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Ucraina, due anni dopo. La prima guerra dei droni

AGI - La guerra in Ucraina ha definitivamente confermato la centralità dell'utilizzo di droni nei moderni conflitti. I velivoli senza pilota, ormai usati per colpire e non solo per attività di ricognizione, hanno dimostrato di poter infliggere perdite enormi ad eserciti imponenti, ma privi di un adeguato sistema di difesa. All'origine della centralità dei droni in questa guerra vi è stata l'incapacità di entrambe le parti di prendere il controllo dello spazio aereo a causa dei sistemi di difesa integrati in dotazione a entrambi gli eserciti. Uno stallo che ha spinto Kiev a seguire una strategia ben precisa, utilizzando i droni per sopperire alla differenza di forze in campo. L'Ucraina ha usato a proprio favore i vantaggi dell'uso di velivoli divenuti nei mesi sempre più piccoli e non rilevabili dai radar nemici, oltre che letali, economici, facili da manovrare e rapidi da produrre. In Ucraina i droni hanno ridotto la cosiddetta 'catena della morte', vale a dire il lasso di tempo che passa dal momento in cui il nemico viene individuato a quando viene annientato. Attività di ricognizione, attacchi mirati oltre le linee, monitoraggio del nemico. Sono tutte attività strategiche fondamentali che in questa guerra sono state affidate a velivoli senza pilota. Allo stesso tempo il conflitto ha accelerato la ricerca e lo sviluppo dei droni da combattimento.

 

Kiev ha prodotto e utilizzato droni che vanno dalle dimensioni del palmo di una mano, fino a velivoli di 500 chili per colpire e rallentare l'avanzata russa. Mosca è scesa in campo forte del proprio esercito e solo in un secondo momento ha capito l'importanza dei droni nell'influenzare l'andamento del conflitto, pagando questo ritardo a caro prezzo. Nel primo anno di conflitto i piccoli droni ucraini sono stati utilizzati per sganciare granate sulle postazioni russe, mentre i grandi TB2 Bayraktar di produzione turca, infliggevano centinaia di milioni di dollari di danni agli armamenti del Cremlino, arrivando fino ad affondare la nave russa Moskva. Il presidente russo Vladimir Putin ha risposto, tardivamente, con l'acquisto di centinaia di droni kamikaze iraniani, gli Shahed-136 che hanno messo in difficoltà le difese aeree ucraine. Tuttavia proprio le nuove tecnologie e la produzione industriale di queste armi costituiscono la principale carta da giocare in futuro per Kiev.
Il governo ucraino punta a produrre velivoli senza pilota capaci di colpire fino a mille chilometri di distanza, il che significherebbe mettere nel mirino obiettivi all'interno dei confini russi. Particolarmente significativo l'accordo siglato con l'azienda turca Baykar, che consente all'Ucraina di produrre componenti dei famigerati TB2. A livello di tecnologie in campo in una prima fase del conflitto sono stati decisivi i già citati TB2 Bayraktar arrivati dalla Turchia.

 

Dotati di razzi e armi pesanti e difficilmente identificabili dai radar russi (come già avvenuto in Libia ndr), i droni disegnati dal genero del presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno permesso di colpire obiettivi importanti e di sfondare lo spazio aereo che Mosca pensava di controllare. Perdite pesanti che hanno spinto i russi a correre ai ripari, al punto che l'esercito russo può ora identificare e colpire questi grandi droni turchi. Kiev ha risposto passando a un più massiccio di droni di piccole dimensioni. Secondo quanto dichiarato dal vice premier ucraino Mykhailo Fedorov, nel 2023 la produzione interna del Paese ha raggiunto i 300 mila droni, senza contare i velivoli ricevuti da Paesi alleati. L'obiettivo dichiarato è arrivare a un milione di droni nel 2024, con almeno la metà dei componenti fatti in casa, molti dei quali a partire da una riconversione di tecnologie già utilizzate a uso civile. Un esempio è dato dai dai droni First person View (FPV), normalmente utilizzati per competizioni sportive e riprese, che sono stati 'ammodernati' a costi bassissimi, armati con esplosivo e usati per colpire obiettivi non in movimento. Pur essendo monouso hanno il vantaggio di non essere rilevati dai radar russi. Solo un anno fa l'Ucraina produceva sette tipi di droni, ora ne produce circa 80. Un modo per sopperire al bisogno di armi e munizioni dall'estero che il presidente ucraino Volodimir Zelensky è tornato a chiedere con insistenza.

 

A rendere l'idea della priorità che i droni rivestono per Kiev un'analisi del Royal United Services Institute (RUSI) secondo cui Kiev ha bisogno di 240 mila bombe al mese per contrastare i russi. Questi ultimi al contrario, possono contare su una produzione di 125 carri armati su base mensile. Mosca può contare su una scorta di munizioni cinque volte superiore a quella ucraina. Numeri che rendono l'idea di come questa guerra veda contrapposti da un lato una difesa aerea ucraina resa sempre più fluida dall'utilizzo dei droni e dall'altro la poderosa produzione bellica russa. I droni hanno sostituito per priorità i carri armati e sono ben più rapidi e facili da produrre sia di questi ultimi che di razzi capaci di colpire a lungo raggio. Putin è comunque corso ai ripari e risposto con i droni di produzione russa Orion, Eleron-3, Orlan-10 e Lancet; tuttavia le sanzioni piovute dai Paesi occidentali hanno frenato la produzione interna russa. Il leader russo è stato costretto a virare sui droni iraniani Shaheed-136, capaci di trasportare 45 chili di esplosivo. Da una recente inchiesta è emerso che la Russia ha costruito una fabbrica nella regione del Tatarstan, a 800 km da Mosca e punta a costruire 6 mila droni sul modello iraniano, rinominati Geran-2, entro il 2025.

