Daily Archives: 13 Novembre 2023

Hanwha Aerospace, l’azienda sudcoreana che sta scalando il mercato globale delle armi

Changwon, capoluogo della provincia del Gyeongsang Meridionale, in Corea del Sud, era fino a pochi anni fa un anonimo centro urbano. Oggi è diventato uno dei cuori pulsanti dell’industria militare nazionale grazie allo stabilimento di Hanwha Aerospace, la divisione aerospaziale di Hanwha Group, il più grande appaltatore della Difesa del Paese. In seguito allo scoppio della guerra in Ucraina, il conglomerato sudcoreano (uno dei cosiddetti chaebol) con interessi in svariati settori, ha trovato nella produzione di armamenti la gallina dalle uova d’oro.

Azienda fondata da Kim Chong-hee, ingegnere specializzato in polvere da sparo

L’azienda, fondata nel 1952 da Kim Chong-hee, ingegnere specializzato in polvere da sparo, ha infatti indirettamente iniziato a inviare scorte belliche a Kyiv, vendendo agli Stati Uniti e a diversi partner di Washington. Il risultato è che, commessa dopo commessa, e considerando tutti gli attori coinvolti, la Corea del Sud nel 2022 ha incrementato le esportazioni di armi del 140 per cento, per un valore record di 17,3 miliardi di dollari.

Hanwha Aerospace, l'azienda sudcoreana che sta scalando il mercato globale delle armi
La Corea del Sud nel 2022 ha incrementato le esportazioni di armi del 140 per cento (Getty).

Seul è ancora un piccolo fornitore, ma con ampi margini di crescita

Hanwha è il gruppo più importante del Paese per quanto riguarda la produzione di armi. Hanwha Aerospace è impegnato nella realizzazione di obici semoventi K9 da 155 mm, mentre Hanwha Ocean sta costruendo sottomarini d’attacco in grado di sparare missili balistici, con l’obiettivo di chiudere un accordo di vendita con il Canada. In generale, Seul è ancora un piccolo fornitore di armi, ricoprendo una fetta di appena il 2,4 per cento delle esportazioni globali. Il margine di crescita è tuttavia enorme. Ne sono una prova, per esempio, i dati dell’Arms Transfers Database dello Stockholm International Peace Research Institute, secondo i quali la Corea del Sud detiene il maggior numero di ordini di carri armati e artiglieria tra i primi 10 esportatori di armi al mondo.

Hanwha Aerospace, l'azienda sudcoreana che sta scalando il mercato globale delle armi
Lavoratore dell’Hanwha Aerospace (Getty).

Hanwha inizialmente attiva negli esplosivi industriali per l’edilizia

Protagonista principale di questo insospettabile exploit, dunque, è Hanwha, nata con il nome di Korea Explosives e inizialmente attiva nella produzione di esplosivi industriali per l’edilizia. L’azienda ha gradualmente assunto tutte le caratteristiche dei chaebol, e cioè dei grandi conglomerati nazionali attivi in molteplici campi di interesse, entrando nel settore petrolchimico e in quello dei resort. Nel 1977 prese forma la citata Hanwha Aerospace, che negli Anni 80 iniziò a produrre gli armamenti richiesti dall’esercito sudcoreano, alle prese con la perenne minaccia nordcoreana. Nel giro di quattro decenni, il gruppo è passato dal rifornire soltanto la Daehanminguk Gukgun, le forze armate del Paese, al diventare un fornitore internazionale di prodotti bellici all’avanguardia.

Hanwha Aerospace, l'azienda sudcoreana che sta scalando il mercato globale delle armi
Carri armati sudcoreani (Getty).

L’arma più venduta è l’obice semovente K9 da 155 mm

L’arma più venduta dalla Corea del Sud coincide con il suddetto obice semovente K9 da 155 mm, richiesto e ricevuto, tra gli altri Paesi, da Estonia, Finlandia, Norvegia, Egitto e Polonia. In generale, i governi di Asia e Oceania hanno rappresentato il 63 per cento dell’export bellico sudcoreano nel quinquennio 2018-2022. Korea Aerospace Industries (Kai) – un’impresa creata dai conglomerati Daewoo, Hyundai e Samsung – a febbraio 2023 ha vinto una commessa per vendere 18 dei suoi jet da combattimento leggeri FA-50 alla Malesia per 920 milioni di dollari.

Hanwha Aerospace, l'azienda sudcoreana che sta scalando il mercato globale delle armi
Operai specializzati al lavoro alla Hanwha Aerospace (Getty).

Il governo di Yoon Suk-yeol vuole la top 4 della Difesa

Le Filippine hanno scelto Hyundai per ottenere fregate e navi pattuglia, per un costo totale di oltre 900 milioni di dollari, mentre la Thailandia si è rivolta a Seul per fregate e aerei da addestramento. Nel 2022 Hyundai Rotem e Hanwha Defense Systems hanno siglato accordi con la Polonia per un totale di 13,7 miliardi di dollari, per la vendita di carri armati e obici, nella più grande intesa di questo genere mai realizzata dalla Corea del Sud. Intesa destinata a crescere ancora, fino a toccare i 22 miliardi, grazie all’intenzione sudcoreana di finanziare parte degli appalti polacchi. Il governo guidato da Yoon Suk-yeol ha intenzione di proseguire sulla strada dell’export di armamenti e raggiungere il quarto posto nel mercato globale della Difesa. Per farlo, Seul dovrà scavalcare Regno Unito, Italia, Germania e Cina.

Il governatore Toti firma la richiesta di stato d’emergenza nazionale per il maltempo in Liguria

Il governatore ligure Giovanni Toti ha firmato la richiesta di estensione dalla Liguria dello stato d’emergenza nazionale a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito il territorio dal 23 ottobre al 6 novembre 2023. La nota inviata a Roma lunedì 13 novembre riguarda una somma pari a 3,5 milioni di euro per far fronte alle somme urgenze e ai danni più ingenti subiti dal patrimonio pubblico. La stima, che si basa su una prima ricognizione speditiva dei danni, potrebbe aumentare alla luce degli aggiornamenti e del perfezionamento dei dati inviati dai Comuni.

