Monthly Archives: novembre 2011

Ma che cultura, sono balle: serve soltanto più welfare

Camillo Langone ? un uomo preoccupato. Gli italiani non hanno pi? voglia di fare figli, il nostro paese si spopola e a ripopolarlo ci stanno pensando gli stranieri. E allora Langone, che per sua ammissione vive come un incubo la visione di orde di extracomunitari in piazza o sui treni regionali, ? alla disperata ricerca di una soluzione.

Culle vuote e barconi pieni. Ludoteche deserte e kebab affollati. Gardaland asfaltata e moschee che vengono su come lenticchie nell’ovatta. Muciaccia che non insegna pi? a fare aerei con la plastilina ma involtini primavera con la salsa di soia. Uno scenario? apocalittico. Ed ? cos? che lo scrittore, che ? uomo di destra con un approccio empirico alle cose delle vita, individua la soluzione in una brillante studio della Harvard Kennedy School of Government, secondo cui pi? le donne sono istruite e meno si riproducono. Secondo cui, insomma, le donne con la schiena curva sui libri difficilmente passeranno alla pancia curva sotto l’abito premaman.? Secondo cui oggi, per dirla alla Langone, il vero fattore fertilizzante non ? la religione, n? l’ideologia e non ? neppure l’ultima campagna pubblicitaria con Megan Fox , ma semplicemente la bassa scolarizzazione femminile.

DONNE? MEGLIO A CASA
Che empiricamente parlando, ? un invito neppure troppo soffuso rivolto a noi donne, a starcene in casa. Ad essere un po’ pi? pupe e un po’ meno secchione. A mollare gli scaffali delle biblioteche universitarie per trafficare tra gli scaffali dell’Esselunga.? La tesi, va detto, ? affascinante: le donne chiamate alle armi per salvare il paese dall’invasione dello straniero, come gli americani nella seconda guerra mondiale. Che messa cos?, suona come uno sprone patriottico a infilarci pattine e parannanza per immolarci alla nobile causa. Poi, riacquistata lucidit?, vien voglia di andare a cercare il caro Langone e in perfetto stile casalinga, spellarlo vivo come un peperone rosso. Tanto per cominciare il sillogismo le secchione non fanno figli - non le facciamo studiare - le donne faranno figli, ? piuttosto debole. Fosse cos?, oggi Flavia Vento a 34 anni suonati avrebbe sfornato pi? eredi di un coniglio nano.

CERVELLI SVUOTATI

L’idea che dal baratro di un paese che invecchia ci si salvi suggerendo alle donne di riempire le culle e svuotare il cervello, ? comoda e piuttosto rozza. Certo che l’emancipazione femminile ha degli effetti dirompenti sulla societ?. Certo che la donna che studia non ha nessuna intenzione di prendere un master in medicina per trascorrere l’esistenza ricamando bavaglini, ma la soluzione non pu? essere privarla di quella libert?. Perch? se decidiamo che questa ? la soluzione al problema della scarsa natalit?, si innesca un simpatico meccanismo per cui, amico Langone, allora valgono anche le seguenti tesi altamente empiriche: se la donna smette di lavorare risolviamo il problema dell’impennata dei divorzi perch? non avr? i soldi per mantenersi da sola, se la donna smette di votare risolviamo il problema della fila alle urne e lo spoglio delle schede finisce prima cos? mandiamo Vespa a letto presto, se la donna se ne sta a casa a impastare il pane si alleggerisce il traffico e cos? via. Purtroppo, temo che non sia questa la strada.

CONQUISTE FEMMINILI
Il signor Langone avr? letto senz’altro l’ultimo romanzo di Franzen, “Libert?”. ? un libro che parla appunto, di libert?; quella individuale, e il prezzo che paghiamo per conservare questo diritto, e quella comune (che per il protagonista passa proprio attraverso la scelta di sensibilizzare la gente a fare meno figli per non sovrappopolare il pianeta, ma questa ? un’altra storia).? Noi donne facciamo meno figli per preservare quell’irrinunciabile diritto alla libert? (di studiare, lavorare ed essere individui) che con fatica ci siamo conquistate. E questo ? il prezzo, altissimo, che paghiamo, perch? nessuno, n? l’uomo, n? il paese in cui viviamo,? ci ha ancora consentito di essere individui e madri allo stesso tempo, senza essere costrette a scegliere. Spesso con dolore.

La cultura non ? un contraccettivo, Langone. S?, i libri di Eco accanto ad Hat? Settebello sul banco della farmacia sono un’idea suggestiva ma fuorviante. I veri contraccettivi sono la mancanza di sussidi economici, asili nido e incentivi per le famiglie, l’assenza di una politica del welfare seria e il senso d’abbandono che assale le donne dopo la nascita di un figlio, la sensazione di essere in balia di leggi confuse e agevolazioni fantasma. E poi c’? altro. Se mi parla di numeri, Langone, i numeri li scomodo anch’io. In Italia c’? un figlio virgola 32 per donna? Bene. Se ? per questo, per donna, c’? anche lo 0, 32 di mariti che aiutano in casa. E lo 0,12 che si occupa dei figli quanto se ne occupano le donne. Contribuissero anche gli uomini, rendendoci la vita pi? semplice, alla prolificazione del paese. E se proprio gliela devo dir tutta, Langone, a me l’idea di un paese sovraffollato di gravide incolte e di maschi al 100% italiani, s?, ma il cui l’unico modello femminile ? la donna che cambia pannolini, non convince granch?.

ESAUSTE MA FELICI
I bambini di oggi, magari non crescono con letti a castello e trib? di fratelli, ma hanno la grande opportunit? di avere madri realizzate, stimolanti, intraprendenti, appagate e perch? no, esauste ma perfino felici. E ora scusate, ma devo chiudere il discorso perch? ho una torta in forno. Contento, Langone?

di Selvaggia Lucarelli

Togliete i libri alle donne: torneranno a far figli

Il lavoro che gli italiani non vogliono davvero pi? fare non ? lo spazzino o il panettiere. Il lavoro che gli italiani non vogliono davvero pi? fare ? il genitore.
Si pu? capire: non esiste oggi lavoro pi? gravoso e meno remunerato, anzi, pi? tartassato. Una volta i figli piccoli erano braccia per i campi e quelli grandi erano bastoni della vecchiaia, adesso tocca mantenerli vita natural durante, come impone la Corte di Cassazione (?L’obbligo di versare il contributo per i figli maggiorenni cessa solo quando il genitore obbligato provi che essi abbiano raggiunto l'indipendenza economica?, sentenza 14123 della prima sezione civile). Ma non pu? essere solo questo a provocare lo sboom della popolazione e il boom dell’immigrazione.?


