Monthly Archives: maggio 2018

Eventi sismici: proroga termini ripresa versamenti contributi sospesi

L’articolo 1, comma 1, lettera b) del decreto-legge 7 marzo 2018, n. 55, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 29 maggio 2018, n. 123, nel modificare l’articolo 48, comma 13, del decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, ha disposto che gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del medesimo articolo 48, comma 13, del d.l. n. 189/2016 e ss.mm.ii., sono effettuati entro il 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, anche mediante rateizzazione “fino a un massimo di 60 rate mensili, di pari importo, a decorrere dal 31 gennaio 2019”.

Con il messaggio 30 maggio 2018, n. 2181, la decorrenza della ripresa degli adempimenti e dei versamenti della contribuzione sospesa mediante rateizzazione è stata prorogata al 31 gennaio 2019.

Potranno inoltre essere interrotti i pagamenti delle rateazioni già presentate e/o convalidate, in base alle indicazioni fornite con il messaggio 22 maggio 2018, n. 2078, per il versamento mediante rateizzazione dei contributi sospesi. 

Si rammenta che il termine per la ripresa dei versamenti contributivi in unica soluzione rimane 
ex lege fissato al 31 maggio 2018, salvo modifiche che possano intervenire in sede di conversione del decreto-legge in oggetto.

Con riferimento ai piani di rateazione dei debiti contributivi in fase amministrativa, ordinariamente concessi dall’Istituto in virtù dell’articolo 2, comma 11, decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389 e ss.mm.ii., già in corso alla data dell’evento sismico, si precisa che per effetto della riattivazione dei piani di ammortamento i soggetti contribuenti interessati saranno tenuti a versare in unica soluzione, entro la predetta data del 31 maggio 2018, l’importo delle rate sospese nel periodo compreso tra la data dell’evento sismico e il 30 settembre 2017, anche in questo caso salvo modifiche che possano intervenire in sede di conversione del decreto-legge in oggetto.

Si rende noto, inoltre, che l’articolo 1, comma 2 del sopraccitato d.l. 55/2018, ha riformulato l’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2017, n. 8 (convertito in legge 7 aprile 2017, n. 45).

In ragione della sostituzione delle parole "dal 1° giugno 2018" con le parole "dal 1° gennaio 2019", i termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, nonché le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione e i termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, ivi compresi quelli degli enti locali, sono sospesi dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2018.

Gestione pubblica: obblighi contributivi durante sospensione cautelare

Con la circolare INPS 16 gennaio 2014, n. 6 l’Istituto ha indicato, tra i redditi imponibili ai fini pensionistici per la Gestione Dipendenti Pubblici (GDP), anche l’assegno alimentare corrisposto durante il periodo di sospensione cautelare per procedimento giudiziario in corso. 

L’Istituto ha così esteso alla gestione pubblica la regola vigente per le pensioni della gestione privata in tema di imponibilità ai fini pensionistici dell’assegno, modificando il precedente orientamento dell’INPDAP che non riteneva imponibile l’assegno alimentare erogato nei periodi di sospensione cautelare.

Con il messaggio 29 maggio 2018, n. 2161 l’INPS fornisce chiarimenti in merito agli obblighi contributivi e alla valutazione ai fini pensionistici e previdenziali (TFS/TFR) del periodo trascorso in sospensione cautelare per i lavoratori per i quali pende un giudizio innanzi all’autorità giudiziaria.

Osservatorio Gestione ex ENPALS: statistiche su pensioni e lavoratori

È stato pubblicato l’Osservatorio con le statistiche sulle pensioni e sui lavoratori della Gestione ex ENPALS, soppressa nel 2011 e confluita nell'INPS con la denominazione di Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo (FPLS) e di Fondo Pensione Sportivi Professionisti (FPSP).

Gestione ex ENPALS: statistiche pensioni

Le pensioni vigenti al 1° gennaio 2018 sono 58.043, di cui 55.666 a carico del Fondo Pensione Lavoratori dello Spettacolo e 2.377 del Fondo Pensione Sportivi Professionisti. L’importo complessivo annuo in pagamento è di 951,7 milioni di euro, di cui il 93,8% (892,7 milioni di euro) in carico al FPLS e il 6,2% in carico al FPSP.