Toti: «Abbiamo richiesto al governo 100 milioni complessivi»

«La richiesta di estensione alla Liguria dello stato di emergenza nazionale si è resa necessaria per far fronte ai numerosi danni registrati dai Comuni in queste settimane di maltempo, anche se la Liguria è stata colpita meno rispetto ad altri territori, a cominciare dalla Toscana», ha spiegato Toti.

«Dal confronto con i sindaci è emerso che dare una risposta alle somme urgenze richiederà circa 3,5 milioni di euro, ai quali è stata aggiunta la richiesta di 97 milioni di euro per interventi strutturali sul patrimonio pubblico da investire nel miglioramento della resilienza del territorio. Auspichiamo che la richiesta di 100 milioni complessivi venga accolta dal governo in modo da avere a disposizione ancora più risorse per la difesa del suolo. Intanto tramite la dichiarazione di stato d’emergenza regionale emanata l’8 novembre, la Regione ha già stanziato 1,5 milioni di euro che verranno distribuiti ai Comuni già entro la fine anno. Se necessario, valuteremo la possibilità di aumentare le somme investite», ha aggiunto.

L’assessore alla Protezione Civile: «Danni per 50 milioni di euro ai privati»

Al governatore ha fatto eco l’assessore alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone: «Nella nota inviata a Roma abbiamo presentato una stima dei danni subiti dal patrimonio pubblico e degli interventi necessari per la messa in sicurezza del territorio. Stiamo lavorando per rendere ancora più dettagliato il report dei danni, anche alla luce degli aggiornamenti che stanno continuando ad arrivare dai Comuni. Per quanto riguarda i privati sono stati stimati circa 50 milioni di euro di danni».

L’Onu: «Senza carburante presto stop alle operazioni umanitarie nella Striscia»

L’ospedale al-Shifa, senza elettricità e acqua, non è più operativo come tale, ma solo come rifugio per migliaia di sfollati. Lo ha detto Hamas tramite il ministero della Sanità, facendo sapere che finora nella struttura sono morti 27 i pazienti adulti ricoverati in terapia intensiva e sette neonati prematuri tenuti nelle incubatrici. Secondo un bollettino delle Nazioni Unite sono almeno tre gli infermieri morti nell’ospedale. E nella zona proseguono i combattimenti, mentre su X il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus invoca il cessate il fuoco.

Israele: «Uccisi 21 terroristi nell’ospedale al-Quds»

Il conflitto sta attraversando una fase in cui i combattimenti infuriano nelle zone degli ospedali della Striscia. La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito sui social media che il tentativo di raggiungere l’ospedale al-Quds da Khan Younis, per evacuare i pazienti, è stato abbandonato a causa di «continui bombardamenti e sparatorie». L’esercito israeliano ha dichiarato di aver eliminato «una squadra terroristica insediatasi nell’area dell’ospedale», composta da 21 miliziani, che dall’ingresso della struttura «ha sparato contro i soldati».

Onu, Conto alla rovescia per gli aiuti sulla Striscia

Le Nazioni Unite hanno avvertito che le operazioni umanitarie a Gaza «cesseranno entro 48 ore» a causa della mancanza di carburante. Il deposito di carburante dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi a Gaza è rimasto a secco, ha spiegato il capo dell’Unrwa Philippe Lazzarini. Il primo ministro palestinese Mohammed Shtayyeh ha chiesto all’Onu e all’Unione europea di «paracadutare gli aiuti» nella Striscia di Gaza.

L’Onu: «Senza carburante stop alle operazioni umanitarie nella Striscia». Gli aggiornamenti sula guerra Israele-Hamas.
Pazienti e sfollati nell’ospedale al-Shifa di Gaza (Getty Images).

Netanyahu a Hezbollah: «Stanno giocando con il fuoco»

«Chi pensa che può estendere gli attacchi contro le nostre forze e i nostri civili gioca con il fuoco». Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, riferendosi alla situazione al confine nord, ma senza nominare direttamente Hezbollah. Dopo il lancio di missili dal Libano, aerei di Tel Aviv hanno colpito una serie «di postazioni e di siti terroristici di Hezbollah», ha fatto sapere l’Idf, spiegando che tra gli obiettivi ci sono stati «infrastrutture del terrore, depositi di armi e centri operativi di comando».

Sei palestinesi uccisi in un raid sulla cittadina di Bani Suheila

Sei palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti, tra cui bambini e donne, dopo un bombardamento israeliano su una casa di proprietà della famiglia Al-Shafi’i nella cittadina di Bani Suheila, a est di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta l’agenzia palestinese Wafa.

L’Idf ha trovato armi di Hamas sul fondo del Mediterraneo

Le unità subacquee delle Forze di difesa israeliane hanno scandagliato il fondale del Mediterraneo negli ultimi giorni, trovando armi da fuoco, ordigni esplosivi e munizioni lasciati da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre. Sul fondo sono stati rinvenuti anche gommoni affondati dal fuoco della Marina israeliana. Le armi sono state portate sulla costa, dove sono state distrutte dall’unità d’élite Yahalom del Combat Engineering Corps. Lo scrive il Times of Israel.

Morta Maryanne, sorella dell’ex presidente Donald Trump

Maryanne Trump Barry, sorella maggiore dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è morta all’età di 86 anni. A riferirlo è stato il New York Times. Secondo la prima ricostruzione, la donna è deceduta nella sua casa nell’Upper East Side di Manhattan. Maryanne e Donald, sono stati molto legati per gran parte della loro vita. Soltanto negli ultimi anni si sono allontanati a causa di alcune divergenze familiari e per alcuni file audio pubblicati da una nipote. A ritrovarla è stato un componente della famiglia, ma non è stato ancora resa pubblica la causa del decesso.

