Daily Archives: 3 Novembre 2019

Gp di Austin: Hamilton conquista il suo sesto mondiale di F1

Il pilota Mercedes arriva secondo negli Usa e chiude il campionato con tre gare d'anticipo. Quarto Leclerc, Vettel si ritira.

Il britannico Lewis Hamilton si è laureato per la sesta volta campione del mondo di Formula 1. Il pilota della Mercedes si è piazzato al secondo posto nel Gp degli Stati Uniti, disputato sul circuito di Austin, alle spalle del compagno di scuderia Valtteri Bottas, che gli ha soffiato il successo a pochi giri dalla fine. Completa il podio texano l’olandese Max Verstappen, al volante di una Red Bull. Quarta, ma staccatissima, la Ferrari di Charles Leclerc. Ritirato, invece, Sebastian Vettel.

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La mappa del maltempo in Italia del 3 novembre 2019

Italia flagellata da piogge vento da Nord a Sud. Tra le regioni più colpite la Liguria con smottamenti e esondazioni. 100 evacuati nel Salernitano. La situazione.

Nuova ondata del maltempo in tutta la Penisola. Liguria ancora tra le regioni più colpite. Allagamenti, cedimenti stradali e schianti di alberi nel Ponente Ligure. A Sanremo soccorsi due giovani bloccati in auto in un sottopasso allagato. Nell’entroterra si è aperto un cratere sulla strada dei Due Valloni mentre diversi alberi si sono schiantati sulle auto parcheggiate a Ventimiglia. La linea temporalesca si intensifica nel Levante: il torrente Petronio è esondato tra Casarza Ligure e Riva Trigoso, non ci sarebbero al momento danni a persone. Anche il livello del Vara, nello spezzino, è oltre il secondo livello di guardia.

ALLERTA MASSIMA PER LE MAREGGIATE

L’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone, ha evidenziato la «massima attenzione per il 4 novembre per il rischio di mareggiate. Il bollettino di metà mattina sarà significativo per capire la situazione come andrà ad evolversi». «Il vento dovrebbe aumentare in serata», ha sottolineato Giampedrone, «e avremo un avviso specifico per vento e mare soprattutto nel Levante tra Portofino e Sarzana nel pomeriggio». Il 29 ottobre 2018 una potente mareggiata con onde alte fino al 10 metri, favorita dallo scirocco girato a Libeccio, ha letteralmente divorato la strada che collega Portofino a Santa Margherita mentre nei porticcioli vicini ha sbattuto yacht anche di notevoli dimensioni sulla strada dei lungomare.

100 EVACUATI NEL SALERNITANO

Disagi anche più a Sud, in Campania. Il Comune di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno, ha disposto in via precauzionale l’evacuazione di circa cento famiglie residenti nelle fasce pedemontane. L’ordinanza, firmata dal sindaco Manlio Torquato, è arrivata in seguito alla comunicazione della sala operativa regionale che segnalava il rischio di possibili alluvioni e di colate di fango in seguito all’ondata di maltempo che si è abbattuta da questa notte sul territorio provinciale salernitano. Sempre nel comune dell’agro nocerino sarnese è stato disposto l’obbligo di tenersi lontano dai corsi d’acqua e di non sostare le vettura in prossimità di sottopassi e corsi d’acqua. A causa di allagamenti, inoltre, è stata decretata la chiusura del cimitero cittadino. Stessa decisione è stata adottata anche a Sarno dove è stato ordinato anche il divieto di transitare nei parchi pubblici e nelle aree alberate. A Siano, invece, è stato annullato il consueto mercato domenicale. Allagamenti e smottamenti hanno interessato anche la Valle dell’Irno con i vigili del fuoco impegnati in diversi interventi soprattutto a Mercato San Severino e Castel San Giorgio. Un piccolo smottamento si è verificato anche in Costiera amalfitana sulla strada provinciale che collega Ravello con Tramonti. A Salerno, invece, sono caduti alcuni alberi sul lungomare Trieste ma non si registrano criticità allarmanti.