Rispetto all’anno precedente si registra un incremento del numero delle pensioni e degli importi annui in pagamento a inizio anno, con una netta differenziazione per gestione. Mentre la gestione dei lavoratori dello spettacolo, infatti, ha visto crescere il numero delle prestazioni e dell’importo complessivo annuo rispettivamente del 1,7% e del 1,1%, la gestione degli sportivi ha fatto registrare un incremento numerico delle pensioni del 5,3% e un incremento dell’importo complessivo annuo in pagamento del 1,1%.

Per quanto riguarda la distribuzione per categoria, il 68,1% delle prestazioni sono pensioni di vecchiaia, il 27,9% pensioni ai superstiti e il restante 4% pensioni di invalidità. L’importo complessivo annuo si distribuisce per il 79,8% alle pensioni di vecchiaia, per il 2,9% a quelle di invalidità e per il 17,3% a quelle ai superstiti.

Dall’analisi della distribuzione territoriale si evidenzia una marcata concentrazione delle pensioni di entrambe le gestioni nell’Italia centrale, con un picco nella provincia di Roma dove vengono erogate il 26,1% delle prestazioni e il 30% degli importi.

Le pensioni d’invalidità sono maggiormente concentrate nell’Italia centrale (40,6%), mentre quelle di vecchiaia nell’Italia settentrionale (45%). Il 3,3% delle prestazioni viene inoltre erogato a pensionati residenti all’estero.

L’età media dei pensionati è 75,5 anni (74,1 anni per gli uomini e 76,8 anni per le donne). Analizzando la distribuzione per classi di importo mensile delle pensioni, infine, si osserva che il 43,3% delle pensioni ha un importo inferiore a 750 euro.

Gestione ex ENPALS: statistiche lavoratori

Nel 2017 il numero di lavoratori dello spettacolo con almeno una giornata retribuita nell’anno è risultato pari a 306.234, con una retribuzione media annua di 10.821 euro e un numero medio annuo di 104 giornate retribuite.

Il gruppo professionale più numeroso è quello degli attori (23,8%), seguito dai gruppi degli impiegati (11,2%), dei lavoratori degli impianti e circoli sportivi (11,2%) e dei concertisti e orchestrali (9,8%). Analizzando la struttura per classi di età emerge che, nel 2017, la classe di età modale è quella tra i 25 e i 29 anni con 44.219 lavoratori (il 14,4% del totale). I lavoratori uomini rappresentano il 57,6% della collettività considerata.

La retribuzione media annua nel 2017, pari a 10.821 euro, risulta molto differenziata sia per età, sia per genere. In particolare aumenta al crescere dell’età, almeno fino alla classe 55–59, ed è costantemente più alta per gli uomini (12.024 euro contro 9.188 euro per le donne).

Gli sportivi professionisti con almeno un contributo versato nel 2017 sono 7.449, il 92,1% dei lavoratori è costituito dagli appartenenti alla Federazione Calcio. Nel 2017 si registra un incremento del 5,5% del numero dei lavoratori rispetto all’anno precedente. La metà degli sportivi professionisti lavora al Nord (49,2%).

Il 55,6% degli sportivi è costituito da atleti, il restante 44,4% da allenatori, direttori tecnico sportivi e preparatori atletici.

Nel 2017, la classe di retribuzione modale dei lavoratori sportivi professionisti è quella tra i 10mila e fino a 50mila euro con il 41,2%. Alla classe di retribuzione oltre i 700mila euro appartengono perlopiù gli sportivi professionisti della Federazione Calcio e si tratta in prevalenza di atleti (86,6%).

Aziende agricole: proroga agli abilitati in “gestione deleghe”

Con il messaggio 7 dicembre 2017, n. 4921 e il messaggio 13 aprile 2018, n. 1618 sono state disciplinate, per il settore agricolo, le modalità relative all’implementazione del sistema di gestione deleghe che permette l’accesso ai servizi del settore.

Il messaggio 13 aprile 2018, n. 1618, in particolare, ha comunicato che l’accesso ai servizi del Cassetto previdenziale per aziende agricole e alla procedura di iscrizione delle aziende agricole sarebbe stato consentito, esclusivamente agli abilitati in gestione deleghe, dal 31 maggio 2018.

Questo sistema sostituirà le modalità e procedure abilitative vigenti nell’ambito della gestione in argomento.

Il messaggio 29 maggio 2018, n. 2163 dispone la proroga al 20 giugno 2018 per assicurare la piena integrazione dei sistemi. 

Gestione Dipendenti Pubblici: l’Osservatorio sulle pensioni

È stato pubblicato l’Osservatorio sulle pensioni della Gestione Dipendenti Pubblici (GDP), con i dati sulle prestazioni vigenti al 1° gennaio 2018 e liquidate nel 2017.

