Monthly Archives: Luglio 2024

La popolazione mondiale arriverà a 10,3 miliardi nel 2080

AGI - Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la popolazione mondiale raggiungerà il picco massimo a metà degli anni 2080, con circa 10,3 miliardi di persone, per poi scendere leggermente a un livello molto più basso di quanto previsto un decennio fa. L'attuale popolazione di 8,2 miliardi di persone salirà fino a quel massimo nei prossimi 60 anni, per poi scendere a 10,2 miliardi entro la fine del secolo, si legge in un rapporto intitolato "World Population Prospects 2024".

Secondo il rapporto, nel 2100 la popolazione mondiale sarà inferiore del 6%, ovvero 700 milioni di persone in meno, rispetto a quanto previsto nel giugno 2013. "Il panorama demografico si è evoluto notevolmente negli ultimi anni", ha dichiarato Li Junhua, sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari economici e sociali. Li Junhua ha affermato che l'inatteso picco demografico deriva da diversi fattori, tra cui la diminuzione dei livelli di fertilità in alcuni dei maggiori Paesi del mondo, in particolare in Cina.

Secondo l'esperto, questo picco inferiore arriverà anche prima di quanto calcolato in precedenza e questo è un segnale di speranza per il mondo che lotta contro il riscaldamento globale: un minor numero di esseri umani, che comporta un minor consumo aggregato, significherebbe una minore pressione sull'ambiente. 

 

"Tuttavia, una crescita demografica più lenta non eliminerà la necessità di ridurre l'impatto medio attribuibile alle attività di ogni singola persona", ha dichiarato il funzionario. Più di un quarto, ovvero il 28%, della popolazione mondiale vive oggi in uno dei 63 Paesi o aree in cui la popolazione ha già raggiunto il picco, tra cui Cina, Russia, Giappone e Germania, secondo il rapporto.

Quasi altri 50 Paesi dovrebbero unirsi a questo gruppo nei prossimi 30 anni, tra cui Brasile, Iran e Turchia. Ma la crescita della popolazione continuerà in più di 120 Paesi oltre il 2054. Tra questi, secondo l'ONU, figurano India, Indonesia, Nigeria, Pakistan e Stati Uniti. L'aumento dell'aspettativa di vita globale - interrotto dalla pandemia di Covid - è ripreso, con una media di 73,3 anni di longevità nel 2024. Nel 2054 la media sarà di 77,4 anni. Quindi la popolazione mondiale diventerà sempre più grigia. Secondo le previsioni dello studio, entro la fine del 2070 il numero di persone di 65 anni o più sarà di 2,2 miliardi, superando quello dei minori di 18 anni. 

 

Wimbledon, Alcaraz batte Medvedev e vola in finale

AGI - È Carlos Alcaraz il primo finalista del singolare maschile di Wimbledon, terza prova stagionale del Grande Slam, in scena sui campi in erba dell'All England Club. Lo spagnolo, campione in carica nel Major di Londra, numero 3 del mondo e del seeding, ha sconfitto nella prima semifinale il russo Daniil Medvedev, vincitore ai quarti contro Jannik Sinner, numero 5 del ranking Atp e quinta forza del tabellone, col punteggio di 6-7 (1) 6-3 6-4 6-4.

In finale lo spagnolo sfiderà il vincente dell'altra semifinale, al via fra poco, ovvero della sfida fra l'azzurro Lorenzo Musetti e il serbo Novak Djokovic. Per Alcaraz, quella in programma domenica, sarà la diciannovesima finale della carriera: finora ne ha vinte 14 e ne ha perse 4. A livello di Major l'iberico, 21enne, ha giocato tre atti conclusivi e li ha vinti tutti: nel 2022 agli Us Open, nel 2023 a Wimbledon e quest'anno al Roland Garros. 

Serena Mollicone, un omicidio senza colpevoli

AGI - Serena Mollicone, 18 anni, scompare nel nulla venerdì 1 giugno del 2001. La studentessa, residente ad Arce, esce di casa di buon mattino per recarsi presso l'ospedale di Sora e sottoporsi a una ortopanoramica. Nel pomeriggio ha appuntamento con il fidanzato Michele Fiorletti per andare dal dentista.

Serena saluta il padre Guglielmo, maestro e titolare di una cartoleria, ed esce di casa. Sarà l'ultima volta che l'uomo vede in vita la sua secondogenita. Serena effettua l'ortopanoramica ma poi di lei non si ha più traccia. Il padre e il fidanzato, insospettiti dal suo silenzio e dal fatto che non si sia né presentata all'appuntamento con il dentista e neanche abbia fatto ritorno a casa, decidono di recarsi intorno alle 20 presso la caserma dei carabinieri di Arce e sporgere denuncia.

Il corpo della giovane verrà rinvenuto tre giorni dopo tra i rovi e i rifiuti di una località frequentata da prostitute, lungo le sponde del fiume Liri, a distanza di 20 km da Arce. Serena ha le mani e i piedi legati con un filo di ferro e un sacchetto della spesa infilato sulla testa e sigillato con il nastro adesivo. L'autopsia accerterà che non ha subito violenza sessuale ma è stata picchiata ed è morta soffocata: qualcuno le ha fatto sbattere la testa contro una superficie liscia e poi l'ha lasciata morire di asfissia.

Se l'assassino o gli assassini l'avessero soccorsa la ragazza sarebbe certamente sopravvissuta. Inizia così uno dei gialli più intricati della cronaca italiana: nel 2003 viene arrestato con l'accusa di essere l'assassino Carmine Belli, carrozziere di Rocca d'Arce e ultima persona ad aver visto Serena in vita, la mattina della sua sparizione.

Belli, infatti, sabato 2 giugno 2001, dopo aver appreso della scomparsa della diciottenne si reca presso la caserma dei carabinieri di Arce e racconta al maresciallo Franco Mottola di aver visto Serena Mollicone il giorno prima, venerdì 1 giugno, litigare nei pressi del bar Lavalle (poco lontano dal punto in cui è stato ritrovato il corpo, ndr) con un ragazzo dai capelli biondi. "Serena piangeva e l'ho riconosciuta perché è la figlia del maestro Guglielmo" spiega Belli al militare.

La sua dichiarazione non è stata mai verbalizzata e quattro giorni dopo il carrozziere riceverà la visita dei carabinieri che passeranno al setaccio la sua carrozzeria. Nel processo di primo grado emerge l'estraneità di Belli dall'intera vicenda: il 6 luglio del 2004 il carrozziere viene assolto con formula piena dalla corte d'Assise del tribunale di Cassino. Sentenza poi confermata anche nei successivi gradi di giudizio.