 

La corsa alla produzione di droni è stata affiancata dallo sviluppo di sistemi aerei di difesa. I droni turchi TB2 non stanno più avendo il ruolo fondamentale rivestito nei primi mesi di conflitto proprio perché, come detto, Mosca ha capito come intercettarli. I sistemi di difesa dei due Paesi hanno permesso l'abbattimento di migliaia di droni, ma si tratta di apparati e razzi costosissimi spesso utilizzati per abbattere droni da poche centinaia di euro. Ora la sfida tra Kiev e Mosca si gioca anche per la produzione di una contraerea che sia più economica dell'obiettivo. Il conflitto va avanti non solo sul campo di battaglia, ma anche in quello dello sviluppo e degli investimenti mirati ad alzare il livello della 'guerra elettronica', al momento la via più rapida per contenere danni e perdite inflitte da droni e cambiare gli equilibri del conflitto. Al momento la Russia sembra puntare sulla superiorità della propria aeronautica e sul miglioramento dei propri droni; al contrario l'Ucraina continua a sviluppare soluzioni economiche e di rapida produzione. Se Mosca riuscirà davvero a produrre 6 mila droni sul modello iraniano entro un anno potrebbe pero' sopperire a una inferiorità che al momento le è costata cara. La produzione ucraina si è però dimostrata rapida e variegata e un uso adeguato dei nuovi droni 'smart' potrebbe nei prossimi mesi mettere in seria difficoltà la già lenta avanzata russa. 

Prada e la sua storia d’amore con il passato

AGI - "Questa è una collezione plasmata dalla storia. Non si tratta di nostalgia, ma di comprendere chi eravamo e perché ci vestivamo così. Si tratta di ricordare il nostro passato e di usare questa conoscenza per andare avanti." Cosù Miuccia Prada definisce la collezione Prada Autunno/Inverno 2024 ideata insieme al co-direttore creativo Raf Simons, presentata a Milano nell'ambito della Fashion week. In sala, come di consueto, una parata di ospiti internazionali tra cui le attrici Emma Watson e Juliette Binoche. In passerella gli abiti rimandano a epoche diverse, altri tempi che riecheggiano in sincrono ricontestualizzati. Elementi tratti dalla storia influenzano capi stereotipati di oggi, come il chiodo, il bomber e la maglieria, cambiandone linee e particolari. Le gonne, in cui l'impalpabile
seta si contrappone alla lana sartoriale, formano una facciata di tessuto su cui si alternano delicatezza e vigore. La silhouette attillata viene attenuata da un'accentuata verticalità. Scarpe e cappelli estremizzano le proporzioni, mentre gli abiti abbracciano il corpo sprigionandone la
femminilità. Le borse sono sospese, al polso.  

 

Nella nuova collezione "C'è un senso della storia, ma anche un'attrazione verso epoche diverse che si vestono di luce nuova. Una delle sfide - ha spiegato Raf Simons - è stata quella di prendere frammenti di storia e frammenti del passato, dall'epoca vittoriana, dagli anni '20 e '50, per creare una silhouette che non fosse storica. Non si tratta di una storia narrativa. Al centro di questa collezione c'è l'amore per la moda, il nostro amore per la moda". I tradizionali materiali maschili vengono rilavorati fino a renderli intrinsecamente femminili. E i cliché della femminilità - fiocchi, ruches e balze - vengono riconsiderati, il loro significato radicalmente rivalutato. "Abbiamo affrontato l'idea di romanticismo - ha osservato Miuccia Prada -, che forse in questo momento è ancora considerato un tabù, soprattutto nella moda. Gli abiti di questa collezione rivelano un senso di romanticismo che tocca i valori dell'amore e dell'attenzione. L'amore tra le persone, romantico ma anche familiare".

Europa League, la Roma batte il Feyernoord ai rigori

AGI - La storia è sempre la stessa e dice ancora una volta Roma. Eliminato nuovamente il Feyenoord dall'Europa League per il secondo anno di fila, dopo la Conference League vinta l'anno precedente. Stavolta servono i calci di rigore al playoff dopo i due 1-1 all'andata e al ritorno, questo dell'Olimpico firmato da Gimenez e Pellegrini. Ma il protagonista indiscusso è il portiere Svilar, che para due rigori di fila ad Hancko e Jahanbakhsh dopo il primo errore di Lukaku. La squadra di De Rossi fa ancora una volta festa contro gli olandesi e approda cosi' agli ottavi di finale. L'avvio di gara è scoppiettante ma non si mette subito bene per i giallorossi, che dopo neanche cinque minuti vanno sotto con il gol di Gimenez, lesto e anche fortunato nel trovare la deviazione vincente di spalla su un tentativo in allungo di Nieuwkoop.

 

La sfida s'infiamma immediatamente e i padroni di casa provano a rispondere, ma al 13' serve un intervento a tu per tu di Svilar su Wieffer ad evitare il possibile raddoppio olandese. La Roma si salva e un paio di minuti piu' tardi riequilibra tutto con una perla di capitan Pellegrini, che indovina un gran destro a giro da fuori per l'1-1. Al 21' lo stesso Pellegrini legge e serve alla perfezione un bel taglio di Cristante, bravo ad inserirsi tra le linee e colpire di testa anticipando il portiere, senza pero' inquadrare lo specchio della porta.

 

Nella ripresa la squadra di De Rossi riesce a trovare con meno facilita' veri guizzi offensivi, protestando giusto al 57' per un presunto fallo da rigore ai danni di El Shaarawy, a terra dopo un contrasto al limite con un difensore ospite. La piu' grande chance del secondo tempo arriva quasi a tempo scaduto (89'), quando Lukaku riceve dallo stesso El Shaarawy, ma il belga non regge la pressione di Hancko e perde il tempo giusto per la battuta da due passi. Nei supplementari succede poco o nulla, poi all'ultimo secondo ancora Lukaku ha sui piedi il match point, ma Wellenreuther salva tutto e porta la sfida ai rigori. Il primo a sbagliare e' proprio Lukaku, ma Svilar si trasforma in supereroe e neutralizza consecutivamente Hancko e Jahanbakhsh, permettendo poi a Zalewski di chiudere il discorso. 