Il numero delle pensioni vigenti al 1° gennaio 2018 è pari a 2.864.050, in aumento dello 0,7% rispetto all’anno precedente (2.843.256). L’importo complessivo annuo delle pensioni è di 69.328,8 milioni di euro, con incremento del 2,6% rispetto al 2017 (67.577,3 milioni di euro).

Per quanto riguarda la ripartizione per cassa, il 59% delle pensioni è erogato dalla Cassa Trattamenti Pensionistici Statali (CTPS), seguita dalla Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (CPDEL) con il 37,8%. Le altre casse rappresentano complessivamente poco più del 3% del totale. Con riferimento all’importo complessivo annuo, risulta che il 62,1% è a carico della CTPS (1.959,85 euro), il 31,2% a carico della CPDEL (1.539,40 euro) e il rimanente 6,7% è erogato dalle altre casse, con importi che variano da 1.405,48 euro mensili per la Cassa Pensioni Insegnanti (CPI) a 4.424,17 euro per la Cassa Pensioni Sanitari (CPS).

Nel 2017 le pensioni liquidate sono aumentate dell’8,4% rispetto all’anno precedente, passando da 114.833 nel 2016 a 124.464 nel 2017. L’analisi delle pensioni liquidate nel 2017 per cassa evidenzia che la CTPS eroga il 55,4% dei trattamenti pensionistici, con una spesa pari al 56,5% del totale. A seguire la CPDEL, che eroga il 39,8% delle pensioni per un importo annuo pari al 33% del totale. Da notare che la CPS, pur erogando un numero esiguo di pensioni (appena il 4,2% del totale), eroga un importo annuo del 10,1% della spesa complessiva.

Pensioni GDP: dati per categoria e sesso

Per quanto riguarda le prestazioni vigenti al 1° gennaio 2018 per categoria e sesso, emerge che il 56,8% delle pensioni sono di anzianità o anticipate, con importi annui pari a 43.573,4 milioni di euro; il 13,4% sono pensioni di vecchiaia per un importo di 11.244,4 milioni di euro; le pensioni di inabilità sono il 7,9% e il restante 21,8% è costituito, complessivamente, dalle pensioni erogate ai superstiti di attivo e di pensionato. Il 58,6% del totale dei trattamenti pensionistici è erogato alle donne.

Per quanto riguarda, invece, le pensioni liquidate nel 2017, la categoria delle pensioni di anzianità/anticipate è la più numerosa con il 51,6% del totale e importi complessivi annui di 2.201,6 milioni di euro (65,8% del totale). Le pensioni ai superstiti rappresentano il 30,5% del totale come numero e il 16% come importo. Infine le pensioni di vecchiaia e di inabilità sono rispettivamente circa il 12% e il 6% sia nel numero sia nell’importo.

Pensioni GDP: dati per area geografica

La distribuzione per area geografica delle pensioni vigenti al 1° gennaio 2018 mette in evidenza che il maggior numero delle prestazioni è concentrato al Nord (40,9% del totale), seguito dal 36% al Sud e nelle isole e dal 23% al Centro. Esiguo il numero delle pensioni erogate all’estero, pari allo 0,1% del totale.

Le regioni con il maggior numero di pensioni pubbliche sono la Lombardia e il Lazio, che erogano rispettivamente l’11,8% e l’11,6% del totale, seguite dalla Campania (9,2%) e dalla Sicilia (8,3%). Le regioni che erogano il minor numero di pensioni sono la Valle d’Aosta (0,2%), il Molise (0,6%) e la Basilicata (1%).

Pensioni GDP: dati per età, categoria e importo

L’età media complessiva dei titolari di pensioni di vecchiaia e anzianità/anticipate è di 73,6 anni sia per gli uomini che per le donne; quella dei titolari di pensione di inabilità si discosta di oltre tre anni tra i due sessi (70,8 per gli uomini e 73,9 per le donne); infine l’età media della categoria superstiti è molto differenziata tra i due sessi, essendo pari 71,3 anni per gli uomini e a 78,6 anni per le donne.

Il 17% delle pensioni pubbliche ha un importo mensile inferiore ai 1.000 euro, il 49,8% tra 1.000 e 1.999,99 euro e il 24,5% tra 2.000 e 2.999,99. L’8,8%, infine, ha un importo dai 3.000 euro mensili lordi in su.

