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Tempo ancora instabile in Italia, imperversa la ‘goccia fredda’ 

AGI - Condizioni meteo ancora instabili in Italia a causa di una 'goccia fredda' che si muove sul Mediterraneo centrale. La stessa mantiene anche un clima relativamente fresco con temperature in media o anche poco al di sotto. Prossimi giorni che vedranno però una graduale attenuazione dell'instabilità grazie soprattutto alla rimonta di un piccolo promontorio anticiclonico di matrice africana.

 

Questo porterà un aumento delle temperature con picco probabilmente nell'ultimo weekend di giugno quando i valori si porteranno rapidamente anche di 8-10 gradi sopra media. Ultimi aggiornamenti del Centro Meteo italiano che mostrano però un'ondata di caldo molto veloce con i primi giorni di luglio che potrebbero vedere l'arrivo di una saccatura con aria più fresca.

 

PREVISIONI METEO PER OGGI

 

AL NORD

 

Oggi al mattino cieli coperti con precipitazioni sparse. Al pomeriggio instabilità diffusa, con fenomeni intensi sulle Alpi centro-orientali e sull'Appennino settentrionale. In serata si rinnovano condizioni di maltempo con piogge sui settori alpini e prealpini, variabilità asciutta altrove.

 

AL CENTRO

 

Al mattino cieli irregolarmente nuvolosi con piogge sui settori tirrenici. Al pomeriggio instabilità in aumento sulle zone interne, poco nuvoloso altrove. In serata residue piogge sui settori Appenninici, sereno o poco nuvoloso altrove. 

 

AL SUD E SULLE ISOLE

 

Al mattino nuvolosità irregolare in transito con qualche pioggia tra Calabria e Sicilia. Al pomeriggio ancora precipitazioni attese tra Campania e Basilicata, instabile sulla Sardegna. In serata persistono le precipitazioni sulla Campania, migliora altrove con ampie schiarite. Temperature minime e massime stabili o in rialzo.

 

PREVISIONI METEO PER DOMANI

 

AL NORD

 

Al mattino tempo ancora instabile con piogge sparse, variabilità asciutta al Nord-Ovest. Al pomeriggio instabilità termo-convettiva con temporali sparsi su Alpi e Appennino settentrionale e in locale sconfinamento sulle pianure. In serata tempo in miglioramento con residui fenomeni al Nord-Est.

 

Al CENTRO

 

Al mattino tempo instabile con piogge sparse, più asciutto sui settori tirrenici. Al pomeriggio instabilità in aumento sulle zone interne con acquazzoni e temporali anche intensi, specie in Appennino e in movimento sul versante adriatico. In serata residue piogge tra Marche e Abruzzo, sereno o poco nuvoloso altrove.

 

AL SUD E SULLE ISOLE

 

Al mattino tempo stabile con cieli sereni o poco nuvolosi, salvo locali piogge sulle coste di Molise e Puglia settentrionale. Al pomeriggio instabilità in aumento con temporali nelle zone interne e in spostamento sul versante adriatico. In serata residue precipitazioni sulle regioni adriatiche, sereno o poco nuvoloso altrove. Temperature minime stabili o in lieve calo e massime in rialzo su tutta la Penisola.

Droga, riciclaggio ed estorsione: oltre 100 arresti in Sicilia e Calabria

AGI - Vasta operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Messina in Sicilia, Calabria e in altre località italiane e all'estero, con l'esecuzione di misure cautelari emesse dal gip di Messina su richiesta della Dda nei confronti 112 persone (85 destinatarie della custodia cautelare in carcere e 27 di quella ai domiciliari, di cui 3 a cura del Nucleo Investigativo regionale Sicilia della Polizia Penitenziaria), per associazione finalizzata alla detenzione, traffico, coltivazione e cessione di stupefacenti, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, porto abusivo ed alterazione di armi, estorsione e altri reati.

 

I provvedimenti restrittivi rappresentano l'esito di tre distinte indagini, condotte dai carabinieri delle Compagnie di Messina Sud e di Barcellona Pozzo di Gotto, tutte sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, che hanno contemporaneamente smantellato più organizzazioni criminali attive nel narcotraffico a Messina, nel Barcellonese e nelle aree nebroidea e tirrenica della provincia con collegamenti con strutture criminali calabresi e soggetti attivi anche in Campania, Lombardia e all'estero. I particolari dell'operazione saranno forniti nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta dal procuratore di Messina, alle 10:30. 

La sonda cinese è rientrata con campioni del lato oscuro della Luna

AGI - La sonda cinese che trasporta campioni dal lato nascosto della Luna ha fatto ritorno sulla Terra, concludendo una missione tecnicamente complessa di 53 giorni annunciata come la prima al mondo del suo genere. Lo riporta la tv statale cinese Cctv. La navicella Chang'e-6 "tornera' il 25 giugno con preziosi doni", aveva annunciato in precedenza l'Agenzia spaziale di Pechino, senza fornire un orario di arrivo preciso. La sonda è atterrata, come previsto, nella regione cinese settentrionale della Mongolia Interna. L'orbiter ha rilasciato il modulo di rientro con i campioni del progetto di esplorazione lunare entrando nell'orbita terrestre, prima di arrivare con successo nell'area pianificata alle 14:07 ora locale (le 8:07 in Italia).

 

Questa missione rende la Cina il primo Paese in grado di raccogliere campioni lunari dal lato nascosto del satellite naturale della Terra. La sonda arriva con terreno e rocce dal lato della Luna non osservabile dal nostro Pianeta, una regione poco conosciuta che secondo gli scienziati rappresenta una grande possibilità per aiutarci a comprendere meglio come si è formata la Luna e come si è evoluta nel tempo. Chang'e-6 è decollata da un centro spaziale nella provincia insulare di Hainan il 3 maggio ed è discesa nell'immenso bacino del Polo Sud-Aitken della Luna quasi esattamente un mese dopo. Ha utilizzato un trivella e un braccio robotico per raccogliere campioni, ha scattato alcune foto della superficie e ha piantato una bandiera cinese fatta di basalto nel terreno grigio.

