Daily Archives: 8 Novembre 2023

Champions: pareggio per il Napoli, con l’Union Berlino finisce 1-1

Occasione sprecata in Champions League per il Napoli. Allo stadio Maradona, la squadra di Garcia fa 1-1 con l’Union Berlino, fanalino di coda nel gruppo C, ma resta comunque in corsa per la qualificazione agli ottavi. Il capitano del Napoli Di Matteo: «Dovevamo gestire meglio il vantaggio, invece abbiamo battuto questo angolo velocemente e non eravamo in posizione dietro. Non si può prendere quella ripartenza, queste partite si decidono con gli episodi. È un pareggio che non ci sta, ci dispiace per i nostri tifosi perché anche oggi in casa non siamo riusciti a portare a casa la vittoria, ma ora faremo di tutto nelle ultime due gare di Champions per portare a casa la qualificazione». Il Napoli è ora a quota sette punti, con il Braga a quattro punti di distanza; primo punto nel girone per l’Union Berlino.

Annullato il gol di Anguissa

I campioni d’Italia ci provano da subito con Zielinski e Natan, fermato dal palo. Il Var annulla il gol di AndréFrank Zambo Anguissa, ma è  Matteo Politano al 39′ del primo tempo a portare in vantaggio il Napoli. Al 7′ della ripresa l’Union strappa il pari (e il primo punto) grazie alla rete di Fofana. Il Napoli ha perso solo due delle ultime 15 partite della fase a gironi di Champions League (10V, 3N), segnando in media 2.4 gol a partita nel periodo (36 reti in 15 match).

Garcia: «Non ho nulla da rimproverare»

«Ho visto il mio Napoli provarci in tutti i modi per segnare il secondo gol, questa sera non siamo riusciti per errori sulla finalizzazione o l’ultimo passaggio, ma non ho nulla da rimproverare ai ragazzi a parte di quella ripartenza per il gol subita sul nostro corner». È la dichiarazione del tecnico del Napoli Rudi Garcia, che non boccia i suoi dopo il pareggio in casa contro l’Union Berlino.

Vaticano: «Sì al battesimo per persone transessuali e figli di coppie gay»

Le persone transessuali potranno chiedere e ricevere il battesimo, ma non solo. Potranno essere padrini, madrine e testimoni di nozze in chiesa. Sì anche a padrini omosessuali che convivono con un’altra persona, unica condizione che conducano “una vita conforme alla fede“. Sono le indicazioni che arrivano dal Dicastero per la dottrina della fede, guidato dal cardinale Victor Manuel Fernandez, in risposta ad alcuni quesiti che erano stati inviati a luglio 2023 da mons. José Negri, vescovo di Santo Amaro in Brasile. Le domande riguardavano la possibile partecipazione ai sacramenti del battesimo e del matrimonio da parte di persone transessuali e di persone omoaffettive.

No al rischio di “pubblico scandalo”

«Un transessuale, che si fosse anche sottoposto a trattamento ormonale e ad intervento chirurgico di riattribuzione di sesso» – recita l’indicazione del Vaticano riportata dall’Ansa – «può ricevere il battesimo, alle medesime condizioni degli altri fedeli, se non vi sono situazioni in cui c’è il rischio di generare pubblico scandalo o disorientamento nei fedeli. Nel caso di bambini o adolescenti con problematiche di natura transessuale, se ben preparati e disposti, questi possono ricevere il Battesimo».

La “prudenza pastorale”

Un trans potrà essere anche testimone di nozze o padrino di un battezzato: «a determinate condizioni, si può ammettere al compito di padrino o madrina un transessuale adulto che si fosse anche sottoposto a trattamento ormonale e a intervento chirurgico di riattribuzione di sesso. Non costituendo però tale compito un diritto, la prudenza pastorale esige che esso non venga consentito qualora si verificasse pericolo di scandalo». È stato inoltre affrontato anche il problema dei genitori gay o di quelli che hanno avuto il figlio attraverso la gestazione per altri. «Due persone omoaffettive» – ha chiesto al Vaticano il vescovo del Brasile – «possono figurare come genitori di un bambino, che deve essere battezzato, e che fu adottato o ottenuto con altri metodi come l’utero in affitto?». La risposta del Dicastero della Fede: «Perché il bambino venga battezzato ci deve essere la fondata speranza che sarà educato nella religione cattolica».

La Sapienza, occupata la facoltà di Scienze politiche: chiesto il ritiro della mozione pro Israele

La facoltà di Scienze politiche all’università La Sapienza di Roma è stata occupata. Ad annunciarlo, gli studenti di Cambiare Rotta. All’ingresso uno striscione con scritto Scipol occupata e le bandiere della Palestina. Le richieste sono state diffuse in una nota: «Vogliamo che la mozione votata all’unanimità dal Senato accademico sia revocata, che la Sapienza smetta di sostenere il regime di apartheid israeliano, che tronchi gli accordi con quel governo e con tutte le istituzioni che sorgono sui territori occupati».

Proteste anche a Venezia e a Milano

Oltre alla Sapienza di Roma, dove ci sono stati attimi di tensione tra studenti e forze dell’ordine, anche all’università statale di Milano cinque studenti sono entrati all’improvviso nell’aula magna dell’ateneo dove era in corso l’Annual Meeting della 4Eu+ European University Alliance, e sono saliti con un megafono sul palco dove hanno esposto uno striscione spiegando di non volere “essere complici del genocidio del popolo palestinese”. A Venezia invece il collettivo universitario Liberi Saperi Critici è tornato in presidio nella sede centrale dell’Università Ca’ Foscari dopo l’occupazione dello scorso giovedì.

Il flash mob a Napoli

Un flash mob di studenti di diversi atenei napoletani si è tenuto davanti a Palazzo Giusso, sede dell’università l’Orientale di Napoli, occupato da martedì 7 novembre in solidarietà con il popolo palestinese. Sui social, Clelia Li Vigni, studentessa e candidata ricercatrice alla Normale di Pisa, si è fatta promotrice di un appello firmato da circa 160 tra allievi, docenti e impiegati dell’ateneo in cui si esprime «forte preoccupazione per gli incessanti bombardamenti di Gaza. Per porre fine alla violenza si deve porre fine alla sua causa principale: l’apartheid e l’occupazione israeliana dei territori palestinesi». Sono circa duecento gli studenti che hanno occupato il cortile del Palazzo del Bo di Padova, storica sede dell’Università degli Studi, manifestando in favore della Palestina con vari cartelli e striscioni.

