Category Archives: Umbria

Di Maio sotto assedio nel M5s dopo la batosta in Umbria

Il crollo al 7,4% riaccende la ribellione nel Movimento contro il leader politico. Paragone: «È mancata la coerenza». E nel banco degli accusati finisce anche Conte.

Il voto in Umbria certifica, sopra ogni altra cosa, il crollo del M5s: il Movimento piomba sotto l’8%, quasi la metà dei voti presi in Umbria alle Europee. La notizia della disfatta arriva nelle stesse ore in cui il Financial Times rivela che il premier Giuseppe Conte fu ingaggiato da un fondo di investimento sottoposto poi a indagine interna dal Segretariato di Stato del Vaticano. Il crollo riaccende la ribellione interna al Movimento: di chi, come Gianluigi Paragone, non ha mai digerito l’alleanza con il Pd; e di chi punta ad un cambio della leadership di Luigi Di Maio. «La sconfitta era prevedibile ma era ancora più incredibile pensare che quel M5s che ha svelato il sistema umbro è stato costretto a allearsi con il centrosinistra. Che razza di campagna puoi fare? E infatti l’abbiamo pagata, perché accade quando non hai coerenza. Quello che fa arrabbiare è la mancanza di coerenza», ha detto Paragone in diretta Facebook.

Se volete pensare che sia solo l’Umbria…

Posted by Gianluigi Paragone on Sunday, October 27, 2019

La prima mossa di Di Maio per arginare i malumori è stata quella di annunciare lo stop alle alleanze nei voti locali.

«LA FINE DELLE ALLEANZE LOCALI»

«Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato», spiega il post pubblicato sul Blog delle stelle a ridosso dei risultati, «il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti».

ANCHE CONTE FINISCE SOTTO ACCUSA

Il premier, su entrambi i fronti, si mostra tranquillo. Ha trascorso la domenica elettorale lontano dai riflettori e, già nei giorni scorsi, ha sempre sottolineato come la sua, in Umbria non sia stata una campagna elettorale. «Avrei girato la Regione 24 ore su 24 ore», diceva giovedì dall’azienda di Brunello Cucinelli. Il tonfo umbro rischia di sfibrare un’alleanza di governo che stenta a trovare un quadro politico. In più, alla sconfitta di Vincenzo Bianconi non ha partecipato Matteo Renzi, la “mina vagante” del governo. A Renzi era stato chiesto di venire a Narni ma l’ex premier ha declinato. E Italia Viva, secondo indiscrezioni, boccia l’idea della foto dei tre leader, Nicola Zingaretti, Di Maio e Roberto Speranza. È vero, Di Maio ora deve vedersela con il dissenso interno. Eppure, ragionano i suoi, il leader M5s ci ha messo la faccia ed è sempre stato tra i più scettici dell’alleanza con il Pd, sostenuta invece da Beppe Grillo e lo stesso Conte. Quello stesso Conte che, si sottolinea nel M5s, poteva spendersi di più per le Regionali umbre se davvero crede nella coalizione giallorossa.

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L’analisi della sconfitta in Umbria di Pd e M5s

Nota dei grillini: «Era un laboratorio, l'esperimento non ha funzionato». I dem: «Riflessione sulle coalizioni senza contenuti». Ma il governo (per ora) dovrebbe tenere.

Non solo la “tipica” analisi della sconfitta a sinistra. Quella umbra è un po’ diversa per un inedito intruso nella coalizione battuta dal centrodestra: il Movimento 5 stelle. Che ha preso meno della metà dei voti dei dem ed è arrivato dietro persino a Fratelli d’Italia. Un post del M5s su Facebook ha provato a spiegare così la débâcle: «Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti».

DI MAIO RISCHIA DI TORNARE NEL MIRINO

È stato assicurato, comunque, che al governo «si rispetteranno gli impegni». Ma il rischio è che subito il capo politico Luigi Di Maio torni nel mirino dei malpancisti, dagli ex ministri come Barbara Lezzi a Giulia Grillo a chi non ha mai digerito il Conte 2 a chi, infine, vorrebbe una rivoluzione nella leadership. E in Calabria ed Emilia-Romagna è molto difficile che il M5s accetti un nuovo patto con il Pd.