Assange patteggia con gli Usa, tornerà in Australia

AGI - Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, ha patteggiato con gli Stati Uniti, ammettendo di aver commesso un reato legato alla rivelazione di documenti riservati americani. L'accordo è stato chiuso con il Dipartimento di Giustizia e gli permetterà di evitare la prigione in Usa e di andare in Australia, suo Paese di origine.
Nell'accordo, i procuratori chiederanno una condanna a 62 mesi, l'equivalente del tempo passato da Assange in un carcere di massima sicurezza a Londra, mentre cercava di contrastare la richiesta di estradizione da parte degli Stati Uniti.

 

In questo modo la pena viene considerata estinta. Se fosse stato dichiarato colpevole per tutti e 18 i capi d'accusa che gli erano stati contestati nell'incriminazione del 2019, Assange avrebbe rischiato fino a 175 anni di carcere. Per il via libera finale all'accordo servirà l'approvazione di un giudice federale. 

Cresce l’attesa per Italia-Croazia. Spalletti sceglie Darmian, Retegui e Raspadori

AGI - Più di una sorpresa nella formazione titolare scelta da Luciano Spalletti nell'ultimo match delll'Italia nel girone B di Euro 2024. La sfida con la Croazia, decisiva per il passaggio agli ottavi di finale, vedrà un cambio di modulo con il passaggio della difesa a tre. Gli esclusi sono Frattesi, Chiesa e Scamacca. I promossi sono Darmian, Raspadori e Retegui. Gli azzurri si presentano quindi con l'intoccabile Donnarumma trai pali, la difesa composta da Darmian, Bastoni e Calafiori, il centrocampo con gli esterni a tutta fascia, Di Lorenzo e Dimarco, e i centrali Jorginho, Barella e Pellegrini. Retegui punta centrale con Raspadori che agirà alle sue spalle. Spalletti, con il nuovo aspetto, mira a ritrovare l'equilibrio perso: "I ragazzi stanno tutti abbastanza bene, con la Spagna non siamo stati capaci di fare quello che avevamo previsto, ci sono stati comportamenti che non voglio rivedere ma abbiamo le carte in regola per fare una partita equilibrata"

 

 

La Croazia sceglie invece di puntare tutto sui suoi migliori palleggiatori: in mezzo al campo, contemporaneamente, Modric, Brozovic e Kovacic. Uno schema che ricalca quello scelto dalla Spagna e che ha messo in grande difficoltà gli azzurri. Queste le scelte complete di Dalic per il match di Lipsia: Livakovic; Stanisic, Sutalo, Pongracic, Gvardiol; Modric, Brozovic, Kovacic; Sucic, Kramaric, Mario Pasalic. Il grande assente, in questo caso, è Perisic.

 

 

In contemporanea si gioca Spagna-Albania con le furie rosse che si presentano in campo con 10 nuovi giocatori su 11 rispetto alla partita vinta contro l'Italia. De La Fuente schiera: Raya; Navas, Vivian, Laporte, Grimaldo; Merino, Zubimendi; Ferran, Olmo, Oyarzabal; Joselu. La risposta di Silvinho: Strakosha; Balliu, Djimsiti, Ajeti, Mitaj; Ramadani, Asllani, Laci; Bajrami, Asani, Manaj. 

 

I dubbi di Macron pesano sul futuro della Nato

 AGI - Che Francia sarà per la Nato dopo le prossime legislative? Non è una questione secondaria, viste le critiche aspre mosse da Emmanuel Macron all'Alleanza e l'impegno proclamato dal candidato premier del Rassemblement national a non mettere in discussione gli impegni internazionali - "c'è in gioco la nostra credibilità nei confronti degli alleati", ha detto - in caso di elezione a palazzo Matignon. Il rapporto tra Macron e la Nato non è mai stato idilliaco e ha toccato il punto probabilmente più basso nel 2019, quando il presidente francese denunciò lo stato di "morte cerebrale" dell'Organizzazione. 

 

Ma, più di recente, c'è stato il dossier asiatico, con il 'no' dell'Eliseo all'apertura di un ufficio di collegamento in Giappone che avrebbe costituito la prima presenza di rilievo dell'Alleanza in una regione ad alta tensione. Il presidente francese ha più volte chiarito di preferire una difesa europea autonoma all'ombrello della Nato. Un messaggio rivolto soprattutto alla Germania, ma che, dopo le europee e in vista delle legislative, coinvolge tutti i partner europei chiamati a prendere decisioni non facili e a lungo rimandate in tema di sicurezza e difesa.

 

Nel suo ampio discorso alla Sorbona del 25 aprile Macron ha invocato "un'Europa potente, che si fa rispettare, che garantisce la propria sicurezza, che abbia confini e li protegga" e ha anche dettagliato le peculiarità del "pilastro europeo all'interno della Nato", forte di un "concetto strategico" e di "rilevanti capacità di difesa antimissile e di colpire dalla lunga distanza". Parole appena più sobrie di quelle pronunciate nell'ormai celebre intervista all'Economist in cui parlò di "morte cerebrale della Nato".

 

In quell'occasione diede voce a tutto il proprio pessimismo sul futuro dell'organizzazione transatlantica. Dobbiamo "chiarire quali sono gli scopi strategici" dell'Alleanza, disse, denunciando la "mancanza di coordinamento" tra i membri. Al vertice Nato in Lettonia, quattro anni più tardi, si sarebbe opposto all'idea dell'apertura di un ufficio in Giappone insistendo che una simile espansione geografica avrebbe finito per spostare il mandato dell'Alleanza troppo lontano dal suo focus originario sul Nord Atlantico. 

