Monthly Archives: luglio 2012

Il premio Nobel Walesa sta con Romney, ma nessuno lo dice…

“Romney parla di valori, e io sono molto felice di questo”. Parola di Lech Walesa, il leggendario oppositore della dittatura comunista nel suo Paese, che con il movimento di lavoratori Solidarnosc fu il principale protagonista, assieme al “papa polacco” Wojtila, del rovesciamento del comunismo a Varsavia, e da l? poi in tutto l’Est Europeo. In un mondo mediaticamente normale l’appoggio esplicito di un Premio Nobel per la Pace (Walesa l’ha avuto nel 1983, dopo aver vinto la sua battaglia anticomunista) ad un candidato alla presidenza americana che cerca di rovesciare il popolarissimo (all’estero) Barack Obama, dovrebbe dominare i titoli e i commenti sul tour del repubblicano. Peraltro, dello stesso Obama, quando divenne suo “collega” vincitore di Nobel della Pace nel 2009, Walesa disse: “Mah, non c’? stato finora alcun suo contributo alla pace. Sta proponendo cose, sta avviandole, ma non ha ancora combinato alcunch?”. Nobel contro Nobel, una bella polemica, o no? No. A tenere banco per i giornalisti, anche in Polonia dopo Londra e Israele, sono sempre e solo le cosiddette “gaffe” di Romney. Illuminante che cosa ? successo davanti alla Tomba del Milite Ignoto a Varsavia, dove Romney si era recato in omaggio ai sacrifici dei polacchi contro nazisti e comunisti. Questo lo scambio. Giornalista A: “Governatore Romney, a proposito delle disavventure del suo viaggio…”. Giornalista B: “Governatore Romney, ha una dichiarazione sui palestinesi?” . Giornalista C: “Che cosa ci dice delle sue gaffe?”. Giornalista D: “Governatore, pensa che le sue gaffe hanno oscurato il suo viaggio estero?” E qui interviene Gorka: “Mostra un po’ di rispetto, Jim”. Giornalista Jim: “Non abbiamo avuto possibilit? finora di fare domande…”. Gorka: “Vaffan.. Questo ? un posto sacro per il popolo polacco. Mostra un po’ di rispetto”. Ovviamente, il “vaffan” del portavoce di Mitt ? diventato il nuovo slogan per i titoli, che ha sostituito quello, usato fino a ieri, sui palestinesi che avevano accusato Romney di “razzismo” . Mitt aveva detto una semplice verit?, altro che gaffe: cio? che in Israele il Pil pro capite ? di 21 mila dollari, il doppio dei palestinesi, perch? il sistema economico israeliano ? vibrante ed esporta tecnologia e non terrorismo.?

E Romney come prende il pregiudizio della stampa contro di lui, e a protezione e vantaggio di Obama? Con filosofia, perch? ? da sempre che i giornalisti Usa (tranne quelli di Fox negli ultimissimi anni ) hanno simpatia ed odio preconfezionati, e Mitt lo sa che sar? cos? anche con lui fino a novembre. Dan Rather, la punta dell’icebreg passato alla storia, intervist? con acrimonia il mite Bush il Vecchio, prima di finire la carriera inventando un falso documento contro Bush il Giovane e facendo una indecente intervista in ginocchio a Saddam. Quindi, non resta a Mitt che andare avanti per la sua strada, affermando le cose giuste anche se non conquistano i titoli: “Le nostre nazioni appartengono alla grande compagnia delle democrazie, parliamo lo stesso linguaggio di libert? e giustizia… Forse perch? qui il controllo centralizzato non ? un ricordo lontano avete messo una speciale determinazione ad assicurarvi una libera e prosperosa economia” ha detto nel discorso ufficiale ai polacchi. Sulle polemiche “a margine” dei media ostili, Mitt si ? concesso sono un accenno di velata ironia: “Capisco che ci sono quelli del quarto potere che sono molto pi? interessati a scrivere di qualcosa che non ha a che fare con l’economia, la geopolitica, la minaccia di guerra, la realt? del conflitto in Afghanistan oggi, la nuclearizzaione dell’Iran”, ha commentato. “Stanno cercando di trovare qualcosa d’altro per non parlare del fatto che questi 4 anni sono stati anni duri per il nostro paese”.?

Da domani la campagna ricomincia in patria, dove Romney trova consolazioni importanti dalle ultime settimane Ok in borsa, un trend che gli sorride. “Molti investitori con cui ho parlato”, ha detto Sam Stovall, capo strategista alla S&P, “pensano che se l’indice S&P 500 salir? da fine luglio a fine ottobre ci? sarebbe il segnale di una vittoria di Romney in arrivo: il mercato in ripresa segnalerebbe che le politiche percepite come anti-business della attuale amministrazione arriveranno presto alla fine”, e saranno cambiate a favore del business.?