Maryanne è stata una giudice federale

Nella sua vita Maryanne Trump Barry è stata una sorta di protettrice per il fratello Donald. Grazie all’avvocato Roy M. Cohn è diventata giudice federale nel New Jersey, durante la presidenza di Ronald Reagan. Ha interrotto la sua carriera legale nel 2019, proprio nel periodo in cui stava per partire l’inchiesta sulle pratiche fiscali della famiglia.

L’allontanamento tra fratelli

Sebbene i più vicini a Donald Trump dicano che l’ex presidente ascoltasse soltanto poche persone, tra cui proprio la sorella, i due si sono allontanati nell’ultimo anno. In alcuni audio, Maryanne ha parlato a una nipote, Mary L. Trump, in maniera critica del fratello. Parole che non sono piaciute al Tycoon. Per Donald Trump, oggi 77enne, si tratta del terzo lutto in pochi anni. Nel 2020 è morto il fratello minore Robert S. Trump. Nel 2022, invece, la prima moglie, Ivana.

Il Nepal vieta TikTok perché disturba l’armonia sociale

Le autorità del Nepal hanno dichiarato che bandiranno presto TikTok. Il ministro delle Comunicazioni e della Tecnologia dell’Informazione Rekha Sharma ha affermato che la decisione è stata presa perché la piattaforma viene utilizzata per condividere contenuti che «disturbano l’armonia sociale e sconvolgono le strutture familiari». Il governo di Kathmandu ha evidenziato che negli ultimi quattro anni su TikTok sono stati registrati 1.647 casi di crimini informatici e che «un’ampia parte della popolazione ha criticato la piattaforma per aver incoraggiato la diffusione dei discorsi d’odio».

Il Nepal vieta TikTok perché disturba l'armonia sociale. Il governo di Kathmandu ha evidenziato l'aumento dei casi di crimini informatici.
TikTok (Getty Images).

Per il leader del partito Nepali Congress è un tentativo di «soffocare la libertà di espressione»

Giovedì 9 novembre il governo aveva reso obbligatorio per piattaforme come Facebook, X, TikTok e YouTube l’apertura di uffici in Nepal: la misura è stata introdotta alla luce di un numero crescente di persone che lamentavano di non aver rappresentanti a cui rivolgersi per segnalare eventuali abusi e contenuti impropri. «Una regolamentazione è necessaria per scoraggiare coloro che abusano dei social media, ma chiuderli è completamente sbagliato», ha scritto su X Gagan Thapa, leader del partito Nepali Congress che fa parte della coalizione di governo, secondo cui l’intenzione dell’esecutivo nepalese sembra essere quella di «soffocare la libertà di espressione».

TikTok, fortissima crescita tra i giovani, vanta circa un miliardo di utenti mensili

La popolare piattaforma di condivisione video, che conta circa un miliardo di utenti mensili, ha dovuto affrontare restrizioni in molti Paesi per la presunta violazione delle regole sui dati. E anche per il potenziale impatto sui bambini. TikTok è già stato vietato in Cina, India, Iran, in altri Paesi asiatici e nello Stato americano del Montana. Sesta piattaforma social più utilizzata al mondo, la sua crescita tra i giovani supera di gran lunga quella dei concorrenti Facebook e Instagram.

Finvacchi rileva il 100 per cento di Sele

Finvacchi, la holding di investimenti che fa capo a Bernardo Vacchi, ha rilevato in asta giudiziale il 100 per cento di Sele Srl, salvando così la storica azienda di Castenaso (Bologna) specializzata nella progettazione, produzione, installazione e manutenzione di sistemi di sollevamento verticale (ascensori, montacarichi, scale e tappeti mobili). Fondata nel 1989 da un gruppo di installatori italiani, la società è considerata un’eccellenza per la tecnologia e il design nella realizzazione di prodotti unici, personalizzabili e attenti all’ambiente che portano la tradizione della manifattura italiana a livelli altamente competitivi in tutto il mondo. Con più di 45 mila sistemi installati, Sele è presente in cinque continenti e 35 Paesi.

Vacchi sull’acquisizione di Sele: «Lavoreremo a un piano industriale ambizioso»

A essersi aggiudicato l’asta per l’acquisizione è stata Boato Spa, la società della Finvacchi leader nell’ingegneria, nella progettazione di impianti per la produzione di materiali bituminosi impermeabilizzanti. Grande la soddisfazione di Bernardo Vacchi, che così ha commentato la nuova acquisizione: «Finvacchi ha saputo fin da subito ben selezionare progetti di investimenti e timing di ingresso negli stessi. Abbiamo dedicato un team di analisti molto bravi che analizzano, valutano e individuano opportunità di interesse. Siamo sulla strada giusta per diventare un player di investimento importante nel panorama dei Family Office nazionali. Boato e Sele si collocano con specializzazioni e lavorazioni diverse a monte nella filiera del settore delle costruzioni e ristrutturazioni edili. Ci proponiamo di ricercare e realizzare forti sinergie commerciali e industriali, caratterizzandoci per le nostre capacità innovative. Lavoreremo fin da subito allo sviluppo di un piano industriale ambizioso, che preveda una forte spinta sia sul prodotto di Sele sia sui mercati nazionale e internazionale». L’imprenditore bolognese aggiunge così un altro asset di pregio confermandosi un investitore molto dinamico e attento a cogliere tutte le opportunità che il variegato mondo dell PMI italiane offre. Finvacchi vanta un portafoglio di tredici partecipazioni industriali, e una partecipazione di rilievo nella Banca del Fucino, di cui è tra i principali azionisti. Nel pirmo semestre 2023 la sua holding ha registrato un attivo netto di oltre 200 milioni di euro e un net asset value di 180.