L'assassino di Serena Mollicone sembra rimanere un punto interrogativo fino a quando l'11 aprile del 2008 si toglie la vita il brigadiere dei carabinieri Santino Tuzi. Il sottufficiale era stato chiamato in procura a Cassino come persona informata sui fatti. Il nuovo comandante della caserma di Arce, il maresciallo Gaetano Evangelista, raccogliendo le richieste di aiuto di Guglielmo Mollicone, padre mai rassegnato della povera Serena, aveva riaperto le indagini e scoperto importanti elementi che portavano tutti all'interno della caserma dei carabinieri.

Il 28 marzo del 2008 Tuzi viene convocato presso gli uffici giudiziari e clamorosamente dichiara di aver visto Serena Mollicone entrare nella caserma di Arce il 1 giugno del 2001 e di non averla mai più vista uscire. Una dichiarazione che fa da spartiacque a un'indagine giudiziaria considerata nebulosa e dà inizio un nuovo capitolo con l'iscrizione nel registro degli indagati dei tre componenti della famiglia Mottola: l'ex comandante della caserma di Arce, Franco, il figlio Marco e la moglie Annamaria.

Sotto processo finiscono anche il luogotenente Vincenzo Quatrale e l'appuntato Francesco Suprano. Nel processo di primo grado tutti e cinque gli imputati sono stati assolti: secondo la corte d'assise di Cassino, infatti, manca la prova regina. La procura di Cassino, nella persona del sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo, presenta ricorso in appello. Ma anche il processo di secondo grado, cominciato nove mesi fa, manda assolti i Mottola. 

Serena Mollicone non fu uccisa dai Mottola. L’Appello conferma l’assoluzione

AGI - La Corte d'Appello di Roma ha assolto la famiglia Mottola - confermando il verdetto emesso dai giudici del tribunale di Cassino in primo grado - nel processo sull'omicidio di Serena Mollicone, la giovane di Arce uccisa nel 2001.

Assolti dunque il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola (per lui erano stati chiesti 24 anni di reclusione), sua moglie Annamaria (per lei erano stati sollecitati 22 anni) e il loro figlio, Marco (per lui erano stati chiesti 22 anni).

Le condanne erano state sollecitate, nel corso della requisitoria, dal sostituto procuratore generale Francesco Piantoni e dal sostituto procuratore presso la Corte d'appello Deborah Landolfi.

Franco Mottola è "la persona che ha tenuto il comportamento più grave perché era il comandante della stazione dei carabinieri e avrebbe dovuto prendere per primo le iniziative per evitare che questa ragazza morisse", aveva affermato il sostituto procuratore Landolfi. "Per Marco e Annamaria Mottola chiediamo una pena un po' più alta del minimo edittale vista la gravità della situazione. Inoltre non hanno mai ammesso le loro responsabilità e non hanno mai collaborato", aveva aggiunto. I tre erano accusati di concorso in omicidio. 

Assolti anche i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale. Per entrambi, la procura generale, aveva chiesto l'assoluzione. La sentenza della Corte di Appello di Roma è stata accolta in un silenzio irreale. A Cassino tutti gli imputati erano stati assolti in primo grado.

La sorella di Serena: "Questa non è giustizia"

"Sono molto amareggiata, questa non è giustizia". Consuelo Mollicone, sorella di Serena Mollicone, ha così commentato uscendo dall'aula di corte d'Assise d'appello, l'assoluzione di tutti e cinque gli imputati. 

Sette mesi di festeggiamenti e migliaia di ospiti. Al via le nozze del figlio di Ambani, l’uomo più ricco dell’Asia

AGI - Il magnate indiano Mukesh Ambani, l'uomo più ricco dell'Asia, celebra questa settimana il matrimonio di suo figlio con festeggiamenti grandiosi, un'occasione per mostrare la sua immensa fortuna in un Paese che vive una crescita accelerata nonostante le disuguaglianze ancora evidenti.

Il figlio minore di Mukesh Ambani, Anant, e la sua futura moglie Radhika Merchant, entrambi 29enni, si conoscono fin dall'infanzia. La loro unione sarà celebrata durante una cerimonia indù di tre giorni, iniziata oggi a Mumbai con una processione: lo sposo è partito dalla sua residenza a bordo di una lussuosa auto rossa ricoperta di fiori bianchi, mentre gli ospiti danzavano tutti intorno.

Lo sfarzoso matrimonio sarà l'ultima tappa di una serie di grandiosi festeggiamenti durati sette mesi che la famiglia ha organizzato a partire da marzo e che ha fatto tappa anche in Italia. Tra gli ospiti internazionali presenti alla cerimonia sono previsti la star dei reality Kim Kardashian e gli ex premier britannici, Boris Johnson e Tony Blair. Scontata la presenza delle maggiori star di Bollywood.

 

Il precedente: il matrimonio della figlia nel 2018

Per l'uomo più ricco dell'Asia, non è il primo matrimonio da record: nel 2018, aveva organizzato le nozze più costose dell'India per sua figlia, con un concerto della pop star americana Beyoncè per la cifra totale di 100 milioni di dollari. I tre giorni di festeggiamenti di questa settimana promettono di essere ancora più sfarzosi.

 

Il corteo dello sposo, noto come 'baraat', è in viaggio verso il luogo delle nozze: il centro congressi Jio Centre, di proprietà della famiglia Ambani. Secondo quanto riportato dalla Bbc, gli sposi si scambieranno le tradizionali ghirlande alle 20 ora locale (le 16:30 in Italia). Il 'pheras', il principale rito nuziale in cui la coppia che cammina attorno al fuoco sacro sette volte, è previsto per le 21:30 ora locale 18 ora italiana.

Le strade principali di Mumbai rimarranno chiuse per diverse ore al giorno fino alla conclusione dei festeggiamenti, che stanno pero' provocando anche reazioni negative: gli abitanti della capitale economica dell'India si sono lamentati degli ingorghi stradali, mentre altri hanno messo in discussione l'ostentata ricchezza in celebrazioni che sono sembrate infinite. Oggi, intanto, la città è stata colpita da forti piogge e in alcune zone si sono verificati allagamenti.

La cerimonia nuziale, prevista domenica, è stata preceduta da numerose feste negli ultimi mesi, tra cui una crociera in Europa per 1.200 ospiti e concerti di star del calibro di Rihanna, Justin Bieber, Katy Perry e Andrea Bocelli.