Alluvione, Figliuolo ai sindaci: «Più voglia di fare polemica che di rimboccarsi le maniche»

«A volte i pubblici amministratori hanno più voglia di fare polemica che di rimboccarsi le maniche». Sono le parole del commissario per la ricostruzione sul territorio delle Regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche, Francesco Paolo Figliuolo, intervenuto nella mattinata di mercoledì 8 novembre a Castenaso, in provincia di Bologna, per un incontro con il Comune e un sopralluogo sui territori.

«Chiedete i rimborsi che ve li diamo»

«Dei 290 milioni di somma urgenza» – ha dichiarato – «ho erogato solamente poco più di 60,5 milioni, perché i Comuni devono fare il loro lavoro che è semplicissimo. Il mio vuole essere uno sprone: chiedete i rimborsi che ve li diamo». Al centro delle parole del generale anche l’ordinanza sui rimborsi. «Quando si porta un’ordinanza in registrazione alla corte dei conti bisogna fare il perimetro finanziario. Se le polemiche arrivano da qualcuno che è stato insieme a noi a costruire questa ordinanza, sembra quasi uno schiaffo a chi si impegna». E ancora: «Il rimborso arriva a coprire la totalità del danno asseverato, dimostrato e riconosciuto, con una dinamica da 20 mila euro subito, poi 40 mila, poi ulteriori in funzione delle risorse».

Gasparri e il video in cui mostra carota e cognac: la replica di Ranucci e le reazioni

Dopo la diffusione del video in cui il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in commissione di Vigilanza durante l’audizione del conduttore di Report Sigfrido Ranucci e del direttore dell’approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha mostrato una carota come regalo per il giornalista, sono state numerose le reazioni sui social delle ultime ore. A scatenarle le frasi di Gasparri: «Le ho portato un cognac se ha bisogno di farsi coraggio, ho visto che si è fatto accompagnare, ma noi qui non mangiamo nessuno», aggiungendo dopo aver tirato fuori una carota: «L’ho portata, se qualcuno ha paura della commissione di Vigilanza».

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Il conduttore di Report: «Mi poteva portare una rosa e un thermos di caffè»

«Gasparri non conosce i miei gusti perché io sono astemio e non bevo. Bevo tanto caffè, mi poteva portare una rosa e un thermos di caffè. Io ho preso seriamente quella convocazione e per questo ho portato fatti e dati relativi ai costi e all’andamento di Report», ha scritto Ranucci sui social. «Vorrei consigliare a Gasparri di cambiare fruttivendolo perché la carota non aveva un bell’aspetto».

«Un teatrino imbarazzante»

«Dalla destra uno spettacolo pietoso», scrive sui social il capo delegazione del Pd al Parlamento europero, Brando Benifei, aggiungendo: «Il vicepresidente della Camera Gasparri si è lanciato in teatrini imbarazzanti. La mia solidarietà al direttore Ranucci, sottoposto a questa pagliacciata per aver approfondito vicende come quella di Santanché e La Russa».

«La foto si commenta da sola»

Parla di “Paese sotto regime di polizia” l’ex inviato de Le Iene e deputato Ismaele La Vardera, che prosegue: «Portare in una commissione politica un giornalista e interrogarlo per delle scelte legate al suo ruolo è una cosa gravissima. Che dire poi del signore a sinistra tale Maurizio Gasparri? La foto si commenta da sola». Anna Laura Orrico, deputata del Movimento 5 Stelle, la definisce invece «una brutta pagina per l’importante organo di cui anche io faccio parte» che si è consumata nella commissione di Vigilanza Rai. E ancora “vergogna”, “disgustoso”, “patetico”, si legge nei vari commenti al video di Gasparri, anche se c’è chi la prende con ironia: «Mai visto un ortaggio brandire una carota?».

 

Nave da crociera travolta da una tempesta: numerosi i feriti

Sono almento cento i passeggeri della nave da crociera Spirit of Discovery di Saga Cruises, che sono rimasti feriti durante una tempesta nelle acque al largo della costa occidentale della Francia. Cinque di loro hanno riportato lesioni più serie. La nave, dopo aver annullato la tappa a Las Palmas nelle Isole Canarie, ha tentato di dirigersi verso il porto de La Coruna.

La decisione di tornare nel Regno Unito

Proprio a causa delle avverse condizioni meteorologiche, il personale di bordo ha poi preso la decisione di ritornare nel Regno Unito anticipatamente. Il viaggio di 14 giorni è stato così interrotto. «È stato spaventoso», hanno riferito alcuni dei passeggeri. La nave, che si è inclinata facendo attivare il sistema di sicurezza, trasportava 980 persone, con un’età media di 75 anni.

Il cortocircuito su Report tra nervosismo in casa Rai e rumor sulle prossime inchieste

È uno strano cortocircuito quello andato in scena la sera di martedì 7 novembre in Commissione di vigilanza Rai. Una battaglia di oltre due ore in cui i parlamentari del centrodestra, ma pure i renziani con Maria Elena Boschi, hanno “processato” Report per alcune inchieste delle ultime puntate (i casi La Russa, Santanchè, il testamento colombiano di Berlusconi), con Sigfrido Ranucci a ribattere colpo su colpo alle invettive di Maurizio Gasparri, che è stato a un passo dall’essere espulso dalla presidente Barbara Floridia (Movimento 5 stelle), dopo aver mostrato pure una carota in aula. Il cortocircuito è quello di un direttore dell’approfondimento, Paolo Corsini, da sempre punto di riferimento della destra a Viale Mazzini, impegnato a difendere Report (per inchieste che hanno riguardato esponenti del centrodestra) proprio dagli attacchi di parlamentari di quella fazione. «Noi non siamo Telemeloni!», ha ribadito con forza Corsini, citando a esempio programmi come quello di Ranucci, ma pure Presa diretta di Riccardo Iacona e Il cavallo e la torre di Marco Damilano. «A ottobre la Rai sta sopra Mediaset, ma è proprio questa narrazione fasulla di certi giornali sul fatto che la tivù pubblica sarebbe al soldo di Palazzo Chigi a creare disaffezione nel pubblico, col rischio proprio di farci perdere ascolti», ha evidenziato Corsini, che a tal proposito ha mostrato pure un sondaggio interno.