“In conclusione, noi non siamo veramente preoccupati per il fatto che l’Europa risolva il suo problema e che la sua economia riparta”, ha fatto eco Adam S. Parker, capo delle strategie azionarie della Morgan Stanley in una lettera agli investitori. “E neppure pensiamo che dei forti profitti delle aziende in rapporto alle aspettative saranno la chiave del successo. Per noi, il maggiore scenario Toro ? basato sui bilanci che sono zeppi di cash e sulla potenziale fiducia che saranno utilizzati pi? attivamente e con maggiore produttivit?. La maggiore possibilit? sotto questo aspetto ? un Romney che vince le elezioni”. Se i media tifano Obama, Wall Street vota Romney.

di Glauco Maggi

Sconfitta e insultata da un idiota sulla sua pagina Wikipedia: "Ha perso quella gran p…"

Eccessi di democrazia nell'era di Wikipedia, l'enciclopedia gratuita e in costante aggiornamento grazie ai continui "ritocchi" degli utenti. Spesso si ? discusso dell'attendibilit? dei Wiki-documenti, e altrettanto spesso si ? disquisito sulla reale portata informativa dello strumento. Non vogliamo addentrarci in questi sofismi; semplicemente ci limitiamo a riportarvi un episodio (vergognoso) che sicuramente dar? argomenti agli "Wiki-scettici". Federica Pellegrini ha appena concluso la finale dei 200 stile libero ai giochi olimpici di Londra 2012. Per la nuotatrice, dopo quella nei 400 sl, un'altra cocente delusione: arriva soltanto quinta e scivola addirittura fuori dal podio. Non c'? nemmeno il tempo di disperarsi, che i "gufi" di Fede hanno gi? trovato il modo di esultare per il suo insuccesso. E non solo di esultare: gli idioti la buttano sugli insulti personali. Il "campo di battaglia" ? proprio Wikipedia, che ? stata aggiornata praticamente in tempo reale. Una riga sola, scarna, orribile: "Alle olimpiadi di Londra del 2012 arriva quinta sia nei 200 che nei 400 quella gran p... cazzo!!!". Magra soddisfazione per l'idiota che ha scritto la bestialit?: il commento ? stato subito cancellato, ma a noi non ? sfuggito.

Il Trota sfrattato da via Bellerio si porta via anche i mobili

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"Assegni per ottocentottanta mila euro emessi non si sa per cosa. Ventimila euro spesi da Francesco Belsito in negozi di lusso, armerie e centri benessere. E pure 82 mila euro in biciclette. Lasciate per? in magazzino. Questi i primi risultati degli analisti della Pricewaterhousecoopers, societ? incaricata da Roberto Maroni per indagare sul bilancio del Carroccio, sotto la guida dell’ex tesoriere Belsito. L’allegra gestione delle economie padane che ha messo nei guai la famiglia Bossi e che ha portato all’estromissione di alcuni esponenti del cerchio magico nonch? alla caduta politica dello stesso Senat?r. Che ora, per?, come ha dichiarato in un’intervista, vuole riportare all’interno del movimento le persone espulse ?con eccessiva superficialit??. I rilievi arrivano il giorno dopo in cui Renzo, il Trota, ha fatto gli scatoloni per portare via gli oggetti personali da via Bellerio", racconta Gianluca Roselli su Libero in edicola oggi. E il Trota sfrattato non si vuole far sfuggire niente di niente. Nel giorno della resa dei conti, da via Bellerio, il quartier generale leghista, si ? portato via pure i Mobili. Renzo ? arrivato con due furgoni alla sede padana per prendere la sua roba. Nel Carroccio di Maroni la guerra non ? aperta, ma apertissima.

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Vuole mangiarsi i suoi figli: rissa tra giustizialisti a sinistra

? uno dei pi? spettacolari cortocircuiti del giornalismo e della politica, e come ogni diabolica manifestazione si infila meticolosamente nei dettagli. Nella fattispecie, all’interno della rubrica delle lettere di Repubblica. La prima delle missive pubblicate ieri recava una firma che non poteva passare inosservata: quella di Eugenio Scalfari, Fondatore del quotidiano diretto da Ezio Mauro. Ecco il testo, sottile e devastante: ?Nell’ultimo fascicolo della rivista Micromega viene pubblicato un ampio dibattito sulla indagine della Procura di Palermo [...]. Nell’ambito di questo dibattito la direzione di quella rivista ha anche pubblicato un breve brano tratto da un mio scritto, che ha nulla a che vedere con quel dibattito e la cui pubblicazione non mi ? stata richiesta n? tanto meno da me autorizzata. Diffido pertanto la direzione di Micromega di utilizzare miei scritti senza avermene preventivamente chiesto il permesso che - lo dico fin d’ora - non sar? mai comunque concesso?. Si pu? citare solo quando te lo dice ?Io?, insomma: cio?, mai. Siamo alla ripicca del Maestro", spiega Martino Cervo su Libero in edicola oggi. Che succede? Succede che le polemiche sulla trattativa tra Stato e mafia hanno scatenato una vera e propria rissa tra giustizialisti a sinistra. In estrema sintesi, Scalfari si scatena contro i suoi stessi figli. Il Fondatore di Repubblica scrive al suo quotidiano per diffidare "Micromega" (periodico di sinistra) dal pubblicare i suoi articoli: qualcosa che non avevamo mai visto prima. E Marco Travaglio, in parallelo, lo massacra sul "Fatto Quotidiano".

