a riforme e misure destinate all’ambiente. L’Italia punta ad accelerare la diffusione dell’energia rinnovabile, grazie ad autorizzazioni semplificate, e a ridurre i sussidi dannosi per l’ambiente. Nel piano sono state inserite anche facilitazioni per la produzione di biometano. Ma il governo vuole anche dedicare fondi al trasporto sostenibile, con investimenti sulle ferrovie, e aumentare le competenze del Paese sui temi ambientali e della transizione green.

La campagna della Figc contro la violenza di genere in occasione del 25 novembre

Per il 25 novembre la Figc ha proposto l’iniziativa di fare un lungo applauso per non dimenticare Giulia Cecchettin e tutte le vittime di femminicidio, su tutti i campi di calcio prima delle partite del fine settimana. Dalla Serie A ai campionati giovanili, un momento in cui le calciatrici, i calciatori e il pubblico possano condividere il ricordo di questa tragedia. Una condivisione rumorosa che vuole contribuire a rendere ancora più forte il grido di denuncia. Ma l’applauso non è la sola iniziativa pensata dalla Federazione calcistica italiana per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza.

Tutte le iniziative della Figc in occasione della Giornata internazionale sulla violenza di genere

«Uniamo la nostra voce al grido di tante donne vittime di violenza, la Figc e l’intero mondo del calcio vogliono fare la propria parte per contribuire all’eliminazione di questi orribili crimini e per costruire un vera cultura del rispetto, educando i giovani», ha detto il presidente federale Gabriele Gravina. «1-5-2-2. Ci sono tattiche che scrivono la storia. Altre che la cambiano», è il claim della campagna promossa dalla Federazione in occasione del 25 novembre, e che ha visto protagonisti le calciatrici e i calciatori della Nazionale e i due commissari tecnici Luciano Spalletti e Andrea Soncin a sostegno dell’1522, il numero gratuito disponibile 24 ore su 24 per tutte le persone che necessitano di supporto legato alla violenza di genere. Venerdì e sabato, l’esterno dell’auditorium di Coverciano sarà inoltre illuminato di rosso. Prima delle gare di Serie A e Serie B Femminile, e prima del minuto in ricordo di tutte le vittime di femminicidio previsto su tutti i campi d’Italia, le due squadre, gli allenatori e gli arbitri poseranno per una foto di gruppo dietro il cartello #MAIPIÙ esposto al momento dell’allineamento prima di ogni partita. Ad allenatori e arbitri, inoltre, sarà applicato unadesivo raffigurante il numero 1522 e l’hashtag #MAIPIÙ. Come già accaduto in passato, i direttori di gara scenderanno in campo con un segno rosso sulla guancia simbolo della campagna. La Serie B, inoltre, scenderà in campo con un pallone rosso.

Corea del Sud, fan del true crime uccide una ragazza per curiosità

Un brutale omicidio sta scioccando la Corea del Sud. Una ragazza di 23 anni, originaria della città Busan, ha infatti assassinato una 26enne del posto nella sua abitazione con 100 pugnalate. Ciò che sorprende però è il movente. Secondo quanto hanno diramato le autorità locali, lo avrebbe fatto «per curiosità», in quanto sin da piccola è «ossessionata dai documentari di true crime e dalle serie televisive poliziesche». Convinta nel voler tentare un omicidio, ha studiato per mesi su un’app mobile per trovare la vittima adatta al suo scopo. I fatti risalgono a maggio 2023, ma solo dopo sei mesi il tribunale sudcoreano l’ha condannata all’ergastolo.

Corea del Sud, la 23enne tradita dalle telecamere di videosorveglianza

Jung Yoo-jung, una disoccupata di Busan che viveva assieme al nonno, ha una vera ossessione per romanzi e spettacoli polizieschi. Tanto da spingersi a diventare lei stessa un’assassina. Ha infatti cercato per diversi mesi la potenziale vittima su un’app mobile, arrivando a contattare più di 50 persone. Fingendosi infatti la madre di una giovane studentessa che necessitava di ripetizioni di lingua inglese, ha scelto un’insegnante di 26 anni che viveva nella sua città, la cui identità non è stata rivelata dalla polizia. Nei panni della fantomatica alunna, si è presentata a casa della ragazza. Qui, senza pensarci oltre, l’ha aggredita con 100 coltellate, continuando a infierire sul cadavere anche dopo la morte. Ha poi smembrato il corpo, che ha chiuso in alcune valigie, e raggiunto a bordo di un taxi un parco non distante dall’abitazione per sbarazzarsene.