Pronti a togliere la tutela legale al programma di Ranucci

Qualcuno poi sostiene che il nervosismo della maggioranza nei confronti di Ranucci dipenda dall’arrivo di inchieste che riguardano altri esponenti del centrodestra. «Sarà roba grossa», racconta un deputato bene informato. Staremo a vedere. Sta di fatto che un tentativo di tagliare le ali a Report è in corso, come dimostra la volontà espressa da Maurizio Gasparri, ma pure da Matteo Renzi, di togliere la tutela legale al programma, che significherebbe la sua fine, viste anche le decine di procedimenti in corso tra cause e richieste di risarcimento danni. Tutti sono nervosi, dunque, anche lo stesso Ranucci che, dopo il botto di ascolti della prima puntata (oltre l’11 per cento), ora si è assestato su una media del 7,4 (domenica 5 novembre al 6,4 per cento), in calo ma comunque sempre un buon risultato, soprattutto a fronte dei numerosi fallimenti Rai.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Sit-in a sostegno di Report fuori dalla Commissione vigilanza Rai (Imagoeconomica).

In bilico Avanti popolo, che costa 200 mila euro a puntata

«Tireremo le somme alla fine dell’anno», sostiene il direttore generale Giampaolo Rossi, in queste ore coinvolto pure in una polemica con Corrado Augias. Ma dopo il disastroso 1,8 per cento (312 mila telespettatori) di Avanti popolo (strabattuto da Giovanni Floris e da Le Iene), il vertice potrebbe esser costretto a intervenire prima sul programma di Nunzia De Girolamo. Per molti dentro l’azienda Nunzia potrebbe non arrivare a mangiare il panettone, come si suol dire. Anche perché il programma (prodotto da Freemantle) costa la bellezza di 200 mila euro a puntata. E la stessa cifra, come ha raccontato lo stesso Corsini in vigilanza, verrà spesa per Far West, il nuovo format di Salvo Sottile in arrivo il lunedì sera.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Nunzia De Girolamo (Imagoeconomica).

Possibile ritorno anticipato per Massimo Giletti?

Due le ipotesi: Avanti popolo verrà totalmente rivisto e trasformato dallo stesso Corsini con la squadra degli autori, oppure sarà chiuso a breve, anche se al momento non c’è un’alternativa. A meno che non si decida di anticipare il ritorno di Massimo Giletti previsto per aprile con un programma di inchieste, anche se forse c’è ancora qualche problema contrattuale con Urbano Cairo. Che una voce di corridoio dà addirittura interessato a strappare Report alla Rai. Fanta-televisione? Dopo il passaggio di Fabio Fazio al Nove, nulla può essere escluso.

Guaccero già saltata, Insegno non condurrà L’eredità

Dunque la chiusura di Liberi tutti, il programma condotto da Bianca Guaccero, potrebbe essere solo la prima di una serie, che coinvolgerebbe anche il famigerato Mercante in fiera di Pino Insegno, inchiodato al 2 per cento, contro cui nei giorni scorsi s’è scagliato il comitato di redazione del Tg2 accusando il programma di essere la causa, col suo pessimo traino, del calo di ascolti dell’edizione serale del telegiornale. E infatti pare già scontato che per la conduzione de L’eredità, cui era destinato lo stesso Insegno, si stia già guardando altrove, dalle parti di Flavio Insinna e Marco Liorni.

Il cortocircuito su Report, il nervosismo in casa Rai e i rumor sulle prossime inchieste
Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Bordata alla Rai persino da Pier Silvio Berlusconi

Nel frattempo Viale Mazzini si prende altri due schiaffi. Il primo è il ritorno di Beppe Grillo in tivù, non sulla Rai dove era comparso l’ultima volta (una decina d’anni fa da Bruno Vespa a Porta a porta), bensì sul Nove, dove sarà ospite domenica 12 novembre di Fazio a Che tempo che fa. L’altro arriva da Pier Silvio Berlusconi che, dalle pagine del Corriere della sera, ha invitato Viale Mazzini a «tornare a essere servizio pubblico» e a «distinguersi dalla tivù commerciale», anche se l’attuale difficoltà «non è colpa dell’attuale vertice, ma di errori del recente passato», che hanno reso l’azienda «un po’ involuta». Per il capo del Biscione, però, «è un errore ridurre il canone». Riflessione frutto del timore che la televisione pubblica possa ampliare anche solo di un paio di punti il tetto pubblicitario, com’è stato ventilato in uno degli ultimi cda dall’amministratore delegato, Roberto Sergio. E per Mediaset sarebbero dolori. Calo di risorse per Rai che preoccupano anche Monica Maggioni. «Senza la certezza delle risorse non si può progettare nulla e sarebbe un grande problema per l’azienda», ha detto l’ex presidente ascoltata in Vigilanza poche ore dopo la “battaglia” su Ranucci.

Hamas conferma i negoziati: rilascio di 12 ostaggi per tre giorni di tregua

Mentre continuano i combattimenti, anche nel cuore di Gaza City, si avvicina una tregua nel conflitto in Medio Oriente. Una fonte vicina ad Hamas ha confermato infatti la notizia di trattative per la liberazione di 12 ostaggi, di cui sei americani, in cambio di tre giorni di pausa umanitaria: Abu Obeida, portavoce delle Brigate al Qassam, ala militare di Hamas a Gaza, ha precisato che «l’unica strada per la liberazione degli ostaggi è un accordo che preveda lo scambio di prigionieri totale o parziale». Nei piani dell’organizzazione terroristica palestinese, come ha riferito il consigliere per i media Taher El-Nounou, intervistato dal New York Times, c’è ad ogni modo «uno stato di guerra permanente con Israele su tutti i confini», magari con l’intero mondo arabo al suo fianco. Anche Khalil al-Hayya, alto dirigente, si è detto sulla stessa linea affermando la necessita di «cambiare l’intera equazione e non solo avere uno scontro» con Israele: «Siamo riusciti a rimettere sul tavolo la questione palestinese, e ora nessuno nella regione è più tranquillo».

L’esercito di Tel Aviv ha distrutto 130 tunnel di Hamas

Le forze armate israeliane affermano di avere trovato e distrutto circa 130 tunnel nella Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare Daniel Hagari: in molti casi sono state trovate accanto agli imbocchi strutture con batterie d’auto che si ritiene fossero collegate al sistema di filtraggio dell’aria dei tunnel.

Hamas conferma i negoziati: rilascio di 12 ostaggi per tre giorni di tregua. Gli aggiornamenti sulla guerra.
Auto crivellata di colpi in Cisgiordania (Getty Images).