Culle vuote e barconi pieni sono fenomeni cos? strettamente legati che perfino un sincero xenofobo come me ha sbuffato, dopo la reazione leghista alla forzatura di Napolitano sulla cittadinanza ai figli degli immigrati. Io sono di destra perch? sono realista: le ideologie e le utopie non me le bevo. E l’uscita di Calderoli (?Siamo pronti a fare le barricate?) non mi sembra piantata nella realt?, la Padania in armi ? una visione ancora pi? utopistica dell’Italia senza frontiere che il Presidente della Repubblica vuole imporci a suon di colpetti di stato.?

CULLE VUOTE

Da troppo tempo la Lega abbaia ma non morde. Da troppo tempo i politici, di tutti i partiti, mica solo i bossiani, preferiscono i sogni alle statistiche. La natura non tollera vuoti, bisogna metterselo in testa: non ? pensabile che una nazione si spopoli senza che alle nazioni vicine venga in mente di ripopolarla. Se in Italia il numero di figli per donna ? 1,32, molto sotto la soglia di sostituzione che ? poi la soglia dell’estinzione prossima ventura, ci vorrebbe altro che le dichiarazioni di Calderoli, ci vorrebbe un’atomica al giorno per impedire gli arrivi dalla Siria, dall’Egitto, dalla Libia, dove i figli per donna sono pi? di tre.
E poi le avete viste le piramidi demografiche, quelle rappresentazioni che mostrano la popolazione suddivisa in fasce di et?? Non bisogna essere ingegneri o appassionati di faraoni per sapere che le piramidi, se ci tengono a stare in piedi, devono avere base larga e punta stretta. Disgraziatamente la piramide demografica italiana ? stretta alla base (pochi giovani), gonfia in mezzo (tantissimi quarantenni) e piuttosto larga in alto (molti vecchi). Pi? che una piramide sembra una trottola e le trottole, si sa, dopo qualche giro cadono. Per non far cascare a terra il trottolone italiano bisogna dargli un appoggio e i puntelli possibili sono soltanto due: nuova immigrazione e nuova prolificazione.?


Il primo non me lo auguro: mi capita sempre pi? spesso di trovarmi completamente circondato da stranieri (alla stazione di Brescia, in viale IV Novembre a Reggio Emilia, sui regionali notturni in partenza da Bologna...) e mi sembra di vivere un incubo. Preferisco il secondo puntello per? bisogna convincere gli italiani a riaccettare il duro lavoro di padri e di madri.

DIO NON C'ENTRA


Come? Convertendoli all’islam? Non serve: il paese pi? prolifico del pianeta ? il maomettano Niger (7,68 figli per donna) ma subito dopo, nella classifica della fecondit?, si trova la cristiana Uganda. Quindi la religione conta poco o nulla, e a riprova ecco l’Iran, precipitato anch’esso sotto la soglia di sostituzione nonostante veli e ayatollah. Che allora convenga diventare induisti? Macch?: in molte zone dell’India ancora all’apparenza prolifica il tasso di fecondit? sta crollando. Oppure buddisti? Niente da fare: i thailandesi si vanno estinguendo a ritmi europei. Comunisti? Peggio che andar di notte, a Cuba si fanno meno figli che nella decadente Olanda. Se non ? la religione, se non ? l’ideologia, qual ? il vero fattore fertilizzante?

LA RICETTA

Io lo so ma l’ho tenuto per la fine dell’articolo perch? non avevo fretta di farmi linciare. Ebbene, gli studi pi? recenti denunciano lo stretto legame tra scolarizzazione femminile e declino demografico. La Harvard Kennedy School of Government ha messo nero su bianco che ?le donne con pi? educazione e pi? competenze sono pi? facilmente nubili rispetto a donne che non dispongono di quella educazione e di quelle competenze?.
E il ministro conservatore inglese David Willets, ha avuto il coraggio di far notare che ?pi? istruzione superiore femminile? si traduce in ?meno famiglie e meno figli?. Il vero fattore fertilizzante ?, quindi, la bassa scolarizzazione e se vogliamo riaprire qualche reparto maternit? bisogner? risolversi a chiudere qualche facolt?.
Cos? dicono i numeri: non prendetevela con me.

di Camillo Langone

Il trucco dei politici per barare sul vitalizio: ecco come lo manterranno

Lo stop ai vitalizi agita il Parlamento e scatena la protesta di alcuni deputati che a partire dal 1 gennaio del 2012 vedranno adeguare al metodo contributivo il loro trattamento pensionistico (gli stessi deputati, per?, hanno gi? architettato un 'trucchetto' per sfuggire a quella che considerano una tagliola). A sollevare la questione in aula ? stato il parlamentare Mario Pepe, ex Pdl, poi in forza ai 'Responsabili'. "Il governo riferisca a quest'Aula sull'incontro segreto tra i presidenti di Camera e Senato e il ministro del Lavoro", chiede Pepe riferendosi al vertice di ieri tra Gianfranco Fini, Renato Schifani e il ministro Elsa Fornero. "Si pu? risparmiare sulla politica - aggiunge Pepe - ma questa ? la maniera pi? ingiusta".?


Gli sfoghi - Ma ? in Transatlantico e a taccuini chiusi che lo sfogo dei parlamentari si fa sentire pi? forte. "La demagogia ha vinto, la politica potr? farla solo chi ha un grosso conto in banca", si sfoga un deputato del Pdl. "Io da libero professionista guadagnavo molto di pi? che da deputato - aggiunge un altro parlamentare - e chi me lo far? fare la prossima volta a lasciare tutto? Finir? che nella prossima legislatura far? politica solo chi pu? permettersi di lasciare la sua attivit?. Sar? un parlamento di ricchi, quella s? la vera casta. Ma io non potr? permettermelo di certo". E Nunzia Di Girolamo, deputata Pdl, chiede che anche gli ex parlamentari diano il loro contributo.

L'escamotage - La protesta dei parlamentari ha alimentato la notizia di un possibile escamotage per evitare la 'tagliola' del 1 gennaio e quindi continuare ad andare in pensione con il regime attuale: dimissioni anticipate alla fine dell'anno. Ma le dimissioni di un parlamentare dovrebbero essere accolte dall'assemblea, spiega un parlamentare del Pd, che difficilmente sarebbe unanime nell'avallare decisioni del genere. I vertici delle istituzioni intanto difendono la scelta: "Abbiamo voluto dare un segnale al Paese ma anche al governo - dice Renato Schifani - il Parlamento ? pronto a dare un segnale di sobriet? e rigore nel volersi adeguare gi? anticipatamente ai nuovi sistemi contributi per evitare che continui la polemica secondo cui ci sono dei privilegi inaccettabili. Per questo - aggiunge il presidente del Senato - abbiamo voluto dare un segnale alla vigilia di una manovra che si annuncia rigorosa nei confronti dei cittadini".??