L’ultima fake news di Donald Trump

AGI - L'ultima gaffe, ma sarebbe più opportuno definirla una fake news, di Donald Trump riguarda uno dei padri fondatori americani: George Washington. Durante un intervento alla Faith and Freedom Coalition, un gruppo conservatore cristiano, il tycoon ha criticato le proposte di cambiare i nomi delle scuole, delle scuole e di altri posti intitolati a schiavisti e leader confederati. Sotto la presidenza di Joe Biden l'esercito ha cambiato il nome a nove strutture che lo prendevano da generali sudisti e schiavisti. A un certo punto Trump ha commentato: "E allora i licei intitolati a George Washington? Dicono 'vogliamo che il nome venga rimosso'. Non sanno neanche perché. Pensavano che avesse schiavi, in realtà penso che probabilmente non ce li aveva". In realtà Washington aveva schiavi, come documentato dagli storici. Quando morì nel 1799 il primo presidente degli Stati Uniti aveva 317 schiavi a Mount Vernon, la sua casa e piantagione in Virginia.

 

"George Washington - ha confermato Alexis Coe, storico e studioso del presidente per il think tank New America - aveva schiavi, lo sappiamo con certezza". "Negarlo - ha aggiunto - è qualcosa di riprovevole, è pericoloso per il nostro Paese che un candidato presidenziale non conosca la storia degli Stati Uniti". Il sito web di Mount Vernon dice che il numero degli schiavi nella proprietà di uno dei Padri fondatori d'America "crebbe in modo stabile" tra il 1754 e il 1799. Washington aveva ereditato dal padre i primi schiavi quando aveva undici anni.  

 

 

Da giovane, ricorda il sito web su Mount Vernon, "acquistò decine di schiavi da vendite pubbliche e private", e ne prese altri provenienti dalle proprietà di parenti e amici. Quando sposò Martha, Washington prese il controllo di un "grande numero" di schiavi che facevano parte della proprietà del primo marito della donna. Washington, in forma privata, manifestò qualche disagio davanti all'idea di avere schiavi, e durante gli ultimi decenni della sua esistenza aveva abbracciato l'idea di abolire la schiavitù per legge. Ma poco prima di morire, decise di liberare solo una persona, e decretò che gli altri schiavi sarebbero stati liberati soltanto dopo la morte della moglie. Martha finì per firmare un atto di liberazione degli schiavi un anno dopo la morte dell'ex presidente, ma tenne per sé quelli che aveva ereditato personalmente.

 

Nel corso del suo intervento, Trump ha fatto altre affermazioni false, che i media americani hanno sottolineato, ad esempio che "quasi tutti i Democratici" volevano che venisse abolito il diritto costituzionale all'aborto, mentre in realtà i progressisti si erano schierati compatti per la conferma. Il tycoon ha anche dichiarato che gli Stati Uniti hanno un'inflazione record, nonostante il 3,3 per cento registrato a maggio non sia neanche vicino a quello stabilito nel 1920, quando i prezzi al consumo erano saliti del 23,7 per cento. Ma neanche vicino al 9,1 del giugno 2022, considerato il dato record in quarant'anni. ù

 

 

 

 

 

 

Parigi 2024, cresce il contingente dell’Italia. Già qualificati 361 atleti

AGI - L'Italia Team in vista delle Olimpiadi di Parigi cresce giorno dopo giorno e il contingente è salito a 361 atleti qualificati (190 uomini e 171 donne) in 34 discipline. Nella capitale francese ci sarà la prima storica partecipazione olimpica di un'atleta italiana nella break dance, sport che debutterà presso 'La Concorde Stadium'. A centrare il pass è stata Antilai Sandrini in occasione della seconda ed ultima prova dell'Olympic Qualifier Series svoltasi a Budapest. 'B-Girl Anti', il suo nome d'arte, è anche campionessa di wushu, arte marziale cinese che le permette di rendere ancora più originali i suoi passi. Antilai, due anni fa argento europeo, è nata a Livorno ma è cresciuta ad Aviano.

 

Sempre nella capitale ungherese, l'Italia ha centrato altri due pass nella specialità del park dello skateboarding. Merito di Alex Sorgente e Alessandro Mazzara. Il primo a Parigi farà il suo debutto olimpico, il secondo aveva preso parte a Tokyo 2020 dove concluse dodicesimo. Nell'arrampicata sportiva, pass a cinque cerchi nella combinata per Camilla Moroni e Laura Rogora ma anche per Beatrice Colli nello speed. Si era già qualificato sempre nello speed, Matteo Zurloni, campione del mondo lo scorso anno. Grande attesa per il basket maschile - nell'amichevole di ieri a Trento ha vinto 79-68 sulla Georgia - che ai primi di luglio sarà impegnato a San Juan de Porto Rico per il torneo di qualificazione. Nel nuoto il 'Trofeo Settecolli' e gli Europei di Belgrado erano le ultime possibilità per ottenere il minimo richiesto mentre per l'atletica leggera ci sarà ancora la possibilità di ottenere la prestazione fino a domenica 30.

 

Ad oggi l'Italia sarà presente con almeno un atleta nel tiro a volo (7 carte olimpiche e 1 pass individuale), ginnastica ritmica (7 carte), tiro a segno (7 pass), pentathlon moderno (4 pass), tuffi (8 carte), pugilato (8 pass), tiro con l'arco (4 carte), surf (1 pass), nuoto (17 pass e 25 carte), arrampicata sportiva (4 pass), vela (12 pass), atletica leggera (22 pass e 15 carte), canoa (3 pass nella velocità; 3 pass nello slalom), canottaggio (37 pass), sport equestri (5 carte), ginnastica artistica (10 carte), ciclismo (7 carte su strada; 12 carte su pista; 4 carte nella mountain bike, 1 carta nel Bmx racing), scherma (12 pass femminili e 12 pass maschili), taekwondo (3 pass), nuoto di fondo (1 pass e 3 carte); nuoto artistico (9 pass), pallanuoto (13 carte Settebello, 13 carte Setterosa), judo (11 pass), triathlon (5 pass), pesi (3 pass), beach volley (6 pass), lotta (1 carta), badminton (1 pass), pallavolo (13 carte squadra maschile; 13 carte squadra femminile), tennis (10 pass), golf (2 pass), tennistavolo (2 pass), breaking (1 pass) e skateboarding (2 pass). 