Scontri in Cisgiordania, 11 palestinesi feriti a Betlemme

Undici palestinesi sono stati feriti in scontri con l’esercito israeliano vicino a Betlemme, in Cisgiordania. Lo segnala l’agenzia Wafa, secondo cui gli scontri sono cominciati nel corso di un’incursione dell’esercito nell’area della città.

Guterres: «Il numero di civili uccisi indica qualcosa che è chiaramente sbagliato»

«Ci sono violazioni da parte di Hamas quando usa scudi umani. Ma quando si guarda il numero di civili che sono stati uccisi durante le operazioni militari, c’è qualcosa che è chiaramente sbagliato», ha dichiarato a Reuters Next il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. «È anche importante far capire a Israele che è contro i suoi interessi vedere ogni giorno la terribile immagine dei drammatici bisogni umanitari del popolo palestinese. Ciò non aiuta Israele in relazione all’opinione pubblica globale». Negli ultimi 18 giorni solo 630 camion sono riusciti ad entrare attraverso il valico di Rafah dall’Egitto.

Hamas conferma i negoziati: rilascio di 12 ostaggi per tre giorni di tregua. Gli aggiornamenti sulla guerra.
Fumo dopo esplosioni a Gaza (Ansa).

Distrutta la moschea Khaled Ben al-Walid, tra i simboli di Khan Yunes

Un bombardamento israeliano ha provocato la distruzione della moschea Khaled Ben al-Walid, uno dei simboli della città di Khan Yunes, a sud di Gaza. Lo riferiscono fonti locali. La moschea si trova in un campo profughi: al momento dell’attacco era a quanto pare vuota.

Indi Gregory, la sentenza del giudice: «Stop ai supporti vitali»

I supporti vitali di Indi Gregory saranno rimossi domani, giovedì 9 novembre, alle 14 locali, le ore 15 in Italia. Lo ha stabilito il giudice Robert Peel, lo stesso che pochi giorni fa si è opposto al trasferimento all’ospedale Bambino Gesù di Roma della piccola, affetta da una rara malattia del Dna mitocondriale, non curabile. La bambina ha ricevuto lunedì 6 novembre la cittadinanza italiana, nel tentativo in extremis di portarla nella Capitale, dove avrebbe ricevuto cure palliative. I genitori, secondo quanto riferito dall’organizzazione Christian Concern, faranno ricorso.

Corsa contro il tempo per i genitori

Christian Concern ha spiegato: «Questo pomeriggio, il giudice Robert Peel ha stabilito che il supporto vitale di Indi Gregory deve essere rimosso presso il Queen’s Medical Center di Nottingham o in un hospice e non a casa, contrariamente alla volontà dei suoi genitori. La famiglia, sostenuta dal Christian Legal Centre, presenterà ricorso». L’organizzazione ha anche spiegato che «i vertici del servizio sanitario nazionale Nhs hanno minacciato di rimuovere il supporto vitale oggi, senza la presenza dei familiari. Il padre, Dean Gregory, non era in ospedale al momento della minaccia e ha detto che si sentiva come se stesse per avere un infarto quando è stato informato».

Il console Corradini ha emesso un provvedimento d’urgenza

«Su richiesta della famiglia di Indi Gregory», ha continuato Christian Concern, «il console italiano a Manchester, Matteo Corradini, in qualità di giudice tutelare della bimba di 8 mesi, ha emesso oggi un provvedimento d’urgenza che riconosce l’autorità dei tribunali italiani in questo caso» Con il provvedimento, spiega Il Giornale, si punta al trasferimento a Roma e si sottolinea come sia stato nominato curatore della bambina Antonio Perno, direttore dell’ospedale Bambino Gesù. L’ente ha spiegato: «L’ordinanza è stata comunicata dal nuovo tutore al managing director del Queen’s Medical Center di Nottingham per facilitare una collaborazione costruttiva tra le autorità sanitarie italiane e inglesi al fine di evitare questioni legali su conflitti di giurisdizione».

Da Mercoledì a The White Lotus, i viaggi nei luoghi delle serie tivù

Si diffonde sempre più il fenomeno del set-jetting. Termine anglosassone per cineturismo, simboleggia la tendenza di organizzare le vacanze nei luoghi dove sono state girati i film e le serie tivù preferiti. Expedia Group ha rivelato, come riportano Variety e Time, diverse località che anche nel 2024 potrebbero godere di un incremento di visitatori proprio grazie a importanti produzioni per il piccolo schermo. Coinvolta anche la nostra penisola grazie alla Sicilia, dove si svolgono gli eventi della seconda stagione di The White Lotus. Il successo della serie HBO ha infatti incrementato del 300 per cento le ricerche dell’isola in Italia a livello globale. Stesso discorso per la Romania, che potrebbe accogliere il 150 per cento in più di turisti grazie a Mercoledì, virale storia sulla primogenita della famiglia Addams con Jenna Ortega.

Dalla Sicilia al Regno Unito e la Romania, le location delle serie

La Sicilia di The White Lotus, da Taormina a Cefalù

La serie HBO con Jennifer Coolidge, disponibile on demand su Sky e Now Tv, ha regalato alla Sicilia un vero e proprio boom turistico soprattutto nell’estate 2023. I voli dagli Usa sono aumentati del 205 per cento, i turisti dalla Germania addirittura del 265 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. Numeri che, secondo le previsioni di Expedia Group, sono destinati a crescere. Gli amanti della serie, nel cui cast figura anche la nostra Sabrina Impacciatore, possono recarsi a Taormina dove sorge il San Domenico Palace, albergo in cui si svolge gran parte delle vicende. Senza dimenticare il Teatro antico della città sicula, la città di Noto con la chiesa di San Francesco e di Cefalù, dove ammirare il Duomo e piazza Marina.

La Romania di Mercoledì fra castelli e laghi

In aumento anche i viaggi verso la Romania, in cui Tim Burton ha deciso di girare diverse scene della serie Netflix Mercoledì. Sebbene la cittadina di Jericho, nei cui pressi sorge la Nevermore Academy, non esista nella realtà tanto da essere stata ricostruita nei Buftea Studios di Bucarest, non mancano le opportunità da visitare. La stessa scuola in cui la figlia di Morticia e Gomez, infatti, è nata grazie agli esterni del castello di Cantacuzino, situato a Busteni, nei Carpazi. I laghi Sterbei e Branesti invece hanno ospitato le riprese della gara di canottaggio cui la protagonista partecipa con l’amica Enid. Infine, l’Università politecnica ha accolto il cast per le scene nella scuola superiore Nancy Reagan, frequentata da Mercoledì all’inizio della serie.