 

Chi è Mukesh Ambani 

Mukesh Ambani, 67 anni, presidente di Reliance Industries, possiede un patrimonio di oltre 123 miliardi di dollari, che lo rende l'undicesima persona più ricca del mondo, secondo Forbes. Alleato chiave del primo ministro nazionalista Narendra Modi, Ambani ha ereditato una fiorente attività industriale nel settore del petrolio, del gas e dei prodotti petrolchimici; l'ha trasformata in un conglomerato diversificato che spazia dal petrolio alle telecomunicazioni fino alla distribuzione e a una squadra di cricket.

Anant Ambani è il più giovane dei suoi tre figli, tutti e tre nel consiglio di amministrazione di Reliance Industries. Il 29enne è coinvolto nelle attività energetiche di Reliance e fa parte del consiglio di amministrazione della Reliance Foundation. La fidanzata, Radhika Merchant, è la figlia di un magnate dell'industria farmaceutica.

 

Crescenti disuguaglianze in India

L'India continua a registrare una crescita tra le più rapide al mondo, ma nonostante i notevoli progressi il Paese più popoloso del mondo registra un tasso di disoccupazione significativo. Secondo il World Inequality Lab, a testimonianza della persistente elevata disuguaglianza nel Paese, l'1% degli 1,4 miliardi di abitanti a guadagna più di un quinto della ricchezza nazionale.

Per disinnescare le critiche, Ambani ha organizzato una festa per 50mila persone nella sua città natale di Jamnagar, nello Stato del Gujarat; ha anche finanziato il matrimonio di massa di 52 coppie svantaggiate vicino a Bombay, promettendo di organizzare "centinaia di altri matrimoni simili" in tutta l'India. 

Mosca contro la Nato. Summit “vergogna” che “aumenta le tensioni”

AGI - Il vertice della Nato a Washington e' stato un evento "vergognoso" che non ha fatto altro che "aumentare i rischi" per la situazione internazionale. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri di Mosca Serghei Ryabkov in un'intervista alla tv russa.

"Dopo aver visto il video e ascoltato l'audio del vertice di Washington, siamo giunti alla conclusione che, ovviamente, questo è un 'vertice della vergogna', un evento disastroso che non ha portato una goccia di buon senso all'agenda internazionale, ma non ha fatto altro che aggravare le tensioni e aumentare i rischi" per la situazione internazionale, ha aggiunto il viceministro commentando i risultati del summit dell'Alleanza atlantica.

 

 

 

Prima notte in cella per Bozzoli, sotto shock e sorvegliato a vista 

AGI - Giacomo Bozzoli è sorvegliato a vista nella casa circondariale bresciana di Canton Mombello per il rischio di atti autolesionistici. Lo riferiscono fonti penitenziarie. Dopo la prima notte trascorsa in carcere seguita alla cattura di ieri nel tardo pomeriggio, Bozzoli, descritto in uno stato di forte prostrazione, ha completato stamane l'iter burocratico destinato ai nuovi entrati.

 

L'arresto è arrivato dopo undici giorni di latitanza, di cui alcuni con la moglie e il figlio, cominciati dopo la condanna all'ergastolo pronunciata dalla Cassazione il primo luglio per l'omicidio dello zio Mario.

 

E' stato trovato dai carabinieri nella sua abitazione di Soiano del Lago nel cassettone di un letto matrimoniale con un borsello contenente 50mila euro. Proseguono le indagini della Procura per accertare eventuali complicita' nella fuga e ricostruire i movimenti di Bozzoli, registrato dalle telecamere di un hotel a Marbella, in Spagna, il 30 giugno. 

 

Il video del nascondiglio di Bozzoli

 

I fatti

 

Il primo luglio, i carabinieri avevano bussato alla porta della bella dimora sul Garda per eseguire l'ordine di carcerazione firmato dalla Procura in esecuzione della sentenza della Cassazione.

Giacomo, giudicato colpevole di avere ucciso lo zio Mario bruciandone il cadavere in fonderia, non c'era ed erano spariti anche la compagna Antonella e il figlio di nove anni. "Era in Italia da 24 ore abbondanti - ha spiegato dopo la cattura il procuratore di Brescia, Francesco Prete -. È partito dalla Spagna due-tre giorni dopo la moglie e il figlio per rientrare passando dalla Francia a bordo di una o più auto prese a noleggio".

 

La casa era zeppa di cimici e poco prima delle 18 i militari sono entrati quasi a colpo sicuro dopo avere ascoltato una conversazione 'sospetta'. Non è stato così facile però perché Giacomo, dice il procuratore, "non aveva intenzione di costituirsi" tanto che lo hanno scovato rannicchiato nel cassettone con un borsello contenente 50mila euro.

"Sono innocente, farò di tutto per ottenere la revisione della sentenza" ha ribadito come già detto nei processi. Era solo, non aveva armi e si è arreso docilmente quando il suo nascondiglio è stato 'scoperchiato'.

 

È tornato in Italia per il figlio? Risponde Prete: "Le indagini al momento non lo confermano ma non è da escludere che lo abbia fatto per non perdere il contatto con lui. Il bambino è stato ascoltato fino alla serata di ieri e stasera lo abbiamo preso. Se sia stata una coincidenza o meno lo vedremo". Il 4 luglio Antonella e il piccolo avevano lasciato Marbella dove Giacomo era stato visto in loro compagnia il 30 giugno, nell'hotel Hard Rock.

Mamma e figlio erano tornati in treno. La donna non aveva dato spunti agli inquirenti per far rintracciare il marito. Resta aperta l'indagine per individuare eventuali complici colpevoli di averlo spalleggiato nel reato di 'inosservanza della pena". Aspetti al momento non più così stringenti nel giorno in cui gli investigatori tirano il fiato dopo qualche polemica.

Tre imputati minorenni condannati per lo stupro delle cuginette di Caivano

AGI - Sono state inflitte condanne a 10 e a 9 anni per tre imputati nel processo abbreviato sugli stupri delle due cuginette di Caivano a Napoli avvenuti tra giugno e luglio 2023. Questa la decisione del Tribunale per i minorenni di Napoli dinanzi al quale si è tenuto il processo che vedeva imputati tre dei giovanissimi, minorenni all'epoca dei fatti.

 

Accolte le richieste di condanna della Procura minorile, che aveva chiesto la condanna a 10 anni e 8 mesi per uno dei tre imputati e a 9 anni per gli altri due.

 

 

 

Il lago di Como è esondato, danni per il maltempo al Nord

AGI - Una ondata di maltempo si è abbattuta su parte delle regioni settentrionali. Il lago di Como è esondato a causa delle piogge intense che hanno martellato la città nelle ultime ore. Piazza Cavour è allagata e il lungolago è stato chiuso al traffico. A Milano alcuni fulmini hanno colpito due cabine elettriche in viale Palmanova, all'altezza della stazione della metropolitana di Cimiano. Lo sviluppo delle fiamme ha creato una densa colonna di fumo.