DA ZINGARETTI FRECCIATA A RENZI

Già, e i democratici? Il segretario Nicola Zingaretti ha detto: «È una sconfitta netta, ma il risultato conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all’alleanza». E cioè: il Pd rispetto alle Europee ha tenuto e nonostante la fuoriuscita di Matteo Renzi. E Zingaretti ha frenato anche le polemiche interne al governo, facendo implicito riferimento al M5s. «Rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare, voto certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del governo».

Il capogruppo dem al Senato, Andrea Marcucci, ha parlato di sconfitta che «non ha ripercussioni sul governo ma impone una riflessione sulle alleanze costruite all’ultimo minuto e senza contenuti». Un k.o. che rischia di essere (già) la pietra tombale sull’alleanza giallorossa.

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Chi è Donatella Tesei, nuova governatrice della Regione Umbria

Avvocata, ex sindaco di Montefalco, eletta al Senato nel 2018. Chi è la candidata del centrodestra che ha vinto le elezioni del 2019.

In campagna elettorale c’era sempre lui in prima fila: Matteo Salvini. Ma ora che il centrodestra ha vinto, chi è la nuova governatrice dell’Umbria? Donatella Tesei, avvocato cassazionista, nata a Foligno il 17 giugno del 1958, è pronta ad assumere la carica di presidente della Regione dopo essere stata sostenuta dalla coalizione di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

SINDACA DI MONTEFALCO PER DUE MANDATI

La Tesei vive a Montefalco dove è stata sindaco per due mandati, dal 2009 (eletta con la lista civica di centrodestra “Gruppo Montefalco“) al 2014 e dal 2014 al 2019, quando venne riconfermata con il 63% dei consensi. Le opposizioni l’hanno accusata di aver lasciato un grosso buco di bilancio.

ENTRATA IN PARLAMENTO NEL 2018

Nel marzo del 2018 è stata eletta al Senato della Repubblica nel collegio uninominale (sostenuta dal centrodestra) e presiede la Commissione Difesa. È inoltre membro del consiglio di amministrazione della Bonifica umbra, coordinatore regionale delle Città del vino dell’Umbria, vice presidente nazionale dell’associazione Città per la fraternità e consigliere del Gal Valle Umbra e Sibillini.

Mi considero una donna pragmatica, più attenta ai fatti che alle parole


Donatella Tesei

Sul suo sito c’è scritto: «Ho sempre vissuto in Umbria». E ancora: «Dal liceo classico alla laurea in Giurisprudenza a Perugia, dalle esperienze professionali come avvocato ai successivi incarichi professionali. Sotto i miei occhi ho visto la mia terra impoverirsi e una burocrazia asfissiante soffocare imprese e realtà commerciali. Mi considero una donna pragmatica, più attenta ai fatti che alle parole».

SOSTENUTA DA CINQUE LISTE

Come candidata presidente della Regione è stata sostenuta da cinque liste: Lega Salvini Umbria, Giorgia Meloni per Tesei, Forza Italia Berlusconi per Tesei, Tesei presidente e l’Umbria civica presidente.

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Le dichiarazioni della Lega sui risultati delle elezioni in Umbria

Per Salvini è «un'impresa storica». Borghi saluta i giallorossi.

È un Matteo Salvini raggiante quello che varca la porta dell’albergo di Perugia. Le urne delle Regionali in Umbria si sono chiuse da pochi minuti e la notizia dei primi exit poll è già rimbalzata. La candidata del centrodestra a fortissima trazione leghista, Donatella Tesei, va verso una nettissima vittoria sulla coalizione composta da Partito democratico e Movimento 5 stelle, guidata da Vincenzo Bianconi. «Aspettiamo i dati veri. A occhio abbiamo fatto un’impresa storica», ha affermato Salvini all’ingresso in albergo, dove è stato raggiunto anche dalla candidata presidente Donatella Tesei. A chi gli chiedeva come si sentisse ha risposto «felice». «Sento qualcosa nell’aria», ha aggiunto.