Senatùr non risponde a Silvio Giallo sull’incontro di Arcore

E' giallo sull'incontro tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che dovrebbe tenersi venerd? pomeriggio a Milano. Nonostante l’annuncio dato luned? dall'ex premier e ribadito il giorno successivo - dopo giorni in cui i big del Carroccio non hanno fatto altro che ripetere che l’alleanza ? finita - la notizia dell'appuntamento tra il Senatur e il Cavaliere al momento non trova conferma in ambienti leghisti: nessuno, infatti, neanche ai livelli pi? alti, ne sa nulla. Ieri Roberto Maroni ha sorriso sornione mentre Berlusconi (alla presentazione del libro di Angelino Alfano) ha ricordato l'appuntamento con l'ex ministro delle Riforme. Bossi in questi giorni sta strategicamente tacendo anche in vista dell’appuntamento del Parlamento della Padania di domenica 4 dicembre a Vicenza.

"L'incontro ci sar?" - Fonti Pdl, invece, sostengono che l'incontro ci sar?, anche se il luogo ? top secret. Non si sa, quindi, se il faccia a faccia sia previsto ad Arcore: se cos? fosse, sarebbe un segnale importante di continuit? con quelle cene del luned? che per anni hanno decretato la solidit? dell'alleanza. Cene, tuttavia, alle quali la Lega sembra aver messo fine (del resto ? stato chiaro alcuni giorni fa Calderoli, dicendo che "Berlusconi le cene le faccia con Monti"). Fatto sta, che il tema dell'alleanza Pdl-Lega tiene ancora banco. Oggi, mercoled? 30 novembre, il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha ribadito la scelta di stare all'opposizione a livello nazionale e il fatto che "da qui alle prossime elezioni verificheremo se esistono le condizioni per ricostruire con il Pdl un percorso comune".

Discorso diverso sulle alleanze locali - Qanto alle prossime amministrative, che si terranno nella primavera del 2012, Zaia ha mandato un messaggio abbastanza rassicurante, almeno per il suo territorio: "Nel Veneto, Lega e Pdl mantengono salda la propria alleanza e hanno ben chiaro che innanzi tutto vengono gli impegni che abbiamo assunto nei confronti dei veneti". In effetti, i lumbard spiegano che di certo non faranno saltare alleanze locali ritenute strategiche.? Non dimenticano, infatti, che in alcune realt? del nord, anche per il Carroccio l'alleanza con il Pdl ? determinante per portare a casa una vittoria elettorale. E quindi se la Lega, ormai unica forza di opposizione, fa la voce grossa e ripete ogni giorno che l'alleanza ? "formalmente finita", poi tra i lumbard non si nascondono i timori per la prossima tornata elettorale. Timori che sono anche di Berlusconi. L'ex premier ? determinato a mantenere l'alleanza con la Lega, convinto che la fine del sodalizio con le camicie verdi potrebbe avere ripercussioni negative anche sul Pdl: marted? lo ha detto chiaramente il Cavaliere al Tempio di Adriano: se andiamo divisi il nord si perde.

Il Pdl studia le mosse - E proprio per non compromettere ulteriormente un rapporto ormai 'sfilacciato', il Pdl sta studiando le prossime mosse in vista dellapprodo in Parlamento delle misure anti-crisi.?? A preoccupare, in particolare, viene spiegato, sono quelle misure da sempre contrastate dalla Lega. E che ora, appoggiando il governo Monti, il Pdl potrebbe essere 'costrett? a votare, come il ritorno dell'Ici (tanto che Berlusconi ieri ha espressamente parlato di Imu, l'imposta introdotto con il federalismo e in accordo con la Lega) e, soprattutto, la riforma strutturale delle pensioni, materia su cui Bossi aveva eretto un muro. Ed ora, con il Carroccio all'opposizione pronto alle barricate sulle pensioni, il Pdl teme di dover arrivare a "dare uno schiaffo plateale" all’alleato storico.

Monti, un governo tecnico? Macchè: governo dei giornali

Il governo dei tecnici? Il governo dei Bocconiani? Macch?, quello guidato da Mario Monti ? il governo dei giornali e dei giornalisti. Una moltitudine tra ministri e sottosegretari nominati dal professore di varese, infatti, hanno scritto per i principali quotidiani nazionali. Il vincitore - e chi senn?? - non poteva che essere che Il Sole 24 Ore. Sul foglio di Confindustria, infatti, hanno scritto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, la ministra del Lavoro Elsa Fornero, il ministro della Giustizia Paola Severino (che oltre che con il Sole, collaborava con Il Messaggero), Andrea Zoppini, sottosegretario alla Giustizia, e Michel Martone, viceministro del Lavoro.

E tutti gli altri - Ma la squadra dei giornalisti ? ancora molto lunga. In prima fila, ovviamente, Mario Monti, uno degli editorialisti di punta del Corriere della Sera. Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni culturali, scriveva per il quotidiano della Cei, Avvenire. E ancora, Andrea Riccardi - il ministro della Cooperazione internazionale e integrazione - scriveva su tre giornali: Corriere della Sera, Avvenire e Famiglia Cristiana. Ma l'elenco non ? finito. C'? Marta Dussu, sottosegretario agli Esteri e firma de La Stampa, come firmava sulla Stampa Marco Rossi Doria, sottosegretario all'Istruzione. Dal Riformista sono stati 'prelevati' due editorialisti: Claudio De Vincenti (sottosegretario allo sviluppo economico) e Gianfranco Polillo, sottosegretario all'Economia che scriveva anche per Il Foglio e Italia Oggi. Per completare l'elenco mancano ancora due nomi: Paolo Peluffo, sottosegretario di Stato e firma di Panorama, e Maria Cecilia Guerra, la sottosegretaria al Lavoro che quando scriveva a L'Unit? faceva la 'barricadera'.

Monti umilia De Magistris: manda l’esercito a Napoli

Il governo Monti umilia De Magistris. Vista l'incapacit? dell'ex magistrato di risolvere l'emergenza rifiuti il ministro dell'Ambiente Corrado Clini sta pensando di mandare a Napoli le Forze dell'Ordine e l'Esercito. Lo ha detto lui stesso nel corso dell'audizione in commissione Ambiente alla Camera facendo notare che "soltanto sabato scorso c'? stato uno sciopero" per la raccolta: "A chi conviene? - ha detto - quali sono gli effetti?". Il ministro ha fatto dunque riferimento anche al fatto che laddove operi la criminalit? organizzata, servano "soluzioni eccezionali e non negoziabili".