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Almeno ha trovato i suoi nemici: sono i ricchi e gli eterosessuali

"Non si pu? dire che stupisca. Ma del resto, ieri al Tempio di Adriano, dove Pier Luigi Bersani ha presentato la famosa ?carta di intenti? sulla base della quale costruire la coalizione di ?progressisti e democratici?, nessuno se lo aspettava e nessuno ne ? rimasto deluso. Non ? certo una novit? il rosso della scenografia dietro al podio. Non sono una novit? le uniche tre proposte concrete che fa: patrimoniale, unioni gay, cittadinanza a chi nasce in Italia. Ma ? questo il Pd che Bersani ha in mente e che ? convinto potr? vincere. Un partito che rivendica le sue radici di sinistra. Che guarda decisamente pi? a Hollande che a Monti", spiega Elisa Calessi su Libero in edicola oggi. Insomma, il segretario democratico, alle prese con l'eterne beghe del suo partito, almeno ha raggiunto un obiettivo: ha trovato i suoi nemici. Chi sono? I ricchi e gli eterosessuali. E per il futuro ha in mente un "listone" con Nichi Vendola. Poi l'avvertimento nemmeno troppo velato a Monti: "Stiamo con lui, ma siamo pronti a tutto".

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L’amara verità di Berlusconi: "Con Monti tutti più poveri"

"? un’intervista sul calcio, quella concessa da Silvio Berlusconi a Milan channel. Ma il Cavaliere non pu? prescindere dall’analisi politica per giustificare la via dell’austerit? intrapresa dal club dell’ex presidente del Consiglio. ?Il calcio fa parte dell’economia globale, gli introiti si dovranno misurare con la crisi: abbonamenti, biglietti e sponsor?. In Italia ?la crisi ? pi? acuta ma non dipende dal Paese?. Prosegue ricordando il passo indietro: ?Io mi sono fatto da parte perch? tutti dicevano che un esecutivo tecnico avrebbe migliorato le cose?", spiega Salvatore Dama su Libero in edicola oggi. Berlusconi, insomma, ha lasciato sperando che l'Italia uscisse dalla crisi. Ma non ? andata cos?. Anzi. Il verdetto del Cavaliere ? impietoso: "Con Monti siamo tutti pi? poveri". Per Silvio "il governo lavora, ma non risolve la crisi".

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Le pazze idee dei fan di Grillo: riffa dei seggi e applausometro

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di Tommaso Montesano

E meno male che i grillini rappresentano il rinnovamento della politica. Le “idee” come antidoto all’immobilismo della Casta. Prendiamo il dibattito sulla riforma della legge elettorale. I sostenitori del Movimento 5 stelle s? che ce l’hanno, le loro proposte. Eccole: ?Sorteggio tra i candidati con i requisiti di eleggibilit? condivisa?; ?applausometro?; ?quello che piace a Beppe Grillo?; oppure ?qualunque sistema, basta che ci sia il Movimento 5 stelle al comando?.

La fantasia dei grillini non ha limite. Basta cliccare sul sito di Grillo, e partecipare al sondaggio lanciato dal comico genovese su quale sia il sistema elettorale pi? adatto all’Italia, per rendersene conto. Per il 38% il modello migliore ? il maggioritario, seguito dal proporzionale che piace al 29% dei grillini, mentre al terzo posto si piazza il sistema misto (20% dei consensi).?

Una parte significativa di sostenitori del Movimento 5 Stelle, pari al 13%, ha per? idee diverse. Originali. Ad esempio questa: ?Chi vince governa. Non per sette anni, ma per cinque. Poi si torna a votare?. Come se oggi una legislatura non durasse, appunto, un quinquennio. Poi c’? chi chiede la ?democrazia diretta?. Per superare il Porcellum e tornare alle preferenze? No, per arrivare all’?abolizione del diritto di voto ai parlamentari in favore della popolazione, che voter? di volta in volta i provvedimenti all’ordine del giorno?. Una variante pu? essere quella di introdurre, invece delle assemblee elettive, Camera e Senato, il voto ?di quartiere, per alzata di mano, con possibilit? di due deleghe?. Per alcuni i ?politici? vanno anche bene, basta che siano affiancati ?nelle decisioni popolari da semplici operai e madri di famiglia?. Ma il sistema elettorale che va per la maggiore tra i fan del Movimento 5 stelle ? la ?Casocrazia?. Ovvero la ?selezione dei governanti a caso?. Estrazione a sorte. ?Tra tutti i cittadini tra i venti e i quarant’anni?. No, ?tra gli italiani maggiorenni e incensurati?.?

Non tutti, per?, sono riusciti a capire qual ? la vera posta in palio. ?Non capisco la domanda, scusa Beppe?. ?Sogno ignorante, voglio che governi chi prende pi? voti: ? il maggioritario??. Ecco, cos?, che qualcuno per evitare di scendere nel dettaglio si affida al capo: il sistema elettorale migliore ? ?quello che piace a Beppe Grillo?. Ossia una ?monarchia del Movimento 5 stelle?. Male che vada, si pu? sempre ?copiare? un modello che funziona ?senza toccare una virgola?. In fondo, tedesco spagnolo o francese non fa differenza, ?a patto che ci sia l’abolizione della segretezza del voto. Nome e cognome di chi vota e tutto pubblicato su Internet. Il voto segreto ? soggetto a manipolazioni e non ? verificabile del tutto?.?

E non mancano, per un movimento che ha denunciato il “regime berlusconiano”, le pulsioni autoritarie. Non si contano i favorevoli a dittatura che di volta in volta diventa ?militare?, ?popolare?, ?democratica?, ?pacifista? e degli ?onesti, generosi e competenti?. ?Altro che i vostri bei parlamenti inutili!?.