BORGHI: «CIAO CIAO GIALLOROSSI»

Sebbene lo spoglio sia appena iniziato e ci sia ancora da attendere per i risultati ufficiali, i dati sono così netti da lasciare poco adito ai dubbi, e cancellare ogni possibile cautela. Così anche il deputato leghista Claudio Borghi ha deciso di celebrare la vittoria su Twitter: «Ciao ciao giallorossi… nb, sono exit poll, aspettiamo i dati veri». Ma è una postilla che lascia il tempo che trova e di certo non smorza l’entusiasmo nel centrodestra. E ancora, lo stesso Borghi rincara la dose contro gli avversari sconfitti: «Voi capite perchè dicevo che se avessero fatto la cretinata di mettersi insieme io avrei stappato la sei litri…».

IN HOTEL I VERTICI DELLA LEGA UMBRIA

Salvini è nell’hotel dove si trovano anche i vertici della Lega Umbria, tra i quali il segretario regionale, Virginio Caparvi, in attesa dei primi risultati elettorali. Nella sala dell’hotel, a poche centinaia di metri dal palazzo della Regione, numerosi giornalisti e militanti del partito. All’interno è stata allestita anche una sala stampa. Nello stesso albergo pernotta anche il commissario del Pd in Umbria, Walter Verini, che prima dell’arrivo di Salvini è uscito dall’albergo salutando il segretario Caparvi e il senatore Simone Pillon.

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I risultati delle elezioni regionali in Umbria del 2019

Duello fra Bianconi (Pd-M5s) e Tesei (centrodestra). Vola l'affluenza: 52,8% dei votanti, +12,88 punti rispetto al 2015. È un primo test per il governo.

In attesa di capire chi volerà tra i due sfidanti principali, Donatella Tesei appoggiata dal centrodestra e Vincenzo Bianconi sostenuto da Partito democratico e Movimento 5 stelle, è volata l’affluenza alle elezioni regionali 2019 in Umbria. Una percentuale cresciuta di quasi 13 punti rispetto al 2015 secondo i dati definitivi del ministero dell’Interno riferiti a tutti e 92 i Comuni. Si parla infatti del 52,8% (oltre un avente diritto su due alle urne) rispetto al 39,92 della precedente consultazione. Quindi +12,88.

SALVINI SPERA IN UN CONTRACCOLPO PER IL GOVERNO

L’Umbria è dunque pronta a conoscere il successore di Catiuscia Marini alla presidenza e per i giallorossi si tratta di un primo assaggio del consenso che può avere la loro alleanza “civica”. Tutti i leader nazionali del resto ci hanno messo la faccia e, sul finale della campagna, anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Per questo Matteo Salvini ha ripetuto più volte che il voto in Umbria avrà ripercussioni nazionali sul governo. Non la pensano così dalle parti della maggioranza, dove, sia Conte sia Nicola Zingaretti sia Luigi Di Maio hanno assicurato che le Regionali umbre non possono essere considerate come un test per l’esecutivo riguardando poco più di 700 mila elettori.

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La diretta delle elezioni regionali in Umbria del 2019

Urne aperte alle 7. Si vota fino alle 23. Otto candidati sostenuti da 19 liste. Esordio per l'alleanza giallorossa Pd-M5s in appoggio a Bianconi. La sfida è con Tesei, la candidata del centrodestra. Alle 12 affluenza al 19,55%.

Può una regione da 800 mila abitanti diventare un test per la politica nazionale? È uno dei temi – se non “il” tema – delle elezioni in Umbria di domenica 27 ottobre. Urne aperte dalle 7 alle 23, si vota “solo” per un governatore locale ma si tratta anche del primo banco di prova per il governo giallorosso, oltre che dell’esordio di un’intesa pre elettorale tra Partito democratico e Movimento 5 stelle si sono presentati assieme, appoggiando lo stesso candidato, e cioè Vincenzo Bianconi. (Leggi qui i risultati).

LA LEGA IN VANTAGGIO NEI SONDAGGI

Che si tratti di «esperimento importante» (parole del premier Giuseppe Conte), di «terza via» (copyright di Luigi Di Maio) o di alleanza in nome dell’amore per il Paese (concetto espresso da Luigi Zingaretti), quel che è certo è che la coalizione di maggioranza deve guardarsi dal pericolo della Lega di Matteo Salvini punta al grande sgambetto con Donatella Tesei, sostenuta da tutto il centrodestra e data in vantaggio – seppur di poco – dai sondaggi. Il voto è stato anticipato per colpa dei guai giudiziari che hanno coinvolto l’ex governatrice del Pd, Catiuscia Marini. In corsa ci sono otto candidati – compreso un ex Forconi e un sessuologo che ha fondato il Partito delle buone maniere – sostenuti da 19 liste.

