Daily Archives: 6 Marzo 2019

Riscatto periodi non coperti da contribuzione: nuove istruzioni

Per il triennio 2019-2021 è stato introdotto, in via sperimentale, un nuovo istituto di riscatto riferito ai periodi non coperti da contribuzione (decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, contenuto nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 2019, n. 23). È stata, inoltre, definita una diversa modalità di calcolo dell’onere di riscatto dei periodi di studi universitari, da valutare nel sistema contributivo, nel caso di domanda presentata fino al compimento del quarantacinquesimo anno di età.

Questa nuova possibilità è riconosciuta agli iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità e la vecchiaia, ai superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, e alla Gestione Separata.

Il provvedimento, inoltre, contiene disposizioni in ordine alla facoltà per i fondi di solidarietà di provvedere al versamento della contribuzione correlata a periodi utili per il diritto a pensione, riscattabili o ricongiungibili e precedenti all’accesso ai fondi di solidarietà stessi.

La circolare INPS 5 marzo 2019, n. 36 fornisce le istruzioni per l’applicazione del beneficio, descrive i soggetti interessati, la durata del periodo riscattato e i requisiti che permettono di conseguire l’anzianità contributiva necessaria per accedere alla pensione.

Nella circolare sono illustrate anche le modalità di versamento e presentazione della domanda di riscatto, i cui termini scadono il 31 dicembre 2021.

Denuncia Uniemens: semplificazione delle modalità di compilazione

Nell’ottica di semplificare le modalità di compilazione e invio della denuncia UNIEMENS ListaPosPA, l’Istituto ha reso possibile l’utilizzo di una specifica tipologia di comunicazione, denominata “a Variazione”, nei casi di sostituzione di denunce pregresse precedentemente trasmesse. Una delle caratteristiche di tale flusso è quella di poter comunicare i dati relativi a periodi mai trasmessi utilizzando l’elemento V1 causale 5 in sostituzione dell’elemento V1 causale 2.

Il messaggio 6 marzo 2019, n. 914 informa che è stato realizzato un intervento che consente di utilizzare il quadro V1 causale 5 per comunicare periodi mai trasmessi, anche attraverso l’inserimento di questo elemento in un flusso “Ordinario”.

Pertanto, a decorrere dalle denunce trasmesse dal 15 giugno 2019, l’elemento V1 causale 2 non sarà più accettato e i periodi mai trasmessi dovranno essere comunicati con l’elemento V1 causale 5. Si precisa che la funzione di quest’ultimo elemento si pone in aggiunta a quella propria di “annulla e sostituisce” dei dati relativi ai periodi già trasmessi.

Per consentire l’aggiornamento del software comparirà un apposito messaggio di mancata possibilità di utilizzo della procedura in presenza di elementi V1 causale 2 per invii effettuati dal 15 giugno 2019.

Crollo ponte Morandi: prestazioni di sostegno per lavoratori e aziende

L’articolo 4-ter, decreto-legge 28 settembre 2018, n. 109, convertito con modificazioni dalla legge 16 novembre 2018, n. 130, reca disposizioni urgenti per la città di Genova e prevede, ai commi 1 e 2, misure a sostegno del reddito in favore dei lavoratori, sia dipendenti che autonomi, e dei titolari di impresa individuale la cui attività lavorativa è stata sospesa a causa del crollo del ponte Morandi.

Con la circolare INPS 5 marzo 2019, n. 35, l’Istituto illustra le prestazioni di sostegno al reddito e le indennità che verranno riconosciute ai destinatari della norma.

Si forniscono, inoltre, le modalità operative per la trasmissione all’INPS, da parte della Regione Liguria, dei decreti di concessione del beneficio e le istruzioni fiscali e contabili per il pagamento della prestazione da parte delle strutture territoriali.

NASpI: detenuti che lavorano per l’istituto penitenziario

Con il messaggio 5 marzo 2019, n. 909 l’Istituto ha fornito chiarimenti sull’erogabilità della prestazione di disoccupazione NASpI ai detenuti che lavorano alle dipendenze dell’istituto penitenziario.

La Corte di Cassazione ha affermato che questa attività lavorativa, legata alla funzione rieducativa e di reinserimento sociale, prevede una graduatoria per l’ammissione al lavoro ed è soggetta a turni di rotazione e avvicendamento. Questi non possono però essere assimilati ai periodi di licenziamento che danno diritto all’indennità di disoccupazione.

Ai detenuti che lavorano all’interno e alle dipendenze dell’istituto penitenziario, quindi, non può essere riconosciuta la prestazione di disoccupazione in occasione dei periodi di inattività. L’indennità di disoccupazione da licenziamento spetta invece nel caso in cui il rapporto di lavoro sia stato svolto con un datore di lavoro diverso dall’amministrazione penitenziaria.

Gli istituti penitenziari sono comunque tenuti al versamento della contribuzione contro la disoccupazione per i detenuti che svolgono attività alle loro dipendenze. La contribuzione sarà utile, nel caso di cessazione involontaria da un rapporto di lavoro con datori di lavoro diversi dall’istituto penitenziario, ai fini della prestazione di disoccupazione NASpI.

I detenuti che già godevano della NASpI, infine, continuano ad averne diritto anche durante il periodo di detenzione, salvi i casi di revoca giudiziale della prestazione.

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