Disciplina del Fondo Ormeggiatori e Barcaioli dei porti italiani

Il 6 marzo 2014 è stato stipulato, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, legge 28 giugno 2012, n. 92, l’accordo sindacale nazionale tra ANGOPI e FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, con il quale si è costituito il Fondo di solidarietà bilaterale Ormeggiatori e Barcaioli dei porti italiani.

La circolare INPS 25 maggio 2018, n. 74 illustra la disciplina del Fondo, volto ad assicurare ai lavoratori del settore una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa per cause previste dalla normativa in materia d'integrazione salariale ordinaria o straordinaria.

La circolare INPS 3 agosto 2016, n. 141 ha precisato l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà e ha illustrato la modalità di versamento dei contributi necessari al finanziamento delle prestazioni erogate.

Inoltre si forniscono le istruzioni amministrative e operative in ordine all’assegno ordinario erogato dal Fondo, con evidenza delle principali modifiche normative introdotte dal decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

Si offrono altresì, analogamente a quanto disposto con la circolare INPS 15 novembre 2017, n. 170, le indicazioni tecniche per il conguaglio della prestazione di integrazione salariale (assegno ordinario) erogata dal Fondo di solidarietà in oggetto e per il pagamento della contribuzione addizionale dovuta in caso di fruizione della prestazione medesima.

Reddito di Inclusione: disponibile il nuovo modulo di domanda

A seguito dell’abrogazione dei requisiti familiari previsti per l’accesso al Reddito di Inclusione (REI), il messaggio 11 maggio 2018, n. 1972 ha precisato che tale abrogazione opererà a partire dalle domande presentate dal 1° giugno 2018 e che queste verranno conseguentemente istruite senza attuare la verifica dei requisiti.

L’INPS, attraverso il messaggio 24 maggio 2018, n. 2120, ha reso disponibile il nuovo modulo cartaceo di domanda di accesso alla misura in parola.

Versamenti contributi sospesi eventi sismici 2016-2017: chiarimenti

Con il messaggio 24 maggio 2018, n. 2108 l’INPS fornisce chiarimenti in merito alle modalità di versamento delle ritenute sospese per gli eventi sismici verificatisi nei territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo in data 24 agosto 2016, 26 e 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017. 

L’articolo 48, decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, modificato dall’articolo 1, legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018), ha stabilito che il versamento delle ritenute fiscali sospese a causa dei citati eventi sismici, non versate nel 2017 a Erario, Regioni e Comuni, deve avvenire a cura del contribuente. 

Il contribuente, che ha richiesto e ottenuto il beneficio della sospensione delle ritenute fiscali, è tenuto a versare tramite F24 le predette ritenute all’Erario in unica soluzione entro il 31 maggio 2018 o con rateizzazione fino a 24 rate, senza interessi e sanzioni, dal 31 maggio 2018. 

L’INPS invierà comunicazione ai soggetti interessati per agevolarli nell’adempimento. 

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 6 marzo 2018, n. 19, ha fornito chiarimenti sulle modalità di ripresa della riscossione precisando che il diritto alla rateizzazione sussiste anche in caso di cessazione del rapporto di lavoro e sussiste anche per gli eredi, in caso di decesso del soggetto che ha richiesto al proprio sostituto d’imposta la rateizzazione.

Modifiche in materia di aspettativa funzioni pubbliche elettive

L’INPS fornisce chiarimenti in merito all’interpretazione e applicazione della legge 23 dicembre 1999, n. 488, per il riconoscimento della contribuzione figurativa ai lavoratori dipendenti dei settori pubblico e privato, eletti membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo o di Assemblea regionale e nominati a ricoprire funzioni pubbliche.

La circolare INPS 23 maggio 2018, n.72, acquisito il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, evidenzia l’applicazione della disciplina nei casi di:

  • sostituzione dei vitalizi o delle prestazioni pensionistiche regionali con nuove prestazioni a carattere pensionistico;
  • abrogazione e rinuncia al vitalizio o alle prestazioni pensionistiche regionali destinate ai consiglieri;
  • restituzione della contribuzione regionale.

Si ricorda che il riconoscimento del diritto di accredito figurativo deve essere richiesto dall’interessato con la presentazione di un’apposita domanda, entro il 30 settembre dell’anno successivo a quello in cui ha avuto inizio l’aspettativa senza assegni, pena la decadenza dal diritto. La domanda si intende rinnovata per ciascun anno di durata del mandato elettivo o della nomina all’esercizio della funzione pubblica, salvo contraria manifestazione di volontà. La presentazione in ritardo della domanda preclude il diritto all’accredito esclusivamente con riferimento all’anno in cui si è verificata l’omissione.