La Sicilia di The White Lotus e la Romania di Mercoledì, ma anche il Regno Unito di The Crown. Le location delle serie in cui fare un viaggio.
Il castello di Cantacuzino in Romania, usato per la Nevermore Academy (Getty Images).

Il Regno Unito delle serie tivù The Crown e Bridgerton

Il 16 novembre sbarcherà su Netflix la sesta e ultima stagione di The Crown, serie che racconta la famiglia reale britannica. In attesa di scoprire gli episodi finali, è possibile recarsi nel Regno Unito per vedere in prima persona i luoghi che hanno ospitato le riprese. La prima tappa del royal tour non può non partire da Londra, passando per St. James’ Palace, Kensington e Buckingham Palace. Lasciando l’Inghilterra, si può andare in Scozia per visitare Gleneagles, che ospita le tenute che hanno fatto da sfondo allo show. Infine il viaggio potrebbe concludersi nel Norfolk con un tour di Sandringham, la residenza amata da Elisabetta II. Il Regno Unito è anche location di Bridgerton, fra le serie Netflix di maggior successo. Spiccano l’Hampton Court Palace, dimora di alcuni membri della famiglia reale nella storia, e la Goldsmith’s Hall, sede della sala del trono di Charlotte.

La Croazia e l’Irlanda, un viaggio sulle orme de Il Trono di Spade

Da Braavos ad Approdo del Re, passando per Grande Inverno e Dorne. Il Trono di Spade, che nel 2019 ha salutato i fan con la discussa ottava stagione, ha lasciato un segno indelebile nel cuore degli appassionati. Le riprese hanno coinvolto diverse aree dell’Europa, al fine di soddisfare le dettagliate richieste della trama. Per rivedere la cittadina portuale di Braavos, dove Arya Stark ha incrociato gli uomini senza volto, bisogna giungere fino alla spagnola Girona con il suo cuore medievale e il quartiere ebraico. L’Irlanda è invece stata la location perfetta per ricreare le Isole di Ferro, regno dei Greyjoy. Per rivedere la patria di Theon bisogna raggiungere Ballintoy Harbour, che nella serie assume il nome di Landsport. Location per la capitale dei Sette Regni, Approdo del Re, è stata la croata Dubrovnik, fra le cui mura è possibile immaginare di vedere le congiure fra Lannister, Baratheon e Stark.

La Sicilia di The White Lotus e la Romania di Mercoledì, ma anche il Regno Unito di The Crown. Le location delle serie in cui fare un viaggio.
A Dubrovnik la scalinata dove si è svolto il cammino della vergogna di Cersei (Getty Images).

I prossimi viaggi influenzati da film e serie tivù

Secondo il report di Expedia Group, altre location beneficeranno molto presto del set-jetting. Fra queste la Thailandia, dove si svolgeranno le vicende della terza stagione di The White Lotus. Senza dimenticare Malta, che ospiterà le riprese de Il Gladiatore 2 di Ridley Scott, atteso sequel del cult con Russell Crowe. Spazio poi per Parigi, che fa da sfondo alle vicende di Emily in Paris con Lily Collins, e per la Corea del Sud della serie cult Squid Game. L’ottava stagione di Outlander potrebbe infine attirare più turisti nelle Highland scozzesi.

Chi l’ha visto?, stasera su Rai 3 i casi di Pierina Paganelli e la chiesa di Elisa Claps

Stasera 8 novembre 2023, alle ore 21.20, andrà in onda il programma Chi l’ha visto? condotto come sempre da Federica Sciarelli. Nel corso della trasmissione verranno analizzati diversi casi, con focus sull’omicidio di Pierina Paganelli e la scomparsa di Domenico Manzo. Spazio anche alla riapertura della chiesa di Potenza dove fu trovato il corpo di Elisa Claps con immagini inerenti alle proteste di questi giorni. Il programma sarà disponibile anche in diretta e on demand sulla piattaforma Rai Play.

Chi l'ha visto? stasera andrà in onda una nuova puntata della trasmissione su Rai 3 condotta da Federica Sciarelli, ecco le anticipazioni.
Federica Sciarelli, la conduttrice del programma (X).

Chi l’ha visto?, le anticipazioni della puntata di stasera 8 novembre 2023 su Rai 3

Il primo caso che verrà analizzato nella puntata di Chi l’ha visto? sarà proprio quello delle proteste per la riapertura della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza. Questa chiesa è nota a tutti per essere stato il luogo dov’è stata ritrovata Elisa Claps, uccisa da Danilo Restivo quando aveva solo 16 anni. Per 17 lunghi anni il corpo della giovane è stato conservato in quella chiesa e nessuno si è mai accorto della sua presenza. Un mistero che ancora oggi non trova spiegazioni e i familiari di Elisa chiedono chiarezza e vogliono risposte precise. I membri della comunità cittadina sono insorti con delle proteste per la riapertura del luogo e il vescovo è stato addirittura costretto a uscire con la scorta. Chi l’ha visto? mostrerà le immagini che arrivano direttamente da Potenza e il pensiero di chi vive in quella zona.

Il programma tornerà a parlare poi dell’omicidio di Pierina Paganelli, la donna trovata morta nel garage di casa sua il 3 ottobre scorso. Non ci sono ancora risposte su quest’omicidio e gli inquirenti continuano a cercare indizi. Nessuno sembra sapere chi abbia potuto uccidere la 78enne e soprattutto per quale motivo l’avrebbe fatto: perché il killer ha inferto ben 27 coltellate alla donna, scagliandosi con forza e violenza inaudita? Provava del risentimento verso di lei? Chi l’ha visto?, cercando di trovare risposte, mostrerà agli spettatori le interviste delle persone vicine alla vittima, i documenti e le testimonianze inedite per cercare di far luce su questo omicidio che sembra essere un enigma senza soluzione.

La trasmissione analizzerà infine il caso della scomparsa di Domenico Manzo. L’operaio si trovava nella sua abitazione quando è sparito, ma poco prima della sua scomparsa era ancora in corso la festa della figlia. Com’è possibile che l’uomo si sia dileguato senza lasciare traccia? Soprattutto, si è allontanato volontariamente o è stato costretto da qualcun altro? Chi l’ha visto? analizzerà la situazione e proverà a ricostruire la vita di Domenico. Come sempre poi, verrà dato spazio agli appelli, le richieste e le segnalazioni da parte di coloro che sono in difficoltà per la scomparsa di un loro caro.