 

Napoli, rientra dal lavoro e trova la casa occupata da donne e figli: «Vivo in macchina da cinque giorni»

Un cittadino di Quarto, comune della città metropolitana di Napoli, sta vivendo un vero e proprio incubo da quando, martedì 7 novembre 2023, è tornato a casa dal lavoro e ha scoperto che era stata occupata da sconosciuti. I vicini lo hanno avvertito della situazione mentre si trovava sul posto di lavoro, così l’uomo è tornato di corsa a casa e ha trovato tre donne con alcuni bambini all’interno. Ha subito allertato le forze dell’ordine, ma non gli è stato consentito di rientrare poiché gli agenti avrebbero dovuto prima effettuare alcune verifiche presso gli uffici comunali. L’incidente è stato reso noto dal deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, al quale l’uomo si è rivolto per chiedere aiuto a rientrare nella sua abitazione.

Lo sfogo dell’uomo che ha trovato la casa occupata: «Vivo in macchina da cinque giorni»

Oltre al danno, la beffa. Il cittadino in questione non solo non è potuto rientrare in casa, ma è costretto a dormire in macchina e a chiedere il permesso alle autorità per rientrare nella struttura in caso di necessità. «Vivo in macchina da cinque giorni e se voglio entrare in casa mia per prendere i miei effetti personali devo avvisare i Carabinieri che, solo per cortesia, mi accompagnano mentre quelli dormono nel mio letto e usano le mie cose. Dal 2021, in seguito alla morte di mia madre con cui vivevo, sono subentrato come assegnatario e ho anche fatto voltura e nuova richiesta di alloggio. Adesso non riesco a capire come mai non posso rientrare in casa mia. Ho denunciato tutto alle autorità ma non è ancora successo nulla. Dal comune sono venuti a vedere la situazione e si sono attivati, sono arrivati finanche gli assistenti sociali, e poi se ne sono andati senza dirmi niente. Non credo proprio che tutto questo sia giusto», si è sfogato l’uomo in una nota diffusa da Borrelli.

Il fenomeno delle occupazioni abusive si espande

Lo stesso deputato ha sottolineato come il fenomeno delle occupazioni abusive stia diventando ormai la normalità: «Nella stessa zona di via De Gasperi, come affermato dalla vittima di questo incredibile episodio, già in passato ci sono state occupazioni abusive sempre effettuate da personaggi vicini a quelli che hanno occupato casa sua. La tecnica sarebbe sempre la stessa, attendere che la vittima esca di casa per occuparla con donne e bambini. Il paradosso è che, a cinque giorni dall’accaduto, l’assegnatario dorme in macchina e gli abusivi in casa. Si proceda immediatamente a sgomberare l’appartamento restituendolo a chi lo abitava e si verifichi se c’è un “sistema” dietro a queste occupazioni».

Valentina Vignali derubata a Milano: «Mi hanno preso il portafoglio con dentro la foto di mio nonno»

Un altro vip finisce nelle grinfie della criminalità a Milano. Dopo quanto denunciato da Flavio Briatore a inizio novembre, anche Valentina Vignali è stata derubata in centro. La cestista e modella ha raccontato sui social l’accaduto, spiegando quanto successo mentre era in metro. Alla 32enne è stato sottratto il portafoglio con dentro soldi, carte di credito, documenti e la foto del defunto nonno, a cui era molto legata.

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Il racconto: «Mi ha spinta ed è uscito»

Vignali su Instagram ha raccontato: «Ero al telefono. Un tipo mi ha spinto e poi è uscito. Ho pensato subito che mi avesse rubato il portafoglio, era palese. Bro, tieniti il portafoglio di Vuitton e gli 8 euro in moneta che c’erano, ma fammi riavere la patente. Se qualcuno la trova in zona metro Loreto mi scriva, tanto chi l’ha presa la butterà da qualche parte. Non me ne frega niente dei soldi, del valore del portafoglio, né di tutte le carte di credito e in realtà neanche della patente».

E ancora: «Il documento più importante per me è il passaporto perché senza non viaggio. Ma dentro c’erano una foto di mio nonno che non c’è più, un bracciale di perline col nome di una mia amica di quando andavo a scuola che avevamo fatto al mare, il mio vecchio piercing e altre piccole cose di cui non si può stimare il valore».

L’aggiornamento di Vignali: «Coi documenti ho risolto»

Su Instagram la cestista ne ha parlato anche nel pomeriggio del 13 novembre, a 24 ore dall’accaduto: «Forse ho risolto la cosa della patente e mi dovrebbe arrivare settimana prossima, speriamo. E dovrei aver risolto anche la cosa delle carte. Se vi succede una cosa del genere, mandate copia della denuncia alla vostra banca ed è quello che vi fa sbloccare l’invio delle carte che vi mancano».

Maxi incidente sull’A12 vicino a Roma: un morto e otto feriti

È di un morto e otto feriti il bilancio di un gravissimo incidente avvenuto intorno alle 13.00 di lunedì 13 novembre sull’A12 Roma-Civitavecchia all’altezza del chilometro 55, in direzione della Capitale. Stando a quanto riferito dai vigili del fuoco, un mezzo pesante, una bisarca, ha impattato violentemente con un furgone da nove posti che trasportava turisti probabilmente provenienti dalle navi da crociera e sbarcati a Civitavecchia. I pompieri hanno estratto dalle lamiere i nove occupanti del furgone e li hanno affidati alle cure del 118. Il medico ha constatato il decesso di uno degli occupanti. Tra i feriti, in cinque sono stati portati in ospedale in codice rosso. Sul posto la polizia stradale per eseguire i rilievi del caso.

De Laurentiis: «I top club italiani hanno debiti per un miliardo di euro»

Aurelio De Laurentiis ha parlato della situazione economica vissuta dal calcio italiano. Al convegno dal titolo La riforma dello sport dopo il decreto legislativo n.120/2023: le nuove prospettive, il patron del Napoli si è concentrato sugli stadi e sui debiti. Il presidente del club partenopeo ha dichiarato: «Se guardo 5 dei club più importanti in Italia che hanno una situazione debitoria che va dai 500milioni a un miliardo, significa che non funziona questo calcio».