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Le parole di Renzi sul destino di Conte e del governo

L'ex segretario dem ha puntato il dito contro alcune misure in manovra, come tassa sullo zucchero e quella sulla plastica, che secondo lui potrebbero rappresentare un autogol per l'esecutivo.

«Ma poi, vogliamo dirla tutta? A chi volete che importi del destino personale di Giuseppe Conte o anche del mio. Chi se ne frega di Conte. Che cosa ne so se è possibile dar vita o meno a un altro governo in questa legislatura, forse sì, forse no, non è questo il tema… Qui il tema è come evitare che in Emilia-Romagna e poi in Italia finisca com’è finita dopo la foto di Narni, e cioè che stravinca Matteo Salvini. Che cosa vogliono scattare, una bella foto di Carpi?». Matteo Renzi, parlando col Corriere della Sera, non ha usato mezze misure per parlare delle prossime mosse del governo.

L’ALLARME PLASTIC TAX IN EMILIA

«Io», ha aggiunto, «ho semplicemente fatto notare che, spostando di soli due mesi il taglio del cuneo fiscale, risolviamo contabilmente molti problemi…». Ma il nodo riguarda anche altri aspetti della prossima manovra, come la contestata e delicata plastic tax, «andate a chiedere a Stefano Bonaccini, che guida la prima Regione italiana per imballaggi, la stessa che andrà al voto a fine gennaio, se è d’accordo o meno con la legge sulla plastica… Ci sono tantissime soluzioni che si possono trovare evitando una stangata e magari evitando di perdere com’è successo in Umbria», h attattato l’ex segretario dem.

OBIETTIVO: EVITARE AUTOGOL

«Vale», ha detto ancora Renzi, «anche per i produttori di agrumi in Sicilia, che saranno colpiti dalla tassa sulle bevande zuccherate». Insomma, l’avviso è: «evitare gli autogol». L’ex premier ha poi risposto anche sulla sua presenza al Future Investment Initiative in Arabia Saudita: «Era annunciato che andassi e non mi nascondo certo andando a un forum di preparazione al G20 che si terrà in Arabia Saudita, tra l’altro circondato da fotografi» e con altri ex premier, come Cameron e Fillon.

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Viaggio nel mondo dei tatuaggi magici thailandesi

Secondo la cultura locale sono un collegamento tra il lato fisico e quello ultraterreno. Tradizione, valori, persone in trance: cosa succede durante le celebrazioni fatte dai "maestri".


da Chiang Mai (Thailandia)

Sono le 9 e 9 minuti quando Ajarn James Khemthong inizia la celebrazione del Wai Kru, la giornata dedicata agli insegnanti. Siamo alla periferia di Chiang Mai, nel Nord della Thailandia, nel Sam Nak, lo spazio sacro adibito per i Sak Yant, i tatuaggi magici thailandesi che, secondo la cultura locale, sarebbero un collegamento tra il mondo fisico e quello degli spiriti, in grado anche di poter determinare o modificare il corso della propria esistenza.

I SIGNIFICATI: CORAGGIO, SOLDI, LAVORO, AMORE

Originariamente indossati dai guerrieri, che li utilizzavano come “armatura di protezione” in battaglia, hanno un alto valore spirituale e una tradizione antichissima. Le raffigurazioni sono tantissime e ognuna di esse ha significati e poteri specifici. Alcuni sono fatti appositamente per dare coraggio. Altre composizioni portano fortuna. Altre ancora soldi, lavoro e amore. Il Wai Kru, l’omaggio al maestro, è un’usanza tipica in Thailandia: la cerimonia viene fatta una volta all’anno.

COLLEGAMENTO CON GLI SPIRITI

Durante questo rito i partecipanti credono che si crei un collegamento tra il mondo umano e quello ultraterreno, tramite canti, preghiere, accensioni di candele e incensi, acqua benedetta e offerte gli spiriti e agli antenati. Tutto questo fa si che i poteri del maestro si possano ricaricare, per continuare a essere usati sulla terra.