Zerocalcare sul Lucca Comics: «Pentito? No, la mia posizione non cambia»

Il fumettista Michele Rech, conosciuto come Zerocalcare, è stato alla Camera, alla conferenza stampa in cui è stata chiesta la liberazione del politico curdo Abdullah Ocalan. A pochi giorni dalle polemiche che l’hanno visto protagonista dopo la mancata partecipazione ai Lucca Comics, l’artista è tornato sulla vicenda. Ha dichiarato: «Se a 40 anni mi fossi pentito per le polemiche sarebbe stato ridicolo. No, la mia posizione quella è, non cambia». A chi gli ha chiesto se secondo lui la situazione sia stata strumentalizzata, ha risposto: «Se era qualcun altro strumentalizzavano qualcun altro. Io questa cosa l’ho già detta».

Zerocalcare sul Lucca Comics «Pentito No, la mia posizione non cambia»
Michele Rech, aka Zerocalcare (Imagoeconomica).

Su Ocalan: «Detenuto da 20 anni in isolamento totale»

Zerocalcare è poi tornato sull’argomento centrale: «Oggi siamo sul tema di un uomo detenuto da più di 20 anni in isolamento totale, sono cose di cui non sta parlando nessuno. Ed anzi i riflettori internazionali puntati su altro consentono che il Kurdistan continui ad essere bombardato quotidianamente. Mi sembra anche poco rispettoso per questa giornata…Io sono venuto a parlare di Ocalan». Al suo fianco, i parlamentari di Alleanza Verdi Sinistra, che hanno parlato della condizione dei detenuti politici in Turchia.

L’appello: «L’Italia si attivi»

Il fumettista ha proseguito: «Ocalan ha dato un contributo fondamentale a quella che è stata l’esperienza democratica del Rojava che ha visto uomini e donne curde combattere e respingere l’Isis sul campo. Non sarebbe stato possibile senza il suo apporto teorico e ideale, anche dal carcere». Zerocalcare ha poi lanciato un appello: «Adesso sta in una situazione di isolamento totale, che oltre ad essere inumana per lui, non gli consente di continuare a svolgere quel ruolo di pace. È importante che l’Italia faccia sua la richiesta della liberazione di Ocalan anche e soprattutto per consentirgli di svolgere un ruolo nel processo di pace, che è impossibile fino a quando lui si trova in questa situazione».

Zerocalcare sul Lucca Comics «Pentito No, la mia posizione non cambia»
Zerocalcare e i parlamentari di Avs alla conferenza per Ocalan (Imagoeconomica).

Stupro di Palermo, lettera ai vertici Rai contro l’intervista di De Girolamo alla vittima

Una lettera aperta alla presidente Marinella Soldi e ai vertici della Rai, dell’Ordine dei giornalisti e dell’Agcom, nata a seguito della puntata di Avanti popolo di martedì 31 ottobre. Durante il programma in prima serata su Rai3, la conduttrice Nunzia De Girolamo ha intervistato la ragazza sopravvissuta allo stupro di gruppo di Palermo. Questo il contenuto della lettera che ha quasi raggiunto le 300 firme:

«Premesso che la ragazza, maggiorenne, ha scelto di accettare l’invito in trasmissione per parlare della sua storia, e che questo va rispettato poiché rientra nell’autodeterminazione, intendiamo evidenziare l’avvenuta violazione dei basilari principi della deontologia professionale nell’esporre, per giunta a così poco tempo dai fatti, una sopravvissuta alla spettacolarizzazione del proprio stupro e alla vittimizzazione secondaria cui si è assistito nel corso del programma». Nello specifico si fa riferimento «alla modalità di intervista incalzante nei confronti della sopravvissuta e alla conduzione adottate da De Girolamo, esempio inaccettabile di pornografia del dolore».

Sono quasi 300 i firmatari della lettera indirizzata ai vertici Rai per denunciare la "violazione della deontologia" durante l'intervista di De Girolamo alla vittima dello stupro di Palermo.
Nunzia De Girolamo (Getty Images).

«Vittima costretta a rivivere gli abusi»

Nel corso della trasmissione «la conduttrice ha di fatto costretto la vittima a rivivere nel dettaglio gli abusi subiti, con tanto di lettura al suo cospetto delle frasi degli stupratori, in contrasto – come anche Cpo Rai e Usigrai hanno rilevano in una nota congiunta – con le policy di genere approvate dal consiglio di amministrazione della Rai, nonché, nello specifico del lavoro giornalistico, con il Manifesto di Venezia. Come se questo non bastasse, la ragazza è stata sottoposta con superficialità inaudita e lesiva della propria persona a reiterati e costanti episodi di colpevolizzazione e vittimizzazione secondaria».

«Violenza di genere declinata a tema da salotto»

Proseguono i firmatari e le firmatarie del documento: «Facciamo nostra la nota sopraccitata nel dire che poco importa che la conduttrice alla fine del servizio dica che ‘questo la rende vittima due volte’. La trasmissione, nella modalità del racconto, ignora i compiti del servizio pubblico radiotelevisivo. Ci troviamo quindi a constatare che, ancora una volta, su una rete del servizio pubblico la violenza di genere è stata declinata a tema da salotto e opinione, ignorando le policy di genere approvate dal Cda Rai, le linee guida del Manifesto di Venezia e del contratto giornalistico, nonché le voci di associazioni, movimenti e sopravvissute».

«Esigiamo rispetto e dignità per le vittime»

Di qui la richiesta ai vertici Rai affinché «in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, prendano posizione sull’accaduto e si assumano la responsabilità di una gestione dell’informazione e del servizio pubblico adeguata al ruolo informativo, culturale e sociale della Rai. Esigiamo che il tema della violenza di genere sia trattato con competenza e deontologia, garantendo alle vittime il rispetto e la dignità indispensabili, secondo le modalità sancite dalle linee guida, nonché dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica, nota anche come Convenzione di Istanbul, che l’Italia ha firmato nel 2013, ma ancora non trova applicazione neppure nel servizio pubblico Rai».

 

Scritte antisemite a Milano, indagato un 56enne

È stato identificato, perquisito ed è ora indagato per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa il presunto autore delle scritte antisemite comparse tra il 16 e il 19 ottobre a Milano, nei bagni del Centro diagnostico italiano e di una panetteria nel quartiere ebraico.