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Il segretario della Lega Matteo Salvini a Todi per un evento elettorale. (Ansa)

LA DIRETTA DEL VOTO

22.52 – EUROPA VERDE DENUNCIA RAPPRESENTANTE LEGA: «DAVA INDICAZIONI DI VUOTO FUORI DAL SEGGIO»

«Abbiamo appena inviato una denuncia via PEC al Prefetto di Perugia per informarlo di un video che sta circolando sul web nel quale un ‘rappresentante della Lega‘, davanti a al seggio 26 a Tordandrea (Assisi) presso la Scuola Elementare invita, con spilletta della Lega, a votare due candidati, Pastorelli e Fioroni, spiegando alla ragazza intercettata di entrare nel seggio con un foglietto con i due nomi». Ad affermarlo in una nota sono i commissari dei Verdi in Umbria Gianfranco Mascia e Francesco Alemanni. «’Ah, devo votà questo qua ma scriverci il nome?’, chiede la ragazza, ‘Devi scrive Lega, tac, tac pronto NON fa vedè il foglietto quanno vai dentro.’ spiega l’uomo, ben sapendo di commettere un atto illegale. Chiediamo il rispetto delle regole elettorali e della legalità. Le autorità prendano immediati provvedimenti e controllino che davanti agli altri seggi non capitino ulteriori episodi del genere. Invitiamo chiunque sia a conoscenza di episodi illegali durante il voto a segnalarlo alla mail sosvotopulito@europaverdeumbria.it, oltre che alle autorità competenti».

19.31 – AFFLUENZA IN CRESCITA DI 13 PUNTI SUL 2015

Cresce di quasi 13 punti rispetto al 2015 l’affluenza alle elezioni regionali umbre secondo i dati definitivi del ministero dell’Interno riferiti a tutti e 92 Comuni. È infatti del 52,8 rispetto al 39,92 della precedente consultazione. Quindi più 12,88 punti percentuali. Riguardo al dato delle province, alle 19, in quella di Perugia l’affluenza è stata del 53.09% (contro il 40,63% del 2015) e in quella di Terni del 51,97 (37,9).

19.09 – L’AFFLUENZA SALE AL 52,47%

Confermata la tendenza all’aumento della partecipazione al voto per le regionali in Umbria secondo i dati parziali del ministero dell’Interno. Alle 19, con 56 comuni su 92 di disponibili l’affluenza è del 52,47% rispetto alla precedente del 40,25.

14.31 – FRANCESCHINI: «IL PD COL M5S PUÒ VINCERE»

«Con il M5s è un’alleanza strategica? Non lo so, ma il tema dobbiamo porcelo riconoscendo che il governo è nato da un’esigenza immediata, contingente ma dobbiamo anche porci un tema di prospettiva», ha detto Dario Franceschini all’assemblea dei sindaci Pd. «Vedremo come va in Umbria, ma siamo in competizione con una coalizione costruita in fretta ma competitiva: fossimo andati divisi quella competizione non ci sarebbe stata».

12.45 – AFFLUENZA AL 19,55%, IN NETTA CRESCITA

Cresce nettamente, di oltre quattro punti, l’affluenza al voto per le regionali in Umbria rispetto alla precedente consultazione: alle 12 hanno infatti votato il 19,55% degli aventi diritto contro il 15,39% del 2015. Lo ha reso noto il ministero dell’Interno in base ai dati dei 92 comuni. La percentuale è del 19,68 in provincia di Perugia (15,65) e del 19,19 (14,64) in quella di Terni.

12.12 – AFFLUENZA AL 18%

Affluenza superiore al 18 per cento, alle 12, per le elezioni regionali in Umbria quando sono giunti i dati di 55 comuni su 92. Nella precedente consultazione, alla stessa ora, era stata del 14,8.