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Ci ricasca: senza casco sulla fiammante Vespa rossa. Il "candidato premier" dà l’esempio

di Massimo De Angelis

Abbronzato, occhiale d’ordinanza e camicia bianca. ?Ecco il ritratto estivo di un serafico Luca Cordero di Montezemolo ?a bordo di una fiammante Vespa per le strette vie di Capri. Tonalit? rosse per la moto a ricordare le carrozze del treno Italo, ma una domanda sorge spontanea: il casco dov’?? L’estate scorsa il super manager era stato pizzicato a Cortina, sempre su una vespa, insieme alla compagna e al figlioletto senza casco. ?Qualche settimana, poi, era stato beccato nel Quadrilatero milanese con l’auto blu sul marciapiede. Ora Luca ci ricasca. ?Il retino gli servir? a raccogliere la multa??

Lombardo molla, ma è solo l’ultima cassata

La Sicilia ? il buco nero del bilancio pubblico italiano. Non il solo per la verit?, ma rispetto agli altri buchi attraverso i quali si disperdono in mille rivoli i soldi versati dai contribuenti, quello siciliano ? un buco speciale, anzi a statuto speciale, che non ha paragoni con nessun altro. Non soltanto perch?, grazie all’autonomia, l’isola gode di un maggior numero di privilegi perfino in confronto a Trentino Alto Adige e Val d’Aosta, che pure non se la passano male, ma anche perch? ? l’unica che si rifiuta di tagliare le spese e di mettere a dieta il proprio bilancio nonostante la situazione economica del Paese lo imponga. Non date retta, infatti, alla sceneggiata delle dimissioni del governatore Raffaele Lombardo, il quale dopo settimane di tira e molla alla fine ha presentato la lettera d’addio. L’uscita di scena del presidente della Regione - ammesso e non concesso che sia definitiva - non cambia niente. Via Lombardo, tutto continua come prima, forse peggio di prima.

Ne ? prova il discorso fatto dall’assessore regionale al Bilancio, Gaetano Armao, il quale ha ammesso che ci sono forti spinte ?della classe politica locale a non affrontare la spending review. ?Io presento l’emendamento e la Commissione bilancio lo mette nel cassetto. Il problema ? questo: mentre una classe dirigente del Paese fa certe scelte, perch? la Sicilia non le fa??. Le ragioni di tanta riluttanza a usare le forbici le ha spiegate con disarmante franchezza un altro politico isolano, nientepopodimeno che il presidente dell’Assemblea di Palazzo dei Normanni, tal Francesco Cascio. Il quale ha ammesso con spudoratezza che ?non ci sono le condizioni finanziarie e politiche per portare avanti il piano di revisione della spesa?. Un modo di dire chiaro e tondo che gli sprechi non si tagliano in quanto ci sono le elezioni. Nessun partito ha infatti intenzione di fare qualcosa che possa nuocergli, mettendosi contro gli elettori a pochi mesi dall’apertura delle urne. In seguito alle dimissioni del governatore, la Sicilia sar? chiamata ai seggi in autunno e gi? ogni schieramento si sente in campagna elettorale. Dunque chiudere i rubinetti non ? possibile, anzi si rischia che per rastrellare voti ci sia chi li apra ancora di pi?.

In tal caso i 20 mila dipendenti della Regione, che secondo alcuni (ad esempio la Voce.info) attraverso diversi sistemi raggiungerebbero la cifra record di 140 mila, potrebbero aumentare. Altro che camminatori, forestali, portantini e addetti alla statistica regionale. Qui c’? il pericolo che qualcuno assuma altre persone, inventandosi ruoli e incarichi. E a questo proposito non possiamo che registrare quanto accaduto ieri pomeriggio, nelle ore immediatamente precedenti alle dimissioni di Raffaele Lombardo. Come ? risaputo, la lettera di addio del governatore ieri si ? fatta aspettare e a quanto pare non per un repentino ripensamento del presidente siciliano, ma a causa del tempo richiesto per le ultime nomine e promozioni. Prima di mollare lo scranno, Lombardo ha voluto premiare i fedelissimi con un bel pacchetto regalo, ovviamente a carico della cassa regionale, la quale prima di essere riempita da Mario Monti con circa 800 milioni in cambio dell’addio del governatore, era pi? vuota di quella della Grecia, al punto da far temere il fallimento. Un primato che si aggiunge agli altri della Regione, ovvero un tasso di disoccupazione tra i pi? alti d’Italia e un prodotto interno lordo tra i pi? bassi. Senza contare i debiti naturalmente, stimati in almeno cinque miliardi, ma secondo la Corte dei conti in rapida ascesa, anche perch? alcune voci contabili del bilancio sono ?suggestive quanto discutibili?. Risultato: per il 2012 la differenza tra le entrate finali e il rimborso dei prestiti ammonta a 9 miliardi e 400 milioni.