In Corea del Sud, una 23enne ha ucciso una ragazza per curiosità. Ossessionata dal true crime, ha cercato la vittima per mesi su un'app.
Jung Yoo-jung, condannata all’ergastolo (Busan Police, X).

Il tassista, insospettito dal sangue sulle borse, ha immediatamente chiamato la polizia, che ha raggiunto e fermato Jung. Pur avendo studiato per mesi l’omicidio, come hanno testimoniato le ricerche trovate sul suo smartphone, non si è accorta delle telecamere di sicurezza vicino alla casa della vittima, che l’hanno ripresa all’ingresso e all’uscita. «L’omicidio ha diffuso nella cittadinanza la paura che si possa morire anche senza motivo», ha spiegato il giudice, come riportato dalla Bbc. Durante il processo, i legali di Jung Yoo-jung avevano spiegato che la loro cliente ha agito sotto infermità mentale e allucinazioni. La corte ha però respinto le argomentazioni, sottolineando come l’omicidio sia stato «accuratamente pianificato ed eseguito, un crimine impossibile per chi non è padrone delle propria capacità».

Hamas ha liberato i primi 13 ostaggi israeliani

Hamas ha liberato, come da accordi, i primi 13 ostaggi israeliani, che dopo essere stati consegnati alla Croce Rossa sono stati trasportati in Egitto. Dodici dei 13 ostaggi rilasciati, è emerso, sono del kibbutz di Nir Oz. Israele è pronto a liberare in cambio 39 detenuti palestinesi minorenni (15) e donne (24), trasferiti nella prigione di Ofer in Cisgiordania prima del rilascio. Nel frattempo sono state consegnate 30 mila tonnellate di aiuti tramite il valico di Rafah.

Come da accordi Hamas ha liberato i primi 13 ostaggi israeliani. Consegnati alla Croce Rossa, sono stati trasportati in Egitto.
Famigliari degli ostaggi israeliani (Getty Images).

Liberati anche 12 prigionieri thailandesi

Hamas ha liberato anche 12 lavoratori thailandesi presi in ostaggio il 7 ottobre. Lo ha annunciato su X Srettha Thavisin, premier della Thailandia. Il rilascio di questi ostaggi non rientra nell’accordo tra Israele e Hamas, ma nasce da un negoziato separato, gestito dall’Iran. L’organizzazione terroristica palestinese in tutto aveva rapito 23 cittadini thailandesi.

Due morti nel tentato passaggio da sud a nord di Gaza

Due palestinesi sono rimasti uccisi dal fuoco di militari israeliani nel tentativo di passare, nelle prime ore della tregua, dal settore meridionale a quello settentrionale della Striscia di Gaza. L’Idf ha ribadito che il cessate il fuoco di quattro giorni non consente il ritorno degli sfollati palestinesi dal sud al nord dell’enclave palestinese. Oltre a due vittime ci sarebbero anche 15 feriti. Poco prima dell’inizio della tregua, l’esercito israeliano ha demolito un tunnel scoperto sotto l’ospedale al-Shifa.

Sirene di allarme a Eilat, forse a causa di un drone

Le sirene di allarme hanno risuonato a Eilat, località turistica nell’estremo sud di Israele, affacciata sul Mar Rosso. I media hanno riferito come causa dell’infiltrazione il volo di un drone ostile. Da tempo gli Houthi yemeniti, alleati dell’Iran, inviano missili o droni contro la città israeliana.

Come da accordi Hamas ha liberato i primi 13 ostaggi israeliani. Consegnati alla Croce Rossa, sono stati trasportati in Egitto.
Valico di Rafah (Ansa).

A Rafah centinaia di persone premono per passare il valico

Centinaia di persone si sono riversate al valico di Rafah, sia dal lato egiziano che da quello palestinese, nella speranza di attraversarlo pur senza figurare in alcun elenco preventivo. Tra queste ci sono stranieri ed egiziani rimasti bloccati nella Striscia, che vogliono passare in Egitto, e palestinesi bloccati nel Sinai e in altre città egiziane, che invece vogliono tornare a Gaza. Intanto continuano ad attraversare il valico i camion con gli aiuti, in coordinamento con l’Unrwa e la Mezzaluna Rossa egiziana e palestinese.