L'incontro - Visto che "la situazione di Napoli ? di nuovo al limite" il ministro? sabato sar? nel capoluogo partenopeo per incontrare il sindaco Luigi De Magistris, il governatore della Campania Stefano Caldoro e il presidente della provincia Luigi Cesaro. Secondo Clini comunque, "forse vale la pena di cominciare a ragionare su opzioni tecnologiche e ambientali che in altre regioni italiane e in altri Paesi, dove vengono trasportati i rifiuti, funzionano". "Bisogna sgombrare il campo da obiezioni tecniche e non politiche che sono due cose diverse - ha continuato nel corso dell'audizione - Nelle regioni in emergenza o vicine all'emergenza la misura pi? efficace e rapida ? dare vita alla raccolta differenziata dei rifiuti finalizzata al recupero, - ha continuato - una raccolta che si leghi a un ciclo economico ? assolutamente utile". E per quanto riguarda gli impianti, i termovalorizzatori ha parlato di fare chiarezza "dell'annosa questione della localizzazione: ci sono inceneritori che in centri di alcune citt? sia in Italia sia in Europa, come a Brescia, Milano, Copenaghen funzionano, escludo che ci siano nicchie biologiche che non consentano la localizzazione degli impianti".

Il piano di Monti per regalare la Rai a Fini e Bersani

Nuovo governo (tecnico) e nuova Rai. Mario Monti vuole mettere mano all'assetto della televisione pubblica, ammesso e non concesso che gli rimanga del tempo per legiferare in tal senso. Ma i dubbi sul futuro di Viale Mazzini non sono soltanto quelli pi? ovvi e macroscopici, quali il futuro del dg Laura Lei e quello relativo alle sorti dell'attuale Consiglio di amministrazione, nonch? di direttori dei telegiornali e di rete.

Le nomine - Secondo quanto riportato dal portale Dagospia, Super Mario vorrebbe mettere mano non soltanto alle nomine. La circostanza sarebbe stata confermata da diverse fonti parlamentari. I progetti di Monti, secondo le voci di palazzo, prevederebbero una legge secondo la quale i consiglieri di amministrazione saranno nominati dal presidente del Senato (Renato Schifani, che ne indicherebbe due) e dal presidente della Camera (Gianfranco Fini, che ne indicherebbe altri due con somma gioia del Terzo Polo).

La Super Mario sopresa - I rumors, prosegue Dagospia, indicano poi che potrebbe essere il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a nominare il presidente della Rai (e qui, ovvio, Bersani e il Partito Democratico non sarebbero affatto infelici). Vi ? poi un ultima sorpresa: il ministro dell'Economia, che fino a prova contraria, oggi, ? Mario Monti dovr? nominare l'amministratore delegato. Addio, quindi, alla figura del direttore generale, scalzato dall'ad che avrebbe il compito di traghettare Viale Mazzini verso la privatizzazione. Addio anche all'imparzialit? della Rai, che verrebbe consegnata a Terzo Polo e Partito Democratico.

Piano di Monti per regalare la Rai a Fini e Bersani

Nuovo governo (tecnico) e nuova Rai. Mario Monti vuole mettere mano all'assetto della televisione pubblica, ammesso e non concesso che gli rimanga del tempo per legiferare in tal senso. Ma i dubbi sul futuro di Viale Mazzini non sono soltanto quelli pi? ovvi e macroscopici, quali il futuro del dg Laura Lei e quello relativo alle sorti dell'attuale Consiglio di amministrazione, nonch? di direttori dei telegiornali e di rete.

Le nomine - Secondo quanto riportato dal portale Dagospia, Super Mario vorrebbe mettere mano non soltanto alle nomine. La circostanza sarebbe stata confermata da diverse fonti parlamentari. I progetti di Monti, secondo le voci di palazzo, prevederebbero una legge secondo la quale i consiglieri di amministrazione saranno nominati dal presidente del Senato (Renato Schifani, che ne indicherebbe due) e dal presidente della Camera (Gianfranco Fini, che ne indicherebbe altri due con somma gioia del Terzo Polo).

La Super Mario sopresa - I rumors, prosegue Dagospia, indicano poi che potrebbe essere il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, a nominare il presidente della Rai (e qui, ovvio, Bersani e il Partito Democratico non sarebbero affatto infelici). Vi ? poi un ultima sorpresa: il ministro dell'Economia, che fino a prova contraria, oggi, ? Mario Monti dovr? nominare l'amministratore delegato. Addio, quindi, alla figura del direttore generale, scalzato dall'ad che avrebbe il compito di traghettare Viale Mazzini verso la privatizzazione. Addio anche all'imparzialit? della Rai, che verrebbe consegnata a Terzo Polo e Partito Democratico.

In Italia si dicono tutti poveri ma ci sono 200mila auto di lusso

Nel 2010 sono state vendute 206.000 auto di lusso. Per ognuna mediamente sono stati spesi 103.000 mila euro. Viene spontaneo chiedersi chi le ha comprate visto che solo 71.989 contribuenti italiani, pari allo 0,17% del totale, hanno dichiarato al fisco pi? di 200.000 euro, il reddito disponibile congruo ad un acquisto di questo livello. Come fanno gli altri 137.011 possessori di Ferrari, Lamborghini, Mercedes, Bmw e Audi a possedere auto che valgono met? del loro reddito annuo? Anche perch? i 'non ricchi', cio? il restante 90,2% dei contribuenti dichiara meno di 35.000 euro e il 49,07% (20.4 milioni di soggetti) meno di 15.000 euro l'anno. Cio? gli ci vorrebbe lo stipendio di una decina d'anni per acquistare la 'supercar'.?


Lo studio della Uil - L'anomalia viene fuori da uno studio della Uil nel quale viene fotografato il nostro sistema fiscale. La cartolina del Belpaese ? sconcertante: nel 2008 (ultimo dato disponibile) il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti ? stato di 19.640 euro e quello dei pensionati 13.940 euro. Ma a sorpresa i proprietari di discoteche, centri benessere e istituti di bellezza, hanno dichiarato addirittura perdite. I negozi di abbigliamento e calzature un reddito molto pi? basso: 8.000 euro. Fino ad un massimo dei bar (16.200 euro) e degli orafi (16.300 euro). Si tratta sempre comunque di meno di quanto guadagna un dipendente. Chiaramente questo dato ? strettamente collegato all'evasione: la base imponibile evasa ogni anno - dice la Uil - ammonta a circa 200 miliardi di euro, mentre le imposte evase supererebbero ormai i 100 miliardi di euro. Stima rilevante ma giudicata prudenziale da tutti gli altri studi che ritengono che il livello dell'evasione fiscale superi i 130 miliardi di euro. Insomma il sistema ? "iniquo ed inefficace".

Bastano 4mila euro per avere lo 007 del fisco in casa

La sperimentazione ? partita. Ma dei chiarimenti neanche l’ombra. Da qualche giorno ? operativo sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software (ReddiTest) del nuovo redditometro presentato lo scorso 25 ottobre. Il servizio, per ora riservato alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e alle organizzazioni sindacali, servir? a verificare sul campo l’adeguatezza del nuovo strumento attraverso l’invio di dati (che dovrebbero rimanere anonimi) che saranno poi utilizzati dal Sose (Societ? degli studi di settore) per l’elaborazione dei redditi presunti.