Sugli stadi: «Non si può essere ostaggi dei consiglieri comunali»

Il presidente del Napoli si è concentrato sulla questione legata alle strutture. «Se si vogliono aiutare i club sugli stadi occorre limitare con legge i veti dei comuni e delle sovrintendenze», ha dichiarato De Laurentiis. «Non si deve diventare ostaggi dei consiglieri comunali che alterino progetti presentati e impongano scelte progettuali anti economiche quando gli stessi Comuni non hanno i fondi per la riqualificazione e la manutenzione. Rischiamo di non vedere mai applicata della modifica al decreto legislativo 38 del 2021 se poi si consente a i comuni di intervenire. Le norme non riesco a debellare il male incurabile del nostro Paese, che sono la burocrazia e l’ingerenza politica».

Napoli, vicino l’esonero di Garcia

Nessuna parola, invece, sul probabile cambio di gestione tecnica. Dopo la sconfitta maturata nei minuti di recupero contro l’Empoli, il Napoli si prepara a cambiare allenatore. L’addio a Rudi Garcia sembra ormai scritto e l’indiscrezione secondo cui il tecnico francese non condurrà l’allenamento alla ripresa, mercoledì 15 novembre, appare ormai una certezza. Ma prima dell’esonero, De Laurentiis vuole chiudere l’accordo con il nuovo tecnico. In lizza due nomi, Igor Tudor e Fabio Cannavaro, con il primo che appare in vantaggio dopo le ottime esperienze alla guida del Verona e del Marsiglia. Tudor e De Laurentiis si sono incontrati nella Capitale per un primo faccia a faccia. L’accordo, però, non è ancora vicino.

De Laurentiis «I top club italiani hanno debiti per un miliardo di euro»
Igor Tudor (Getty Images).

Giulia Cecchettin scomparsa, auto rintracciata al confine con il Friuli-Venezia Giulia

Proseguono incessanti le ricerche Giulia Cecchettin, la ragazza di 22 anni scomparsa nella serata di sabato 11 novembre da Marghera, nel comune di Venezia, insieme all’ex fidanzato Filippo Turetta. Secondo quanto ha appreso l’Ansa, l’auto sulla quale si trovano i due giovani è stata rintracciata al confine tra il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia dagli occhi elettronici dei dispositivi di lettura targhe installati in molti comuni. I carabinieri hanno quindi intensificato le loro ricerche nella zona.

Secondo un testimone, prima della fuga «Giulia gridava e lui la tratteneva in macchina»

Secondo quanto ha riferito lo zio della giovane al Resto del Carlino, un vicino di casa avrebbe sentito Giulia urlare nel parcheggio dietro alla scuola del paese insieme all’ex fidanzato. «C’è stato un litigio tra i due e un vicino di casa, mentre fumava, ha sentito le grida di Giulia, che è stata trattenuta in macchina da Filippo. Poi si è dileguato verso la strada che porta al cimitero e che può portare verso Padova», ha riferito Andrea Camerotto, che ha lanciato un appello: «Chiunque li veda, ci avverta». Mentre le forze militari sono impegnate nella ricerca dei due giovani, sui social sono stati resi noti i dettagli di cosa indossavano per poter prestare aiuto nelle ricerche. Giulia Cecchettin indossava una gonna marrone e una maglia nera con sopra un maglioncino azzurro, mentre Filippo Turetta un paio di scarpe bianche dell’Adidas, jeans chiari e un giubbotto impermeabile nero.

Il Secret Service per la nipote di Joe Biden ha sparato a tre persone

Gli agenti dei servizi segreti incaricati di proteggere la nipote del presidente americano Joe Biden hanno aperto il fuoco contro tre persone che hanno tentato di rubare il loro veicolo a Washington. Lo ha detto all’Associated Press un funzionario delle forze dell’ordine.

A Washington nel 2023 i crimini violenti sono aumentati del 40 per cento

Nella serata di domenica 12 novembre, gli agenti si trovavano in città con Naomi Biden quando hanno visto le tre persone rompere un finestrino del Suv parcheggiato, presumibilmente nel tentativo di rubarlo. Uno degli agenti ha aperto il fuoco ma nessuno è rimasto ferito, mentre le tre persone sono fuggite a bordo di un’auto rossa e sono ora ricercate dalla polizia metropolitana. Secondo quanto riferisce Politico, quest’anno a Washington si è registrato un aumento significativo del numero di crimini violenti e furti d’auto. Nel 2023 la polizia ha denunciato più di 750 sequestri armati di auto e più di 6 mila veicoli rubati. A ottobre, il deputato americano Henry Cuellar è stato sequestrato in un’auto vicino al Campidoglio da tre aggressori armati. I crimini violenti a Washington sono aumentati di oltre il 40 per cento rispetto al 2022. A febbraio, la deputata Angie Craig era stata aggredita nel suo condominio riportando diverse contusioni.

Ornella Vanoni, arriva il nuovo singolo Calma Rivoluzionaria

Inarrestabile Ornella Vanoni, che il 17 novembre 2023 farà uscire il nuovo singolo Calma Rivoluzionaria scritto da Samuele Bersani. Seguendo la scia delle sonorità brasiliane di Calma, brano originale di Marisa Monte, il brano è stato interamente riscritto dal cantautore e prodotto dallo stesso con Pietro Cantarelli, regalandone una versione completamente inedita e attuale. «Lo scorso inverno mi sono imbattuta nella musica di Marisa Monte, artista brasiliana autrice di un meraviglioso brano che s’intitola Calma e di cui mi sono innamorata. Così ho condiviso la musica con Samuele Bersani, un mio caro amico, una persona a cui voglio tanto bene e che stimo tantissimo. Sulla musica di Calma, Samuele ha riscritto un testo molto diverso e attuale, quasi perfetto per questo difficile momento storico», ha raccontato Ornella.