 

Tutti i risultati dei play-off

  • MILAN (ITA) - Rennes (Fra) 3-0 2-3
  • BENFICA (POR) - Tolosa (Fra) 2-1 0-0
  • Braga (Por) - QARABAG (AZE) 2-4 3-2 dts
  • Lens (Fra) - FRIBURGO (GER) 0-0 2-3 dts
  • Feyenoord (Ned) - ROMA (ITA) 1-1 3-5 dcr
  • Young Boys (Sui) - SPORTING LISBONA (POR) 1-3 1-1
  • Galatasaray (Tur) - SPARTA PRAGA (CZE) 3-2 1-4
  • Shakthar Donetsk (Ukr) - MARSIGLIA (FRA) 2-2 1-3

La Lazio batte il Torino e sogna la Champions

AGI - La Lazio batte il Torino per 2-0 con i gol di Guendouzi e Cataldi e può continuare a sognare la Champions, mentre ai granata non rimane che assaggiare l'amaro sapore della sconfitta per la prima volta nel 2024. Il primo tempo è a forti tinte granata. Fin dall'avvio quando, su cross di Bellanova, Sanabria gira verso la porta colpendo in pieno il palo. Il Torino è più in partita rispetto alla Lazio, sono gli uomini di Juric a fare la gara e soprattutto ad avere le occasioni migliori. Prima è Zapata, di testa, a svettare ma senza inquadrare la porta, poi la stessa sorte tocca a Masina che incorna non trovando lo specchio per centimetri. In mezzo alle due occasioni, a certificare il predominio, anche la conclusione di Vlasic su assist ancora di Bellanova, ma il suo destro è alzato da Provedel in calcio d'angolo.

 

La ripresa inizia con il cambio tra Hysaj e Lazzari, ma il copione è sempre lo stesso con l'azione in fotocopia a far correre Bellanova sulla destra e a servire in mezzo Zapata; stavolta la conclusione non colpisce il palo, ma finisce fuori di poco. La Lazio, però, ha dalla sua il cinismo che viene fuori al 50 quando, alla prima occasione vera del match, passa grazie al destro di Guendouzi, servito da Luis Alberto, che batte Milinkovic-Savic per il vantaggio biancoceleste. Una qualità che mostra ancora 6 minuti più tardi quando Cataldi, servito ancora da Luis Alberto, calcia con il piatto facendo baciare il palo al pallone prima che quest'ultimo si adagi sul fondo della rete. L'uno-due subito è una mazzata tremenda per il Torino che non riesce a reagire finendo per uscire progressivamente dal match lasciando campo alla Lazio. A ridare vigore ai granata ci pensa l'espulsione di Gila per doppia ammonizione ma le speranze di rimonta si interrompono sul destro di Ricci che, dal limite dell'area piccola, non trova lo specchio facendo calare il sipario sul match.

Il Milan perde 3-2 col Rennes ma passa il turno

AGI - Il Milan perde di misura in casa del Rennes il ritorno dei playoff di Europa League, ma in virtù della larga vittoria di San Siro dell'andata (3-0), si qualifica per gli ottavi di finale. Al Roazhon Park finisce 3-2 con la tripletta di Bourigeaud (due rigori), recuperata solo per due volte dalle reti di Jovic e Leao. Nonostante qualche spauracchio, così, la squadra di Stefano Pioli può comunque far festa per il passaggio del turno. Passano neanche due minuti dal fischio d'inizio e gli ospiti avrebbero subito la palla per sbloccare con Leao, ma il portoghese si lascia murare a tu per tu da Mandanda. I francesi si salvano e all'11' colpiscono dall'altra parte con Bourigeaud, che indovina un bel destro da fuori riaccendendo subito le speranze di rimonta dei suoi. 

 

Speranze che una decina di minuti più tardi vengono pero' subito spente nuovamente da Jovic, bravo nel colpire di testa da due passi e firmare l'1-1 su cross di Theo Hernandez. Al 27' i padroni di casa vanno ancora vicini al vantaggio, stavolta con Kalimuendo che calcia in mischia a botta sicura trovando un super riflesso di Maignan. Nella ripresa la prima grande chance è ancora per il Milan con Leao, che scappa in velocità presentandosi solo davanti a Mandanda ma sbagliando la finalizzazione, con Pulisic tutto libero al suo fianco. Come successo nel primo tempo il Rennes si salva e sul fronte opposto trova l'episodio per il nuovo vantaggio: Kjaer nel tentativo di anticipare in area Terrier lo colpisce e induce l'arbitro a fischiare rigore, trasformato da Bourigeaud nel 2-1 e nella doppietta personale. 

 

Le nuove speranze francesi durano ancor meno rispetto a prima, perché al 58' è proprio Leao a riscattarsi realizzando il 2-2 milanista al termine di una sgroppata delle sue e dopo aver vinto un rimpallo con il portiere locale. Il match pero' ha altro da raccontare e al 67' arriva un nuovo episodio da rigore in favore della formazione bretone: Jovic devia di mano un colpo di testa di Kalimuendo, il Var lo punisce e permette a Bourigeaud di fare tripletta e 3-2. Nel finale la squadra di Pioli e' costretta a soffrire, ma riesce a difendere il margine di due gol e a strappare il pass per gli ottavi. 

In fiamme un edificio di 14 piani a Valencia

AGI - Un incendio, scoppiato al quinto piano, ha colpito un edificio di 14 piani a Valencia, nel quartiere di Campanar. I vigili del fuoco hanno riferito che l'incendio si sta propagando ai piani superiori con fiamme visibili dalla pubblica via e un enorme fumo. L'edificio residenziale si trova all'incrocio delle vie General Avile's e Maestro Rodrigo. Sul luogo si sono spostate unità di Vigili del Fuoco di Valencia e, come si può vedere dalle immagini sui social network, le fiamme hanno raggiunto anche l'ultimo piano. Al momento non ci sono notizie di feriti.

Le chiedono un test di gravidanza. Poi la licenziano perché incinta

AGI - È all'esame dell'Ispettorato territoriale del lavoro di Nuoro, della Asl nuorese e dell'Inps la vicenda di una lavoratrice di vent'anni, con contratto Multiservizi, licenziata dopo essere rimasta incinta lo scorso gennaio. Alla Cgil la ragazza ha anche raccontato che a dicembre la datrice di lavoro le aveva consegnato un test di gravidanza chiedendole, a fine turno e a ridosso della fine del suo periodo di prova, di farlo nel bagno della ditta, episodio avvenuto davanti a due colleghi maschi. In quella circostanza il test aveva dato esito negativo. La ragazza era stata assunta il 15 novembre scorso a tempo indeterminato e part-time, in una ditta che svolge servizi di pulizia in un'azienda di una zona industriale del Nuorese, ed era nel periodo prova quando le è stato chiesto di sottoporsi al test di gravidanza. "Le è sembrata una cosa strana", spiega all'AGI Domenica Muravera, segretaria generale della Camera del lavoro di Nuoro e della Filcams Cgil regionale, che ha impugnato il licenziamento. "Ma essendo giovane e desiderosa di mantenere i lavoro, non conoscendo i suoi diritti, ha accettato di fare il test, richiesta non legittima. È inaccettabile che un datore di lavoro eserciti il controllo sul corpo di una persona".