Il rodaggio del redditometro durer? fino a febbraio, poi si partir? davvero. Il problema ? che il fisco non ha ancora comunicato alcun dettaglio sulle cosiddette soglie di scostamento che corrispondono ad altrettanti livelli di rischio. ? qui che si giocher? veramente la partita del nuovo redditometro. Se le asticelle (attualmente ne sono previste tre) saranno fissate troppo in basso, ci troveremo improvvisamente di fronte ad una riedizione degli studi di settore, con cui negli ultimi anni sono stati letteralmente massacrati i lavoratori autonomi, allargati a tutti i contribuenti.

Lo sforamento delle soglie permetter? infatti al fisco di far scattare gli accertamenti sintetici che, dal primo luglio scorso sono immediatamente esecutivi. In altre parole si trasformeranno automaticamente in cartelle esattoriali. L’unica certezza ? che lo scostamento tra reddito presunto (calcolato sulla base, lo ricordiamo, di un centinaio di voci che comprendono anche la palestra e il nido per i figli) sufficiente a far partire l’accertamento non potr? scendere, per legge, al di sotto del 20%. Al di sopra, per?, tutto sar? possibile. E non c’? da stare tranquilli. Se consideriamo che il reddito medio degli italiani non supera i 22mila euro l’anno si capisce facilmente che la mancata congruit? con il redditometro si gioca su poche migliaia di euro. In altre parole, basta uno scooter comprato coi soldi di pap? per trovarsi gli esattori davanti alla porta.

di Sandro Iacometti

Bastano 4mila euro per avere lo 007 del fisco in casa

La sperimentazione ? partita. Ma dei chiarimenti neanche l’ombra. Da qualche giorno ? operativo sul sito dell’Agenzia delle Entrate il software (ReddiTest) del nuovo redditometro presentato lo scorso 25 ottobre. Il servizio, per ora riservato alle associazioni di categoria, agli ordini professionali e alle organizzazioni sindacali, servir? a verificare sul campo l’adeguatezza del nuovo strumento attraverso l’invio di dati (che dovrebbero rimanere anonimi) che saranno poi utilizzati dal Sose (Societ? degli studi di settore) per l’elaborazione dei redditi presunti.

Il rodaggio del redditometro durer? fino a febbraio, poi si partir? davvero. Il problema ? che il fisco non ha ancora comunicato alcun dettaglio sulle cosiddette soglie di scostamento che corrispondono ad altrettanti livelli di rischio. ? qui che si giocher? veramente la partita del nuovo redditometro. Se le asticelle (attualmente ne sono previste tre) saranno fissate troppo in basso, ci troveremo improvvisamente di fronte ad una riedizione degli studi di settore, con cui negli ultimi anni sono stati letteralmente massacrati i lavoratori autonomi, allargati a tutti i contribuenti.

Lo sforamento delle soglie permetter? infatti al fisco di far scattare gli accertamenti sintetici che, dal primo luglio scorso sono immediatamente esecutivi. In altre parole si trasformeranno automaticamente in cartelle esattoriali. L’unica certezza ? che lo scostamento tra reddito presunto (calcolato sulla base, lo ricordiamo, di un centinaio di voci che comprendono anche la palestra e il nido per i figli) sufficiente a far partire l’accertamento non potr? scendere, per legge, al di sotto del 20%. Al di sopra, per?, tutto sar? possibile. E non c’? da stare tranquilli. Se consideriamo che il reddito medio degli italiani non supera i 22mila euro l’anno si capisce facilmente che la mancata congruit? con il redditometro si gioca su poche migliaia di euro. In altre parole, basta uno scooter comprato coi soldi di pap? per trovarsi gli esattori davanti alla porta.

di Sandro Iacometti

Deputato non paga la escort Lei lo trascina in giudizio

D'accordo che in quanto parlamentare, l'uomo in questione gode di una serie di privilegi non indifferenti, viaggi pagati, cene pagate, rimborsi di ogni genere e sorta. Ma ora, pretendere anche di "andare a donne" gratis pare un po' troppo. Eppure il suddetto politico ha "mangiato" a sbaffo. Ma non ha fatto i conti senza l'oste. La storia ? pi? o meno questa. Lui ? un deputato, nato a Milano ma vive a Roma nei giorni in cui ? impegnato alla Camera. Lei ? Rita O., 36 anni di Genova, hostess in un'azienda di pubbliche relazioni con clienti a Milano, Roma e Palermo. Bene, pare che a margine di una serie di "incontri", la donna abbia presentato una regolare fattura (numero 25/11) da 4.200 euro all'onorevole per la "generosa compagnia" ma quest'ultimo si sia rifiutato di pagare il conto. La hostess ha aspettato, ha insistito e infine si ? rivolta agli avvocati che, una settimana fa, hanno chiesto al tribunale un decreto ingiuntivo per 5.500 euro.

I due si sono incontrati per la prima volta per "un incontro politico con cena" che si ? tenuto il 4 giugno. Dove e con chi sono segreti che gli avvocati non vogliono rivelare. Rita e il signore in questione si sono poi incontrati il 2 luglio, per la presentazione di un libro. E poi, ancora, il 23 dello stesso mese per il compleanno di un collega parlamentare. A far salire la cifra, le spese che Rita sostiene di aver avuto nelle trasferte nella Capitale, dai taxi ai ristoranti. L'onorevole avrebbe invece pagato i tre biglietti aerei di andata e ritorno tra Genova e Roma e le tre notti in un hotel a cinque stelle.

Gli avvocati che la descrivono come "bellissima e molto nota nell'ambiente" spiegano che la donna viaggia su e gi? per l'Italia per allietare le serate di signori abbastanza danarosi ma soli. Ma precisano che gli incontri non sfociano in rapporti sessuali. E anche il diretto interessato , citato nel ricorso protesta: "? inverosimile, decine di amici e amiche potrebbero testimoniare l'assurdit? di questa faccenda. Se fosse vera, dovrei aver ricevuto la fattura, cosa mai avvenuta. Sa cosa penso? Che si tratti di una truffa".

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Disprezzo di Mario Monti "La politica mi imbratta"

Mario Monti parla all'Ecofin di Bruxelles e illustra il piano di misure, ovvero la stangata, che si abbatter? sull'Italia il prossimo luned?. Il pacchetto di misure sar? varato nel Consiglio dei Ministri che aprir? la prossima settimana. Tra una battuta e l'altra, tra una riflessione sugli eurobond e una carezza all'asse franco-tedesco al quale ? "meglio restare vicini", dopo aver spiegato che le riforme sono necessarie e urgentissime, il Professore di Varese sale in cattedra. Singolare l'invito rivolto da Monti ai colleghi dell'Eurogruppo, dove era presente in veste di ministro dell'Economia, ruolo che ricopre nel nuovo esecutivo tencico al pari di quello di presidente del Consiglio. "L'Europa - ha tuonato Monti - non ha bisogno di essere imbrattata sul piano della comunicazione da politici nazionali che trovano comodo dare la responsabilit? ad altri". Monti, con queste poche, dure, parole, sferra un deciso attacco alla politica, a quella stessa politica che gli ha permesso e consentito di prendere la guida dell'Italia, a quella stessa politica europea che, malcelandosi, ha spinto furiosamente per portarlo a Palazzo Chigi per sostituire Silvio Berlusconi.