Di fronte a questo disastro, chi guida la Sicilia e ha il compito di riportarne in attivo i conti che fa? Parla di complotti contro i siciliani per favorire le Regioni del Nord, come se gran parte degli articoli sul bilancio fallimentare dell’amministrazione isolana usciti sulla stampa nazionale e sui siti non fosse scritta proprio da siciliani. I quali, in quanto siciliani e amanti della Sicilia, il buco nero della malapolitica lo hanno in odio e lo vorrebbero chiudere. A differenza dei finti risanatori. Che pensano di continuare a fare politica a spese dei contribuenti, comprando voti e clientele a carico dello Stato. Ripetiamo dunque le domande fatte nei giorni scorsi a Mario Monti e ai suoi ministri: ? possibile che agli italiani sia richiesto di tirare la cinghia e una Regione d’Italia possa chiamarsi fuori continuando i costumi di quasi settant’anni di sprechi? ? o non ? ora di darci un taglio, decidendosi a commissariare Palazzo dei Normanni? In nome della spending review che si impone al 90 per cento del Paese urgono risposte.

di Maurizio Belpietro

Senaldi: Il piano per riconsegnare l’Italia a Monti

Mario Monti e Giorgio Napolitano hanno un?piano per riconsegnare l'Italia al professore. Giurano di non voler andare al voto subito, ma vogliono la riforma della legge elettorale proprio per "raggiungere" le urne questo autunno (e sbandierando la spauracchio dello spread sperano di convincere i partiti a riaffidare l'Italia al Professore). Monti e il Colle, per?, hanno dei nemici: in primis i partiti, ma anche Draghi e la Merkel. Il videocommento del vicedirettore di?Libero, Pietro Senaldi.

Il piano di Monti e Napolitano per far rieleggere il Professore

Lui dice di "no", che non ? vero. "Rester? Senatore a vita e continuer? a lavorare per il Paese, ma non far? il premier", ha spiegato a pi? riprese Mario Monti. Noi invece, a pi? riprese, vi abbiamo spiegato che il Professore vuole restare a Palazzo Chigi. Le sue sono dichiarazioni di facciata: Monti spera nel bis, un "raddoppio" che verrebbe appoggiato da ampie fette del Parlamento. Il professore ha un piano, e il suo primo alleato per portarlo a compimento ? il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il primo obiettivo del tandem Colle-Palazzo Chigi ? portare a casa il pi? in fretta possibile la riforma elettorale, prerequisito essenziale per poter andare al voto gi? il prossimo autunno (e qui il premier, quando spiega che vuole arrivare al termine naturale della legislature, bluffa).

Il bluff del tandem -Ieri, luned? 30 luglio, Napolitano ? entrato a gamba tesa: "Al voto l'Italia ci va quando decido io". In una nota ufficiale il Quirinale ha spiegato: "In quanto a ipotesi che appaiono sulla stampa di possibile anticipazione delle elezioni politiche normalmente previste per il prossimo aprile - spiegava Napolitano - ritengo di dover sollecitare la massima cautela e responsabilit? in rapporto all'esercizio di un potere di consultazione e decisione che appartiene solo al Presidente della Repubblica". Frasi dure, ma di circostanza: Re Giorgio ? il primo che, da mesi, invita i partiti a trovare in fretta e furia un accordo per riformare il Porcellum. E oggi, marted? 31 luglio, ecco le parole di Monti che fanno eco a quelle di Capo dello Stato. Il premier invita i partiti a evitare la "rissa permanente". E sulle elezioni anticipate spiega: "Sarebbe una combinazione che darebbe ai cittadini, ahim?, la sensazione, forse fondata, che la politica ha fatto grandi sforzi per sostenere in Parlamento questo governo, che ha preso decisioni impopolari, ma non ha fatto i compiti in casa propria riformando se stessa. E i mercati interanzionali - ha proseguito - sarebbero legittimati a nutrire scetticismo su quello che viene dopo questo governo".

Alle urne, alle urne - Insomma, Napolitano dice che si vota soltanto quando lo decide lui e Monti rilancia con la minaccia dello spread. Il differenziale sale? La colpa ? della politica che litiga e "non riforma se stessa". Quale la riforma in questione? Quella elettorale, ovviamente. Perch? tutta questa fretta di eliminare il "porcellum"? E' presto detto: le forze politiche non accetterebbero mai di andare al voto in autunno senza un nuovo sistema. Quella di Monti ? una lotta contro il tempo: nonostante le dichiarazioni di facciata l'obiettivo ? raggiungere le urne il prima possibile. Se si votasse in autunno - sondaggi alla mano - sarebbe difficile, quasi impossibile, trovare una maggioranza salda, in grado di governare senza intoppi e di non cadere alla prima "imboscata" Parlamentare. Uno scenario perfetto per sventolare - ancora - la minaccia dello spread e farsi riaffidare da Napolitano (che ancora non sarebbe entrato nel semestre bianco che, di fatto, ne neutralizza il potere) le redini di un nuovo governo, un Monti-bis sostenuto ancora dalla "strana maggioranza".?

Alleati e nemici - Ma oggi ? proprio la "strana maggioranza" il primo nemico di Monti. Sono i partiti a non volere che il regno del Professore si protragga a dismisura e, putacaso, continua la guerra fredda sulla riforma elettorale. Se da un lato Pier Luigi Bersani e il Pd continuano a nicchiare, fingendo di voler trovare un'intesa con il centrodestra per poi rifiutare sistematicamente ogni proposta degli azzurri, chi invece non bluffa e ha mostrato le carte ? Silvio Berlusconi. Il Cavaliere - sia perch? vuole recuperare consenso e il tempo ? suo alleato, sia perch? non ? disposto a tollerare un bis di Monti, tecnici e professori - vede il voto anticipato come il fumo negli occhi. Nonostante le dichiarazioni ufficiali, in verit? una via d'intesa tra Pd e Pdl sulla riforma elettorale c'?. Ma Berlusconi ha posto una condizione ben precisa: l'iter della riforma non cominci prima di settembre (cos? le possibilit? di un voto anticipato, nel pieno dell'emergenza spread che "spingerebbe" Monti, verrebbero vanificate).