 

Ma è in seguito che la ventenne ha scoperto di essere rimasta incinta. A gennaio, allertata da continue nausee, la lavoratrice si presenta al consultorio della Asl di Nuoro dove è stato accertato che aspettava un bambino. La ginecologa dispone l'astensione anticipata dal lavoro per gravidanza a rischio per un mese, dal 18 gennaio al 25 febbraio. Il 25 gennaio la giovane si rivolge al patronato Inca Cgil per inviare la comunicazione telematica dello stato di gravidanza all'Inps e alla datrice di lavoro. Il 16 febbraio la lavoratrice segnala al sindacato di non aver ricevuto la mensilità di gennaio. Nel frattempo lo sollecita alla datrice di lavoro che, invece, le comunica, via whatsapp, di averla licenziata per giusta causa, inviandole la comunicazione Unilav. Secondo la ditta, la gravidanza sarebbe condizione ostativa per la mansione che è chiamata a svolgere la lavoratrice, alla quale viene contestato di aver omesso di dichiarare di essere incinta.

 

La Cgil ritiene nullo il licenziamento, in assenza di una lettera formale, e chiede il reintegro immediato della giovane. "Certi soprusi non sono accettabili", conclude la segretaria della Filcams che sta seguendo il caso. "Mi auguro che questa vicenda sia di scuola per l'intero territorio". 

Hamas: “Presto potrebbero esserci progressi nei negoziati”

AGI - Qualcosa si muove nella complicata girandola di incontri diplomatici per tentare di raggiungere un accordo tra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi. Secondo quanto riporta oggi il Wall Street Journal, citando fonti egiziane vicine alle trattative, il gruppo islamista sarebbe disposto ad accettare il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio di 3.000 prigionieri palestinesi, tra cui tutte le donne e i minori detenuti da Israele. L'organizzazione chiederebbe anche la scarcerazione dei terroristi che scontano lunghe condanne e che si inizi a discutere per un cessate il fuoco permanente il primo giorno dell'entrata in vigore di una tregua di sei settimane. Se tali colloqui andranno avanti, Hamas continuerà a rilasciare gli ostaggi. Anche dalla parte di Tel Aviv il ministro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, ieri aveva leggermente fatto sperare dicendo, secondo quanto aveva riportato un giornale saudita, che ci sarebbero "i primi segnali di un possibile accordo sugli ostaggi". Ma aggiungendo anche che "senza un'intesa le operazioni a Gaza continueranno anche durante il Ramadan".

 

 

 

Parole rafforzate oggi dalle dichiarazioni del ministro degli Esteri israeliano, Yisrael Katz secondo il quale per avere gli ostaggi liberi bisognerà continuare a esercitare la pressione militare su Hamas: "Solo se si sentono in pericolo personale saranno disposti a negoziare. Pertanto, continueremo la guerra, fino a quando non restituiremo la libertà i rapiti e smantelleremo Hamas", ha affermato parlando ai leader della Conferenza dei presidenti dei capi delle principali organizzazioni ebraiche americane. Intanto si intensificano gli sforzi diplomatici per mediare un accordo. Washington ha inviato oggi un alto funzionario in Israele. Brett McGurk, ha incontrato dirigenti israeliani il giorno dopo aver avuto colloqui al Cairo con quelli egiziani che stanno conducendo i negoziati con la leadership di Hamas a Gaza. E come possibile segno di una ripresa dei colloqui, domani a Parigi il capo della Cia, William Burns si incontrerà con gli alti dirigenti di Qatar, Egitto e Israele, secondo quanto riporta il sito israeliano Axios che cita sempre fonti vicine alla trattativa.

 

Gli Stati Uniti puntano a un accordo prima del Ramadan, che inizierà tra meno di tre settimane. Il punto critico, secondo Axios, sarebbe pero' ancora il numero di prigionieri palestinesi che verranno rilasciati in cambio degli ostaggi e il modo in cui verranno scelti. Burns è stato determinante nel garantire un cessate il fuoco di una settimana a novembre che ha liberato più di 100 ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi. Intanto il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, ha riferito a McGurk che il gabinetto di guerra darà ai negoziatori un mandato più ampio per fare progressi nei colloqui sugli ostaggi, secondo quanto ha rivelato il giornalista Barak Ravid. E rassicurano anche le ultime parole del numero due dell'ufficio politico di Hamas, Musa Abu Marzouk secondo il quale presto potrebbero esserci dei progressi nei negoziati sul cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi.

Muore a Torino un 12enne dimesso poche ore prima dal pronto soccorso

AGI - È morto a soli 12 anni all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, dove è giunto ieri sera in condizioni gravissime. La vittima è Andrea Vincenzi, classe 2011, originario di Castiglione Torinese e giovane calciatore del Gassino San Raffaele. In attesa che l'autopsia chiarisca le cause del decesso, si sta cercando di ricostruire le ultime ore del ragazzo, che mercoledì si era recato al pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso per una sospetta polmonite. Andrea aveva quindi fatto ritorno a casa, dove ore dopo il quadro clinico si è aggravato. Quindi la corsa verso Torino, l'arrivo in condizioni disperate e l'arresto cardiaco. Un'ora e qualche minuto in cui i medici del Regina Margherita hanno cercato di far ripartire il cuore del ragazzo, che ha smesso di battere poco prima di mezzanotte. 

 

"La tragedia ci ha colpiti profondamente lasciando in tutti noi un profondo dolore e sgomento". È quanto si legge nella nota pubblicata sui social network dalla società calcistica Gassino San Raffaele. "Da tutta la società - continua il messaggio - alla nostra Valeria e al papà Roberto, le più sentite condoglianze e la vicinanza in questo momento immensamente doloroso per la grave perdita".