Disprezzo di Mario Monti "La politica mi imbratta"

Mario Monti parla all'Ecofin di Bruxelles e illustra il piano di misure, ovvero la stangata, che si abbatter? sull'Italia il prossimo luned?. Il pacchetto di misure sar? varato nel Consiglio dei Ministri che aprir? la prossima settimana. Tra una battuta e l'altra, tra una riflessione sugli eurobond e una carezza all'asse franco-tedesco al quale ? "meglio restare vicini", dopo aver spiegato che le riforme sono necessarie e urgentissime, il Professore di Varese sale in cattedra. Singolare l'invito rivolto da Monti ai colleghi dell'Eurogruppo, dove era presente in veste di ministro dell'Economia, ruolo che ricopre nel nuovo esecutivo tencico al pari di quello di presidente del Consiglio. "L'Europa - ha tuonato Monti - non ha bisogno di essere imbrattata sul piano della comunicazione da politici nazionali che trovano comodo dare la responsabilit? ad altri". Monti, con queste poche, dure, parole, sferra un deciso attacco alla politica, a quella stessa politica che gli ha permesso e consentito di prendere la guida dell'Italia, a quella stessa politica europea che, malcelandosi, ha spinto furiosamente per portarlo a Palazzo Chigi per sostituire Silvio Berlusconi.

Tutto il disprezzo di Monti: "La politica mi imbratta"

Mario Monti parla all'Ecofin di Bruxelles e illustra il piano di misure, ovvero la stangata, che si abbatter? sull'Italia il prossimo luned?. Il pacchetto di misure sar? varato nel Consiglio dei Ministri che aprir? la prossima settimana. Tra una battuta e l'altra, tra una riflessione sugli eurobond e una carezza all'asse franco-tedesco al quale ? "meglio restare vicini", dopo aver spiegato che le riforme sono necessarie e urgentissime, il Professore di Varese sale in cattedra. Singolare l'invito rivolto da Monti ai colleghi dell'Eurogruppo, dove era presente in veste di ministro dell'Economia, ruolo che ricopre nel nuovo esecutivo tencico al pari di quello di presidente del Consiglio. "L'Europa - ha tuonato Monti - non ha bisogno di essere imbrattata sul piano della comunicazione da politici nazionali che trovano comodo dare la responsabilit? ad altri". Monti, con queste poche, dure, parole, sferra un deciso attacco alla politica, a quella stessa politica che gli ha permesso e consentito di prendere la guida dell'Italia, a quella stessa politica europea che, malcelandosi, ha spinto furiosamente per portarlo a Palazzo Chigi per sostituire Silvio Berlusconi.

Bricolo: "Riferisca in aula" - Monti era gi? stato attaccato per aver avuto come unico interlocutore l'Europa, piuttosto che il Parlamento italiano, nell'esporre le misure che ha in cantiere per il Paese. Una richiesta di chiarimenti ? arrivata ancora da Federico Bricolo, presidente della Lega Nord in Senato: "Il Parlamento non pu? rimanere ancora all'oscuro sull'operato del governo: le Camere continuano a essere snobbate dal presidente del Consiglio che si limita a comunicare solo attraverso cofereneze stampa, magari all'estero". E lo stesso presidente del Consiglio ha pensato anche di attaccare direttamente la politica, ovviamente da Bruxelles. "Allo stesso tempo - ha proseguito Bricolo - il Parlamento non pu? rimanere inattivo in un momento cos? difficile per il Paese".

La difesa di Monti - Monti, da par suo, da Bruxells ha voluto precisare che sulle misure che verranno varate dal governo "alla Ue sono stati forniti meno dettagli che al Parlamento". Una circostanza dubbia, poich? la Merkel la scorsa settimana defin? il pacchetto di misure "impressionante". Inoltre il premier ha reso noto che riferir? in aula al Senato sui provvedimenti anti-crisi "al termine degli incontri che sta avendo a livello europeo", e quindi sicuramente dopo il 9 dicembre, giorno in cui ? stato fissato il Consiglio europeo.

Borsa, Bunga Bunga, Cavaliere le parole più cercate sul web

Il motore di ricerca come termometro dei tempi. Sono infatti "Borsa italiana", "Bunga bunga" e "dimissioni di Berlusconi" le parole pi? cercate sul web, in Italia, nel 2011. A rivelarlo la ricerca annuale di Yahoo! che pubblica sul suo sito sei classifiche sulle 'keyword', sui fatti internazionali, sugli scandali politici, sugli addii celebri, sulle celebrit?, sui fatti dell'anno.
Ecco allora che nella top ten delle parole pi? ricercate c'? Facebook, ma la una new entry "Borsa Italiana" conferma, in un momento di crisi, la volont? di larga parte degli internauti di cercare notizie economiche. Ma nella classifica ci sono anche gli intramontabili Meteo, Oroscopo, Giochi, Programmi tv e Superenalotto. E pure il Censimento.
Tra i principali fatti internazionali che hanno interessato gli italiani in rete al primo posto troviamo le dimissioni di Berlusconi seguite dalla crisi dell'Eurozona, il disastro ambientale causato dalla centrale nucleare di Fukushima in Giappone, la morte di Bin Laden, la Guerra in Libia e la cattura di Gheddafi. Molto cercati anche i termini Primavera araba e Occupy Wall Street.
Lo scandalo politico che pi? interessa gli italiani ? quello che lega Berlusconi al Bunga Bunga (termine gi? entrato nel 2010 in diverse classifiche di ricerca) seguito dall'arresto del francese Dominique Strauss-Kahn con l'accusa di tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera. Al terzo posto lo scandalo legato alle intercettazioni del magnate australiano Murdoch, mentre le vicende di Penati e Milanese si piazzano in quarta posizione seguiti dal caso escort e Tarantini.
Tra gli addii celebri, la scomparsa pi? sentita dagli utenti italiani ? stat la prematura morte in diretta del campione della Moto GP Marco Simoncelli. Ma un gran numero di ricerche si ? sviluppato attorno al nome di Amy Winehouse, Steve Jobs e del giornalista di Repubblica Giuseppe D'Avanzo. Simoncelli figura anche al top della lista degli sportivi pi? cliccati, seguito da Valentino Rossi e Federica Pellegrini (c'? anche Antonio Cassano).
Mentre tra le celebrit? pi? gettonate sul web si conferma per il terzo anno consecutivo Belen Rodriguez, seguita da Nicole Minetti (anche questo un segno dei tempi) ed Elisabetta Canalis. Nella lista ci sono anche Manuela Arcuri, Sara Tommasi, Raffaella Fico e pure Pippa Middleton. Unico uomo in questa classifica ? Vasco Rossi, che tiene un diario giornaliero su Facebook.
A chiudere la lista i Fatti dell'anno, la classifica delle scoperte scientifiche a cura di Focus.it-Yahoo!: apre la top ten il famigerato esperimento sui neutrini, il pensionamento dello shuttle, il ricalcolo della temperatura terrestre e la ricerca pubblicata dalla rivista Human Ecology, secondo la quale l'uomo di Neanderthal non si sarebbe estinto ma invece 'assimilato' dall'Homo Sapiens.