Lo sgambetto di Draghi e Merkel - Lo scenario ? fluido, zeppo di contrasti e di incognite. Monti, da una parte, pu? contare sul fedelissimo Pier Ferdinando Casini (in prima linea nell'"esercito di liberazione" dal Porcellum), ovviamente su Napolitano e, paradossalmente, sullo spread. I "nemici", come detto, sono proprio i partiti. Ma altrettanto paradossalmente, tra chi avversa il professore, oggi, ci sono anche Angela Merkel, Francois Hollande e Mario Draghi. Perch?? Semplice. L'Europa sembra aver cambiato rotta: la Bce di Draghi ("Faremo di tutto per l'euro") e la Francia di Hollande (che ha incrinato l'asse di ferro con Berlino) sono riusciti a far piegare la testa a Frau Merkel. La Germania sta gradualmente abbandonando la linea del rigore (? arrivato l'ok della Cancelliera al meccanismo salva-spread). Al processo ha ovviamente contribuito anche Mario Monti, che innesc? il meccanismo con la "vittoria" al Consiglio europeo del 28 giugno. Ma, ora, quella vittoria si rivela un parziale autogol (politico). La speculazione estiva, con un Vecchio Continente pi? coeso, pare controllabile. Francia, Germania e Bce lottano uniti per la difesa della moneta unica. Per Monti, insomma, il tempo stringe. Lo spauracchio-spread (in chiave elettorale) potrebbe essere agitato ancora per poco (si spera). Ecco il Professore e Napolitano spingono tanto per la riforma elettorale (e, dicendo l'esatto opposto, per andare alle urne il prima possibile).

«Niente treni e alberghi per i cani»

Veterinario sin dal 1953, amante degli animali quanto basta, trovo del tutto esagerata la campagna che state facendo a favore degli animali. Ho sempre rispettato gli animali e ho svolto, e continuo a svolgere, la mia attivit? come zootecnico nutrizionista. Sono per il commercio degli animali da reddito, trovo assurdo il commercio degli animali da compagnia. Trovo assurdo obbligare strutture alberghiere, marittime e treni ad accettare la presenza di cani. Gli animali devono avere i loro spazi naturali, che non sono certo le stanze d’albergo, le spiagge frequentate da bambini e le vetture ferroviarie.

Giorgio Gasperoni

e.mail

Giusto: gli animali devono avere i loro spazi naturali. Mi sembra una considerazione intelligente, e ovviamente condivisibile. Un leone non pu? stare in una gabbia striminzita. Per la verit?, non dovrebbe stare neppure in una gabbia gigantesca. ? abituato alla savana, agli spazi immensi. Lei lo sa. Dicono che sia un animale un po’ pigro, capace di starsene sdraiato per ore e ore. Per?, in un giorno, se vuole, se ha fame, se non ci sono prede nei paraggi, pu? percorrere chilometri. Un lupo in gabbia ? uno spettacolo che non si dimentica facilmente. Il lupo - ma lei lo sa meglio di me - non ha l’andatura del cane, anche se i due animali sono parenti. Il lupo ha passi brevi, rapidi. Lei me lo insegna, lei ? veterinario: il lupo muove le zampe anteriori e quelle posteriore lungo una stessa linea. Trotta, pi? che camminare. Vederlo in gabbia, con quell’andatura nervosa, avanti e indietro, avanti e indietro, ? veramente straziante. E le voliere? Assurdo rinchiudere un uccello in una voliera. Gli uccelli spaziano, si innalzano, virano, vanno in picchiata. L? dentro, s? e no possono fare qualche piccolo salto. Con quattro passi, l’elefante pu? percorrere la pi? grossa delle gabbie. Per non parlare delle giraffe, di fatto costrette all’immobilit?: un passo e stop, ecco il recinto, la palizzata, il muro. Gazzelle, cervi, coccodrilli, ogni animale deve avere il suo spazio, che ? quello naturale. Animali da compagnia. Lo dice lo stesso nome: il loro spazio ? in compagnia dell’uomo. Da millenni. Con il rispetto delle dovute regole igieniche, con raziocinio. Ma accanto all’uomo. Lei, per?, ? veterinario, lei certe cose le sa meglio di me. Chi siamo noi, noi comuni mortali, per dire che gli animali da compagnia non sono da compagnia ma da lontananza?

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

Il video a luci rosse della sexy viceministro costretta alle dimissioni

In Sud America la politica si fa sempre pi? hot e scandalosa. Karina Bolanos, viceministro della Cultura in Costa Rica ? nei guai per un video apparso su Youtube in cui mostra le sue grazie. I cittadini non hanno gradito affatto e a causa del filmato, in cui appere in lingerie bianca, la politica ? stata costretta a dimettersi. Per il momento non si sa come il video sia finito in rete e in tutto il Paese ? scoppiato il caso etico e mediatico.?

Guarda il video su Libero Tv

L’estate delle vacanze sconnesse: come disintossicarsi dal digitale

di Daniela Mastromattei

E la chiamano estate questa ?estate senza... internet, Twitter e altri social network, senza ricevere e inviare mail, senza sapere che fanno ?i mille e pi? pseudo amici che vagano su Facebook. ?Impossibile, ?dir? qualcuno. ? un castigo o una punizione? Cosa ho fatto di male??