“Hamas verso il rilascio degli ostaggi per 3.000 detenuti”

AGI - Hamas sarebbe disposto ad accettare il rilascio degli ostaggi israeliani in cambio di 3.000 prigionieri palestinesi, tra cui tutte le donne e i minori detenuti da Israele. Lo rivela il Wall Street Journal citando fonti egiziane secondo cui l'organizzazione islamista chiederebbe anche la scarcerazione dei terroristi che scontano lunghe condanne. Secondo il Wsj il gruppo palestinese chiederebbe anche che si inizi a discutere per un cessate il fuoco permanente il primo giorno dell'entrata in vigore di una tregua di sei settimane. Se tali colloqui andranno avanti, Hamas continuerà a rilasciare gli ostaggi.

 

La Casa Bianca e gli Stati arabi stanno intensificando gli sforzi per mediare un accordo che metta in pausa i combattimenti a Gaza e liberi gli ostaggi detenuti da Hamas. Washington ha inviato un alto funzionario in Israele. Brett McGurk, incontrerà i funzionari israeliani il giorno dopo aver avuto colloqui al Cairo con i funzionari egiziani che stanno conducendo i negoziati con la leadership di Hamas a Gaza. Come possibile segno di una ripresa dei colloqui, nei prossimi giorni il direttore della Central Intelligence Agency William Burns incontrerà anche gli alti dirigenti del Medio Oriente, hanno detto i funzionari regionali. Burns è stato determinante nel garantire un cessate il fuoco di una settimana a novembre che ha liberato più di 100 ostaggi israeliani in cambio di prigionieri palestinesi.

Strage di Erba, la difesa ha depositato la lista di testimoni e consulenti

AGI - La difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi ha presentato oggi la lista dei testimoni e dei consulenti che chiederà di ammettere nel nuovo processo sulla strage di Erba. Lo apprende l'AGI. Si entra cosi' nel vivo del nuovo capitolo giudiziario di una vicenda che sembrava essersi conclusa, almeno nelle aule di tribunale perché fuori se ne è continuato a dibattere, che vede protagonisti i due coniugi condannati all'ergastolo ritenuti responsabili dell'omicidio di quattro persone dell'11 dicembre 2006, nella palazzina in cui abitavano, a Erba. Il primo marzo, giorno in cui è stata fissata l'udienza davanti alla seconda sezione della Corte d'Appello di Brescia, dovrebbe essere subito un giorno chiave per capire cosa potrebbe accadere. Chi ha promosso la revisione, cioè la difesa e il sostituto pg di Milano Cuno Tarfusser, e il procuratore generale di Brescia (ancora non si conosce il nome ma potrebbero essere due i magistrati) avranno la possibilità di chiedere al collegio le prove da ammettere. 

 

 

I giudici potrebbero accettarne, per ipotesi, solo una o alcune o anche tutte, allargando o restringendo in base a questa scelta il possibile nuovo orizzonte processuale. A quanto si apprende, i testimoni citati dagli avvocati Fabio Schembri, Nico D'Ascola, Luisa Bordeaux e Patrizia Morello, sono poco più di una decina, la maggior parte dei quali indicati nell'istanza di revisione ma ci sarà anche qualche novità. In questo elenco figuravano il carabiniere Carlo Fadda in merito "al prelievo sulla traccia ematica rinvenuta nell'auto di Olindo", Abdi Kais, amico di Azouz Marzouk, il marito di Raffaelle Castagna e Luca Ganzetti sulle presunte intercettazioni mancanti.

 

Gli esperti di cui la difesa proporrà l'ascolto sono quelli indicati nell'istanza di revisione che hanno redatto la consulenza tecnico genetico sulla traccia ematica, la consulenza collegiale "sull'impossibilita' di Mario Frigerio a rendere idonea testimonianza a causa della cerebrolesione che gli ha provocato la perdita del ricordo", la consulenza tecnica neurologica sulla dinamica della morte di Valeria Cherubini, la ricostruzione della dinamica dell'aggressione firmata dalla criminologa Roberta Bruzzone, la consulenza "in ordine al quadro psicopatologico rilevato in Olindo Romano e Rosa Bazzi e al ritardo mentale di quest'ultima che si pongono in rapporto con le loro false confessioni", la perizia psichiatrica su Olindo. 

 

 

 

Il corpo di Navalny è stato mostrato alla madre. Cause naturali sul certificato di morte

AGI - La madre di Aleksei Navalny, Lyudmila, ha fatto sapere che le autorità le hanno finalmente mostrato il corpo del figlio, morto la settimana scorsa in una colonia penale nell'Artico.  "Le autorità russe vogliono che sia sepolto in segreto", ha aggiunto la madre dell'oppositore russo, sostenendo che la stanno "ricattando e indicando le condizioni su dove, quando e come dovrebbe essere seppellito". "Guardandomi negli occhi, hanno detto che se non acconsento a un funerale segreto, faranno qualcosa con il corpo di mio figlio", ha aggiunto la madre di Navalny in un video pubblicato su X. "Gli investigatori hanno detto che la causa della morte è nota e che hanno tutti i documenti medici e legali".

 

La portavoce: cause naturali sul certificato di morte

Secondo il rapporto medico mostrato alla madre, Navalny è morto per "cause naturali", ha riferito su X da Kira Yarmysh, la portavoce dell'oppositore russo.
 

Deposte rose bianche per Hans e Sophie Scholl 

AGI - "È una giornata di sole così bella e devo andare. Ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone saranno risvegliate e spinte all'azione?". Sono le ultime parole pronunciate dalla 21enne Sophie Scholl il 22 febbraio 1943, poco prima di essere decapitata insieme al fratello Hans. Tragica sorte che seguiranno tutti i componenti del gruppo "La Rosa Bianca", attivo a Monaco di Baviera dal giugno 1942. La loro tenace lotta nonviolenta contro la tirannia nazista - combattuta coraggiosamente in patria, a viso aperto - resta un esempio prezioso e un monito contro le dittature e la follia della guerra.

 

Nell'81esimo anniversario del sacrificio di Hans e Sophie Scholl - e degli altri giovani martiri della "Rosa Bianca", eroi della Resistenza europea - questa mattina l'Osservatorio Sherwood insieme a Retake Sacco Pastore ha organizzato una cerimonia nel viale intitolato ai fratelli Scholl nel Parco di Villa Ada. Hanno partecipato le studentesse e gli studenti della classe V C (Sezione grafica) del Liceo Artistico "Donato Bramante". Era presente anche Felice Cipriani, scrittore della memoria. 