 

In Piemonte, nella zona dell'Alto Novarese, violente raffiche di vento e pioggia si sono registrate intorno alle 5.30. Il bilancio è ancora provvisorio. Particolarmente colpito il comune di Fontaneto d'Agogna, dove è stato scoperchiato il tetto dei fabbricati del campo sportivo e delle scuole, ci sono danni ad abitazioni private e molti alberi abbattuti. Al momento è interrotta la fornitura di energia elettrica in tutto il paese. La cella temporalesca si sta spostando verso nord est in direzione del Lago Maggiore. Molti disagi anche nel Biellese. Numerosi alberi abbattuti dal vento sono finiti sui binari della ferrovia. La linea verso Santhià è rimasta chiusa dall'alba chiusa fino alle 9. Tuttora complessa la situazione sulla ferrovia Biella-Novara, dove si viaggia con bus sostitutivi. Nei comuni intorno al capoluogo si registrano diversi tetti scoperchiati a Cerrione e Can delo. Qui è stata allagata la biblioteca comunale. 

 

I fortissimi temporali in corso dall'alba su tutto l'alto novarese hanno causato rallentamenti e difficoltà per la circolazione sulla A26 nel tratto tra Castelletto Ticino e Romagnano Sesia. Sul lago d'Orta, nel territorio di Pettenasco, si registra una forte grandinata. Sono segnalate numerose interruzioni nell'erogazione dell'energia elettrica, anche in aree urbane. Su tutta la rete viaria sono segnalate piante abbattute che ostacolano il passaggio dei veicoli, in particolare nella zona di Gattico e Veruno. In corso molti interventi dei Vigili del Fuoco 

 

 

Nottata difficile a seguito della forte ondata di maltempo in Alta Val d'Isarco in Alto Adige. Sono stati circa un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco nella zona di Campo di Trens e Vipiteno. Sono stati registrati danni a 62 edifici e a circa 30 abitazioni. A seguito di una frana caduta sulla strada statale 12 al km 503, nella zona di Mules, l'arteria è stata chiusa e il traffico deviato sull'autostrada A22 del Brennero. A Vipiteno sono caduti 60 litri d'acqua per metro quadro durante la fase più intensa del temporale: come riferisce il servizio meteo della Provincia Autonoma si tratta di uno dei valori più alti mai registrati. Circa cinquanta le segnalazioni di acqua entrata in appartamenti e decine di garage e cantine allagate. Alcuni magazzini e capannoni di produzione delle aziende sono stati gravemente danneggiati ed allagati da acqua e fango. Ingenti danni ad un complesso alberghiero: il fango è entrato nel locale caldaia, area benessere, cucina e sala da pranzo. Interventi dei vigili del fuoco anche presso abitazioni a Racines e a Valtina, nei pressi di San Leonardo in Passiria.

 

Arrestati 7 estremisti di destra a Verona (VIDEO)

AGI - Dalle prime ore dell'alba, la Polizia di Stato di Verona sta eseguendo 7 misure cautelari emesse nell'ambito di un'indagine che vede coinvolte, per diversi episodi di violenza, 29 persone indagate e gravitanti nell'estrema destra scaligera. Agli indagati sono contestati a vario titolo i reati di lesioni, violenza privata, minacce, danneggiamento pluriaggravati e porto di oggetti atti ad offendere. Ai domiciliari sei veronesi e un trentino di età compresa tra i 19 e i 27 anni. Tra gli episodi più significativi l'aggressione perpetrata in via Mazzini ai danni di un giovane nel contesto della propugnata "lotta alle baby gang", le violenze commesse ai danni di alcuni tifosi marocchini in Corso Porta Nuova nelle fasi finali del campionato di calcio in Qatar e l'agguato messo in atto nel corso della "Festa in Rosso" a Quinzano del luglio 2023.

 

Per alcune di queste azioni violente, come nell'episodio contro i tifosi marocchini, il giudice ha riconosciuto l'aggravante della finalità dell'odio e della discriminazione razziale. In quella circostanza rimasero coinvolti diversi giovani marocchini, che subirono lesioni e danneggiamenti alle vetture sulle quali erano a bordo. I fatti contestati riguardano poi ancora quanto accaduto nel luglio 2023 a margine dell'annuale "Festa in Rosso" di Quinzano dove, oltre all'esplosione di un ordigno rudimentale, sono state perpetrate violenze nei confronti di partecipanti anche con l'uso di bastoni e bottiglie di vetro. Due degli arrestati, più recentemente, sono stati identificati tra i 67 tifosi italiani che lo scorso 15 giugno a Dortmund - prima della partita Italia - Albania del campionato europeo "Euro 2024" - sono stati intercettati dalle autorità tedesche, nella circostanza supportate da funzionari di polizia italiani, poco prima di aggredire un gruppo di supporter albanesi. 

 

 

Al momento del controllo, sono stati rinvenuti numerosi passamontagna, bombe carta e materiale atto ad offendere e tutti i tifosi sono stati sottoposti ad un fermo preventivo. Uno dei due veronesi fermati in Germania, tra l'altro, risulta anche destinatario di un Daspo internazionale, violando pertanto anche la misura di prevenzione del questore. I destinatari delle misure cautelari sono tutti noti alla forze di Polizia per il compimento di atti dello stesso tipo, alcuni dei quali compiuti anche in ambito sportivo.Oltre alla militanza nei contesti dell'estremismo di destra scaligero, infatti, alcuni di loro gravitano anche nel gruppo Ultras "North Side" del Chievo Verona.

 

Nella misura cautelare, il GIP ha voluto sottolineare come molti degli indagati abbiano commesso i fatti in esame nonostante fossero già stati denunciati in stato di libertà oltre che destinatari di provvedimenti amministrativi da parte del Questore, facendo emergere "totale sprezzo per le guardie", come loro definiscono i poliziotti. Dalle evidenze investigative acquisite dagli uomini della Digos della Questura di Verona, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, gli indagati sono stati ritenuti "incapaci di contenere i propri impulsi e veicolare le proprie idee in modo pacifico", traendo dal gruppo di appartenenza incitamento e approvazione e mostrando di considerare il ricorso alla violenza una modalità di affermazione delle proprie idee e di sopraffazione sull'avversario. 