Sciopero generale, Landini a Salvini: «Precettazione ha fatto aumentare i partecipanti»

I sindacati hanno confermato lo sciopero dei trasporti in programma per lunedì 27 novembre e intanto nel Nord Italia è andato in scena quello generale di Cgil e Uil contro la legge di Bilancio. Nonostante lo scontro con il ministro Matteo Salvini, un buon numero di lavoratori sono scesi in piazza in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Veneto. Soddisfatto il segretario della Cgil Maurizio Landini, che ha partecipato al corteo di Torino con circa 10 mila manifestanti: «Lo sciopero è riuscito». Il segretario della Uil, Pierpaolo Bombardieri, è stato invece a Brescia, dove in piazza sono stati in 15 mila.

LEGGI ANCHESalvini ora precetta, ma qualche anno fa lanciava blocchi del Paese, scioperi fiscali e appoggiava i Gilet gialli

Landini: «Precettazione ha aumentato la partecipazione»

Maurizio Landini ha lanciato così un messaggio a Salvini, che ha precettato la mobilitazione di una settimana fa: «La partecipazione è andata oltre quella del 17 novembre. Quindi l’effetto della precettazione è stato di aumentare la partecipazione nelle piazze. Le nostre mobilitazioni non sono semplicemente di protesta e in queste settimane sta scendendo in piazza non solo il mondo del lavoro e i pensionati. È la vera maggioranza di questo Paese, che oggi non è ascoltata. Non vogliamo solo criticare o protestare ma vogliamo dare vita a un futuro per il nostro paese. Abbiamo proposte per fare le riforme necessarie. Non siamo un sindacato di governo, siamo autonomi. I governi li giudichiamo per quello che fanno».

Sciopero generale, Landini a Salvini «Precettazione ha fatto aumentare i partecipanti»
Lo sciopero generale del 17 novembre (Imagoeconomica).
PALLONCINI BANDIERE

Bombardieri: «Il governo non fa nulla sulla sicurezza sul lavoro»

E da Brescia ha rincarato la dose Pierpaolo Bombardieri. Il segretario della Uil ha dichiarato: «Non siamo un sindacato che si piega, nemmeno con le minacce o con la precettazione. Noi continuiamo sulla strada per avere maggiori diritti e tutele. Abbiamo preso atto con piacere del rinvio della convocazione. In quale Paese si convocano i sindacati durante le 8 ore di sciopero? Vi ricordiamo che il diritto di sciopero è previsto dalla nostra Costituzione. Ieri, oggi e domani continueremo a difenderlo. Sulla sicurezza sul lavoro non avete fatto nulla. L’Inail risparmia ogni anno 2 miliardi che mettete nel bilancio dello Stato invece di investirli nella sicurezza. Con quale coraggio poi esprimete il vostro cordoglio alle famiglie che hanno perso qualcuno? E quando dite che non ci sono i soldi, finitela di prenderli dalle tasche di lavoratori e pensionati e prendeteli da banche, multinazionali, lotta all’evasione fiscale».

Unica, Ilary Blasi su Totti: «Mi sono sentita stupida, poi ho provato rabbia e delusione»

Silenzio tutti, adesso parla Ilary Blasi. Unica è il docufilm di Netflix prodotto da Banijay Italia dove la conduttrice accetta di parlare per la prima volta a 360 gradi della fine della sua storia d’amore con Francesco Totti, ex capitano della Roma. Il nodo centrale del suo racconto è il tradimento dell’ex marito con Noemi Bocchi, con la quale Er Pupone fa coppia fissa ormai da mesi. «Non potevo credere che l’uomo che è stato accanto a me per 20 anni, che ha sempre detto di amarmi, che giurava che senza di me non poteva vivere, avesse fatto una cosa del genere: mi sono sentita stupida, poi ho provato delusione, schifo, un po’ di rabbia», ha ammesso la conduttrice.

Il racconto di Ilary tra lacrime e rabbia

Nel docufilm di Netflix, la conduttrice si lascia andare a risate ma anche tante lacrime per una storia d’amore durata 20 anni. Quando esce il nome di Noemi Bocchi per la prima volta, lei pensa a una bufala. Chiede lo stesso all’ex marito che nega: «Giura davanti a me e davanti ai miei figli che era tutto inventato. Lo giura». Quando Ilary Blasi va a Verissimo per lanciare la nuova edizione dell’Isola dei famosi non ha dubbi e attacca tutti, tra stampa e malelingue per difendere la sua famiglia: «Lui mi aveva rassicurato: puoi dire quello che vuoi, non ho niente da nascondere. E io sono andata lì come un kamikaze, a bomba: a riguardarmi una cretina».