LA PERSONA PUÒ ENTRARE IN TRANCE

Durante il rito i discepoli vengono benedetti dall’Ajarn e, in alcuni casi, soprattutto quando i Sak Yant che si portano sono molto potenti, come quelli che hanno raffigurazioni di animali aggressivi o di guerrieri della tradizione induista e buddista, la persona tatuata potrebbe entrare in trance per diversi minuti durante il rito. Come è successo a diverse persone durante la celebrazione fatta dal maestro James Khemthong, molto venerato per i suoi poteri dalla popolazione locale.

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I migranti a bordo della Alan Kurdi sono sbarcati a Taranto

Le 88 persone salvate nei giorni scorsi verranno in parte ricollocate: 60 saranno divisi tra Francia e Germania, cinque andranno in Portogallo e due in Irlanda.

La Alan Kurdi è arrivata al porto di Taranto. L’imbarcazione è attraccata ha dato il via alle operazioni di sbarco degli 88 migranti tratti in salvo nei giorni scorsi.

In porto il mare è grosso e c’è molto vento. A quanto si apprende a bordo ci sono nove minori non accompagnati. Alle operazioni di soccorso, coordinate dalla prefettura di Taranto, partecipano Comune, Asl, forze di polizia, Marina militare, Autorità marittima e portuale, Guardia Costiera, 118, Croce Rossa Italiana e volontari.

Secondo quanto reso noto dal Viminale riguardo alla procedura di ricollocazione dei migranti presenti sulla nave, Germania e Francia ne accoglieranno 60, il Portogallo cinque e l’Irlanda due. Ne resteranno in Italia 21. Questo è il secondo sbarco al porto di Taranto dopo quello del 16 ottobre quando a bordo della Ocean Viking arrivarono 176 migranti.

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Vinales ha vinto il Gp della Malesia del Mondiale MotoGp 2019

Il pilota della Yamaha ha preceduto Marc Marquez e Andrea Dovizioso. Solo quarto Valentino Rossi.

Maverick Vinales ha vinto il Gp di Malesia di MotoGp, penultimo appuntamento stagionale del motomondiale, disputato oggi sul circuito di Sepang. Il pilota della Yamaha ha preceduto Marc Marquez (Honda) e Andrea Dovizioso (Ducati). Quarto Valentino Rossi sull’aktra Yamaha, mentre il ‘poleman’ Fabio Quartararo ha chiuso al settimo posto, subito dietro Franco Morbidelli, sesto.

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Come procedono le proteste in Venezuela

Guaidó è finito al centro di un'inchiesta su presunti legami coi narcos. Mentre il Paese resta nel caos, tra crisi migratoria e arresti arbitrari. Il punto.

«L’unico modo per porre fine alla sofferenza dei venezuelani è l’aiuto umanitario collettivo basato sull’impegno per una soluzione politica inclusiva e democratica». A dirlo è stato il Commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Christos Stylianides, in occasione della conferenza dedicata al Paese sudamericano, ospitata il 28 e 29 ottobre a Bruxelles da Unione europea, Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) e Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Secondo il rappresentante speciale congiunto Unhcr-Oim, Eduardo Stein, il numero di rifugiati e migranti venezuelani aumenterà il prossimo anno passando da 4,5 a 6,5 milioni. Allarmanti anche i dati sulle violazioni dei diritti umani. A poco meno di un anno dall’inizio della crisi e a sei mesi dal fallito tentativo di Juan Guaidó di rovesciare il presidente Nicolás Maduro le ong contano 478 prigionieri politici negli ultimi due mesi, ai quali si aggiungono gli arresti arbitrari nelle settimane precedenti e la condizione di povertà crescente tra la popolazione.