 

Oggi pioggia al Nord, poi torna il caldo su tutta Italia

AGI - Infiltrazioni di correnti umide in quota, collegate a una circolazione depressionaria sull'Europa occidentale, raggiungono l'Italia settentrionale. Le prossime ore vedranno condizioni meteo decisamente instabili al Nord con acquazzoni e temporali sia sulle Alpi che sulle pianure, localmente anche intensi e a carattere di nubifragio.

 

Nessun cambiamento, invece, per il Centro-Sud dove il caldo e la stabilità proseguiranno indisturbate. Nel weekend atteso un generale miglioramento del tempo anche al Nord salvo residui temporali sui rilievi. Gli ultimi aggiornamenti del Centro Meteo Italiano confermano una prossima settimana all'insegna del caldo e della stabilità a causa di una nuova spinta dell'anticiclone africano verso il Mediterraneo. Nessun segnale di cambiamento almeno fino alla terza decade di luglio.

 

Previsioni meteo per oggi

 

AL NORD: Al mattino piogge e temporali sparsi al Nord-Ovest, sulla Lombardia e sul Trentino Aldo Adige, sereno o poco nuvoloso altrove. Al pomeriggio maltempo in estensione anche su Veneto e Friuli. In serata e nella notte ancora instabilità residua con piogge e temporali, inizia a migliorare dal Nord-Ovest.

 

AL CENTRO: Tempo stabile sia al mattino che al pomeriggio con cieli per lo piu' soleggiati su tutte le regioni. In serata e in nottata non sono previste variazioni di rilievo con cieli stellati su tutti i settori.

 

AL SUD E SULLE ISOLE: Al mattino tempo stabile con cieli sereni su tutte le regioni. Al pomeriggio locali innocui addensamenti in Appennino ancora soleggiato sugli altri settori. In serata e nella notte si rinnovano condizioni di tempo asciutto con assenza prevalente di nuvolosità. Temperature minime stazionarie o in lieve calo sulle regioni centrali e in lieve rialzo sul resto d'Italia, massime stabili o in calo al Centro-Nord e sulle Isole Maggiori e in lieve rialzo al Sud.

 

Previsioni meteo per domani:

 

AL NORD: Al mattino cieli poco o irregolarmente nuvolosi, con locali aperture sulla Romagna. Al pomeriggio instabilità in aumento sulle Alpi centro-orientali, sereno o poco nuvoloso altrove. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con cieli in prevalenza sereni.

 

AL CENTRO: Al mattino tempo stabile con cieli sereni su tutti i settori. Al pomeriggio nessuna variazione con cieli sereni o poco nuvolosi. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo asciutto con ampie schiarite ovunque.

 

AL SUD E SULLE ISOLE: Al mattino tempo stabile con cieli sereni su tutti i settori. Al pomeriggio nessuna variazione con qualche innocuo addensamento sulla Calabria. In serata e nottata si rinnovano condizioni di tempo stabile con ampie schiarite ovunque. Temperature minime e massime stabili o in calo.

 

Previsioni meteo per domenica:

 

AL NORD: Giornata all'insegna del tempo asciutto sulle regioni settentrionali con cieli per lo piu' sereni o poco nuvolosi sia al mattino che al pomeriggio. Nessuna variazione nelle ore serali e notturne.

 

AL CENTRO: Tempo stabile sia al mattino che al pomeriggio con cieli per lo piu' soleggiati su tutte le regioni. In serata e in nottata non sono previste variazioni di rilievo con cieli stellati su tutti i settori.

 

AL SUD E SULLE ISOLE: Al mattino tempo stabile con cieli sereni su tutte le regioni. Tra pomeriggio e sera si rinnovano condizioni di tempo asciutto ovunque con ampi spazi di sereno. Temperature minime e massime stabili o in lieve rialzo su tutta la Penisola. 

Orban: “Discusso con Trump della pace” in Ucraina, “risolverà tutto”

AGI- "Missione di pace 5.0. E' stato un onore visitare il Presidente Trump a Mar-a-Lago. Abbiamo discusso i modi" per arrivare alla pace in Ucraina. "La buona notizia del giorno: risolverà il problema". Lo scrive il primo ministro ungherese, Viktor Orban su X, pubblicando una foto del suo incontro con Donald Trump a Mar-a-Lago. 

 

Peace mission 5.0
It was an honour to visit President @realDonaldTrump at Mar-a-Lago today. We discussed ways to make #peace. The good news of the day: he's going to solve it! pic.twitter.com/AiTRsdexM5

— Orbán Viktor (@PM_ViktorOrban) July 12, 2024

 

 

 

Biden insiste: “Sono il più qualificato a battere Trump”. Poi le nuove gaffe

AGI - Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha ribadito che non si ritirerà dalla corsa per la Casa Bianca. "Ho battuto Donald Trump - ha dichiarato - e lo batterò una seconda volta. Ho un lavoro da portare a termine". In una conferenza stampa durata quasi un'ora, al termine del vertice Nato, rispondendo a una serie di domande della stampa, Biden ha reagito con rabbia agli appelli lanciati anche dal suo partito a farsi da parte, dopo la deludente prestazione nel duello televisivo con Trump.

 

C'era molta attesa negli americani, e ansia tra i Democratici, per le possibili amnesie di Biden, gli sbandamenti, i segni di declino, ma non ci sono stati disastri, a parte qualche passaggio a vuoto, come l'sordio con lapsus che presenta Zelensky chiamandolo Putin, e poi si corregge. O come quando ha confuso Kamala Harris con Trump, dicendo di "aver scelto Trump come vicepresidente perchè convinto che fosse qualificata a fare il presidente". Il suo avversario ne ha approfittato per rilanciare il passaggio su Truth, dicendo "bravo Joe", ma lo stesso tycoon è caduto nei giorni scorsi in una serie di gaffe, confondendo a sua volta nomi e fatti.

 

Biden ha voluto essere chiaro: non lascerà la corsa, si è definito il "più qualificato per battere Trump", ha ammesso di aver commesso errori nel duello tv di fine giugno, "ma anche perchè ho avuto orari massacranti, mentre Trump passava il tempo a giocare a golf e a segnare i punti". Riguardo la Nato, il presidente ha anche ribadito di essere il "più qualificato a garantire che l'Ucraina non cada e possa farcela contro la Russia", e svelato che i leader dei Paesi alleati non gli hanno chiesto di non correre, ma di vincere, per "fermare colui che viene visto come un disastro". Biden ha anche ricordato che quando nel 2020 si era definito un candidato traghettatore, la situazione è cambiata, lanciando un avvertimento sulla "democrazia sotto assedio".