I dati sono allarmanti: ?secondo l’ultima indagine di Good Technology, l’80 per cento di chi usa smartphone e tablet come strumenti di lavoro continua a farlo anche fuori, il 50 per cento controlla le lettere ovunque, anche a letto, il 25 per cento ha problemi con il partner per l’abuso di tecnologia. Quell’80 per cento, quindi, non riuscirebbe ?a staccare la spina n? al mare n? in montagna, n? a godersi le vacanze, colpito dal ?logorio della vita moderna?, direbbe lo spot anni Sessanta.

?Ecco perch? gli ?americani (primi in tutto) hanno sentito la necessit? ?delle vacanze ?digital detox?, dove i beni tecnologici vengono consegnati all’arrivo; le stanze non hanno tv e nessuna connessione wireless. Si fanno bagni, si prende il sole, ?si cammina, si guardano i paesaggi e si riprende il contatto con la vita reale. Ci si ?disintossica dal morboso attaccamento a smartphone e tablet. Negli Stati Uniti persino Bill Gates prende una settimana all’anno, la ?think week?, solo per pensare.

E gli alberghi ?si attrezzano. Il californiano Post Ranch Inn Big Sur, considerato uno degli alberghi americani pi? belli, da tempo meta dei big della Silicon Valley, nella lussuosa struttura a picco sulla costa (alimentata solo da energia solare, il trasporto interno ? assicurato da macchine ibride) ha le camere prive di tv e wi-fi con vista mozzafiato sull’Oceano e sulla montagna. Il Post Ranch Inn offre percorsi disintossicanti a base di passeggiate immersi nella natura, trattamenti in spa e corsi di meditazione (un week-end in camera doppia, costa circa 2700 dollari ).

Anche ai Caraibi ?c’? la possibilit? di prendersi un periodo di ferie dal digitale: a Saint Vincent e Grenadine devi solo abituarti al suono delle onde che lambiscono la spiaggia. Il sito blacktomato.com ?nel pacchetto di una settimana (a partire da 3000 dollari, volo compreso) offre inoltre un ?coach?.

E in ?Messico e ?Costa Rica? L’agenzia ?di Seattle viayoga.com. propone esclusivi resort in posti incontaminati, dove ogni tipo di strumento tecnologico si consegna all’arrivo. Si pu? fare yoga, pilates, massaggi, immersioni e prendere lezioni di surf (pacchetto a partire da duemila dollari).

Anche in Italia si stanno organizzando, tant’? che la vacanza ?digital detox? sembra essere arrivata ?anche in Sardegna. Ma attenzione: se in Costa Smeralda sbarchi senza iPad, ?sei sempre ?uno sfigato, mentre ?sull’Isola di San Pietro a Carloforte, circondato da mirto e macchia mediterranea, sei il benvenuto senza ?tecnologia al seguito. Qui ?c’? il Poecylia Resort. Non ha tv, n? telefono, n? internet, n? frigobar, n? aria condizionata in camera (?sono fresche naturalmente grazie al modo in cui sono state concepite e costruite?, informa il sito) proprio per godersi la pace e l’energia del paesaggio senza interferenze tecnologiche. Stessa filosofia in Trentino, per l’Hotel Villa di Campo a Campo Lomaso. ?A ricaricare le pile ci pensano una spa, un orto e le passeggiate nella natura. Tutto questo ? un sano antidoto al palmare ?insieme al recupero dei rapporti umani (guardarsi negli occhi, stringersi la mano, ?fare amicizie ?dal vivo).?

Obiettivo: tornare ?a vivere in armonia con il mondo reale.

Le vacanze salentine di Emilio Fede

Emilio Fede?paparazzato nelle calde acque di Gallipoli circondato da bellissime ragazze.?Lontano da Milano, il giornalista cerca un p? di sano relax in Salento scortato dall'occhio vigile e attento della moglie Diana De Feo.?

Sicilia, Lombardo si è dimesso. Ma prima nomina un assessore

Lascia. Come annunciato, Raffele Lombardo si ? dimesso dalla presidenza della Regione Siciliana. L'ormai ex governatore ha riunito la giunta a Palazzo d'Orleans, e come ultimo atto del suo "regno" ha nominato Nicola Vernuccio assessore regionale. "Lascio?tutte le cariche politiche senza rimpianti. Abbiamo fatto tanto, molte riforme. Lascio all’apice, perch? la presidenza della Regione siciliana ? l'apice di una carriera. Lascio con serenit?. E vi auguro a tutti voi di poter eocntinuare a serviree almeglio la Sicilia". Cos? Lombardo, che ha aggiunto di aver fatto "il mio dovere fino in fondo" e che le dimissioni sono "una scelta lucida e ragionata". L'ex governatore dell'isola a rischio bancaratta - che ha querelato Libero chiedendo 1 miliardo di euro perch? abbiamo denunciato gli sprechi siciliani - ha replicato ancora alle accuse di malgoverno: "C'? stata una tattica politico-mediatica disonesta e criminale che ha infangato la Regione a livello internazionale", ha tuonato nel corso del suo intervento all'Ars facendo riferimento al rischio-default che corre la Sicilia. Quindi ha proseguito nella sua auto difesa: "Mai come in questi trascorsi quattro anni sono stati intaccati gli interessi illeciti e criminali di questa regione. Rivendico questo del mio governo". E ancora: "Al presidente della Regione non ? stato consentito di essere interrogato. Ho parlato in aula, con la stampa. Per ben tre volte la procura ha chiesto l'archiviazione, un processo ? stato interrotto alla vigilia della sua conclusione e non ? stato richiesto un rinvio a giudizio. Questi sono dati". Infine l'appello: "Il prossimo 28 e 29 ottobre si elegga un presidente della regione liebro e senza vincoli".