Sui profili social effigi a favore di organizzazioni terroristiche

La persona indagata è tratta di un 56enne italiano, residente a Corsico (provincia di Milano): secondo le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo e del pool antiterrorismo della Procura di Milano, mentre tracciava le scritte indossava una divisa (ritrovata nella sua abitazione) di un’azienda di disinfestazione. L’uomo sui suoi profili social avrebbe pubblicato anche effigi a favore di organizzazioni terroristiche e vignette contro Israele.

Oltre alle scritte antisemite anche una stella di David

Agli atti dell’inchiesta del pm Enrico Pavone e del procuratore Marcello Viola anche le immagini che lo ritraggono mentre imbratta i muri. In uno dei bagni del Centro diagnostico italiano di via Saint Bon a Milano, nei pressi del quartiere ebraico, era stata trovata la scritta: “Prima Hitler poi Hamas per voi ebrei forni e camere a gas”. Accanto era stata disegnata anche una stella di David. La proprietaria della struttura aveva presentato denuncia.

Ancona, ultraleggero precipitato vicino al fiume Cesano: due feriti

Un velivolo ultraleggero partito da Cesano di Senigallia (in provincia di Ancona) è precipitato poco distante in zona Monterado di Trecastelli. I due uomini a bordo sono rimasti feriti – erano coscienti – e sono stati trasportati in eliambulanza all’ospedale regionale ad Ancona. L’ultraleggero ha perso quota e forse il pilota ha tentato un atterraggio d’emergenza vicino al fiume Cesano, in un’area in secca. Uno dei due passeggeri è stato sbalzato fuori e l’altro è rimasto in parte sotto la carlinga, tra la vegetazione, ed è stato estratto dai vigili del fuoco e affidato alle cure dei sanitari. Sul posto anche carabinieri e polizia locale.

Milano-Cortina, Abodi sulla pista da bob: «Conservare matrice italiana»

Il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, è tornato a parlare del caso della pista da bob di Milano-Cortina 2026. Il governo studia soluzioni per far fronte all’assenza di un impianto idoneo e da settimane si parla di spostare le gare all’estero. Un’idea che non piace al ministro, che durante il question time alla Camera ha dichiarato: «La priorità è valutare tutte le opzioni affinché resti la matrice italiana anche per la pista da bob. E vorrei far presente che un’eventuale delocalizzazione delle gare in sedi estere è una soluzione estrema, da prendere in considerazione solo qualora non dovessero arrivare soluzioni alternative».

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Milano-Cortina, Abodi sulla pista da bob «Conservare matrice italiana»
Bandiera con i loghi di Milano-Cortina 2026 al Duomo di Milano (Imagoeconomica).

Il ministro: «Istruttoria alla Simico»

Andrea Abodi ha proseguito: «L’individuazione di un’alternativa alla pista di Cortina passa necessariamente da un corretto iter istruttorio ancora in corso di svolgimento. Lo scorso 23 ottobre la Regione Piemonte e la città metropolitana hanno inviato alla Fondazione la documentazione richiesta sulla pista di Cesana, il 24 ottobre ho chiesto al Ministro delle Infrastrutture di valutare a chi affidare l’istruttoria tecnica, cosa fatta nella stessa giornata alla società Simico».

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Abodi: «Non è il momento di fare previsioni»

Il ministro ha continuato: «È stato aperto con un tavolo tecnico la cui prima riunione sarà svolta oggi, 8 novembre, alle 16.30 e ho personalmente sollecitato tutti gli attori in causa affinché l’iter si concluda entro questa settimana. Non è questo il momento delle previsioni. L’impegno del Governo è totale con investimenti che vanno soprattutto a opere pubbliche che in futuro miglioreranno la vita dei cittadini». Abodi ha parlato anche di strutture, in relazione ai Giochi della gioventù: «È imprescindibile che la realizzazione dei nuovi Giochi della gioventù sia accompagnata da un potenziamento delle infrastrutture per la pratica sportiva scolastica, grazie a una maggiore disponibilità di palestre e impianti sportivi, da garantire attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture, la messa in sicurezza di strutture già esistenti o l’utilizzo di impianti pubblici di prossimità».

Riforma premierato, contro le attese l’iter partirà dal Senato: protestano le opposizioni

Secondo alcune fonti parlamentari, l’iter del ddl di riforma costituzionale sul premierato, approvato lo scorso 3 novembre dal Consiglio dei ministri, partirà dal Senato. Una decisione inusuale perché negli ultimi giorni veniva data per certa la titolarità alla Camera, e perché al Senato è ancora in discussione l’autonomia differenziata.

Le opposizioni protestano in aula alla Camera

Per questo motivo Pd, Alleanza verdisinistra e il M5s sono intervenuti duramente in aula alla Camera per chiedere delucidazioni e la convocazione urgente di una capigruppo. La prima a parlare è stata Simona Bonafè del Pd, dicendo: «La motivazione di questa decisione sarebbe dovuta all’appartenenza politica del presidente della Camera e di quello della prima commissione che non darebbero sufficienti garanzie sull’iter del provvedimento. Se così fosse sarebbe di una gravità inaudita e per questo chiediamo che venga convocata con urgenza una capigruppo». Il presidente della Camera, infatti, è Lorenzo Fontana, in quota Lega, mentre il presidente della Commissione affari costituzionali di Montecitorio è Nazario Pagano, di Forza Italia. Diversa la situazione al Senato, dove il presidente è Ignazio La Russa, fedelissimo di Giorgia Meloni, e la Commissione è presieduta da Italo Balboni, anche lui in quota Fratelli d’Italia.

Elly Schlein, Simona Bonafè e Giuseppe Provenzano (Imagoeconomica).

Pd: «La maggioranza baratta il premierato con l’autonomia differenziata»

In aula è intervenuto anche Francesco Boccia, Pd, che ha accusato la maggioranza di stare barattando il premierato con l’autonomia differenziata: «La notizia che la riforma costituzionale annunciata dal governo partirà dal Senato, se confermata, ci dice che i nostri timori erano fondati e che Palazzo Madama sarà il luogo dove Fdi e Lega si controlleranno a vicenda. Questa mattina in commissione bicamerale per le questioni regionali si è proceduto con un altro strappo da parte della maggioranza, che ha impedito che fossero fatte le necessarie audizioni sulla proposta di autonomia differenziata, e si è deciso di votare lo stesso il parere. È quanto chiede la Lega come condizione per votare il premierato caro a Giorgia Meloni».