I primi sospetti e l’investigatore privato

I primi sospetti cominciano quando Francesco Totti porta la figlia più piccola fuori a pranzo e la bambina torna casa con tanti giocattoli nuovi. «Mi dice che sono dei regali, che ha conosciuto nuovi amichetti. Mi dice i nomi e a quel punto mi ricordo dagli articoli di giornale che questa ragazza aveva dei figli. Inizio a unire i puntini e faccio delle chiamate per scoprire come si chiamavano i ragazzini: coincideva tutto. E prendo coscienza del fatto che è tutto vero», ha spiegato la conduttrice che successivamente si è rivolta a un investigatore privato. «Volevo vedere con i miei occhi e volevo avere delle prove, perché Francesco non l’avrebbe mai ammesso. La sera del 2 luglio dice che ha una cena. Io riesco a trovare il civico dove abitava la ragazza, arriviamo e c’era la macchina parcheggiata. Ho fatto una foto all’auto, ma sono stata zitta. L’investigatore si è fatto sgamare, siamo al tragicomico: quindi Francesco sa che io so. A questo punto gli dico: dai basta, so tutto. Lo mette all’angolo, ammette ma ne parla come di una frequentazione leggera: era bravo a dire cazzate», ha detto la Blasi. «È stata un’umiliazione come donna e come madre», conclude.

Incendio sulla nave da Palermo: paura per 493 passeggeri ma nessun ferito

Notte di paura sulla nave Gnv Excelsior che nella serata di ieri, 23 novembre, è salpata da Palermo con destinazione Genova. Diverse ore dopo la partenza è divampato un incendio vicino alle ciminiere, generando il panico. Il personale a bordo è riuscito a circoscrivere le fiamme e un’altra nave, la Gnv Splendid, è arrivata in soccorso per l’eventuale trasbordo dei 493 passeggeri, tra cui una scolaresca di Milano. I membri dell’equipaggio della Gnv Excelsior sono 89. Il traghetto è rimasto fermo per ore in mezzo al mare, a motori spenti, per consentire le manovre antincendio.

Tappa forzata a Napoli

Circoscritte le fiamme, l’imbarcazione si è rimessa in moto con tutti i passeggeri al sicuro e a bordo. Cambia, però, la rotta. La Gnv Excelsior si fermerà a Napoli intorno alle 17.30 del 24 novembre e lì si deciderà se proseguire con la stessa nave o se trasferire tutti i presenti su un altro traghetto. Ultimati i controlli, i quasi 500 viaggiatori torneranno a viaggiare verso Genova. A coordinare le operazioni di soccorso è stata la Capitaneria di Porto di Palermo, che rassicura: nessun componente dell’equipaggio né passeggeri è rimasto ferito.

Sciopero generale, giornalisti Rai: «L’azienda non segnala ai telespettatori la nostra adesione»

Allo sciopero generale di venerdì 24 novembre, indetto da Cgil e Uil, ha aderito anche una parte del settore tecnico della Rai, che per la giornata di oggi ha rimodulato la propria programmazione a causa d’impossibilità di mandare in onda di alcune trasmissioni. L’Unione sindacale dei giornalisti della Rai (Usigrai), ha rilasciato un comunicato in cui lamenta che l’azienda non avrebbe segnalato ai telespettatori la motivazione dietro alla mancata messa in onda di alcuni programmi.

Il sindacato: «La Rai fa servizio pubblico e deve informare gli utenti dello sciopero»

«La Rai ha scelto di non segnalare ai telespettatori che la mancata messa in onda oggi di alcuni programmi di informazione è dovuta all’adesione di lavoratrici e lavoratori allo sciopero generale indetto da alcune sigle sindacali. Per l’Usigrai si tratta di una scelta incomprensibile perché disorienta i telespettatori che non sono in grado di sapere il motivo della mancata messa in onda, dovuta esclusivamente alla adesione allo sciopero di dipendenti della Rai. La Rai è un’azienda di servizio pubblico e riteniamo abbia il dovere di far sapere agli utenti le ragioni della mancata programmazione dell’informazione o di una rubrica giornalistica a causa di uno sciopero», si legge nella nota del sindacato.