Ucraina due anni dopo: la guerra senza fine

AGI - Il 24 febbraio 2022 il presidente russo Vladimir Putin diede il via a una 'operazione speciale' su larga scala in Ucraina. Parole che servivano a nascondere l'intento di invadere un Paese che, a partire da allora, è stato soggetto a un attacco che ha creato almeno quattro milioni di sfollati, otto milioni di profughi, la morte di più di diecimila civili e di circa 200 mila soldati, almeno 120 mila dei quali russi e 70 mila ucraini. Una guerra che ha sconvolto la vita di milioni di persone, portato alla mobilitazione dei riservisti e che non ha risparmiato infrastrutture, ospedali e scuole.

 

Una distruzione totale, un conflitto che appare lontano da una conclusione cosi' come Putin immaginava. Il presidente russo aveva parlato dell'obiettivo di 'denazificare' e demilitarizzare l'Ucraina, Paese che aveva eletto come presidente un ex attore comico, Volodimir Zelensky, una figura di totale rottura rispetto a un passato costellato di governi 'vicini' a Mosca. Obiettivo primario della Russia era in realtà la 'liberazione' del Donbass e l'annessione delle regioni che Putin ritiene 'occupate' illegalmente dal governo di Kiev.

 

I piani del presidente russo sono stati pero' mandati a monte dalla resistenza ucraina e dalla compatta reazione dell'Occidente. Dopo un'avanzata costante dei tank russi nelle prime settimane, quando l'artiglieria di Mosca era arrivata a minacciare la capitale Kiev, a due anni dall'inizio dell'attacco solo una minima parte del territorio ucraino, circa il 20%, è finita sotto controllo russo. Va sottolineato che Mosca aveva già occupato il 6,45% del suolo ucraino nel 2014, con l'annessione di Crimea, Donetsk e Lugansk. Attualmente il controllo russo si è spinto ai territori dell'est ucraino lungo un fronte di guerra di circa mille chilometri.

 

 

È qui che la battaglia va avanti e i tentativi di sfondamento russo si sono ora concentrati su Robotyne, Avdiika e Bakhmut. L'avanzata russa da est pone il focus del conflitto su questa porzione di territorio, dove comunque l'esercito ucraino ha resistito e, nei mesi scorsi, contrattaccato, costringendo i russi a ripiegare. Dopo un assedio durato mesi l'esercito ucraino ha abbandonato la difesa di Avdiivka, centro strategico a est che i russi hanno attaccato dallo scorso ottobre.

 

L'importanza di Avdiivka è legata alla produzione di carbone, risorsa vitale per tenere in piedi la resistenza ucraina in un'area già finita sotto attacco nel 2014. Non stupisce che Putin abbia recentemente definito "importante" la vittoria russa nella città: una vittoria che priva inoltre Kiev di una possibile via d'accesso per un contrattacco a Donetsk, da anni sotto controllo russo. La popolazione di Avdiivka, 30 mila persone prima del conflitto, ha intanto quasi completamente abbandonato un'area ridotta per lo più in macerie.

 

La decisione di ritirare le truppe è stata giustificata da Zelensky sulla base della necessità di evitare perdite tra i militari di Kiev. Il presidente ucraino ha accusato le potenze occidentali, colpevoli di non aver fornito a Kiev le armi necessarie per resistere. Proprio la fornitura di armi da parte di Paesi Nato è un elemento vitale per l'esercito ucraino, costretto a fronteggiare l'esercito di un Paese molto più grande, con una capacità di produzione industriale nettamente superiore. La caduta di Avdiivka è stata lo sviluppo più importante dalla caduta di Bakhmut avvenuta lo scorso maggio. La città è stata per mesi teatro di alcuni dei combattimenti più duri di questa guerra.

 

 

L'esercito di Kiev ha anche riguadagnato terreno nelle aree vicine la città la scorsa estate, tuttavia analisi preparate dall'Institute for the Study of War (ISW) parlano di un controllo russo ormai consolidato nella città e nei suoi dintorni. La lenta avanzata russa degli ultimi mesi ha riguardato anche il sud dell'Ucraina, nei pressi dei villaggi di Robotyne e Verbove, nella regione di Zaphorizhzhia. Un'area finita al centro dell'attenzione durante il primo anno del conflitto, quando gli scambi di artiglieria misero a rischio la sicurezza di una centrale nucleare.

 

La stessa area è stata teatro della controffensiva lanciata dall'esercito di Kiev nel 2023, quando Robotyne era stata ripresa dagli ucraini. Una vittoria che poteva spezzare le linee di rifornimento russe verso la Crimea. Tuttavia secondo il rapporto ISW i russi sarebbero nuovamente penetrati dal lato ovest e sud della città, oltre ad aver riconquistato terreno attorno al villaggio di Krynky, situato sulla riva est del fiume Dnipro e strategico perchè situato a soli 30 km da Kherson, abbandonata dai russi un anno fa, ma sempre nel mirino. Il ministro della Dfesa russo Sergej Shoygu ha dichiarato che l'esercito russo ha ripreso controllo sul villaggio, tuttavia sempre ISW sottolinea che l'Ucraina ha ancora una presenza militare nell'area. Se Kiev riuscisse a prendere il pieno controllo di queste province guadagnerebbe un avamposto strategico per un eventuale attacco verso la Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

 

 

A due anni dall'inizio dell'invasione russa oltre ai mille km di fronte nell'est del Paese è il mar Nero il teatro di scontri tra i due eserciti. Zelensky ha recentemente annunciato la distruzione della nave anfibia Caesar Kunikov, proprio nelle acque al largo della penisola contesa. Il Cremlino non ha confermato, ma dichiarato la distruzione di sei droni sottomarini ucraini. Tuttavia fonti russe parlano di un cambio della guardia voluto da Putin ai vertici della marina del Mar nero, dove il vice ammiraglio Sergei Pinchuka avrebbe rimpiazzato l'ammiraglio Viktor Sokolov.

 

Una notizia che, se confermata, sarebbe il sintomo dell'insoddisfazione di Putin per l'andamento della guerra nel Mar Nero. Sempre qui, nel primo anno di conflitto, i droni turchi in dotazione all'esercito ucraino avevano affondato la nave da guerra Moskva. Quello tra Ucraina e Russia appare al momento come un conflitto lontano da una fine. I mille chilometri di fronte, i combattimenti nel Mar Nero, costituiscono focolai di guerra destinati a rimanere accesi. Mosca sembra passata dall'operazione lampo alla guerra di logoramento. Putin dopo essersi scontrato con la resistenza ucraina ora punta sulla propria produzione industriale e sulla enorme disponibilità di soldati.