Come Bardella vuole cambiare la Francia

AGI - Jordan Bardella, candidato premier del Rassemblement national nelle legislative francesi si e' presentato come l'unica alternativa al caos della sinistra e ha detto che l'alleanza di destra è "l'unica credibile" con un programma "responsabile" e "rispettabile". In una conferenza stampa convocata per esporre nei dettagli il suo programma, Bardella ha sostenuto fin dalle prime battute che il blocco centrista-liberale del presidente francese Emmanuel Macron "non ha alcuna possibilità di vincere" le elezioni del 30 giugno e 7 luglio, quindi che tutto si riduce al confronto tra il suo campo e il Nuovo Fronte Popolare. "L'alternativa è tra noi e Jean-Luc Melenchon", ha affermato riferendosi al leader de La France Insumise (LFI), figura estremamente controversa anche a sinistra, che infastidisce gli altri tre gruppi del Fronte Popolare: socialisti, ambientalisti e comunisti, e che è diventato lo spauracchio utilizzato dai suoi rivali.

 

 

 

 

Bardella ha insistito sul fatto che "votare per LFI significa votare per il FMI" (Fondo monetario internazionale) e che in questo modo la Francia diventerebbe un "Venezuela senza petrolio". Tutti i sondaggi prevedono una netta vittoria del Rassemblement national e dei suoi alleati, che potrebbero ottenere fino al 35% dei voti al primo turno e tra 250 e 280 seggi alla fine del secondo, vicini alla maggioranza assoluta di 289 ma senza raggiungerla. Dopo aver avvertito che non governerà senza la maggioranza assoluta dell'Assemblea nazionale perché non potrebbe attuare il suo programma, Bardella non ha chiuso del tutto la porta alla possibilità di diventare primo ministro con 280 deputati. In ogni caso, ha precisato che se dovrà convivere come primo ministro con Macron - il cui mandato di presidente terminerà solo nel maggio 2027 - sarà "rispettoso" del suo ruolo di capo dello Stato ma "intransigente con le politiche per la quale cui saremo eletti".

 

 

Che cosa vuole fare Bardella

Riguardo al suo programma, si è rifiutato di dettagliare i costi dei punti principali, al di là di quella che sembra essere la grande misura d'urgenza a favore del potere d'acquisto: la riduzione dell'aliquota Iva dal 20% al 5,5% su carburanti, gas ed energia. Ha sottolineato che il costo per i conti pubblici nella restante parte del 2024 sarà di 7 miliardi di euro (12 miliardi in un anno intero) e che sarà bilanciato con diversi risparmi, come il taglio del contributo al bilancio europeo (2 miliardi) o l'eliminazione delle esenzioni fiscali e delle "spese che favoriscono l'immigrazione legale e clandestina". La sicurezza e la lotta all'immigrazione, insieme al potere d'acquisto, sono i tre assi principali del programma del Rassemblement national e in questi ambiti è lungo l'elenco delle azioni che intende attuare se arriverà al Governo. Tra queste figurano il ripristino dei minimi di pena per alcuni reati, la revoca dell'aiuto sociale ai genitori di minorenni delinquenti, l'espulsione degli stranieri criminali (che richiede l'autorizzazione dei Paesi di origine) o il ripristino del reato di soggiorno irregolare per i privi di documenti. Anche la soppressione dello ius soli, che consente l'accesso automatico alla nazionalità francese per i figli di stranieri nati in Francia.

 

 

Nel campo dell'edilizia abitativa, l'estrema destra promette di eliminare alcune norme ambientali che considera "eccessive" e alle quali attribuisce la scarsità dell'offerta, impedendo la messa sul mercato di appartamenti o case che non soddisfano le condizioni minime in termini di isolamento termico. Allo stesso tempo, per l'agricoltura, Bardella ha avvertito che porrà fine "all'assurdità normativa europea", che dovrebbe tradursi in norme ambientali meno rigide e semplificazione amministrativa. Sarà vietata l'importazione in Francia dei prodotti che non rispettano gli standard richiesti agli agricoltori francesi e che l'obiettivo è che l'80% del cibo nelle mense scolastiche sia francese.  

 

 

 

Corte conti Ue, c’è ancora molto da fare contro la crisi del gas

AGI - Se l'Ue vuole essere pienamente preparata ad affrontare una nuova crisi del gas vi è ancora molto da fare. È l'avvertimento che si legge in nuova relazione della Corte dei conti europea. Nonostante le misure di emergenza adottate in risposta all'uso delle forniture di gas come arma da parte della Russia, i benefici apportati da tali azioni dell'Ue non sono sempre chiari. La Corte dei conti europea evidenzia le nuove sfide che l'Ue deve affrontare se vuole garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas a lungo termine, come la maggiore dipendenza dal gas naturale liquefatto (Gnl) e la necessità di decarbonizzare parte del proprio consumo di gas.

 

Il rapido abbandono delle importazioni di gas dalla Russa, che nel 2021 rappresentavano il 45% di tutte le importazioni di gas dell'Ue, ha creato una crisi dell'offerta, che a sua volta ha scatenato una crisi di accessibilità economica. Nell'agosto del 2022 i prezzi all'ingrosso del gas hanno raggiunto un picco di 339 euro per megawattora (rispetto ai 51 euro/MWh dell'agosto 2021). I Paesi dell'UE hanno iniziato a sovvenzionare i prezzi del gas e dell'energia elettrica (circa 390 miliardi di euro per il solo 2022) per ridurre l'impatto sulle famiglie e sulle imprese. Alla fine del 2023 l'Ue era riuscita a diversificare le proprie fonti di approvvigionamento di gas abbandonando quello russo mentre i prezzi si erano stabilizzati, raggiungendo i livelli pre-crisi agli inizi del 2024.

 

"La crisi scatenata dall'aggressione russa nei confronti dell'Ucraina nel 2022 ha messo alla prova la resilienza dell'Ue a un improvviso cambiamento dell'approvvigionamento di gas. Nonostante l'impennata dei prezzi e i significativi costi per le famiglie e per le imprese che ciò ha comportato, non abbiamo fortunatamente sperimentato una grave penuria di gas" ha affermato Joao Leao, il membro della Corte responsabile dell'audit. "Dato che l'Ue dipende dal gas estero, non può mai adagiarsi sugli allori quando si tratta di sicurezza dell'approvvigionamento. E i consumatori non hanno alcuna garanzia in merito alla sua accessibilità economica, in caso di una futura grave penuria", afferma ancora. 