Per gli eletti o nominati iscritti alle gestioni private il versamento della quota contributiva a carico deve essere effettuato, da parte dell’amministrazione dell’organo elettivo o dell’organo di appartenenza, entro il 30 ottobre dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stata fruita l’aspettativa da coprire figurativamente, a prescindere dalla circostanza che l’interessato abbia raggiunto i requisiti contributivi per il vitalizio o per la prestazione pensionistica.

Si evidenzia infine che, a decorrere dalla data di pubblicazione della suddetta circolare, per il 2017 la data di scadenza entro cui effettuare il versamento è fissata, anche per gli iscritti alla gestione dipendenti pubblici, al 30 ottobre e non più al 31 ottobre come indicato nelle circolari emanate dall’INPDAP.

Dati amministrativi, ricerca e politiche pubbliche: il convegno SIEP

Il 23 maggio si è svolto, presso la sede di Palazzo Wedekind a Roma, il convegno “I dati amministrativi per le analisi socio-economiche e la valutazione delle politiche pubbliche”. L’evento è stato organizzato da INPS in collaborazione con la Società Italiana di Economia Pubblica (SIEP).

Sono intervenuti, tra gli altri, il Presidente INPS Tito Boeri, il Direttore Generale INPS Gabriella Di Michele e il Direttore centrale Studi e ricerche INPS Massimo Antichi.

Al centro del convegno le opportunità e le problematiche legate all'accesso dei dati amministrativi per la libera ricerca empirica in ambito economico-sociale.

È possibile consultare gli interventi dei relatori.

Prestazioni occasionali: rimborso somme versate e non utilizzate

Con il messaggio 25 maggio 2018, n. 2121 l’INPS comunica che sulla piattaforma delle prestazioni occasionali è stata rilasciata una nuova funzionalità per consentire agli utilizzatori il rimborso di somme versate e non utilizzate.
Sono oggetto di rimborso soltanto le somme effettivamente versate dai soggetti interessati, essendo esclusa la possibilità di rimborso delle somme di cui si ha la titolarità in seguito alla concessione di benefici o bonus (ad esempio, bonus baby sitting).

Per ottenere il rimborso delle predette somme gli utilizzatori, dopo essersi autenticati tramite il PIN rilasciato dall'Istituto oppure tramite una identità SPID o una Carta Nazionale dei Servizi (CNS), devono accedere alla piattaforma delle prestazioni occasionali e presentare domanda online.

Aziende agricole: contributi dovuti dai concedenti per il 2018

La circolare INPS 25 maggio 2018, n. 73 riporta le aliquote contributive dovute dai concedenti per i piccoli coloni e i compartecipanti familiari all’azienda agricola per il 2018.

Il concedente del rapporto di piccola colonia o di compartecipazione familiare in possesso di PIN può visualizzare online la comunicazione INPS con il dettaglio contributivo e stampare il modello F24 precompilato.

I contributi vanno versati in quattro rate con le seguenti scadenze:

  • 16 luglio 2018 (I rata);
  • 17 settembre 2018 (II rata);
  • 16 novembre 2018 (III rata);
  • 16 gennaio 2019 (IV rata).

Il pagamento può essere effettuato presso qualsiasi sportello bancario o postale.

Dai campi alle piste: ecco le giovani promesse dello sport italiano

Dai campi alle piste: ecco le giovani promesse dello sport italiano

Dal velocista Filippo Tortu ai calciatori Pellegri e Kean. E poi il pilota Bulega e la tennista Delai. Campioni in erba, baby fenomeni e talenti che nel futuro potrebbero portare all’Italia medaglie e vittorie nelle loro specialità. FOTOGALLERY

Pubblicato l’Osservatorio sul precariato con i dati di marzo 2018

Sono stati pubblicati i dati di marzo 2018 dell’Osservatorio sul precariato. Le assunzioni nel settore privato, nel periodo gennaio-marzo 2018, sono state 1.743mila: sono aumentate del 15,2% rispetto allo stesso periodo del 2017. In crescita tutte le componenti: contratti a tempo indeterminato +5%, contratti a tempo determinato +12,1%, contratti di apprendistato +18,6%, contratti stagionali +31,4%, contratti in somministrazione +18% e contratti intermittenti +51,9%.