L’ossimoro del titolo racchiude il senso stesso del brano: il bisogno di calma in risposta al caos

Calma Rivoluzionaria descrive e racchiude già nell’ossimoro del titolo l’originalità e la vena artistica dei due artisti e di tutto il brano, dove due termini apparentemente inconciliabili sono stati volutamente accostati per produrre un inatteso cortocircuito che regala una sorprendente energia di senso al tutto. «Mai come in questo presente rabbioso è necessaria la prudenza rispetto all’istinto primordiale», ha affermato Bersani. I due artisti avevano già lavorato insieme in Isola, rivisitazione di Tango, brano scritto dal compositore giapponese Ryuichi Sakamoto a metà degli Anni 90, ripreso e rivestito di nuove sonorità e parole originali da Samuele e regalato alla voce perfetta di Ornella.

Il singolo anticipa il nuovo album in uscita il primo dicembre

Il brano anticipa Calma Rivoluzionaria Live 2023, il nuovo progetto discografico di Ornella Vanoni fuori dal primo dicembre. A distanza di due anni dall’ultimo album, Calma Rivoluzionaria Live 2023 è stato registrato durante il tour teatrale Le donne e la musica Tour, accompagnato da inframezzi tratti dallo scritto teatrale Le donne e la musica ed impreziosito dai due inediti Calma Rivoluzionaria con Samuele Bersani e Camminando di Pietro Cantarelli che ne è stato autore e compositore.

San Giorgio su Legnano, 42enne spara alla compagna e si suicida: lei è grave

Un dramma familiare si è consumato nel pomeriggio di lunedì 13 novembre in un appartamento al civico 8 di via Acquedotto a San Giorgio su Legnano, nel Milanese. Un uomo ha sparato alla compagna per poi togliersi la vita. La vittima dell’aggressione riversa in gravi condizioni.

(Tentato) omicidio-suicidio a Legnano: uomo spara alla compagna e si uccide

L’allarme è stato trasmesso alle autorità poco dopo le 13 quando, in base alle prime informazioni riguardo alla tragedia, un uomo di 42 anni ha aperto il fuoco contro la compagna di 36 anni. Entrambi sono di nazionalità colombiana. La sparatoria si è consumata al secondo piano della casa all’interno della quale la coppia viveva insieme alla sorella di lei e al marito, impiegato come guardia giurata. Sembra che tra i due sia scoppiata una lite furibonda e che il 42enne abbia prelevato la pistola del vigilante (che in quel momento pare non fosse in casa) ferendo così la compagna.

La donna è riuscita a fuggire grazie a un vicino

I colpi di pistola hanno raggiunto la donna all’addome. Terrorizzata, la vittima è scappata sul balcone dove è stata poi aiutata a fuggire grazie all’intervento di un vicino. Subito dopo, l’aggressore ha bussato alla porta di due vicini di casa, è entrato nel loro appartamento e si è sparato un colpo fatale. La 36enne è stata rapidamente soccorsa dai medici del 118 ed è stata trasportata in codice rosso all’ospedale di Legnano in condizioni giudicate gravi.

Il Garante a Cgil e Uil: «Non ci sono i requisiti per sciopero generale»

La Commissione di garanzia ha confermato «il contenuto del provvedimento adottato in data 8 novembre» sullo sciopero di venerdì 17, proclamato da Cgil e Uil, continuando a chiedere la rimodulazione dello stop in alcuni settori. Il Garante, in una nota diramata dopo l’incontro con i sindacati, ha scritto: «Lo sciopero, così come proclamato dalle confederazioni sindacali (con esclusione di numerosi settori) non può essere considerato, come da consolidato orientamento della Commissione, quale sciopero generale, ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici».

Tarlazzi: «Andremo avanti»

Il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, non ci sta. Ha spiegato che quello di venerdì «è e rimane uno sciopero generale e non uno sciopero intersettoriale come vorrebbe far passare l’autorità garante degli scioperi. Ed è per questo motivo che la Uiltrasporti è intenzionata ad andare avanti con questa protesta non ottemperando alle limitazioni richieste». E ha sottolineato: «Il diritto allo sciopero va preservato e difeso e non capiamo come mai ad essere fermati siano solo gli scioperi indetti dalle organizzazioni confederali. Mentre per i quattro scioperi proclamati nei mesi scorsi dai sindacati autonomi non sia intervenuto nessuno».

Il Garante a Cgil e Uil «Non ci sono i requisiti per sciopero generale»
Claudio Tarlazzi (Imagoeconomica).

La Lega: «Il Garante ha messo in castigo Landini»

La richiesta del Garante è stata accolta positivamente dalla Lega. Dopo le critiche alla Cgil di domenica 12 novembre, il partito di Matteo Salvini ha nuovamente attaccato il segretario Maurizio Landini. In una nota si legge: «Il Garante mette in castigo il capriccioso Maurizio Landini. Bocciata la pretesa del leader della Cgil di trascorrere un weekend lungo il prossimo 17 novembre sulla pelle di milioni di italiani. La mobilitazione non potrà essere di 24 ore. I troppi anni a servizio del Pd al governo nazionale hanno arrugginito la Cgil che evidentemente ha dimenticato l’abc».

Salvini: «Serve rispetto delle regole»

E lo stesso Salvini ha poi dichiarato: «Difendiamo il sacrosanto diritto alla mobilitazione, ma deve avvenire nel rispetto delle regole e non sulla pelle di milioni di famiglie, studenti e lavoratori. Una minoranza di iscritti ad alcune sigle sindacali non può danneggiare un intero Paese».