 

Durante la crisi, l'Ue ha raggiunto l'obiettivo di ridurre la domanda di gas del 15%, ma gli auditor della Corte non sono stati in grado di stabilire se ciò fosse dovuto alle sole misure adottate o anche a fattori esterni (ad esempio, gli alti prezzi del gas e un inverno mite). Analogamente, l'obbligo di riempimento degli impianti di stoccaggio del gas in tutta l'Ue è stato rispettato e l'obiettivo del 90% è stato addirittura superato. Praticamente però si tratta dei normali livelli di riempimento prima della crisi. Inoltre, è impossibile valutare l'efficacia del tetto al prezzo del gas dato che i prezzi si sono mantenuti bassi dopo che è stato introdotto.

 

Tra le altre misure adottate, c'è stato il lancio della piattaforma AggregateEU per fornire un canale alternativo per gli scambi di gas, anche attraverso acquisti congiunti. Anche in questo caso, non è stato possibile stabilire se la piattaforma abbia fornito un valore aggiunto rispetto alle piattaforme esistenti dato che le differenze di prezzo tra gli Stati membri dell'UE indotte dalla crisi si erano già fortemente ridotte quando AggregateEU è entrata in attività.
Guardando al futuro, la Corte conclude che l'Ue deve consolidare il quadro per l'accessibilità economica del gas. Avverte inoltre che molti Stati membri sono ancora riluttanti a firmare accordi bilaterali di solidarietà. Alcuni paesi dell'UE taglierebbero persino le forniture di gas a un paese vicino in caso di emergenza.

 

Infine, la Corte sottolinea gli insufficienti progressi in materia di cattura, stoccaggio e utilizzo del carbonio (Ccus), che potrebbero rappresentare anch'essi una sfida per la sicurezza dell'approvvigionamento a lungo termine. Alla luce degli obiettivi climatici (in particolare, zero emissioni nette entro il 2050), la necessità di ridurre le emissioni di carbonio derivanti dal consumo di gas costituirà un elemento sempre piu' importante del panorama della sicurezza dell'approvvigionamento dell'Ue. A oggi, vi sono quattro progetti commerciali Ccus operativi nell'Ue in grado di catturare fino a 1,5 milioni di tonnellate di CO2 all'anno. Tuttavia, è una goccia nell'oceano rispetto ai 450 milioni di tonnellate di CO2 che sarà necessario catturare ogni anno attraverso il Ccus per conseguire gli obiettivi climatici dell'UE entro il 2050. 

Sudcorea: rogo in una fabbrica di batterie, 22 morti

AGI - È di 22 morti il bilancio di un incendio in una fabbrica di batterie al litio in Corea del Sud. Tra le vittime si contano 18 operai cinesi, hanno riferito i vigili del fuoco, aggiungendo che una persona è dispersa.

 

"Tra le vittime ci sono venti stranieri, di cui 18 cinesi, uno proveniente dal Laos e una persona di nazionalità sconosciuta", hanno detto alla stampa i pompieri.
Più di cento persone stavano lavorando nella fabbrica quando si è sentita una serie di esplosioni nella parte di stabilimento dove le batterie al litio vengono ispezionate e confezionate. Dopo essere riusciti a domare il gigantesco incendio, i vigili del fuoco sono entrati nell'edificio carbonizzato per estrarre i corpi.
I vigili del fuoco stanno cercando di raffreddare le strutture per evitare che l'incendio si propaghi ad altre fabbriche vicine. L'incendio è avvenuto a Hwaseong, a sud della capitale Seul, in una fabbrica dell'azienda sudcoreana Aricell. 

Rubano cane e lo uccidono a coltellate

AGI - Un cane è stato ucciso a coltellate e gettato in un fosso nei pressi della stazione Ponte Galeria, a Roma. Sul posto i carabinieri che hanno identificato i due responsabili: si tratta di due senza fissa dimora italiani che sono stati denunciati. Il cane era di proprietà di un cittadino romeno che ha dato l'allarme. I due lo avrebbero ucciso senza motivo. La carcassa è stata recuperata dai carabinieri di Ponte Galeria e affidata al servizio veterinario.

Oipa chiede pene più severe

L'Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) presenterà nelle prossime ore denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per uccisione di animali (articolo 544 bis del Codice penale) "nei confronti di coloro che hanno brutalmente ucciso Giorgio, il cane di un clochard, a Ponte Galeria nella zona ovest della Capitale. I responsabili, individuati attraverso le telecamere installate sul posto, sono già stati denunciati dai Carabinieri intervenuti a seguito dell'allarme dato dal suo detentore che non riusciva a trovarlo. Il suo corpo giaceva in un fosso accanto alla stazione di Ponte Galeria, dove il senza fissa dimora stazionava soprattutto di notte. Giorgio era molto amato da coloro che lo conoscevano e che aiutavano il suo amico umano a curarlo e a sostentarlo. Ora la comunità è sconvolta, così come lo siamo noi per l'ennesimo atroce gesto di chi infierisce su chi non può difendersi. Per questo motivo depositeremo in Procura anche la nostra denuncia".

 

Oipa sottolinea che "Gli autori di questa crudeltà rischiano fino a 24 mesi di reclusione, senza calcolare le eventuali aggravanti o il concorso con altri reati". "Troppo poco aspettiamo un inasprimento delle pene per i reati contro gli animali, come promesso da diverse parti politiche", commenta il presidente dell'Oipa, Massimo Comparotto. "Soggetti che incrudeliscono contro gli animali sono soggetti pericolosi che possono tranquillamente passare dall'animale all'uomo. L'ordinamento dovrebbe considerare anche questo". L'Oipa "da sempre auspica un inasprimento delle pene per i reati di cui sono vittime gli animali. Soggetti violenti e pericolosi nei confronti degli animali vanno puniti aspramente: gli animali sono esseri senzienti, ora anche tutelati dalla Costituzione all'articolo 9". 