Nei primi tre mesi dell’anno le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (51mila) hanno registrato un forte incremento rispetto al periodo gennaio-marzo 2017 (+73%). In contrazione risultano invece i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo (-19%).

Le cessazioni nel complesso sono state 1.350mila, in aumento rispetto all’anno precedente (+14,5%): a crescere sono le cessazioni di tutte le tipologie di rapporti a termine, soprattutto i contratti a tempo determinato e in somministrazione, mentre diminuiscono quelle dei rapporti a tempo indeterminato (-6,6%).

La pubblicazione dei dati sui flussi relativi al primo trimestre 2018 è integrata da quattro nuove tavole (che saranno aggiornate ogni trimestre) finalizzate ad arricchire le informazioni disponibili con ulteriori caratteristiche delle attivazioni e delle cessazioni dei rapporti di lavoro. In particolare viene resa disponibile la serie storica trimestrale (2014-2018) dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato instaurati con incentivazioni. Confrontando il primo trimestre di ciascun anno si osserva che nel 2014 l’incidenza dei rapporti incentivati (considerando sia assunzioni che trasformazioni) risultava del 25%; essa ha raggiunto nel 2015 il 58% mentre è poi progressivamente diminuita passando dal 44% del 2016 al 22% del 2018. Nel primo trimestre 2018, su un totale di 548mila nuovi rapporti a tempo indeterminato (incluse le assunzioni in apprendistato), i rapporti agevolati risultano circa 126mila, di cui 23mila dovuti all’esonero strutturale giovani.

La consistenza dei rapporti di lavoro

Nel periodo gennaio-marzo 2018, nel settore privato, si registra un saldo tra assunzioni e cessazioni pari a +393mila, superiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+334mila).

Il saldo annualizzato (la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi 12 mesi) consente di misurare la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. A marzo 2018 risulta positivo e pari a +522mila, in leggera flessione rispetto a quanto registrato a febbraio (+550mila). Il saldo rimane ancora negativo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (-62mila), seppur in miglioramento per il terzo mese consecutivo. Continuano i segnali di rafforzamento per l’apprendistato (+69mila). Rimane positivo, anche se in decelerazione, l’andamento dei contratti a tempo determinato (+339mila), dei contratti di somministrazione (+32mila) e dei contratti intermittenti (+116mila).

Il lavoro occasionale

L’articolo 54-bis decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50 ha disciplinato le nuove prestazioni di lavoro occasionale: Contratto di Prestazione Occasionale (CPO) e Libretto Famiglia (LF).

La consistenza dei lavoratori impiegati con i Contratti di Prestazione Occasionale a marzo 2018 si attesta intorno alle 18mila unità, con un importo mensile lordo medio di circa 260 euro.

A marzo 2018, infine, sono stati più di 5mila i lavoratori impiegati con i titoli del Libretto Famiglia, con un importo mensile lordo medio di poco superiore a 320 euro.



 

Osservatorio Cassa Integrazione Guadagni (CIG) aprile 2018

Pubblicato l’Osservatorio Cassa Integrazione Guadagni aprile 2018. Il numero di ore di cassa integrazione complessivamente autorizzate ad aprile 2018 è stato di 19,4 milioni, in diminuzione del 15,4% rispetto allo stesso mese del 2017 (23 milioni).

Nel dettaglio, le ore autorizzate per gli interventi di:

  • Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) sono state 9,1 milioni, in aumento del 21,9% rispetto ad aprile 2017, quando erano state 7,4 milioni;
  • Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS) sono state 10,1 milioni, in diminuzione del 25,7% rispetto ad aprile 2017, che aveva registrato 13,5 milioni di ore autorizzate;
  • Cassa Integrazione Guadagni in Deroga (CIGD) sono state 0,3 milioni, in decremento del 84,5% rispetto ad aprile 2017, quando erano state autorizzate 2 milioni di ore.

A marzo 2018 sono state presentate 105.598 domande di NASpI. Nello stesso mese sono state inoltrate 710 domande di ASpI, mini ASpI, disoccupazione e mobilità, per un totale di 106.308 domande, in diminuzione del 6,1% rispetto a marzo 2017 (113.220 domande).

In allegato all’Osservatorio sulla Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è stato pubblicato il focus aprile 2018 (PDF 1,1 MB).