Niente taglii - Mentre Lombardo si recava all'Ars per formalizzare le sue dimissioni, in parallelo, in aula montava la protesta di diversi parlamentari, contrari alla decisione della conferenza di capigruppo che ha stabilito di votare un assestamento di bilancio tecnico per coprire il disavanzo di 2,38 milioni di euro, stralciando le norme di spesa che riguardavano i contratti di 6mila precari Asu, il trasporto pubblico locale, i collegamenti marittimi e i dissalatori. Una doppia beffa: Lombardo lascia, ma fa saltare parte del piano dei tagli e fa nuove nomine. Il deputato Vincenzo Vinciullo (Pdl) ha chiesto alla Presidenza dell'Ars di riconvocare la capigruppo per rivedere la decisione, rinviando le comunicazioni di Lombardo sulle dimissioni. Contro lo stop alle norme di spesa (circa 43 milioni) si sono espressi Pino Apprendi (Pd), Marco Falcone (Pdl), Toni Scilla (Gs), Carmelo Incardona (Gs), Marianna Caronia (Pid), Toto Cordaro (Pid).

La giustificazione - Antonello Cracolici, capogruppo del Pd, ha giustificato la scelta della capigruppo con l'urgenza di approvare l'assestamento secco per coprire il dsavanzo emerso col rendiconto 2011, in modo da poter sbloccare il mutuo autoriozzato dal bilancio di previsione.?"Bisogna ricordare che la lesgilatura finisce oggi - ha sottolineato Cracolici - ma realisticamente il prossimo governo e il prossimo parlamento, a novembre, saranno nelle condizioni di intervenire: sono stati messi da parte 13 milioni a questo proposito, abbiamo agito con responsabilit?". Da par suo, il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, ha invitato i parlamentari "ad abbassare i toni.?Tutti siamo bravi a dire che vogliamo risolvere i problemi, ma dobbiamo fare i conti con la realt? e non ? giusto scaricare su qualcuno la scelta di non avere voluto adottare provvedimenti a favore di questa o quella categoria".

I tradimenti più chiacchierati dello star system

Da Carlo d'Inghilterra che trad? Diana Spencer con Camilla Parker?Bowles?a Brad Pitt che lasci? la bella Jennifer Aniston per la sensualissima Angelina Jolie, passando per Madonna che moll? il regista Guy Ritchie per un toy-boy e quello pi? recente che ha coinvolto la coppia di vampiri pi? sexy del cinema. Ecco la gallery dei tradimenti pi? famosi e chiacchierati dello star system.

Jasmin Wagner, la donna del giorno è elettronica

La donna del giorno ? Jasmine Wagner, classe 1980, pi? celebre come Bl?mchen, la cantante di musica pop e dance elettronica.

La Tommasi ci dà un taglio… ai capelli

Sara Tommasi d? un taglio... ai capelli. Nuovo look per la chiacchieratissima showgirl che ? stata paparazzata a Fregene, sul litorale romano, in compagnia di Alessandro?Nuccitelli, suo ex fidanzato ed ex marito della starlette Antonella Mosetti. Che il nuovo aglio di capelli voglia significare una sorta di "addio simbolico" agli eccessi degli ultimi tempi.?

Il fratello di Borsellino accusa: "L’infarto di D’ambrosio? Un’altra morte sospetta"

D’Ambrosio? “In Italia tante persone coinvolte nelle inchieste, come quella su Ustica per esempio, sono morte per infarto.Tante, troppe persone”. Ingroia in Guatemala? “Rischia la vita e temo che qualcuno potrebbe chiedere ai narcotrafficanti un favore”. Il fratello di Paolo Borsellino, Salvatore, parla alla Zanzara su Radio 24 e lancia accuse pesantissime.

Trattativa Stato-mafia - Come riporta Dagospia, Borsellino, a proposito del caso D’Ambrosio e della trattativa Stato-mafia dice: “Non ho prove, ? un tarlo che mi gira in testa. Anche di Papa Luciani non sono chiare le ragioni della morte. E la stessa cosa riguarda la trattativa Stato-mafia. Parisi ? morto per infarto come altri testimoni. Diciamo che il nostro ? un paese con un livello di cardiopatie molto alto...". Poi critica il presidente Napolitano: “Ha messo degli ostacoli sulla strada della giustizia attaccando la procura di Palermo, una cosa che un presidente di tutti gli italiani non dovrebbe fare".?

Trasferimento di Ingroia - E ancora sul trasferimento di Antonio Ingroia in Guatemala: “Ha sub?to una grande pressione psicologica, ma ? una decisione che non condivido. Rischia la vita e in Guatemala temo che qualcuno potrebbe chiedere ai narcotrafficanti un favore. Cos? verrebbe eliminato e si direbbe che ? stato ucciso per cose che non riguardano l'Italia. Qualcuno qui da noi sarebbe sicuramente soddisfatto, un certo sistema di potere".

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