La riposta della Rai

Immediata la risposta dell’emittente pubblica: «L’azienda da parte sua conferma di aver adempiuto a tutte le prescrizioni vigenti in materia di scioperi nei pubblici servizi, e in particolare di aver inserito ad inizio giornata un avviso per gli utenti in cui è stato comunicato che la programmazione della giornata avrebbe potuto subire variazioni a causa di uno sciopero, oltre ovviamente ad aver provveduto a dare ampia informativa preventiva».

Kimberly Bonvissuto scomparsa a Varese: «Aveva detto che usciva con la cugina, ma non era vero»

Una ragazza di 20 anni, Kimberly Bonvissuto, è scomparsa da Busto Arsizio, in provincia di Varese, e dalla serata di lunedì 20 novembre non dà sue notizie. Il suo telefono cellulare risulta spento, malgrado la giovane sia uscita di casa portando con sé il caricabatterie. Sui social molti gli appelli per ritrovarla, il primo dei quali lanciato dalla sua famiglia che ha chiesto aiuto anche alle forze dell’ordine.

Kimberly, la ragazza scomparsa a Varese
Kimberly, la ragazza scomparsa a Varese (X).

L’appello della madre della ragazza

«Se qualcuno la vede contatti le forze dell’ordine». Questo l’appello lanciato a mezzo social dalla madre Graziana Tuccio, che ha anche fornito maggiori dettagli per identificare la ragazza: è alta 1,55 metri, ha lunghi capelli rossi e indossa «una tuta grigia, scarpe nere e un giubbotto Colmar». Kimberly Bonvissuto, che attualmente era alla ricerca di lavoro, sarebbe dovuta rincasare lunedì sera, 20 novembre, nella sua abitazione in via Cellini ai Frati, ma così non è stato. Al momento non è chiaro se l’allontanamento della giovane sia stato o meno volontario, con le forze dell’ordine che stanno cercando di fare chiarezza sulla vicenda.

L'appello della mamma della ragazza scomparsa a Varese
L’appello della mamma della ragazza scomparsa a Varese (X).

Il giallo dell’appuntamento con un ragazzo

La ragazza aveva spiegato di avere un appuntamento con la cugina, e che avrebbe cenato con lei fuori casa. Sarebbe però stata una “copertura” (ma il condizionale è d’obbligo) per incontrare un ragazzo: le due giovani erano infatti d’accordo di sentirsi per concordare l’orario di arrivo nelle rispettive abitazioni, e infatti si sarebbero sentite alle 21.30. Poi, però, il telefono di Kimberly non ha più dato segni di vita.

Pier Luigi Bersani attore, le immagini e i migliori meme sull’esordio al cinema

Tra i fondatori del Partito Democratico, ex governatore dell’Emilia-Romagna negli Anni 90, politico di lunghissimo corso, ministro scrittore e ora, a 72 anni, anche attore. Testimonial di un manifesto, salumiere, cassiere di un supermercato, prete giocatore di bocce e rider: sono i molti ruoli-cameo che, con grande ironia, Pier Luigi Bersani ricopre nel corto Coupon – Il film della felicità di Agostino Ferrente, che verrà presentato il 29 novembre al Torino Film Festival.

Pier Luigi Bersani attore, le immagini e i migliori meme sull'esordio al cinema dell'ex segretario del Pd.
Pier Luigi Bersani versione salumiere.

«Prossimamente al cinema Il secondo tragico Bersani», scrive un utente di X

«Quelli che interpreto sono tutti lavoratori. Se mi avessero vestito da aristocratico del Settecento con la parrucca avrei rifiutato, ma rider o salumiere mi vanno benissimo», ha spiegato Bersani. La notizia del suo esordio come attore (il corto vede anche la partecipazione di Andrea Satta, Milena Vukotic, la scrittrice Maria Grazia Calandrone e Paolo Lombardi) ha scatenato il popolo del web. «Prossimamente al cinema Il secondo tragico Bersani», ha twittato un utente di X, “approfittando” della presenza nel cast di Vukotic, che ha interpretato la moglie Pina nella maggior parte dei film di Fantozzi.