Esoneri per calamità alle aziende agricole: chiarimenti

Con la circolare INPS 6 marzo 2006, n. 35 è stato illustrato il quadro normativo per la concessione alle aziende agricole degli esoneri contributivi per calamità, nonché le modalità di richiesta e gestione dell’esonero. Con la circolare INPS 14 giugno 2013, n. 99 sono inoltre state specificate le novità normative introdotte, relativamente ai requisiti soggettivi e oggettivi per la concessione del beneficio medesimo.

Con il messaggio 22 maggio 2018, n. 2082, l’Istituto ribadisce che sono considerati imprenditori agricoli le cooperative agricole e i loro consorzi che svolgono, nei limiti posti dall’articolo 2135 del codice civile, le seguenti attività:

  • coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali;
  • manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano come oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali;
  • fornitura di beni o servizi mediante l'utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale e forestale.

Infine, relativamente ai requisiti oggettivi, si conferma che a decorrere dal 20 maggio 2018 (data di entrata in vigore del decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82) non è contemplata la minore percentuale di danno del 20% della produzione lorda vendibile delle aziende situate in aree svantaggiate.

Pertanto, la misura dell’esonero è pari al 17% per le aziende che hanno subito danni in misura superiore al 30% e inferiore o pari al 70% della produzione lorda vendibile, e pari al 50% per le aziende che hanno subito danni in misura superiore al 70% della produzione lorda vendibile.

Rimane invariata l’ipotesi dell’ulteriore aumento del 10% dell’esonero alle condizioni declinate al paragrafo 5 della circolare INPS 6 marzo 2006, n. 35.

Il messaggio fornisce, inoltre, ulteriori chiarimenti in ordine alle agevolazioni previdenziali e relativamente all’iter dell’istruttoria e dei controlli.

Eventi sismici 2016-2017: ripresa versamenti dei contributi sospesi

Il recente quadro normativo (articolo 48, comma 13, decreto-legge 17 ottobre 2016, n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229) ha disposto che, per le aree colpite dai fenomeni sismici, gli adempimenti e i pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per l’assicurazione obbligatoria, precedentemente sospesi, dovevano essere effettuati in unica soluzione entro il 30 ottobre 2017, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Il messaggio 22 maggio 2018, n. 2078 chiarisce che, a seguito dell’emanazione del decreto-legge 16 ottobre 2017, n. 148, la ripresa degli adempimenti e dei versamenti sospesi è stata prorogata al 31 maggio 2018, senza applicazione di sanzioni e interessi, in unica soluzione ovvero mediante rateizzazione. Il messaggio fornisce, inoltre, istruzioni operative per le varie gestioni previdenziali.

Nello specifico, la ripresa dei versamenti mediante rateizzazione prevede fino a un massimo di 24 rate mensili di pari importo, previa presentazione dell’apposita comunicazione di pagamento rateale dei debiti contributivi, da effettuare entro il 31 maggio 2018, unitamente all’adempimento contestuale del versamento della prima rata.

Si precisa che la comunicazione di pagamento rateale potrà riguardare i contributi sospesi anche di una singola gestione previdenziale rispetto al totale di quelle nelle quali il contribuente è tenuto all’adempimento dell’obbligazione.

Per le istruzioni operative relative alla modalità di versamento dei contributi sospesi, sia in caso di pagamento in unica soluzione che di versamento rateizzato, si rimanda al messaggio 27 febbraio 2018, n. 895 in cui sono state fornite indicazioni per la compilazione del modello F24, in relazione alle singole gestioni.

Giornata della legalità: le prestazioni INPS per le vittime del dovere

Il 23 maggio si celebra la Giornata della legalità, in memoria di Giovanni Falcone e di tutte le vittime della mafia. Sono passati 26 anni dalla strage di Capaci: il 23 maggio 1992 il giudice siciliano fu vittima di un attentato mafioso insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo.

L’INPS si pone accanto alle vittime del dovere con benefici fiscali e prestazioni pensionistiche.

Come spiega il Ministero dell’Interno le vittime del dovere sono “gli operatori di polizia e i dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un'invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto”.


INPS, benefici e prestazioni per le vittime del dovere

Tra i benefici fiscali per le vittime del dovere vi è innanzitutto l’esenzione dall’IRPEF, prevista dalla legge di bilancio 2017 relativamente alle pensioni di privilegio.