 

Kiev resiste e chiede all'Occidente armi e munizioni più che un intervento diplomatico che, allo stato attuale delle cose, significherebbe per l'Ucraina perdere parte dell'est e del sud del proprio territorio e rinunciare alle aree contese: Donetsk, Lugansk e la Crimea. 

 

La scuola è inagibile, si vota a casa della signora Maria

AGI - In Sardegna, per le regionali di domenica prossima e anche per le europee dell'8 e 9 giugno, gli elettori di Biancareddu, borgata di 90 abitanti vicino al mare a una quarantina di chilometri da Sassari, voteranno a casa di una pensionata. Il loro seggio, il numero 123, sarà allestito in un'abitazione privata, dopo una richiesta avanzata al Comune di Sassari il 15 gennaio scorso dall'associazione 'Borgata di Biancareddu'.

 

L'ha messa a disposizione un'associata. La ragione? La scuola elementare in piazza San Paolo, dove si vota di solito, è inagibile per lavori di ristrutturazione iniziati a fine gennaio e gli elettori, in prevalenza anziani, avrebbero dovuto raggiungere Sassari per esprimere il loro voto. In camera da letto sarà allestita la cabina elettorale, mentre gli elettori potranno attendere in cucina il loro turno.

 

Per gli agenti di polizia incaricati del servizio d'ordine è a disposizione una stanza dove con un letto e una branda per la notte. Il Comune, con una determina del 15 febbraio scorso, ha dato il via libera alla proposta dell'associazione, dopo un sopralluogo nella casa di Maria Ghisu, la pensionata che solitamente l'affitta per l'estate. Il Comune le pagherà 100 euro al giorno, in tutto 1.100 euro, per disporre dei locali per 4 giorni (dal 23 al 26 febbraio) per le regionali di domenica e per altri sette dal 6 al 12 giugno per le elezioni europee. 

Operaio morto nella stabilimento Stellantis di Avellino

AGI - Un operaio 52enne è morto all'interno dello stabilimento FCA Stellantis di Prato la Serra, nel nucleo industriale di Avellino. Domenico Fatigati, di Acerra, lavorava per conto di una ditta esterna di Foggia, quando è rimasto intrappolato in un macchinario del reparto basamento motore. I colleghi sono intervenuti subito in soccorso ma, quando l'uomo è stato estratto, era già morto.

 

Inutili i tentativi di rianimarlo da parte dei sanitari del 118 accorsi sul posto. I carabinieri del comando provinciale di Avellino hanno avviato le indagini per ricostruire l'accaduto. Hanno incrociato le braccia non appena si è diffusa la notizia del grave incidente, costato la vita a un operaio manutentore di 52 anni, intrappolato in un macchinario che stava revisionando nel reparto basamento motore. I dipendenti dello stabilimento Stellantis del nucleo industriale di Avellino sono in sciopero e si asterranno dal lavoro per tutta la giornata in segno di solidarietà verso la vittima, dipendente di una ditta esterna incaricata della manutenzione.

 

L'iniziativa è stata presa dalle segreterie provinciali di Fim CISL, Fiom CGIL e Uilm Uil alle quali si è unita anche la Uglm Ugl e le Rsa dell'azienda FCA di Parola Serra. "Un lavoratore che aveva lasciato casa sua per poter svolgere la sua attività - si legge nella nota della Rsa - non tornerà più a casa sua. Nell'esprimere il cordoglio e la vicinanza di tutti i lavoratori della ex Fma alla famiglia del lavoratore deceduto, dichiarano uno sciopero a partire dalle ore 10.30 per tutta la giornata del 22 febbraio".

 

Le reazioni dei sindacati

"Questa mattina nello stabilimento Stellantis di Pratola Serra, in provincia di Avellino, un lavoratore di 52 anni di una ditta esterna di manutenzione in appalto ha tragicamente perso la vita. A distanza di pochi giorni dalla tragedia di Firenze e a poche ore dall'incidente mortale all'interno della pista di Nardo' Technical Center, l'ennesimo morto legato alla catena degli appalti e dei subappalti". Lo sottolineano in una nota Fim,Fiom,Uilm, Fismi e Uglm.

 

"Chiaramente saranno gli organi competenti ad accertare la dinamica dell'infortunio mortale di oggi, ma questa strage silenziosa di morti sul lavoro deve essere fermata. Il Governo e il sistema delle imprese - osservano i sindacati - devono assumersi le proprie responsabilità. Occorre rimettere al centro delle scelte politiche del Governo il diritto alla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso una nuova legislazione. Urgono regole specifiche per il sistema degli appalti, che troppo spesso si dimostra deteriore dal punto di vista delle tutele, del salario e perfino della sicurezza sul lavoro. Le imprese devono agire concretamente con investimenti e formazione sulla sicurezza senza ricercare alibi ogni qual volta si verifica un incidente. Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e dolore alle famiglie dei lavoratori vittime di questi gravissimi infortuni mortali". 

Massiccio blackout del traffico cellulare negli Usa

AGI - Un massiccio blackout del traffico cellulare sta colpendo gli Stati Uniti. L'interruzione riguarda decine di migliaia di utenti delle compagnie AT&T, T-Mobile, UScellular e Verizon che dalla mattina non possono utilizzare Internet, inviare SMS o effettuare telefonate. Il sito web di monitoraggio dei servizi digitali DownDetector ha ricevuto segnalazioni di interruzioni da quasi 44.000 utenti AT&T, sebbene registri solo le interruzioni che gli utenti segnalano volontariamente. Le segnalazioni di interruzione sono diminuite leggermente alle 5 locali, ma sono aumentate di nuovo alle 7 sono in continuo aumento.
Secondo un post su X dei vigili del fuoco di San Francisco l'interruzione impedisce alle persone di contattare i servizi di emergenza. "Alcuni dei nostri clienti stanno riscontrando interruzioni del servizio wireless questa mattina", ha detto un portavoce di AT&T in una dichiarazione alla CNBC. "Stiamo lavorando urgentemente per ripristinare il servizio. Incoraggiamo l'uso delle chiamate Wi-Fi fino al ripristino del servizio".