IL TENTATIVO DI DIALOGO (FALLITO) TRA MADURO E GUAIDÓ

L’ultimo tentativo di intesa tra Maduro, che guida il Paese dal 2013, e Guaidó, autoproclamatosi presidente ad interim, è fallito lo scorso luglio, quando la Norvegia ha organizzato un terzo incontro tra le parti alle isole Barbados, dopo quelli a Oslo. Maduro ha respinto ogni dialogo mentre Guaidó continua a dire di volere liberare il Paese dalla «dittatura» e da un «regime usurpatore» per poter arrivare a un «governo di transizione» e successivamente a «elezioni libere con osservatori internazionali». Le proteste di piazza e gli appelli per coinvolgere la comunità internazionale non hanno finora portato al risultato sperato, ma Guaidó non demorde. Dopo una nuova manifestazione lo scorso 24 ottobre, ne è stata indetta un’altra: «Prepariamoci per il 16 novembre, giorno in cui tutte le lotte si uniranno per una soluzione pacifica alla crisi, per accelerare la pressione internazionale e sintonizzarla con la forza della strada, fino a quando il cambiamento non verrà raggiunto».

L’INCHIESTA CHE RISCHIA DI OFFUSCARE L’IMMAGINE DI GUAIDÓ

A offuscare l’immagine di Guaidó potrebbe contribuire un’inchiesta sui suoi presunti legami con i narcos. A settembre il procuratore generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha avviato un’indagine dopo la circolazione sui social di alcune foto del leader dell’opposizione con esponenti della gang colombiana dei “Los Rastrojos” , una cellula nota per le attività di narcotraffico, omicidi e sequestri di persona nello stato venezuelano di Tachira. Guaidó ha smentito ogni contatto, ma sembra venuto meno il sostegno di cui aveva goduto dal 21 gennaio scorso, quando iniziarono le rivolte contro Maduro culminate il 30 aprile con l’Operazione Freedom e una manifestazione di massa davanti alla base militare di Carlota, che però non riuscì a rovesciare il regime e fu soffocata dalle forze armate rimaste fedeli al presidente.

Bruxelles ha deciso lo stanziamento di 120 milioni di euro di aiuti umanitari

Sul fronte delle violazioni dei diritti umani, proseguono gli arresti contro gli oppositori di Maduro, mentre cadono nel vuoto gli appelli della comunità internazionale. Dopo aver incontrato il leader venezuelano nelle scorse settimane, l’Alto Commissario dell’Onu Michelle Bachelet ha lanciato un allarme a cui si sono unite diverse ong. Secondo Foro Penal, dal primo gennaio 2014 al 31 luglio 2019 ci sono stati oltre 15.151 arresti arbitrari, dei quali 848 nei confronti di civili processati da tribunali militari. Negli ultimi due mesi sarebbero 478 le persone detenute per motivi politici. Di fronte a questi numeri e alla crisi migratoria, Bruxelles ha deciso lo stanziamento di 120 milioni di euro di aiuti umanitari, dei quali 2,5 italiani.

LA CRISI MIGRATORIA IN AMERICA LATINA

«La regione dell’America Latina e dei Caraibi si trova ad affrontare una situazione senza precedenti, la portata e la complessità della crisi ha ripercussioni globali», ha spiegato Stein nel corso della conferenza a Bruxelles, parlando della situazione di emergenza che sta vivendo l’intero Sud America e sottolineando l’esigenza di «rafforzare l’aiuto internazionale» come «antidoto contro l’insorgere di risentimenti nelle comunità locali». Secondo l’Unhcr l’80% dei 4,5 milioni di persone che hanno lasciato il Venezuela dal 2015 a oggi è rimasto nella regione dell’America Latina e dei Caraibi. Il numero è però destinato ad aumentare fino a 6,5 milioni nel 2020, facendo crescere la pressione sugli Stati confinanti. La Colombia è quella che ne ospita il maggior numero (circa 1,4 milioni), seguita da Perù (860 mila) ed Ecuador (330 mila) insieme a Cile (371 mila) e Brasile (212 mila). Si tratta di Paesi che però stanno vivendo a loro volta situazioni di forte conflitto interno.