Kenya, una giornata nazionale per piantare 100 milioni di alberi

Il 13 novembre in Kenya è la Giornata nazionale per la crescita degli alberi. Lo ha annunciato il governo del presidente William Ruto, che ha indetto una festa speciale per la salute dell’ambiente e combattere la crisi climatica sempre più dilagante. Ciascun cittadino, giovando delle ferie dal lavoro, è invitato a coltivare due esemplari nel proprio terreno e a piantarne altri in aree pubbliche designate dagli esperti. Per la gestione dell’iniziativa è stata già lanciata un’app che funziona online per registrare specie, data e luogo di ciascuna piantumazione. «La risposta è stata sorprendente», ha spiegato ai media locali la ministra dell’Ambiente Soipan Tuya, confermando 2 milioni di iscrizioni sull’applicazione. «Invitiamo tutti i cittadini a partecipare».

Kenya, come funziona la Giornata nazionale per la crescita degli alberi

Il governo di Nairobi ha lanciato l’iniziativa nell’intento di piantare 15 miliardi di alberi entro il 2032. Spera così di conservare e tutelare i 10,6 milioni di ettari di foreste e aree naturali, sempre più a rischio per colpa del disboscamento e del surriscaldamento globale. Le autorità hanno pertanto messo a disposizione della cittadinanza 150 milioni di piantine nei vivai pubblici, dove ciascuno può ritirare gratuitamente fino a due esemplari. Il presidente in persona ha inaugurato la giornata a Makueni, nel Kenya orientale, mentre alcuni membri del gabinetto hanno guidato l’evento in altre aree della nazione. Entusiasta la popolazione, che può sfruttare un giorno di ferie in più. «Mi sono riunito con i miei colleghi», ha detto alla Bbc Wycliffe Kamau, studente di un villaggio vicino al fiume Athi. «Il livello dell’acqua sta calando e gli alberi sono stati abbattuti. Dobbiamo invertire il cambiamento climatico per i nostri figli».

La piantumazione di alberi, come confermato dalla Cnn, sarà gestita tramite Jaza Miri, un’app mobile che consentirà alle autorità di registrare il numero delle piante, il luogo e la data in cui vengono allocate e persino la specie. È importante infatti scegliere l’esemplare giusto in base al clima per non rendere vano il tentativo già pochi mesi dopo l’evento. Non sono previste iniziative, per esempio, nel Nord-est del Kenya, dove forti piogge torrenziali hanno causato decine di vittime, provocato inondazioni e danneggiato le abitazioni. La ministra Tuya ha confermato che, data la positiva risposta della cittadinanza, si prevedono ulteriori giornate simili nel corso di novembre e dicembre. L’obiettivo è infatti quello di piantare fino a 500 milioni di alberi entro la fine dell’anno.

Deforestazione e crisi climatica, i problemi sono ancora tanti

A dispetto di una Giornata nazionale dedicata, la situazione delle aree naturali in Kenya rimane difficoltosa. Secondo un rapporto della Fao, la copertura forestale è diminuita dal 12 ad appena il 6 per cento nell’arco di 20 anni fra il 1990 e il 2010. Nel 2022, stando agli ultimi studi del Kenya Forest Service, si è registrata una netta inversione tendenza, che ha fatto salire il dato al 9 per cento. «Invitiamo tutti i cittadini a celebrare la festività nazionale», ha scritto l’ente su X. Il governo di Nairobi infatti spera di arrivare al 30 per cento entro un decennio, al fine di conservare la biodiversità e sostenere l’ambiente. A fronte di una ripresa importante negli ultimi 12 mesi, la crescente domanda di legname nella nazione ha contribuito fortemente allo sfruttamento dei boschi. Il 70 per cento del fabbisogno energetico dipende ancora dalla legna da ardere, dato alto nonostante sia inferiore alle vicine Tanzania e Uganda.

Il 13 novembre in Kenya è la Giornata nazionale per la crescita degli alberi. L'obiettivo è piantarne 15 miliardi entro il 2032.
Alcuni cittadini durante la Giornata nazionale per la crescita degli alberi (Getty Images).

Patrick Zaki riceve la cittadinanza onoraria di Molfetta: «Chiedo un cessate il fuoco»

«È un momento critico per i diritti umani e io da attivista voglio chiedere il cessate il fuoco in qualunque parte del mondo in cui c’è una guerra» perché «ognuno deve avere il diritto alla libertà e alla pace». Lo ha detto Patrick Zaki ricevendo la cittadinanza onoraria di Molfetta (Bari) che gli era stata conferita due anni prima mentre era in prigione in Egitto. Alla cerimonia che si è svolta in Comune hanno partecipato anche gli studenti del liceo artistico della città che gli hanno donato delle piccole creazioni in occasione della giornata mondiale della gentilezza.

Patrick Zaki: «Combattere per la libertà non è mai vano»

«Il mio lavoro di attivista continua perché il mio desiderio è che pace e libertà possano essere garantiti ovunque nel mondo», ha continuato Zaki. «Durante la mia prigionia ci sono stati momenti difficili e ricordo quando in quella cella piccola e buia avevo perso la speranza di tornare libero. A darmi forza siete stati voi, sono state le tante persone che nelle piazze italiane manifestavano per la mia libertà», ha aggiunto, «e a voi studenti dico che combattere per i diritti umani e per la libertà non è mai vano». Zaki ha anche evidenziato che sta studiando l’italiano «perché ormai qui mi sento a casa e voglio migliorare la mia comunicazione con voi». «Grazie Molfetta», ha poi dichiarato. Gli ha fatto eco il sindaco della città Tommaso Minervini: «Molfetta ha una lunga storia di impegno civile e con don Tonino Bello ha vissuto il momento entrato nella coscienza popolare. Diamo la cittadinanza onoraria alla tua persona e al significato della storia che tu hai vissuto e che rappresenti».

Siena, approvata mozione per garantire tradizioni e radici cristiane

Il Consiglio comunale di Siena, durante la seduta di venerdì 10 novembre, ha approvato una mozione dei consiglieri dei gruppi Forza Italia- Udc-Nuovo PSI Lorenza Bondi, Marco Falorni e de Le Biccherne Silvia Armini, Michele Cortonesi, Francesca Cesareo, Leonardo Pucci, per «il rispetto delle tradizioni, delle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa e della festa del Natale». La mozione è stata approvata con 21 voti favorevoli, due astenuti e tre contrari e impegna sindaca e giunta a rispettare e garantire le tradizioni e le radici cristiane.