Niente bandiera arcobaleno e niente acronimo LGTBI+: il manifesto del Madrid Pride scatena le proteste 

AGI - Nessun riferimento all'acronimo LGTBI e nessuna bandiera arcobaleno. È così che il Comune di Madrid, governato dal Partido Popular, ha disegnato i manifesti dell'LGTBI Pride 2024 di quest'anno, che saranno affissi nelle prossime settimane sui lampioni e sulle pensiline degli autobus della capitale. Una proposta che non è piaciuta alle associazioni e ha scatenato polemiche sui social network per l'uso di elementi che stereotipano il gruppo, come tacchi, preservativi e bevande.

 

"Sembra che il Comune di Madrid sia ancora infastidito dai colori della diversità", ha scritto la presidente della Federación Estatal LGTBI+, Uge Sangil protestando contro l'uso di "tacchi, preservativi, tazze e coriandoli" come simboli che rappresentano il collettivo".

 

Anche il ministro dell'Uguaglianza, Ana Redondo, si è unita alle proteste contro il manifesto scelto sullo stesso social network. Redondo ha sottolineato che "il Pride non è solo una festa di coriandoli, tacchi e preservativi", ma "è la rivendicazione pacifica e rispettosa dei diritti delle persone LGTBI" e ha accusato il Partito Popolare di "invisibilizzare e denigrare" il movimento.

Due persone travolte e uccise da un treno nel Bresciano

AGI - Un uomo e una donna sono stati travolti e uccisi da un treno a San Zeno Naviglio in provincia di Brescia. Lo comunica Areu Lombardia. Secondo quanto comunicato dall'Agenzia Regionale Emergenza Urgenza, l'investimento è avvenuto nel tratto dei binari tra via Belleguardello e la stazione di San Zeno. Non sono ancora note età e generalità dell'uomo e della donna. Indaga la Polizia.

In Lombardia l’IA entra nelle scuole

AGI - La Regione Lombardia annuncia  la creazione di un board di esperti dedicato all'integrazione dell'intelligenza artificiale (AI) nelle scuole. Questo gruppo di lavoro ha l'obiettivo di sviluppare linee guida innovative per l'insegnamento dell'AI, promuovendo un'educazione etica, inclusiva e orientata al futuro. In un momento storico in cui 'l'AI act' ha per ora scritto tanti ammonimenti, Regione Lombardia sviluppa linee guida per sostenere il potenziale di questi strumenti, cavalcando tutta la sua efficacia.

 

 "Un progetto importante - ha spiegato l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi - soprattutto al passo con i tempi che stiamo vivendo, con un cambiamento senza precedenti nella società, dettato dall'innovazione tecnologica e anche dall'intelligenza artificiale. Oggi più del 65% dei ragazzi già utilizzano l'AI nella loro quotidianità, spesso anche senza saperlo, e si servono dell'intelligenza artificiale per fare i compiti, per sviluppare saggi e preparare le lezioni".


Gli obiettivi del board di esperti, coordinato da Lorenzo Maternini, membro della Commissione intelligenza artificiale della presidenza del Consiglio, sono molto ambiziosi. Si impegna a realizzare linee guida che prendano in considerazione i potenziali rischi nell'uso dell'AI, seguendo un approccio ispirato all'AI Act. L'obiettivo è promuovere un utilizzo etico dell'intelligenza artificiale, rispettoso dei diritti umani e delle libertà individuali. Inoltre saranno sviluppate strategie per spiegare come prevenire il plagio e la produzione di contenuti falsi, garantendo l'integrità del percorso educativo. È fondamentale educare gli studenti all'etica e all'uso responsabile dell'AI, con linee guida chiare e un monitoraggio attento.


L'AI sarà insegnata nelle scuole per garantire pari opportunità a tutti gli studenti, sostenendo un'educazione di qualità, equa e inclusiva, in linea con l'Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 delle Nazioni Unite. Sarà poi promosso l'uso di strumenti di AI per fornire un'educazione personalizzata, adattata ai bisogni educativi individuali degli studenti, migliorando l'efficacia dell'apprendimento. Grazie alle capacità trasversali dell'AI, verrà favorito un approccio educativo olistico e interdisciplinare, capace di affrontare argomenti sia in campo umanistico che scientifico.


Gli studenti impareranno a utilizzare strumenti di analisi dei dati, migliorando le loro capacità analitiche e interpretative, per essere preparati a gestire grandi quantità di informazioni. L'educazione sull'uso responsabile dell'AI sarà rivolta non solo agli studenti, ma anche a genitori e insegnanti, promuovendo un utilizzo appropriato della tecnologia e mitigando i rischi associati. Il board preparerà gli studenti al mondo del lavoro, fornendo competenze fondamentali sull'uso dell'AI, rendendoli pronti per un'epoca sempre più dominata dalla tecnologia.

Il Papa ha nominato l’ex braccio destro di Ratzinger, Ganswein nunzio in Lituania, Estonia e Lettonia

AGI - Il Papa ha nominato l'ex braccio destro di Ratzinger, Ganswein nunzio in Lituania, Estonia e Lettonia. L'annuncio sembra chiudere una fase complicata nei rapporti tra il Pontefice e l'ex segretario di Benedetto XVI, culminata - immediatamente dopo la scomparsa di Ratzinger - nella pubblicazione da parte di Ganswein di un libro fortemente critico nei confronti di Bergoglio.

 

Con Benedetto XVI Gaenswein, suo braccio destro, era arrivato a ottenere la carica di Prefetto della Casa pontificia, un ruolo importante nella Curia, l'uomo che sta sempre accanto al Papa e accoglie le personalità che vengono ricevute nel Palazzo apostolico. Dopo la rinuncia di Ratzinger, Francesco lo aveva mantenuto nella carica e Ganswein viveva accanto a Ratzinger nel monastero vaticano Mater Ecclesiae: un doppio ruolo che avrebbe dovuto rappresentare una sorta di raccordo tra due papi in una fase sconosciuta anche alla storia millenaria della Chiesa. Le cose non ebbero lo sviluppo sperato, anche a causa dei tentativi ricorrenti della fronda tradizionalista di mettere Benedetto contro Francesco.