L’incredibile somiglianza con il papà della protagonista di Dharma e Greg

«Sempre piaciuto Bersani come attore… in Dharma e Greg era bravissimo», scherza un altro utente, giocando sulla forte somiglianza tra il politico emiliano e Alan Rachins, che nella sitcom andata in onda in Italia a partire dal 2001 interpretava Larry Finkelstein, padre della protagonista.

«Ci stanno dicendo che finora ha fatto realmente il segretario del Pd e il politico?»

Numerosi i tweet, poi, da parte di utenti che certo non sono grandi estimatori dell’ex governatore dell’Emilia-Romagna. «Apprendiamo, con stupore, che Bersani farà l’attore. Speriamo comico, perché le sue uscite fanno solo ridere», scrive uno. Così un altro: «Bersani è un attore. Ma ce ne eravamo accorti da tempo. Chissà se saprà mai cambiare copione. Ci aveva un po’ stufato nel solito ruolo del dirigente della ditta che giustifica i suoi bravi ragazzi che sbagliano». E poi: «Che Bersani fosse un attore si sapeva, più che attore una comparsa all’ombra e alle dipendenze di D’Alema». Tra i più divertenti anche: «Ci stanno dicendo che fino ad ora ha fatto realmente il segretario del Pd e il politico e non stava interpretando il ruolo in un film comico?».

Pier Luigi Bersani attore, le immagini e i migliori meme sull'esordio al cinema dell'ex segretario del Pd.
Pier Luigi Bersani nei panni del prete.

Aria inquinata, nel 2021 oltre 46 mila morti in Italia

Oltre mezzo milione di morti in Europa per colpa dell’aria inquinata nel 2021. Più di 46 mila solamente in Italia. È quanto emerge da un nuovo rapporto dell’Agenzia europea per l’Ambiente che ha aggiunto come almeno la metà dei decessi si sarebbe potuta evitare riducendo le emissioni entro i limiti consigliati dai medici. Circa 253 mila vite in 12 mesi. Il nostro Paese, assieme a Germania e Polonia, presenta i dati peggiori del vecchio continente, dato che il particolato sottile PM2,5 ha raggiunto nella Pianura Padana una concentrazione di 26 microgrammi per metro cubo, cinque volte oltre il limite. Pur ancora allarmanti, i risultati dello studio hanno sottolineato però un netto miglioramento rispetto al 2005, con una diminuzione delle vittime pari al 41 per cento. «L’inquinamento atmosferico è il problema sanitario numero uno nell’Ue», ha spiegato al Guardian Virginijus Sinkevi?ius, commissario europeo per l’Ambiente. «Dobbiamo e possiamo fare meglio».

LEGGI ANCHE: Inquinamento atmosferico, il Nord Italia fra le zone peggiori in Europa

Aria inquinata, dal PM2,5 al biossido di azoto: cosa causa i decessi

L’Agenzia europea per l’Ambiente ha stimato 46.800 vittime in Italia nel 2021 per esposizioni alle polveri sottili. Ciò ha causato una perdita in anni di vita nella popolazione pari a 415 mila, 701 ogni 100 mila abitanti. I dati rappresentano circa un decimo dell’intera area Ue. Il rapporto ha citato infatti 253 mila vittime per esposizioni eccessive al particolato. Altre 52 mila sarebbero dovute a livelli spropositati di biossido di azoto, mentre ulteriori 22 mila decessi risalirebbero all’esposizione a breve termine all’ozono. Al di fuori dei 27 Paesi membri dell’Unione, i dati peggiorano sensibilmente. In totale, infatti, i numeri parlano di 558 mila morti in appena 12 mesi. Le nazioni a maggior rischio sono, oltre a Italia, Germania e Polonia, anche Macedonia del Nord, Bosnia Erzegovina e Serbia. Di contro, le più virtuose sono Islanda, Estonia e penisola scandinava.

Oltre 500 mila morti in Europa, di cui 46 mila in Italia, per l'aria inquinata. Causano infarti, cancro ai polmoni e asma. I dati.
Lo smog in Polonia, fra le nazioni peggiori in Europa (Getty Images).