07 – URNE APERTE IN UMBRIA

Sono cominciate le operazioni di voto per le elezioni regionali. I 1.005 seggi allestiti resteranno aperti fino alle 23. Poi subito dopo lo spoglio. Si vota per eleggere il presidente della Giunta regionale e i 20 consiglieri che formeranno l’Assemblea legislativa regionale della undicesima legislatura (2019-2024). Oltre 700 mila cittadini umbri chiamati a votare.

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Cosa sapere delle elezioni regionali in Umbria

Il 27 ottobre la regione scossa dallo scandalo Sanitopoli va al voto. M5s, Pd e Iv sostengono insieme Vincenzo Bianconi. Il centrodestra unito punta sulla leghista Donatella Tesei. Guida a una tornata elettorale locale dal sapore nazionale.

Le elezioni in Umbria di domenica 27 ottobre non sono solo le prime Regionali della tornata 2019 dopo la caduta del governo gialloverde ma presentano, a livello locale, la stessa maggioranza che sostiene il nuovo esecutivo. Da un lato ci sono dunque Movimento 5 stelle e Partito democratico e dall’altro un centrodestra a tre punteLega, Fratelli d’Italia e Forza Italia) – che, suggellata l’alleanza con la piazza romana del 19 ottobre scorso, prova a essere più coeso di quanto non sia stato finora.

Luigi Di Maio e Nicola Zingaretti.

L’INEDITA ALLEANZA PER L’UMBRIA

La disponibilità di correre assieme al Pd alle Regionali umbre è arrivata da Luigi Di Maio lo scorso 15 settembre. Mentre l’ex alleato, Matteo Salvini, dal palco di Pontida arringava il popolo padano, a Roma il neo ministro degli Esteri provava a oscurarlo proponendo al segretario dem Nicola Zingaretti una inedita alleanza locale, pur senza mai nominare il Pd, come del resto aveva già fatto nei discorsi delle consultazioni al Quirinale di agosto. «Tutte le forze politiche di buon senso», fu l’invito di Di Maio, «facciano un passo indietro e lascino spazio a una giunta civica».

SANITOPOLI E GLI ATTACCHI DEL M5S AL PD

Si tratta di un’apertura inattesa, non solo perché avanzata da Di Maio in persona, tra i pentastellati moderati finora più scettici sulla nuova maggioranza, ma anche perché in Umbria la Giunta Pd è implosa sotto lo scandalo “sanitopoli.

L’ex governatrice umbra Catiuscia Marini.

L’esperienza governativa per la Giunta uscente si è infatti conclusa anticipatamente e nel peggiore dei modi, con le dimissioni della presidente della Regione, Catiuscia Marini indagata per il caso dei concorsi truccati nelle Asl umbre e un partito allo sbando commissariato da Roma, con la nomina di Walter Verini. In aprile Di Maio, rimarcando la differenza tra 5 stelle e democratici, diceva: «Il Pd ha usato in questi anni la sanità umbra come bancomat del partito. Le dimissioni della governatrice sono il minimo». In un’altra occasione aveva dichiarato: «La sanità umbra è eccellente ma derubata dal Partito democratico che faceva passare le tracce dei concorsi nelle sue sedi».

IL CANDIDATO GIALLOROSSO È VINCENZO BIANCONI

Di Maio non poteva certo sapere che di lì a poco Salvini avrebbe strappato l’alleanza gialloverde. Mentre sa benissimo che il Movimento 5 stelle finora non è riuscito a espugnare alcuna regione e resta assai debole sul territorio. Da qui l’idea di unire due debolezze (considerato il modo con cui il Pd ha archiviato l’esperienza amministrativa umbra, non è certo dato per favorito) nella speranza di farne una forza politica che si coagulerà attorno alla figura di Vincenzo Bianconi.

Regionali: Umbria; Bianconi
Vincenzo Bianconi, il candidato Pd-M5s

Potrebbe essere difficile convincere la base grillina che si possa siglare una “alleanza per il cambiamento” con chi ha governato per anni la Regione e ne è uscito inseguito dalle inchieste della magistratura. Per questo Di Maio, che nel frattempo su Rousseau ha incassato il “sì” del 61% circa degli attivisti alla coalizione umbra (21.320 scrutini favorevoli rispetto ai 13.716 contrari) continua a ripetere che Bianconi è un candidato «senza tessere di partito in tasca».