 

La rottura si consuma quando esce un libro critico nei confronti di Bergoglio a firma del cardinale Sarah. Con la prefazione di Benedetto.
La prefazione viene immediatamente ritirata, Benedetto si tira fuori ma Bergoglio fa sapere a Gaenswein che continuerà a essere il prefetto della casa pontificia, ma senza esercitare il ruolo. In altre parole: pensionato.

 

La decisione non viene certo apprezzata dal diretto interessato. Quando Benedetto XVI muore, e a Roma si riversano folle di fedeli ben maggiori di quanto non ci si attendesse, l'ex segretario di Ratzinger non attende nemmeno che si spenga la eco della celebrazione dei funerali per far uscire un altro libro, questa volta scritto da lui: "Nient'altro che la verità". Tra le altre cose Ganswein riferiva che il giro di vite bergogliano sulla messa in latino aveva "spezzato il cuore" al suo predecessore.
Francesco non gradì affatto nemmeno questa volta. A Ganswein fu indicata la strada della natia Friburgo, senza incarico e senza veste ufficiale, e di ritorno dal Sud Sudan Bergoglio ebbe cura di dire: "Alcune storie che si dicono, che Benedetto era amareggiato per questo o quell'altro che ha fatto il nuovo Papa, sono "storie cinesi"".

 

Vale a dire: bufale. Di più: "credo che la morte di Benedetto sia stata strumentalizzata da gente che vuole portare acqua al proprio mulino. E la gente che, in un modo o in un altro, strumentalizza una persona così brava, così di Dio, quasi direi un santo padre della Chiesa, quella gente non ha etica, e' gente di partito, non di Chiesa".
Più tardi, a significare che le ferite on erano rimarginate, ecco sempre Bergoglio che dice: "Mi ha addolorato il fatto che abbiano usato Benedetto contro di me. Il libro di don Gaenswain e' stato pubblicato il giorno della sua sepoltura, e mi e' sembrato una mancanza di nobiltà e umanità". In una storia in cui la carta stampata e' centrale, anche questa affermazione e' contenuta in un libro scritto con il giornalista spagnolo Javier Martinez-Brocal, "El sucesor".


I primi segnali distensivi risalgono allo scorso aprile, quando inizia a circolare l'idea di un incarico all'estero. All'inizio si indica il Costarica, poi qualcosa nei paesi baltici. Oggi la conferma: incarico non privo di responsabilità, che comporta il saper leggere l'evoluzione politica ai confini del mondo europeo, verso la Russia. Di questi tempi, non e' cosa da poco. E la fase dello scontro, finalmente, potrebbe chiudersi.

 

 

Vestiti, occhiali, borse e cellulari. Ecco cosa perdono gli italiani in vacanza

AGI - C'è chi dopo una vacanza ama portare a casa un souvenir. E c'è chi (la stragrande maggioranza) trova facilmente spazio in valigia per questi nuovi acquisti perché regolarmente dimentica qualcosa nei luoghi di villeggiatura. Si tratta soprattutto di vestiti, caricabatterie, cuffie, giocattoli, occhiali, borse e zaini.

Ma non solo: due famiglie su dieci perdono addirittura un figlio (fortunatamente solo per pochi minuti).

Un recente studio del motore di ricerca jetcost.it condotto su 2.000 persone di età superiore ai 18 anni, ci svela quanto gli italiani siano bravi in vacanza a "staccare la spina" e dimenticare obblighi e doveri (fin troppo!).

Inizialmente è stato chiesto a tutti gli intervistati se fossero stati in vacanza almeno una volta nell'ultimo biennio. Poi è stato chiesto loro se avessero mai "perso" o dimenticato qualcosa durante le vacanze e il 73% ha risposto di sì. A coloro che hanno risposto in modo affermativo è stato poi domandato cosa avessero perso e le risposte più frequenti sono state le seguenti: 

1. Vestiti (72%)
2. Tecnologia (67%)
3. Giocattoli (60%)
4. Occhiali (52%)
5. Borse, zaini e portafogli (47%)
6. Libri (33%)
7. Chiavi (24%)?8. Gioielli (9%)?9. Orologi (7%)
10. Denaro (6%)

 

 

Per quanto riguarda gli indumenti vanno smarriti soprattutto cappelli, costumi da bagno e biancheria, seguiti poi dalla tecnologia (con caricabatterie, cuffie e dispositivi USB in testa). In terza poisizone compaiono poi gioielli, orecchini, ciondoli e anelli.

In merito al ritrovamento degli oggetti le speranze sono molto scarse: l'81% degli intervistati ammette di non averli recuperarli, o perché non sa dove li ha persi, o perché la struttura non li ha ritrovati, o perché non li ha mai reclamati. Va ricordato, infatti, che, sebbene gli hotel conservino gli oggetti smarriti per un certo periodo di tempo, di solito non contattano gli ospiti per avvisarli e sono loro a dover contattare la struttura per reclamarli e fare in modo eventualmente di recuperarli.

 

 

C'è anche una curiosità: Jetcost.it ha chiesto a tutti gli intervistati con figli se ne avessero mai "perso" qualcuno mentre erano in vacanza, anche se per un breve periodo di tempo; un genitore su cinque ha risposto di sì (22%). A coloro che hanno risposto affermativamente è stato domandato poi dove fosse successo e le risposte più frequenti sono state le seguenti: 

1. In spiaggia 
2. In piscina o nei dintorni
3. In un centro commerciale
4. In un parco a tema
5. Nell'hotel in cui eravamo in vacanza

A tutti i genitori che hanno risposto di aver smarrito uno dei loro figli è stato poi chiesto quanto tempo era passato fino al loro ritrovamento, e il tempo medio di “scomparsa” è stato stimato in cinque minuti

 

 

 

Vacanze sempre più care, oltre 600 euro a persona per una settimana

AGI - "Le vacanze estive sono già iniziate e i primi dati non sono certamente incoraggianti. Sarà colpa del tempo, delle temperature sotto la media stagionale, delle votazioni che si sono tenute recentemente o dei costi troppo elevati nei luoghi di villeggiatura ma pare che il turismo estivo sia partito molto a rilento. Si stima una flessione del 2% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso". Lo afferma Sandro Susini direttore del Centro Studi di Conflavoro.