Per la prima volta, l’Agenzia europea per l’Ambiente ha anche stimato il carico complessivo delle malattie derivanti dall’aria tossica. I ricercatori hanno infatti anche potuto ipotizzare quanti anni di vita siano andati perduti per colpa di guai fisici riconducibili all’inquinamento. «Le persone possono convivere a lungo con le complicazioni dovute all’esposizione a particolato e ozono», ha spiegato Alberto Gonzalez Ortiz, ricercatore dell’agenzia. «Considerando la mortalità, sottovaluteremmo l’impatto dell’inquinamento atmosferico». Per esempio, la sola cardiopatia ischemica sarebbe costata alla popolazione dell’Ue 759 mila anni di vita. Senza dimenticare infarti, malattia polmonare cronica e cancro. Fino ad arrivare all’asma, costato 26 mila anni con disabilità fisiche. Si tratta tuttavia di stime, non di dati assoluti, in quanto alcuni decessi potrebbero essere riconducibili a cause non collegate all’aria tossica, tra cui virus e malattie infettive.

Dal 2005, la tendenza è in costante miglioramento

Ci sono però anche buone notizie. Dal 2005 al 2021, il numero delle vittime è costantemente diminuito fino a raggiungere il 41 per cento. Non è però ancora sufficiente. Il Green Deal europeo, pacchetto di iniziative per il raggiungimento della neutralità climatica nel 2050, punta a ridurre il dato al 55 per cento entro la fine del decennio. «La politica dell’aria pulita funziona, tanto che la qualità sta migliorando», ha proseguito il dottor Sinkevi?ius. «Bisogna però fare di più e ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra». Continuare a bruciare combustibili fossili, guidare eccessivamente l’automobile e finanziare gli allevamenti intensivi sono le maggiori cause dell’inquinamento nell’Ue. «Le autorità stanno agendo», ha spiegato Leena Yla-Mononen, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per l’Ambiente. «Basti pensare alla promozione delle biciclette o del trasporto pubblico».

Firenze, violenze sessuali su studentesse straniere per due notti di seguito

A Firenze si sono registrati due casi di violenza sessuale, a distanza di appena duecento metri uno dall’altro e di circa 24 ore, per di più con le stesse modalità. Secondo quanto spiegato da Repubblica, le aggressioni sono state subite entrambe da studentesse straniere. E in ambedue i casi, l’aggressore ha prima rubato lo smartphone alla vittima. Poi l’ha spinta nell’androne di un palazzo e l’ha violentata. È successo sia nella notte tra il 21 e il 22 novembre sia in quella successiva, in Borso Santi Apostoli e in via Pellicceria, sempre intorno alle 2.30.

Il racconto di una giovane vittima

Durante la seconda notte, inoltre, una ragazza ha allertato la polizia dopo il furto del cellulare di un’amica, una studentessa americana di 21 anni. I poliziotti, circa mezz’ora più tardi, sono stati chiamati dall’ospedale di Santa Maria Nuova per un codice rosa e lì hanno trovato le stesse giovani, che stavolta hanno parlato, oltre che del furto, di un’aggressione. La 21enne ha raccontato di essere stata violentata, dopo il furto, dallo stesso sconosciuto che l’ha derubata, e che forse nell’androne del palazzo c’era anche un altro uomo. La ragazza, scossa, non è riuscita a fornire una descrizione dei due uomini. E 24 ore prima un’altra ragazza, originaria del Centro America, ha subito un tentativo di stupro dopo il furto dello smartphone.

Le indagini: si cercano tracce di Dna

Adesso le autorità indagano su entrambe le aggressioni e dagli inquirenti non filtra nessun dettaglio. Si cercano tracce di Dna sugli indumenti indossati dalle vittime. E intanto la polizia sta scandagliando i video delle telecamere di sorveglianza della zona, per tentare di ricostruire l’accaduto.

Oscar Pistorius, chi è l’ex velocista uscito dal carcere con la condizionale

Oscar Leonard Carl Pistorius, nato a Johannesburg il 22 novembre 1986, è un ex velocista sudafricano, campione paralimpico nel 2004 sui 200 metri piani e nel 2008 sui 100, 200 e 400 metri piani. Il suo nome è tornato al centro delle cronache a seguito della decisione della Commissione per la libertà vigilata di scarcerarlo dopo 10 anni di detenzione a seguito dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp avvenuto nel giorno di San Valentino del 2013.

Oscar Pistorius: the fastest man on no legs

Soprannominato the fastest man on no legs (l’uomo senza gambe più veloce) e Blade Runner (un gioco di parole sulle sue protesi agli arti inferiori), Pistorius vive con un’amputazione bilaterale e per correre utilizzava protesi speciali in fibra di carbonio chiamate cheetah (ghepardo). È stato il decimo atleta a partecipare sia alle Olimpiadi che alle Paralimpiadi, ma è stato il primo a vincere una medaglia in una competizione per atleti normodotati, ottenendo l’argento con la staffetta 4×400 metri sudafricana ai Mondiali di Taegu 2011, correndo solo in batteria. Questo risultato, al 2023, rimane unico nel suo genere.