Kamala Harris al posto di Trump, la gaffe

Nel passaggio più problematico, quello in cui ha confuso Harris con Trump, Biden ha però promosso la sua vicepresidente, considerata da molti la sua possibile sostituta, definendola "qualificata fin dal primissimo momento a fare il presidente". Biden ha superato la prova? Ha fermato l'emorragia di consensi all'interno del partito, tra i Democratici del Congresso? Lo vedremo nelle prossime ore, anche se appare difficile: almeno quattordici democratici del Congresso gli hanno chiesto pubblicamente di farsi da parte.

 

Ma intanto i commenti sui maggiori network americani, dalla Cnn a Msnbc, e sul New York Times, tv e giornali che avevano sostenuto il ritiro di Biden dalla corsa, sono stati positivi. Il presidente è apparso più grintoso del previsto e più lucido, anche se resta un uomo affaticato di 81 anni, con un incarico molto complesso: guidare il Paese più potente al mondo, un ruolo che non lascia spazio al riposo. Il fatto che la campagna di Trump abbia puntato tutto su una gaffe, è stato letto dai commentatori americani come un segnale che Biden non è stato cosi' disastroso come i suoi avversari, interni ed esterni, speravano. 

Un giovane ebreo su due vittima o testimone di antisemitismo

AGI - I risultati del nuovo sondaggio dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia confermano la "profonda preoccupazione" tra i giovani ebrei registrata a novembre 2023. A sei mesi di distanza dal primo rapporto, edito un mese dopo la tragedia del 7 ottobre, si certifica la stessa tendenza. Su un vasto campione di giovani ebrei, studenti e professionisti, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, residenti sul territorio nazionale, l'83% a novembre e l'82% a maggio afferma che l'antisemitismo è in crescita.

Il sondaggio registra una forte insoddisfazione verso la risposta delle istituzioni italiane agli episodi di antisemitismo, con il 39% del campione che la ritiene insufficiente e il 33% scarsa. Cosi' come quelle dei social network e dei testimoni diretti e in particolar modo delle università (70% insufficiente), che sono state giudicate largamente insufficienti.

Il rapporto evidenzia inoltre come molti giovani ebrei continuino a cambiare le loro abitudini quotidiane per sentirsi più al sicuro. Se a novembre il dato si attestava sul 60% degli intervistati, a maggio il dato ha superato questa soglia raggiungendo il 63%, a fronte di una trasversale atmosfera ostile che potrebbe sfociare in situazioni potenzialmente pericolose".

Inoltre, in entrambe le ricerche un giovane ebreo su due riporta di essere stato vittima o testimone di episodi di antisemitismo nell'ultimo mese. "Particolarmente inquietante" viene definita poi la situazione negli atenei italiani, alla quale è stato dedicato un nuovo focus nel sondaggio di maggio. Le università sarebbero diventate l'epicentro di un crescente clima di odio e intolleranza, con il 71% degli studenti ebrei che non si sente sicuro nell'esprimere la propria identità ebraica, e un 86% riferisce timore nell'esprimere opinioni relative a Israele. Per di più, più di due terzi dei partecipanti alla ricerca ha assistito o è stato vittima di atteggiamenti antisemiti da parte dei compagni di corso, mentre il 35% ha osservato tali comportamenti persino da parte dei docenti. "Il quadro che emerge è di una crescente preoccupazione tra i giovani ebrei italiani, che si sentono giudicati e discriminati a causa della loro identità. Chiediamo un impegno concreto e immediato da parte di tutte le componenti della società per combattere l'antisemitismo in ogni sua forma", ha commentato Luca Spizzichino, presidente dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia.

"Non possiamo permettere che l'odio e la discriminazione diventino la norma, è fondamentale infatti garantire la sicurezza e la libertà di espressione di tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro fede", ha aggiunto, sottolineando come l'Ugei "continuerà a lottare per i giovani ebrei affinché possano esprimere liberamente la propria identità".

Stop alla caccia al lupo in Austria. Lo dice la Corte di giustizia europea

AGI - Il divieto di caccia al lupo in Austria è valido. Una deroga a tale divieto al fine di prevenire danni economici può essere concessa solo se la popolazione di lupi si trova in uno stato di conservazione soddisfacente, il che non avviene in Austria. È quanto ha deciso la Corte di Giustizia dell'Ue pronunciandosi sul ricorso di diverse organizzazioni per la protezione degli animali e dell'ambiente che avevano contestato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Tirolo il fatto che il governo del Land Tirolo abbia temporaneamente autorizzato l'abbattimento di un lupo.

Quest'ultimo aveva in precedenza ucciso circa 20 pecore su taluni pascoli. I lupi, secondo la direttiva Habitat4, sono rigorosamente tutelati. Pertanto, in linea di principio, è vietato cacciarli. Orbene, alla luce dello sviluppo della popolazione di lupi in Austria e del fatto che taluni Stati membri beneficiano di eccezioni, il Tribunale amministrativo regionale del Tirolo dubita della validità di tale divieto. Ha quindi interrogato la Corte di giustizia al riguardo. Nel caso in cui essa dovesse considerare valido il divieto, chiede alla Corte di precisare le condizioni che consentono di derogarvi e, quindi, di autorizzare l'abbattimento di un esemplare.

La Corte di giustizia constata che l'esame non ha rivelato alcun elemento che possa inficiare la validità della rigorosa tutela dei lupi in Austria. Esso ricorda che, al momento della sua adesione all'Unione europea nel 1995, l'Austria non aveva formulato alcuna riserva su tale tutela. Il governo austriaco, nei limiti in cui ritiene che, a seguito dell'evoluzione della popolazione dei lupi in Austria, il legislatore dell'Unione avrebbe dovuto, nel frattempo, revocare la loro rigorosa tutela in Austria, esso può, in linea di principio, proporre un ricorso per carenza, cosa che tuttavia non ha fatto finora.

La Corte sottolinea, tuttavia, che l'Unione è vincolata alla Convenzione di Berna5, che tutela rigorosamente i lupi. In più, lo stesso governo austriaco ha riconosciuto che la popolazione di lupi in Austria non si trova in uno stato di conservazione soddisfacente. Per poter concedere una deroga al divieto di caccia al lupo al fine di prevenire gravi danni, ad esempio all'allevamento, le autorità austriache esse devono garantire che siano soddisfatte le seguenti condizioni: la popolazione di lupi deve trovarsi in uno stato di conservazione soddisfacente sia a livello locale (nel Land Tirolo) che a livello nazionale (l'Austria), ipotesi che non ricorre.