La pensione di privilegio è la prestazione riconosciuta dall’INPS in seguito a infermità o lesioni derivanti dall'adempimento di obblighi di servizio, riservata al personale appartenente alle Forze armate, all’Arma dei Carabinieri, alla Polizia di Stato, ai Vigili del Fuoco e al personale adibito al soccorso pubblico. I militari appartenenti a queste categorie, che abbiano riportato lesioni o infermità in seguito a fatti derivanti dall'adempimento di obblighi di servizio, hanno diritto alla pensione, se le lesioni o le infermità sono permanenti, oppure a un assegno rinnovabile, nel caso in cui le lesioni o le infermità siano considerate temporanee.

L’esenzione dell’IRPEF non è invece prevista per la doppia annualità, il beneficio che spetta ai familiari aventi diritto alla pensione ai superstiti, in caso di decesso dei soggetti rimasti vittime di atti di terrorismo o di stragi, portatori di invalidità non inferiore al 25%. Dal 1° gennaio 2008 il diritto alla doppia annualità (l’attribuzione, appunto, di due annualità di trattamento pensionistico, comprensive della tredicesima mensilità) è stato esteso ai superstiti delle vittime del dovere.

Polo unico di tutela della malattia: dati 1° trimestre 2018

L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio statistico sul “Polo unico di tutela della malattia” con i dati relativi al 1° trimestre 2018. L’Osservatorio, che ha lo scopo di monitorare il fenomeno dell’astensione dal lavoro per malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici, è stato realizzato prendendo come riferimento i certificati medici inviati dal medico e le visite mediche di controllo effettuate dall’Istituto.

Dal 1° settembre 2017, infatti, in attuazione del decreto legislativo 27 maggio 2017, n. 75, è entrato in vigore il Polo unico per le visite fiscali che attribuisce all’INPS la competenza esclusiva a gestire le visite mediche di controllo anche per l’82% dei lavoratori pubblici in malattia. Da questa data, come già avviene per i lavoratori privati assicurati, l’Istituto effettua visite mediche sia su richiesta delle pubbliche amministrazioni, in qualità di datori di lavoro, sia d’ufficio.

Dalle statistiche (pdf 216KB) emerge, nei primi tre mesi del 2018, un incremento del numero dei certificati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tale aumento risulta più contenuto nei lavoratori pubblici appartenenti al Polo unico (3,1%) rispetto ai dipendenti del settore privato (12,4%). A livello territoriale si evidenzia una differenziazione per entrambi i settori con maggiore aumento al Nord (4,7% del pubblico rispetto al 14,2% del privato).

La percentuale dei lavoratori con almeno un giorno di malattia sul totale dei lavoratori passa, nel settore privato, dal 23% del 2017 al 26% del 2018, con un incremento di tre punti percentuali, mentre nel settore pubblico passa dal 35% del 2017 al 36% del 2018.

L’Istituto, infine, ha effettuato un numero di visite mediche per i dipendenti pubblici del Polo unico poco al di sotto di quelle per i dipendenti privati assicurati (101mila nel pubblico e 123mila nel privato), pur in presenza di un numero di certificati medici di gran lunga inferiore (1,9 milioni rispetto a 4,7 milioni).

Vigilanza predittiva e Banca Dati degli Appalti: INPS al Forum PA 2018

Innovazione e tecnologia al Forum PA 2018 di Roma. Il 24 maggio 2018, dalle 9.30 alle 11.30, presso la sala 8 del Convention Center “La Nuvola”, INPS presenta le novità in materia di vigilanza predittiva e banca dati appalti. Saranno due gli interventi, a cura dei dirigenti INPS Antonello Lilla (Vigilanza documentale e analisi del rischio) e Daniela Silvestris (Procedure operative gestioni private).

Il primo intervento descriverà l’evoluzione delle strategie di contrasto all’evasione e alle frodi, con il nuovo modello proposto orientato alla prevenzione dei fenomeni. Il modello, che si basa sui principi dell’analisi predittiva, è in via di implementazione all’INPS e può essere, con le opportune concessioni, esportato in tutte le organizzazioni core che prevedono la raccolta di denaro finalizzata all’erogazione di prestazioni, rendite, prestiti e mutui.

Nel corso del secondo intervento, invece, sarà presentata la nuova piattaforma realizzata dall’Istituto e denominata Banca Dati degli Appalti. Si tratta di uno strumento innovativo finalizzato al contrasto dell’evasione contributiva, a tutela dei lavoratori e a garanzia di un mercato che si autoregolamenti, emarginando progressivamente i partner economici che non rispettano la normativa previdenziale vigente. Il sistema, quindi, fornirà un’efficace struttura di monitoraggio relativamente all’applicazione del regime di responsabilità solidale negli appalti.

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