Calciatori gay, Tommasi: "Meglio tenerselo per sè"

Coming out nel calcio? Da sconsigliare. E’ inequivocabile il giudizio sull'omosessualit? nel calcio del presidente dell’Associazione Italiana Calciatori Damiano Tommasi, consegnato alla puntata di KlausCondicio, il programma condotto da Klaus Davi su You Tube, dedicata al tema "calcio, politica e omosessualit?".
Tommasi non si ? sottratto alle domande ammettendo che "l'omosessualit? nel calcio ? ancora un tab? nella misura in cui c'? una convivenza tra colleghi diversa da ogni altra professione. Esprimere la propria preferenza sessuale ? difficile in tutti gli ambiti professionali, ancor di pi? per un calciatore che condivide con i suoi colleghi lo spogliatoio, quindi anche la sua intimit? con altri. Nel nostro mondo si potrebbe creare imbarazzo; uno sport dove ci si spoglia, potrebbe diventare una difficolt? in pi? nella convivenza." "In altri ambiti professionali, penso ai giornali o tra gli impiegati di banca, questo non accade. Per cui ? pi? facile esprimere se stessi". E ancora: "Penso, a titolo personale, che si possa vivere anche non manifestando le proprie tendenze oppure vivendole in maniera sobria".
Nel corso della trasmissione Tommasi ha poi spiegato: "Credo che individuare un giornalista un politico o un personaggio pubblico come 'quello che' non faccia bene al coming out. Per chi ha questo tipo di tendenza e di difficolt? a esprimersi il primo passo sia il 'coming in', capire cio? dentro di s? quanto e se ? il caso di esprimere all’esterno eventuali dubbi ed eventuali certezze che possono per? accendere la miccia della comunicazione, con il rischio che poi una cosa intima e personale diventi la marchetta raccontata pubblicamente anche in maniera dequalificante". E alla domanda di Klaus Davi "Un calciatore gay ha pura di rivelarsi?" Tommasi ha risposto: "Lo escludo. Escludo che nel calcio non si faccia coming out per paura o timore, piuttosto non lo si fa per una questione personale; non credo ci sia bisogno di andare a raccontare le proprie preferenze sessuali per poter lavorare o per vivere civilmente, con assoluta tranquillit?. Nel nostro ambiente - conclude Tommasi - ogni cosa che esce dal seminato diventa un boomerang anche per chi una situazione la vuole portare a conoscenza". "Io personalmente non ho mai conosciuto calciatori gay. Poi magari li ho conosciuti senza sapere che hanno tendenze omosessuali".

Gingrich sta a Cain come Einstein sta a Pinocchio

Sposato da oltre 40 anni, Cain aveva costruito di s? l’immagine di un uomo fedele, cristiano. E quando sono cominciate a venire a galla le accuse di una, poi di due, infine di quattro donne che lamentavano di essere state molestate sessualmente, Cain le aveva sempre respinte, arrivando a far intervistare sua moglie in un popolare programma televisivo perch? testimoniasse della loro esperienza felice e duratura. “Non ci credo, non ? l’uomo con cui sto da una vita”, aveva detto a testa asta la signora Cain delle accuse di avance sessuali indesiderate fatte dalle 4 sedicenti vittime. In un paio di casi, c’erano persino state denunce formali, ma che avevano portato a transazioni finanziarie, senza arrivare al tribunale. Paradossalmente, era stato pi? facile per Cain respingere quelle accuse, perch? si sa che nel sistema legale americano, sui posti di lavoro, i dipendenti ricorrono a volte alle querele per discriminazione, violenza verbale, mobbing o harassment per ottenere denaro dai datori, che pagano per non subire cattiva pubblicit? o rischiare sanzioni pi? gravi alla lotteria del processo. Qui c’? Ginger White, madre single di due figli, che non chiede nulla (che si sappia), ma che ha detto pi? o meno cos? in tv: “Sapevo che era sposato, mi aveva affascinata per un suo discorso pubblico, ci siamo conosciuti, mi ha portato in albergo e poi siamo andati avanti per 13 anni a vederci”. Una “banale” storia di corna, che l’avvocato di Cain s’? premurato di chiarire “non trattarsi di accuse di molestie”, ma del racconto di “ una relazione tra adulti consenzienti, che non dovrebbe essere d’interesse dei media”. Patetico, Cain ha ammesso per? di aver conosciuto Ginger, e di pensare che fosse un’amica prima di questa bomba. Alla domanda “hai fatto sesso con quella donna”, Cain ha risposto come Clinton con Monica, “no”. Ma Bill era gi? nella stanza ovale, e ha solo rischiato d’esserne cacciato quando ? uscita la verit?. Se Herman non sar? presidente non deve dare per? solo la colpa a Ginger, o alle altre “vittime vere o false” dei suoi pruriti. Certo, l’hanno colpito,? ma ben pi? devastanti sono stati i suoi vuoti di contenuto e le gaffe su argomenti al di fuori dell’attivit? economica e delle tasse. Sulla Libia, su Cuba, sull’Iran, ma anche sull’immigrazione, le sue uscite avevano fatto cadere le braccia ai commentatori conservatori. Non puoi seriamente pensare di correre per la Casa Bianca se non leggi i giornali, lo ha irriso Rich Lowry sul New York Post. L? ? iniziata l'ascesa di Newt Gingrich, che in dialettica, conoscenza della storia e articolazione delle questioni politiche sta a Cain come Einstein sta a Pinocchio.??