Inoltre, quand'anche così fosse, sarebbe ancora opportuno, nella misura in cui i dati disponibili lo consentano, assicurarsi che ciò valga anche a livello transfrontaliero; inoltre la deroga non deve pregiudicare il mantenimento dello stato di conservazione soddisfacente per nessuno di questi tre livelli. Infine, i danni gravi devono, almeno in gran parte, essere imputabili all'esemplare considerato. Non sono sufficienti i danni indiretti che non sono imputabili a quel solo lupo e che derivano dagli abbandoni di aziende e dalla riduzione del numero totale di animali d'allevamento.

Scoperte due nuove specie di insetti. Si chiameranno Nadal e Federer

AGI - Rafael Nadal e Roger Federer passeranno alla storia come due dei più grandi tennisti del nostro tempo, ma i loro nomi sono stati immortalati anche dalla scienza: due nuove specie di insetti sono state appena chiamate in loro onore. Un team di scienziati specializzati in insetti dell'Unità di ricerca sull'ecologia integrata degli insetti dell'Università di Chulalongkorn in Thailandia ha descritto due nuove specie di vespe chiamate Troporhogas rogerfedereri e Troporhogas rafaelnadali in omaggio alle due leggende del tennis.

Gli scienziati hanno pubblicato le loro scoperte in un articolo di ricerca sulla rivista zoologica open access ZooKeys "T. rogerfedereri e T. rafaelnadali sono vespe parassite, le cui larve divorano i loro ospiti dall'interno", afferma Buntika Areekul Butcher, che ha guidato lo studio per descrivere i nuovi insetti. "Come proclamano i loro nomi, onorano i grandi del tennis Roger Federer e Raphael Nadal, che sebbene concorrenti in campo hanno fatto parte anche della stessa squadra di doppio. Inoltre, due degli autori sono grandi fan sia di Roger che di Rafa".

 

Entrambe le nuove vespe sono lunghe 6 mm, con motivi di colore nero, bianco e arancione. Sono state trovate in due importanti parchi nazionali thailandesi, Khao Yai e Khao Sok, entrambi attrazioni popolari per i turisti amanti della storia naturale. 

 

Biden sempre più solo. Le star di Hollywood e i grandi donatori tentennano

AGI. - All'evento di raccolta fondi delle star di Hollywood, a giugno, George Clooney non è stato l'unico a notare segnali preoccupanti nel presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Dopo l'intervento sul New York Times con cui l'attore ha chiesto apertamente a Biden di ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca, emergono altri dettagli e l'irritazione dei vertici Democratici, che si sono sentiti tenuti all'oscuro dal declino del presidente. Perplessità erano emerse già la sera dell'evento, in programma al Peacock Theater di Los Angeles, dove Biden era arrivato al termine di un lungo viaggio dall'Italia, sede del G7.

Secondo la Cnn, alcuni dei più generosi donatori erano rimasti colpiti dalle condizioni in cui il Presidente era parso e anche dal suo modo incerto di camminare. "È stato meno convincente del solito", ha confessato uno dei presenti, sottolineando come Biden avesse parlato poco, lasciando lo spazio a Barack Obama, che si era occupato di incontrare i donatori. Eppure erano passati appena due mesi dallo scintillante gala newyorkese a cui Biden aveva partecipato, ospite con Obama e Bill Clinton al Radio City Music Hall.

In quell'occasione il presidente era stato più brillante e loquace. "Dalla primavera all'estate è emersa la differenza - ha confessato un rappresentante Democratico alla Cnn - lui non è proprio più lo stesso". Ma ad alzare la tensione interna al partito sono i cambiamenti adottati a Washington, con percorsi preordinati, la scelta prefissata di chi doveva fare le domande, e l'indicazione sui fogli di dove il Presidente sarebbe dovuto passare.

 

Gli incontri operativi alla Casa Bianca sono diventati meno frequenti. L'ultimo incontro del Gabinetto è avvenuto il 2 ottobre dell'anno scorso. Secondo la Cnn, che sostiene di aver parlato con donatori e alti rappresentanti del Partito democratico, viene addossata la colpa al cerchio magico del Presidente, che avrebbe nascosto le reali condizioni di Biden. Rappresentanti della campagna hanno respinto la descrizione che Clooney ha fatto di Biden, e sottolineato come, "seppure stanco per il lungo viaggio, Biden era stato estremamente presente". Il duello televisivo con Donald Trump, il 27 giugno, ha fatto esplodere il caso e seminato allarme. Tra poche ore il Presidente affronterà la conferenza stampa che chiude il vertice Nato. La Casa Bianca ha promesso che sarà un appuntamento "notevole", molto impegnativo, con domande e risposte, ma i Democratici temono di assistere a nuove imbarazzanti situazioni. Ogni passo falso di Biden potrebbe pesare in modo decisivo sul futuro. A quattro mesi dall'Election Day, è una condizione a cui nessuno aveva pensato. 

 

È finita la latitanza di Giacomo Bozzoli. Arrestato nel Bresciano

AGI - Giacomo Bozzoli, il 39enne condannato in via definitiva per l'omicidio dello zio Mario e la distruzione del suo cadavere, è stato arrestato nella sua villa di Soiano dai carabinieri di Brescia. 

Bozzoli è stato arrestato poco prima delle 18 nella villa di Soiano, dove avevano bussato i carabinieri per eseguire la sentenza di condanna all'ergastolo per l'omicidio dello zio. Era latitante da 11 giorni. Dopo l'arresto è stato portato nella caserma dei carabinieri dove sarà interrogato. Di certo ha trascorso un periodo con la moglie Antonella e il figlio di nove anni a Marbella, almeno fino al giorno della condanna definitiva in Cassazione, il primo luglio. 

Favolosa Jasmine. Paolini in finale a Wimbledon

AGI - Favolosa Jasmine Paolini. La 28enne toscana in finale a Wimboledon dopo una battaglia lunga più di due ore e mezza vinta contro la croata Donna Vekic col punteggio di 2-6 6-4 7-6(10) al quarto match point dopo averne annullati due all'avversaria. Una vittoria meritata alla fine della semifinale più lunga della storia del torneo. "Mi ripetevo di lottare punto dopo punto - ha detto alla fine - è bellissimo giocare qui, per un tennista è il posto più bello dove giocare. Una situazione folle - dice la campionessa, prima finalista a Roland Garros e Wimbledon dopo Serena Williams - una partita fantastica e ora andrò nel bagno del ghiaccio". 