IL CAOS DALLA COLOMBIA AL CILE

A Bogotà nei mesi scorsi sono stati uccisi oltre 250 attivisti e oppositori del presidente di centrodestra Ivan Duque. Le Farc, dopo l’accordo di pace, sono tornate alla clandestinità per riorganizzarsi militarmente. In Perù si sta vivendo un periodo di forte instabilità politica, mentre Ecuador e Cile sono nel pieno di rivolte di massa. Dopo che la capitale cilena è stata messa a ferro e fuoco da manifestanti, il presidente Sebastián Piñera si è scusato per non aver «ascoltato» la piazza e capito il disagio, annunciando un rimpasto di governo, che però non ha fermato le proteste in uno dei Paesi più ricchi dell’America Latina, ma dove le disuguaglianze sociali ed economiche sono tra le maggiori al mondo.

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Nell’epoca dei social media c’è una Spoon River per tutti

E tra la tomba di Toscanini e quella di don Giussani, c'è chi curiosa sui destini della gente comune. Cronaca di un 1 novembre al Monumentale di Milano.

«È viva la tua anima? Allora, che possa nutrirsi!», sarebbe stato scritto sull’epitaffio di Edmund Pollard, mai fosse esistito e avesse mai voluto che questi versi fossero incisi sulla sua pietra tombale invece che nella massima opera poetica di Edgard Lee Masters, l’Antologia di Spoon River: «Non lasciare balconi che tu non abbia scalato; né seni nivei che tu non abbia premuto; né teste d’oro di cui dividere il guanciale; né coppe di vino, quando il vino sia dolce; né delizie del corpo o dell’anima». Epicuro tre metri sotto terra, come dire, e come vorrebbero farsi certamente raccontare i passanti del grande viale laterale di destra del Cimitero Monumentale di Milano, quello che raccoglie i morti degli Anni Quaranta, più o meno, le cui tombe finiscono regolarmente e ulteriormente sepolte sotto le foglie dei platani, da cui la necessità di pulizie regolari che i guardiani effettuano senza esagerare.

TRA LE TOMBE DEL MONUMENTALE

Oggi, per esempio, è l’1 novembre e sono accovacciata con guanti, stracci, acqua della fontanella dell’angolo, il famoso “drago verde” milanese, raccolta in una delle bottiglie di acciaio regalate in un qualche evento moda che non ricordo; cerco di ripulire la prima della lunga teoria di tombe che mi aspetta in questa giornata, fra cimitero cattolico e israelitico che accorpo sempre avendo l’ingresso a destra di quello principale ma anche uno scomodissimo passaggio interno, mentre mia madre osserva ferma e dritta, appoggiata al bel bastone di cui non avrebbe affatto bisogno ma che usa per ottenere ogni vantaggio sui mezzi pubblici, a riprova che un po’ di buona educazione in giro c’è ancora.

RICORDI DI FAMIGLIA

Deve ritenere che l’occasione sia buona per un po’ di Spoon River famigliare, guai a non trasmettere la memoria, perché mentre io spazzo e spolvero e strofino statue e marmi e tolgo quelle orrende lumachine che nei cimiteri sono una costante, si mette a raccontare del prozio Carlo fondatore della grande azienda farmaceutica, di sua moglie Irene e della prozia Franca, che ho sempre trovato un bel tipo benché non abbia ovviamente potuto conoscerla, essendo morta nel 1948. Ricordo quasi ogni aneddoto sulla sua vita controcorrente di caporedattore del Popolo d’Italia che dormiva con la pistola sotto il cuscino (eh sì, tutti abbiamo avuto qualche fascista convinto in casa) e che aveva chiesto una piccola orchestra per accompagnare la propria morte, ma come logico il gruppetto che si è fermato alle spalle di mia madre con la mappa delle tombe dei famosi da visitare fra le mani e ascolta attento non lo sa.