 

"Eppure l'industria del turismo italiano prevede quasi 220 milioni di presenze tra giugno e agosto con un incremento di quasi il 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Oltre un terzo, il 39%, sono i turisti che arriveranno dall'estero a visitare la nostra bella penisola. Ma non è tutto oro ciò che luccica, infatti, a causa degli aumenti dei prezzi, ci saranno famiglie che, pur non rinunciando alle ferie, si troveranno costrette a ridurre il periodo di vacanza a non più di una settimana. Saranno 16 milioni - spiega il direttore del Centro Studi di Conflavoro - pari al 27% della popolazione, gli italiani che andranno in ferie per non più di 7 giorni, e 29 milioni, poco meno del 50%, quelli che godranno di vacanze superiori alla settimana. In diminuzione sono anche le persone che si potranno permettere il fuoriporta di fine settimana con un calo del 3%".


Susini stima che la spesa media pro capite per una settimana di ferie sia di 615 euro, con un incremento del 22% rispetto all'anno precedente. Intorno a 1.150 euro, invece, e' quella dei turisti provenienti dall'estero. Secondo il Centro Studi di Conflavoro, le famiglie che si recheranno in vacanza per non più di una settimana sono residenti nel Sud Italia per il 57%, al Centro per il 25% e al Nord per il 18%. 

 

 Anche per quanto riguarda la spesa media pro capite per una settimana di ferie si registra un notevole divario fra i vari cittadini italiani: quelli che abitano nel Nord Italia sono disposti a spendere fino a 740 euro, 630 euro quelli del Centro e solo 480 euro quelli del Sud. Se si prende in considerazione l'età anagrafica, le persone fino ai 30 anni hanno un budget settimanale di 450 euro, 800 euro per coloro che hanno un'età compresa fra 31 e 60 anni e 595 euro per gli over 61.

 

"Gli aumenti di prezzo sono dovuti principalmente al costo delle strutture ricettive, che annotano fino al 23% di incremento rispetto al 2023, ai servizi spiaggia (+11%) e ai trasporti (+26%). Una vacanza di 7 giorni - conclude Susini - costerà dal 20% fino al 25% in più rispetto all'estate scorsa. Anche le mete estere a causa degli aumenti del costo dei traghetti e dei voli non sono più convenienti e gli italiani, in controtendenza con il 2023, preferiscono rimanere in Italia riducendo del 4% i viaggi all'estero". 

Milano, ubriaco al volante investe e trascina una ragazza per 300 metri

AGI - Ha travolto due ragazze sulle strisce pedonali trascinandone una per circa 300 metri sotto l'auto. L'incidente stradale è avvenuto domenica sera intorno alle 22 in zona Bovisa a Milano. Il conducente della Ford Fiesta, un 21enne italiano, è stato bloccato dalla polizia di Stato in piazza Bausan all'altezza dei via Massani dei Capitani e salvato da un tentativo di linciaggio dei residenti. La ferita più grave di 24 anni è stata operata all'ospedale Niguarda dove è in terapia intensiva in coma farmacologico. L'altra ragazza invece ha riportato contusioni guaribili in 7 giorni. L'autista, risultato positivo all'alcol test, è stato denunciato a piede libero. 

 

Sono stai gli agenti di una volante del commissariato Comasina a notare l'auto che trascinava la ragazza. Dopo aver fatto immediatamente inversione a 'u' hanno bloccato il conducente. Per estrarre la 24enne sono intervenuti anche altri residenti che hanno alzato di peso la Ford Fiesta. La giovane, che perdeva molto sangue, è stata avvolta dai poliziotti in una coperta lanciata da una abitazione.

 

Nel frattempo è arrivata dall'incrocio dove era avvenuto l'investimento l'amica di 30 anni della ragazza. Le persone presenti, una volta capito quanto successo hanno cercato di aggredire il conducente che è stato messo nella pattuglia della polizia. Sul posto, oltre i soccorritori del 118, sono arrivati anche gli agenti della polizia locale che hanno proceduto ai rilievi e denunciato il 21enne. 

Pnrr: Meloni, Italia prima a richiedere pagamento sesta rata

AGI - "La Cabina di regia di oggi, che segue il positivo confronto tecnico con la Commissione europea che si è protratto per tutta la scorsa settimana, conferma l'eccellente lavoro portato avanti dal Governo, in sinergica collaborazione con le istituzioni preposte e con i soggetti attuatori, sull'attuazione del nuovo Piano italiano, che ha liberato risorse strategiche per alimentare la crescita economica strutturale dell'Italia, al primo posto in Europa per obiettivi raggiunti e avanzamento finanziario". Lo afferma la premier Giorgia Meloni al termine della cabina di regia sul Pnrr che si è svolta a Palazzo Chigi.


"I dati di questi giorni sul PIL e sull'incremento dell'occupazione, che vedono il Mezzogiorno crescere di mezzo punto in più rispetto alla media nazionale - prosegue la presidente - rappresentano un ulteriore stimolo a intensificare la pianificazione di politiche virtuose, finalizzate a colmare concretamente i divari territoriali di competitività e produttività della Nazione. Anche per la sesta rata come accaduto per la quinta l'Italia è il primo a livello europeo a presentare la sesta richiesta di pagamento". 

 

Quanto stabilito dalla Cabina di regia sul Pnrr, consentirà all'Italia di presentare formalmente alla Commissione europea la richiesta di pagamento della sesta rata, pari a 8,5 miliardi di euro, che si aggiungeranno alle risorse della quinta rata, attualmente in fase di verifica e rendicontazione finale.

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