Primo set in salita per la 28enne n.5 del mondo contro un'avversaria concreta e molto potente, dotata di una battuta eccezionale per il circuito e di colpi profondi e precisi. E così la croata con due break e nessun problema in battuta ha vinto agevolmente il primo set. Nel secondo la grinta della Paolini ha prevalso sulla potenza.
L'azzurra non ha più sbagliato ed è riuscita a salvare diverse palle break e portare a casa il set strappando il servizio all'avversaria all'ultimo istante e aggiudicarsi il set per 6-4. Nel terzo set rocambolesco cambio di fronti più volte, con la croata in vantaggio di un break poi ripresa e di nuovo in vantaggio. Quindi di nuovo ripresa e, sul 5-4 per la Paolini, costretta ad annullare un match point. Sul 5-5 è Jasmine ad annullare alcune palle break che sanno di match point. Quello pero' l'ha annullato la Vekic sul 6-5 per l'azzurra. A tie break arriva il terzo match point per la Paolini, annullato ancora dalla Vekic che, a sua volta, se ne procura un paio senza concretizzare il vantaggio.
Fino al match point n.4 sul 9-8 per la Paolini che riesce a realizzare il mini-break decisivo e portare a casa il match. Diventando cosi' la prima tennista dopo tre ex n.1 del mondo, Venus e Serena Williams e Justine Henin, a raggiungere nello stesso anno le finali a Parigi e Londra.Primo set in salita per la 28enne n.5 del mondo contro un'avversaria concreta e molto potente, dotata di una battuta eccezionale per il circuito e di colpi profondi e precisi. E cosi' la croata con due break e nessun problema in battuta ha vinto agevolmente il primo set. Nel secondo la grinta della Paolini ha prevalso sulla potenza.
L'azzurra non ha più sbagliato ed è riuscita a salvare diverse palle break e portare a casa il set strappando il servizio all'avversaria all'ultimo istante e aggiudicarsi il set per 6-4. Nel terzo set rocambolesco cambio di fronti più volte, con la croata in vantaggio di un break poi ripresa e di nuovo in vantaggio. Quindi di nuovo ripresa e, sul 5-4 per la Paolini, costretta ad annullare un match point. Sul 5-5 è Jasmine ad annullare alcune palle break che sanno di match point. Quello però l'ha annullato la Vekic sul 6-5 per l'azzurra. A tie break arriva il terzo match point per la Paolini, annullato ancora dalla Vekic che, a sua volta, se ne procura un paio senza concretizzare il vantaggio.
Fino al match point n.4 sul 9-8 per la Paolini che riesce a realizzare il mini-break decisivo e portare a casa il match. Diventando cosi' la prima tennista dopo tre ex n.1 del mondo, Venus e Serena Williams e Justine Henin, a raggiungere nello stesso anno le finali a Parigi e Londra.

La Russia attacca la Nato: “Coinvolta in pieno nel conflitto in Ucraina, risponderemo”

AGI - Una Nato più forte al fianco dell'Ucraina, nella sua guerra contro la Russia, non piace ovviamente a Mosca ma fa irritare anche la Cina che, condannata come grande facilitatore dell'aggressione russa, reagisce a sua volta accusando i leader riuniti a Washington per il 75esimo anniversario dell'organizzazione atlantica di ricreare un clima di guerra fredda. "La Nato dovrebbe smetterla di enfatizzare la cosiddetta minaccia cinese e di provocare scontri e rivalità, e fare di più per contribuire alla pace e alla stabilita' del mondo", ha affermato un portavoce della missione di Pechino presso l'Unione Europea in una dichiarazione sul suo sito web, pubblicata poco dopo che i lavori al Convention Center chiudevano i battenti della seconda giornata.

 

La Cina "non è responsabile della crisi in Ucraina e ha ribadito il suo impegno a promuovere il dialogo e a cercare una soluzione politica, posizione che ha ricevuto il sostegno della comunità internazionale", ha chiarito il portavoce cinese. L'ambasciata ha indicato che la Cina ha una politica di "non fornire armi letali a nessuna delle parti in conflitto e di esercitare uno stretto controllo sull'esportazione di beni a duplice uso, compresi i droni civili". "La Nato dovrebbe riflettere su se stessa e intraprendere azioni concrete per allentare la tensione e risolvere il problema", ha sottolineato nella lunga dichiarazione. 

 

La Nato aveva messo sotto accusa Pechino per l'affiancamento a Mosca nella guerra, parlando anche di supporto alla sua base industrial-militare: "Non può facilitare il più grande conflitto in Europa nella storia recente senza impatto negativo sui propri interessi e reputazione", avevano chiosato i leader di Washington. "Invece di usare gli altri come capro espiatorio, la Nato dovrebbe riflettere su se stessa e prendere azioni vere per disinnescare la situazione e risolvere i problemi" è stata la risposta di Pechino che ha lanciato anche un chiaro monito all'Occidente a tenersi fuori dalla regione dell'Indo Pacifico, un'area di sviluppo e non di competizione geopolitica: "La Nato - aveva concluso il portavoce - mantenga il suo ruolo come organizzazione difensiva regionale nel Nord atlantico". Proprio all'alba di oggi intanto 66 aerei cinesi hanno sorvolato l'isola di Taiwan, sollevando l'ennesima denuncia internazionale di Tapei: forse un routine anche se nel contesto viene da pensare che l'intimidazione non sia casuale.

 

Da Mosca, convitato di pietra della riunione, le parole contenute nel comunicato Nato non lasciano dubbi. "L'Alleanza è una minaccia ed è pienamente coinvolta nel conflitto intorno all'Ucraina", ha detto il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov. "Siamo obbligati ad analizzare molto a fondo le decisioni prese al vertice di Washington, le discussioni che hanno avuto luogo, ad analizzare molto attentamente il testo della dichiarazione adottata che costituisce una minaccia molto seria alla sicurezza nazionale". Tutto questo, ha aggiunto Peskov, "ci imporrà di adottare misure ponderate, coordinate ed efficaci per contenere la Nato".

 

Proprio oggi lo stato maggiore russo si è riunito a San Pietroburgo per serrare le fila con i paesi 'amici' dei Brics (di cui la stessa Russia fa parte) e rafforzare sempre più il 'polo antagonista' all'Occidente. "Dalla dichiarazione finale adottata al vertice della Nato emerge che gli avversari della Russia in Europa e negli Stati Uniti non sono sostenitori della pace e del dialogo sull'Ucraina" ha detto da li' il ministro degli Esteri Sergei Ryabkov.

 

Il riferimento è anche al dispiegamento di missili americani a lungo raggio in Germania che rappresentano "una minaccia, e a cui risponderemo" ha aggiunto il ministro a margine del forum. "La natura della nostra reazione sarà determinata in modo calmo e professionale. Senza nervi, senza emozioni, svilupperemo, prima di tutto, una risposta militare a questa nuova minaccia" ha confermato con parole che inquietano Ryabkov.

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