Ferragni toglie Fedez dalla foto profilo. Aria di crisi?

Secondo quanto emerso su Dagospia e Corriere della Sera Chiara Ferragni e Fedez si sono lasciati. Non solo. A quanto risulta il rapper sarebbe andato via di casa già domenica scorsa. 

 

A portare alla rottura sarebbero stati anche i recenti guai giudiziari dell'imprenditrice e influencer legati al pandoro-gate.

 

"Dal Sanremo dell'anno scorso, la storia d'amore tra i due s'era incrinata ma l'influencer aveva rimandato qualsiasi decisione per stare vicina al marito malato. Nel momento in cui lei si è trovata in difficoltà, invece, Fedez si è mostrato meno generoso, rinfacciandole che i suoi problemi giudiziari avessero effetti negativi anche sui suoi affari. Un gioco di recriminazioni in cui Fedez alzava i toni dello scontro mentre lei provava a tenere la situazione sotto controllo. Poi la fuga a Miami del rapper con la sua assistente, e infine l'uscita di casa" scrive Dagospia.

 

 

A molti è saltato all'occhio inoltro che nelle ultime stories pubblicate da Chiara Ferragni su instagram l'influencer è comparsa sempre senza la fede nuziale al dito.

 

Venerdì nero: forte maltempo con nubifragi

AGI - Perturbazione di stampo polare in arrivo nel corso della giornata odierna: condizioni meteo in peggioramento a partire dai settori settentrionali della penisola con maltempo diffuso. Tra giovedì e venerdì, secondo il Centro Meteo Italiano, le precipitazioni potranno risultare anche a carattere di nubifragio sulle regioni di nord-est con possibili disagi sul Triveneto. Neve che sull'arco alpino risulterà abbondante a partire dagli 800-1200 metri di quota. Precipitazioni nevose attese anche sull'Appennino ma a quote medio-alte tra venerdì e sabato. Situazione che potrebbe reiterarsi anche dopo il fine settimana, con maltempo a più riprese per gli ultimi giorni del mese.

In dettaglio le previsioni per oggi: 

Al Nord:

Al mattino cieli coperti con deboli precipitazioni su Liguria e sull'Arco Alpino. Al pomeriggio non sono previste grosse variazioni con deboli precipitazioni sparse. In serata peggiora con piogge anche abbondanti. Quota neve in calo sulle Alpi fin verso i 1100 metri.

Al Centro:

Condizioni meteo stazionarie sia al mattino che al pomeriggio con cieli coperti. In serata non sono attese variazioni di rilievo, peggiora nella notte con precipitazioni a partire dai settori Tirrenici.

Al sud e sulle Isole:

Cieli irregolarmente nuvolosi al mattino tra Campania, Molise e Sardegna, sereno altrove. Al pomeriggio nuvolosità in progressivo aumento sui restanti settori. In serata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con cieli poco o irregolarmente nuvolosi, salvo qualche schiarita tra Calabria e Sicilia. Temperature minime in aumento al centro-nord, in calo al sud. Massime in calo al centro-nord, stabili o in rialzo al sud.

Ecco le previsioni per domani:

Al Nord:

Al mattino precipitazioni sparse, più intense su Liguria, Trentino e Triveneto, a carattere nevoso dagli 800-1200 metri. Al pomeriggio precipitazioni che insistono sulle regioni di nord-est, con possibili temporali e nubifragi; fenomeni ancora su Romagna ed arco Alpino. In serata precipitazioni in graduale esaurimento su Pianura Padana e Trentino, ancora intense sul Triveneto. Neve sulle Alpi dai 900-1100 metri.

Al Centro:

Al mattino condizioni di maltempo sui settori tirrenici con piogge e temporali anche intensi, piu' asciutto altrove. Al pomeriggio ancora molte nuvole con precipitazioni diffuse, anche intense e a carattere di temporale. In serata si rinnovano condizioni di tempo instabile con piogge sparse specie sui settori occidentali. Neve in calo fino a 1000-1400 metri.

Al sud e sulle isole:

Al mattino molte nuvole su tutte le regioni ma con tempo asciutto, salvo deboli piogge sulle Isole Maggiori. Al pomeriggio tempo stabile con nuvolosita' e schiarite su tutti i settori, piogge sparse sulla Sardegna. In serata tempo in peggioramento ovunque con piogge e temporali specie sui settori tirrenici. Temperature minime in aumento al centro-sud, in lieve calo al nord. Massime in lieve calo al nord, stazionarie o in aumento al sud. 

Nuovo ceppo di Xylella in Puglia. Dopo la strage di ulivi a rischio mandorli e ciliegi

AGI - La campagna pugliese non trova tregua: dopo la Xylella Pauca che ha sterminato oltre 20 milioni di ulivi negli ultimi 15 anni, ora tocca ai mandorli messi sotto assedio da una nuova sottospecie 'fastidiosissima'. Denominata st1 - o fastidiosa fastidiosa - la variante della Xylella è comparsa nelle campagne del Barese ed è stata isolata su almeno sei alberi di mandorle.

La scoperta è stata fatta grazie ai monitoraggi disposti dall'assessorato regionale all'agricoltura in 100 punti di campionamento dislocati dall'osservatorio regionale fitosanitario in aree confinanti con la zona già contaminata da Xylella Pauca. Nel corso dei controlli sono stati intercettati 12 insetti vettori che hanno insospettito i tecnici dell'osservatorio.  Dopo aver effettuato analisi di laboratorio, sono riusciti ad isolare gli alberi già infettati dal nuovo batterio.

La St1 non attacca gli ulivi, ma mandorli, ciliegi e vite, tre fra le principali produzioni agricole della Puglia. L'osservatorio fitosanitario, d'intesa con l'assessorato all'agricoltura, ha deciso di abbattere le piante infette, al fine di scongiurare l'ulteriore propagarsi dell'infezione. Al tempo stesso ha avviato ulteriori e più approfonditi controlli anche su altre zone del barese a specifica vocazione colturale di mandorle, ciliegie ed uva.

La presenza di St1 è stata già segnalata in Portogallo, sull'isola di Maiorca ed in Israele, ed ha distrutto 30mila ettari di vite in California.

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