UN CIMITERO DI ILLUSTRI DECEDUTI

La parabola terrena della prozia Franca non è neanche lontanamente paragonabile a quella di Arturo Toscanini, di Angelo Motta o di don Giussani che è sepolto nel viale centrale ed è identificabile da lontano per via della coda che si si ferma davanti ogni giorno recando fasci di fiori; non assomiglia nemmeno a quella sfortunatissima dell’ultimo figlio di Mozart, Carlo, a cui la comunità austriaca d’Italia ha donato sepoltura e lapide abbastanza di recente. Era una signora di piglio, parecchio eccentrica. Però il gruppetto pare molto interessato lo stesso. Uno azzarda: «Com’è morta?». «Tumore», fa mia madre, secca. Io sfrego accucciata fra le foglie gialle e taccio. È il suo momento di storyteller di vicende lontane. «Madam, do you know what happened to the couple on the right?», chiedono due ragazzi giovanissimi, molto interessati alla bella statua di bronzo della tomba accanto, che raffigura un angelo in caduta. Regge fra le mani un volante, si può intuire come sia andata.

SELFIE DAVANTI ALLE TOMBE

Mentre mia madre ha trovato un uditorio, per tutta la mattina sarà un continuo informarsi e chiedere delucidazioni anche sulla collocazione delle tombe di amici, conoscenti o perfetti sconosciuti. C’è chi si fa i selfie davanti alla tomba dei Bernocchi, capolavoro di Castiglioni, chi ulula davanti a quella di un tale Motta che sembra proprio un panettone, non fosse che quella del fondatore dell’azienda, opera di Melchiorre Bega su ispirazione di un tholos preistorico, si trova in un viale lontano ed è ornata di statue di Manzù. Fra i viali principali del Monumentale ci sono cartelli indicatori delle opere più importanti, con fotografia annessa, ma per gestire il traffico dei turisti italiani e stranieri che lo affollano nei giorni canonici ci vorrebbero decine di guide. In anni di social media e di personalizzazione di ogni cosa c’è voglia di sapere tutto anche di perfetti sconosciuti. Viene il dubbio che, per conservare la storia della propria famiglia, basti scrivere la propria Spoon River e affiggerla sulla tomba di nonno, zia, antenati. Ci sarà subito subito qualcuno disposto a leggerla.

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Bottas in pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1

Il pilota della Mercedes conquista il primo posto in griglia beffando per 12 millesimi Sebastian Vettel. Leclerc quarto alle spalle di Verstappen. Hamilton parte quinto.

Valtteri Bottas scatterà dalla pole position nel Gp degli Stati Uniti di Formula 1. Il finlandese della Mercedes ha ottenuto il miglior tempo nelle qualifiche sul Circuito delle Americhe in 1’32”029, appena 12 centesimi di secondo meglio di Sebastian Vettel, beffato con la Ferrari e relegato al secondo posto. Lotta serratissima nelle qualifiche, con quattro piloti in poco più di un decimo di secondo. Al terzo posto, infatti, si è piazzato Max Verstappen con la Red Bull, in 1’32”096, quarto Charles Leclerc in 1’32”137. Solo quinto Lewis Hamilton, che ha girato in 1’32”321.

NESSUNA PENALIZZAZIONE PER LECLERC

Le qualifiche si erano aperte con una buona notizia per la Ferrari. Charles Leclerc, che aveva avuto problemi al motore e non aveva potuto partecipare alle FP3, non è stato penalizzato. Dopo un Q1 tradizionalmente di studio, col miglior tempo di Lando Norris e l’eliminazione di entrambe le Alfa Romeo di Giovanizzi e Raikkonen, le qualifiche sono entrate nel vivo nel Q2, chiuso con il miglior tempo di Leclerc davanti a Vettel. Nel Q3, poi, lo strappo di Bottas, che fino a quel punto non aveva brillato. Un giro straordinario che ha permesso al finlandese di staccare il miglior tempo beffando Vettel per 12 millesimi.

HAMILTON A UN PASSO DAL TITOLO

Nella gara, in programma domenica 3 novembre alle 20:10 italiane, a Hamilton basterà controllare per potersi laureare campione del mondo per la sesta volta in carriera. Al britannico servono infatti solo 4 punti per conquistare la matematica certezza del titolo piloti. La Ferrari, apparsa veloce e competitiva, proverà comunque a dare battaglia alla caccia della quarta vittoria in una stagione decisamente deludente.

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