Riforma premierato, contro le attese l'iter partirà dal Senato. Protestano le opposizioni
Il ministro e vicepremier Matteo Salvini e la premier Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Alleanza verdi-sinistra: «Ormai è un monocameralismo»

Alle denunce dei due colleghi si è aggiunta anche quella di Marco Grimaldi di Alleanza verdi-sinistra, il quale sostiene che ci sia ormai un «monocameralismo di fatto» dove la gran parte dei provvedimenti passano prima per Palazzo Madama. Per questo anche lui ha chiesto «una conferenza dei presidenti urgente perché inizia a esserci qualcosa di sospetto nel rapporto con la Camera dei deputati».

La replica di Casellati

«Ma perché se va in una Camera non è che poi non vada nell’altra quindi è indifferente» dove comincia l’iter, ha detto la ministra per le Riforme Elisabetta Casellati a chi le chiede un commento alle proteste delle opposizioni. «È finita l’autonomia in commissione, ormai è stata esitata quindi c’è lo spazio, non capisco perché anche questo debba dar luogo a polemiche. Se vogliamo andare a cercare sempre il pelo nell’uovo cerchiamolo, però proprio non vedo il problema».

Corea del Sud, uomo ucciso da un braccio robotico in azienda

In Corea del Sud un uomo è stato schiacciato e ucciso da un braccio robotico che stava maneggiando confezioni di cibo in un impianto di smistamento nella provincia del Gyeongsang Meridionale. Come riporta l’agenzia di stampa Yonhap, l’incidente è avvenuto mentre la vittima, dipendente di un’azienda di robotica, stava ispezionando il braccio meccanico, responsabile del sollevamento di scatole di peperoni e del loro trasferimento su pallet.

La vittima stava controllando il funzionamento dei sensori del robot

Come ha spiegato la polizia, la vittima stava controllando il funzionamento dei sensori del robot prima dell’inizio dell’impiego del braccio meccanico nell’impianto di smistamento dei peperoni. Il test era stato originariamente programmato per il 6 novembre e in seguito era stato posticipato di due giorni proprio a causa di problemi con il sensore. Durante l’ispezione il macchinario avrebbe confuso l’uomo per una scatola di verdure, lo avrebbe afferrato e spinto contro il nastro trasportatore, schiacciandogli il viso e il torace. Inutile la corsa in ospedale.

Volley, Julio Velasco è il nuovo ct della nazionale femminile

L’annuncio è stato diffuso dalla Federazione italiana pallavolo: Julio Velasco, fino ad agosto direttore tecnico delle nazionali giovanili maschili, è il nuovo commissario tecnico della nazionale femminile. L’incarico partirà dal primo gennaio. «Siamo molto contenti che Julio abbia accettato la nostra proposta. Siamo convinti che affidare la nazionale femminile a un tecnico del suo spessore sia in questo momento la scelta migliore. Ci sono tutti i presupposti affinché questo nuovo percorso possa regalarci soddisfazioni, sicuramente porterà un contributo importante, come è sempre stato, alla causa azzurra», ha commentato il presidente federale Giuseppe Manfredi.

L’arrivo in Italia e i successi

Nato a La Plata, in Argentina, il 9 Febbraio del 1952, Velasco arriva in Italia nel 1983 per allenare a Jesi in A2 maschile. Nel 1985 passa ad allenare la Panini Modena vincendo lo scudetto per quattro anni consecutivi fino al 1989. Nello stesso periodo vince tre Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Sempre con la Panini, nella stagione 1986/87, ha vinto a sorpresa il secondo scudetto consecutivo. Nel 1989 diventa allenatore della nazionale italiana maschile e vince il Campionato europeo a Stoccolma. Per l’Italia si tratta del primo titolo della sua storia. Nel 1990 conquista l’oro nella World League e il primo Mondiale vinto per la nazionale Italiana. Giunge anche l’oro nel World Top Four in Giappone. Dopo aver continuato a collezionare una serie di numerosi successi, entra nel mondo del calcio come dirigente sportivo per poi tornare alla pallavolo. Velasco è l’unico allenatore della storia ad aver vinto tornei continentali in due paesi diversi (3 Europei con Italia e due Asiatici con Iran) e ad aver vinto in tre continenti (Panamericani con Argentina nel 2015).

La Cina è il primo Paese per investimenti per la transizione energetica

La Cina, primo produttore al mondo di gas serra, è anche il primo Paese per investimenti per la transizione energetica con 546 miliardi di dollari, corrispondenti a oltre la metà degli investimenti globali.

La Cina è il maggior produttore di impianti rinnovabili e auto elettriche

Seguono l’Europa, con 180 miliardi di dollari, e gli Stati Uniti, con 140 miliardi. I dati sono stati resi noti mercoledì 8 novembre a Rimini, durante l’ultima giornata degli Stati generali della green economy, alla fiera dell’economia circolare Ecomondo. La Cina, che punta a zero emissioni nel 2060, è anche il maggiore produttore di impianti rinnovabili e di e-car: sono stati prodotti in Cina la metà degli impianti eolici e solari e delle auto elettriche vendute nel mondo.

La Cina è il primo Paese per investimenti per la transizione energetica
Auto elettriche cinesi al porto di Suzhou in attesa di essere spedite (Getty Images).

L’Europa dal 2026 tasserà il carbonio sulle importazioni

L’Europa, che si candida a essere il primo continente carbon free, nel 2022 è stato il secondo per investimenti nella transizione ecologica. Il pacchetto Fit for 55 dell’Ue ha fissato un target di rinnovabili al 42,5 per cento entro il 2030, e un target efficienza energetica sempre per il 2030. Dal 2026 sarà in vigore il nuovo meccanismo innovativo di tassazione del carbonio sulle importazioni, il Cbam, e dal 2035 sarà vietata la vendita di nuove auto a diesel e benzina. La spesa dell’Ue per il clima e per le tecnologie green nel periodo 2021-2027 è stata pari a 578 miliardi di dollari, e rappresenta il 33 per cento del budget complessivo.

Gli Stati Uniti puntano a emissioni zero entro il 2050

Gli Stati Uniti dovranno arrivare a emissioni zero nel 2050 e stanno investendo 140 miliardi di dollari nella transizione green. Con l’Inflation Reduction Act del 2022, hanno stanziato oltre 500 miliardi di dollari per la sicurezza energetica e la transizione, in particolare su batterie e rinnovabili, trasporti green e mobilità elettrica, cattura e stoccaggio del carbonio.

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