La mozione dopo il caso dell’Università di Fiesole che voleva rinominare la festa di Natale

Sono passate due settimane da quando l’Istituto universitario europeo di Fiesole ha aperto la possibilità di rinominare la festa di Natale togliendo il riferimento religioso in nome di uguaglianza e inclusione. Il consiglio comunale di Siena, però, si è schierato contro questa proposta e ha approvato una mozione specifica per chiedere che questo stravolgimento non accada nel territorio senese. Il documento è stato presentato dal consigliere Marco Falorni (Forza Italia-Udc-Nuovo Psi) ed emendato da Gianluca Marzucchi (Polis) nella parte in cui si considera che «2 mila anni di radici giudaico-cristiane non si cancellano con una circolare». Fra gli impegni anche quello di «vigilare affinché nella città di Siena, in particolare negli istituti scolastici e accademici, non vengano replicate iniziative antistoriche e offensive, ispirate alla ‘cancel culture’, che tendano a rinnegare i valori del Natale, del Presepio e del Crocifisso, tutti simboli di amore che non possono urtare la suscettibilità di nessuno, ma solo ispirare la fratellanza e la pace fra gli uomini e le donne di buona volontà».

Belen Rodriguez, l’anello, il sì e la vacanza alle Maldive: in arrivo le nozze con Elio Lorenzoni?

Belen Rodriguez sembra avere ufficializzato ai suoi follower le sue (serie) intenzioni rispetto alla relazione con il fidanzato Elio Lorenzoni, pubblicando un indizio molto significativo a riguardo. Il 12 novembre la showgirl ha sfoggiato un anello all’anulare sinistro accompagnando lo scatto con la semplice didascalia «sì». È la conferma di un matrimonio in arrivo con l’imprenditore bresciano?

Una proposta arrivata alle Maldive

La pubblicazione dell’immagine segue a ruota una vacanza da sogno alle Maldive che Belen Rodriguez ha trascorso proprio insieme a Elio Lorenzoni, il che lascia presupporre che la presunta proposta di matrimonio sia arrivata proprio sulle spiagge della splendida destinazione tropicale. I due, in effetti, si sono mostrati nelle immagini social dei giorni scorsi sereni, felici, sorridenti e complici, forse a tal punto da aver deciso di fare il grande passo. Una scelta, quella della neo coppia, che ha però suscitato più di qualche malumore online.

Follower divisi tra auguri e critiche

La notizia della proposta, per il momento ancora da prendere con le pinze (potrebbe trattarsi di semplice fidanzamento), ha diviso la rete. Sotto allo scatto postato da Belen sono apparse centinaia di commenti dal sapore molto diverso. C’è infatti chi è entusiasta per questo nuovo traguardo sentimentale della soubrette e conduttrice argentina, che pochi mesi prima ha dovuto sopportare la dolorosa (seconda) separazione dall’ex Stefano De Martino. In parallelo sono in tanti ad averla ferocemente criticata, esprimendo preoccupazioni e perplessità sulla tempistica della decisione, che a tanti è apparsa affrettata. Belen ha confermato di conoscere Elio da almeno una decina di anni, anche se il sentimento all’interno della coppia sarebbe esploso soltanto di recente, indicativamente a giugno 2023.

Primarie repubblicane Usa, lascia il candidato Tim Scott

Tim Scott, unico senatore afroamericano repubblicano e soprattutto unico candidato presidenziale afroamericano, ha annunciato a sorpresa la sospensione della sua campagna elettorale per la Casa Bianca. La mossa, che di fatto equivale ad un ritiro, segue quella analoga dell’ex vicepresidente Mike Pence e restringe il campo dei rivali repubblicani, dove ora la lotta per il secondo posto dietro a Donald Trump (ampiamente in testa ai sondaggi) è tra l’ex ambasciatrice all’Onu Nikki Haley, in ascesa, e il governatore della Florida Ron DeSantis, invece in calo.

Presidenziali Usa 2024, lascia il candidato repubblicano Tim Scott, unico afroamericano in corso alle primarie dell'Elefantino.
Tim Scott (Getty Images).

Tim Scott è senatore degli Stati Uniti per la Carolina del Nord 

Nato a North Charleston nel 1965, Scott nel 2011 è stato eletto con ampio margine Congresso dallo Stato della Carolina del Sud, divenendo il primo afroamericano repubblicano a ottenere un seggio. Riconfermato per un altro mandato, quando nel 2013 il senatore Jim DeMint annunciò le proprie dimissioni, Scott fu scelto come suo sostituto dall’allora governatrice Haley. Conservatore ed esponente del Tea Party, a maggio aveva annunciato la candidatura alle primarie presidenziali del Partito Repubblicano.

Presidenziali Usa 2024, lascia il candidato repubblicano Tim Scott, unico afroamericano in corso alle primarie dell'Elefantino.
Nikki Haley e Ron DeSantis (Getty Images).

Ora è Nikki Haley a sfidante più accreditata di Donald Trump

Trump ha adesso solo due avversari a contendergli la vittorie nella primarie del Grand Old Party. Haley, donna e indo-americana, tra il 2017 e il 2018 è stata rappresentante permanente alle Nazioni Unite dopo aver ricoperto per sei anni l’incarico di governatrice della Carolina del Sud. È in ascesa nei sondaggi: incarna l’alternativa conservatrice moderata alle posizioni più estreme (e sguaiate) di Trump. Nel terzo trimestre del 2023 ha raccolto 11 milioni di dollari ed è uscita bene dai tre dibattiti finora svoltisi. In calo invece l’italo-americano DeSantis: l’attuale governatore della Florida ha una linea politica che si colloca ancor più a destra di quella di The Donald e, visto inizialmente come in grado di sparigliare le carte, sta pagando in particolare la comunicazione impacciata.

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