Gli inizi e i primi successi paralimpici

Figlio di Henke e Sheila Pistorius (deceduta nel 2002), Oscar è nato con una grave malformazione (entrambi i peroni erano assenti e i piedi erano gravemente malformati), che lo costrinse, all’età di 11 mesi, a subire l’amputazione delle gambe. Durante gli anni del liceo, si dedicò al rugby e alla pallanuoto, ma un infortunio lo orientò verso l’atletica leggera, inizialmente per motivi riabilitativi e successivamente per scelta. Il bisnonno materno era un italiano emigrato in Kenya. Il suo primo impegno di rilievo avvenne ai Giochi paralimpici di Atene del 2004. A 17 anni, ottenne la medaglia di bronzo nei 100 metri piani e l’oro nei 200 metri piani, superando anche atleti amputati singoli più quotati come gli statunitensi Marlon Shirley e Brian Frasure. Nel 2005, Pistorius manifestò il desiderio di competere con atleti normodotati ai Giochi olimpici di Pechino 2008, ma ci riuscì solo dopo una prima richiesta respinta da parte dell’IAAF.

Le vicende giudiziarie e la detenzione

Il 13 settembre 2008, Oscar Pistorius venne arrestato in seguito a una denuncia di aggressione e passò una notte in carcere. L’incidente coinvolse una ragazza ubriaca che, dopo aver danneggiato la porta della casa di Pistorius, lo accusò erroneamente di averla attaccata. Il rilascio di Pistorius avvenne solo dopo che la verità emerse e la polizia si scusò per l’errore. Il 14 febbraio 2013 l’uomo venne nuovamente arrestato e interrogato con l’accusa di omicidio per la morte della sua fidanzata, la modella 29enne Reeva Steenkamp, colpita da colpi di pistola. Pur riconoscendosi colpevole e sostenendo di aver sparato accidentalmente scambiandola per un intruso, ottenne la libertà su cauzione il 22 febbraio, dopo otto giorni di detenzione. Il processo iniziò il 3 marzo 2014 a Pretoria e venne dichiarato colpevole di omicidio colposo. Il 3 dicembre 2015, la Corte Suprema d’Appello Sudafricana riconobbe Pistorius colpevole di omicidio volontario e rinviò il caso a un giudice di prima istanza per determinare una pena adeguata. Nel luglio 2016, Pistorius venne condannato a sei anni di carcere. Nel novembre 2017, la Corte Suprema d’Appello aumentò la pena a 13 anni e sei mesi. Ora la concessione della libertà condizionata.

Schlein: «Il Pd parteciperà alla manifestazione contro la violenza sulle donne»

La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha annunciato che una delegazione del suo partito sarà presente alla manifestazione di piazza contro la violenza sulle donne in programma nella giornata del 25 novembre a Roma e a Messina. «Il Pd ha sempre partecipato a quella manifestazione (di Non una di meno, ndr) e parteciperà anche domani», ha detto la leader dem all’evento L’Europa di Domani per poi aggiungere: «Io la mattina sono a Perugia, se riuscirò parteciperò anche io molto volentieri».

Le polemiche per la posizione filo palestinese della piazza femminista

Quanto detto da Elly Schlein chiude, in parte, le polemiche nate nel corso delle ore precedenti a causa del sostegno al popolo palestinese espresso nel comunicato di promozione dell’iniziativa. Proprio questo elemento, come sostenuto dal Fatto Quotidiano, avrebbe accesso dei malumori tra gli esponenti del Pd, ma la segretaria ha smorzato i toni ricordando che il suo partito ha «una posizione chiara e senza ambiguità sul Medio Oriente», cosa che per la stessa troverebbe conferma anche nella manifestazione del Partito democratico dell’11 novembre. Ancora, la leader dem ha ribadito che «non utilizzerei in maniera strumentale qualcosa» che può intaccare l’unità della battaglia contro la violenza di genere. Tra gli assenti alla manifestazione contro la violenza sulle donne, invece, c’è il leader del MoVimento 5 stelle Giuseppe Conte.

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