Ora Cain ha detto di prendersi qualche giorno per riflettere su come ristabilire un percorso valido? per la sua campagna, che aveva registrato cali costanti nei sondaggi delle ultime settimane. Dal 25-30% a livello nazionale, toccato nei momenti di gloria in cui aveva conquistato i Tea Party con la sua idea del 9-9-9 (quote fisse delle tasse su redditi, utili aziendali e consumi) ora ? al quinto posto tra gli otto – con il 10% - nello Iowa, stato chiave dove si terranno le prime primarie in gennaio. Ma chiss? se Cain sar? ancora in lizza per quell’appuntamento.


di Glauco Maggi
Twitter@glaucomaggi

Gingrich sta a Cain come Einstein sta a Pinocchio

Sposato da oltre 40 anni, Cain aveva costruito di s? l’immagine di un uomo fedele, cristiano. E quando sono cominciate a venire a galla le accuse di una, poi di due, infine di quattro donne che lamentavano di essere state molestate sessualmente, Cain le aveva sempre respinte, arrivando a far intervistare sua moglie in un popolare programma televisivo perch? testimoniasse della loro esperienza felice e duratura. “Non ci credo, non ? l’uomo con cui sto da una vita”, aveva detto a testa asta la signora Cain delle accuse di avance sessuali indesiderate fatte dalle 4 sedicenti vittime. In un paio di casi, c’erano persino state denunce formali, ma che avevano portato a transazioni finanziarie, senza arrivare al tribunale. Paradossalmente, era stato pi? facile per Cain respingere quelle accuse, perch? si sa che nel sistema legale americano, sui posti di lavoro, i dipendenti ricorrono a volte alle querele per discriminazione, violenza verbale, mobbing o harassment per ottenere denaro dai datori, che pagano per non subire cattiva pubblicit? o rischiare sanzioni pi? gravi alla lotteria del processo. Qui c’? Ginger White, madre single di due figli, che non chiede nulla (che si sappia), ma che ha detto pi? o meno cos? in tv: “Sapevo che era sposato, mi aveva affascinata per un suo discorso pubblico, ci siamo conosciuti, mi ha portato in albergo e poi siamo andati avanti per 13 anni a vederci”. Una “banale” storia di corna, che l’avvocato di Cain s’? premurato di chiarire “non trattarsi di accuse di molestie”, ma del racconto di “ una relazione tra adulti consenzienti, che non dovrebbe essere d’interesse dei media”. Patetico, Cain ha ammesso per? di aver conosciuto Ginger, e di pensare che fosse un’amica prima di questa bomba. Alla domanda “hai fatto sesso con quella donna”, Cain ha risposto come Clinton con Monica, “no”. Ma Bill era gi? nella stanza ovale, e ha solo rischiato d’esserne cacciato quando ? uscita la verit?. Se Herman non sar? presidente non deve dare per? solo la colpa a Ginger, o alle altre “vittime vere o false” dei suoi pruriti. Certo, l’hanno colpito,? ma ben pi? devastanti sono stati i suoi vuoti di contenuto e le gaffe su argomenti al di fuori dell’attivit? economica e delle tasse. Sulla Libia, su Cuba, sull’Iran, ma anche sull’immigrazione, le sue uscite avevano fatto cadere le braccia ai commentatori conservatori. Non puoi seriamente pensare di correre per la Casa Bianca se non leggi i giornali, lo ha irriso Rich Lowry sul New York Post. L? ? iniziata l'ascesa di Newt Gingrich, che in dialettica, conoscenza della storia e articolazione delle questioni politiche sta a Cain come Einstein sta a Pinocchio.??

Ora Cain ha detto di prendersi qualche giorno per riflettere su come ristabilire un percorso valido? per la sua campagna, che aveva registrato cali costanti nei sondaggi delle ultime settimane. Dal 25-30% a livello nazionale, toccato nei momenti di gloria in cui aveva conquistato i Tea Party con la sua idea del 9-9-9 (quote fisse delle tasse su redditi, utili aziendali e consumi) ora ? al quinto posto tra gli otto – con il 10% - nello Iowa, stato chiave dove si terranno le prime primarie in gennaio. Ma chiss? se Cain sar? ancora in lizza per quell’appuntamento.


di Glauco Maggi
Twitter@glaucomaggi

Gingrich sta a Cain come Einstain sta a Pinocchio

Sposato da oltre 40 anni, Cain aveva costruito di s? l’immagine di un uomo fedele, cristiano. E quando sono cominciate a venire a galla le accuse di una, poi di due, infine di quattro donne che lamentavano di essere state molestate sessualmente, Cain le aveva sempre respinte, arrivando a far intervistare sua moglie in un popolare programma televisivo perch? testimoniasse della loro esperienza felice e duratura. “Non ci credo, non ? l’uomo con cui sto da una vita”, aveva detto a testa asta la signora Cain delle accuse di avance sessuali indesiderate fatte dalle 4 sedicenti vittime. In un paio di casi, c’erano persino state denunce formali, ma che avevano portato a transazioni finanziarie, senza arrivare al tribunale. Paradossalmente, era stato pi? facile per Cain respingere quelle accuse, perch? si sa che nel sistema legale americano, sui posti di lavoro, i dipendenti ricorrono a volte alle querele per discriminazione, violenza verbale, mobbing o harassment per ottenere denaro dai datori, che pagano per non subire cattiva pubblicit? o rischiare sanzioni pi? gravi alla lotteria del processo. Qui c’? Ginger White, madre single di due figli, che non chiede nulla (che si sappia), ma che ha detto pi? o meno cos? in tv: “Sapevo che era sposato, mi aveva affascinata per un suo discorso pubblico, ci siamo conosciuti, mi ha portato in albergo e poi siamo andati avanti per 13 anni a vederci”. Una “banale” storia di corna, che l’avvocato di Cain s’? premurato di chiarire “non trattarsi di accuse di molestie”, ma del racconto di “ una relazione tra adulti consenzienti, che non dovrebbe essere d’interesse dei media”. Patetico, Cain ha ammesso per? di aver conosciuto Ginger, e di pensare che fosse un’amica prima di questa bomba. Alla domanda “hai fatto sesso con quella donna”, Cain ha risposto come Clinton con Monica, “no”. Ma Bill era gi? nella stanza ovale, e ha solo rischiato d’esserne cacciato quando ? uscita la verit?. Se Herman non sar? presidente non deve dare per? solo la colpa a Ginger, o alle altre “vittime vere o false” dei suoi pruriti. Certo, l’hanno colpito,? ma ben pi? devastanti sono stati i suoi vuoti di contenuto e le gaffe su argomenti al di fuori dell’attivit? economica e delle tasse. Sulla Libia, su Cuba, sull’Iran, ma anche sull’immigrazione, le sue uscite avevano fatto cadere le braccia ai commentatori conservatori. Non puoi seriamente pensare di correre per la Casa Bianca se non leggi i giornali, lo ha irriso Rich Lowry sul New York Post. L? ? iniziata l'ascesa di Newt Gingrich, che in dialettica, conoscenza della storia e articolazione delle questioni politiche sta a Cain come Einstein sta a Pinocchio.??

Ora Cain ha detto di prendersi qualche giorno per riflettere su come ristabilire un percorso valido? per la sua campagna, che aveva registrato cali costanti nei sondaggi delle ultime settimane. Dal 25-30% a livello nazionale, toccato nei momenti di gloria in cui aveva conquistato i Tea Party con la sua idea del 9-9-9 (quote fisse delle tasse su redditi, utili aziendali e consumi) ora ? al quinto posto tra gli otto – con il 10% - nello Iowa, stato chiave dove si terranno le prime primarie in gennaio. Ma chiss? se Cain sar? ancora in lizza per quell’appuntamento.


di Glauco Maggi
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