LA POLEMICA SUI FONDI DELLA RICOSTRUZIONE

Presidente di Federalberghi Umbria e dell’associazione no profit per la rinascita dei territori colpiti dal sisma I love Norcia, Bianconi è un imprenditore di 47 anni, a sua volta figlio di imprenditori, rampollo di una famiglia di albergatori da sei generazioni. Proprio i suoi hotel sono finiti al centro di una recente inchiesta pubblicata sul Corriere dell’Umbria legata ai finanziamenti per la ricostruzione e a un possibile conflitto di interessi in caso di elezioni. Accuse che Bianconi, le cui attività sono state colpite gravemente dal sisma, ha respinto con sdegno: «Nell’area del cratere su 35 hanno fatto domanda in 19 e 11 hanno ottenuto il contributo quindi non sono solo le mie aziende ad averli ricevuti». Quanto al possibile conflitto di interessi, Bianconi, che in un primo momento aveva replicato con una provocazione («Allora un qualsiasi terremotato non può candidarsi?»), ha promesso: «Se dovessi diventare presidente mi terrei lontano anni luce dal dossier terremoto e da qualsiasi cosa che mi potrebbe riguardare».

A SOSTEGNO DEL CANDIDATO GIALLOROSSO ANCHE RENZI

Andrea Fora, il precedente candidato del Pd che per ordini di scuderia ha fatto un passo indietro per permettere la candidatura dell’attuale esponente giallorosso, si è invece dimesso da Confcooperative Umbria per correre nella lista a sostegno Bianconi per l’Umbria – Patto civico.

Andrea Fora e Vincenzo Bianconi.

Con Bianconi anche Europa Verde e Sinistra civica verde, entrambe riconducibili all’universo della sinistra extraparlamentare. Sciolto anche il rebus di Italia viva. Matteo Renzi, che aveva espresso la volontà di non correre alle Regionali, ha infatti detto che appoggerà il candidato giallorosso.

DONATELLA TESEI, FRONTWOMAN LEGHISTA DEL CENTRODESTRA

La favorita (anche se gli ultimi sondaggi danno Bianconi in costante avvicinamento) è invece l’avvocato 61enne Donatella Tesei. Già senatrice in quota Lega e presidente della commissione Difesa, è stata per 10 anni sindaca di Montefalco.

La candidata per il centrodestra alla presidenza della Regione Umbria, Donatella Tesei.

Matteo Salvini l’ha imposta mesi fa – appena il Pd umbro ha iniziato a scricchiolare per Sanitopoli – a Fratelli d’Italia e Forza Italia. Considerato il successo riscosso dalla Lega alle ultime Europee (oltre il 38%), gli alleati – che a stento a quella tornata hanno raggiunto il 13% assieme – non hanno avuto nulla da obiettare. Donatella Tesei sarà sorretta anche dalle liste civiche Tesei presidente e Umbria civica. Specularmente a quanto accade in casa giallorossa, qui l’incognita – se di incognita si può parlare – è rappresentata da un altro convitato di pietra: Giovanni Toti. Cambiamo, al pari di Italia viva di Renzi, non correrà, ma Toti ha dato indicazioni di sostenere la candidata ufficiale del centrodestra.

L’EX CANDIDATO DEL CENTRODESTRA CORRE DA SOLO

In Umbria correrà anche un candidato ufficioso. Il vero ago della bilancia potrebbe essere Claudio Ricci, che corse per il centrodestra alle Regionali del 2015. Rispetto al democratico Andrea Fora, Ricci non ha preso altrettanto bene l’ordine arrivato da Roma di fare un passo indietro a favore della candidata di coalizione e ha scelto di correre senza vessilli di partito. Lo sosterranno tre liste: Proposta Umbria, Italia civica e Ricci presidente. Nel 2015 prese il 39,27% (contro il 42,78% del centrosinistra), ma all’epoca Ricci poteva contare sui voti di una Lega Nord al 14%, Forza Italia all’8,53% e Fratelli d’Italia al 6%. La lista Ricci presidente prese il 4,49%. Oggi Ricci è dato tra il 5 e il 6%, voti che potrebbe sottrarre alla candidata di Salvini facendo un favore all’esponente giallorosso.

GLI ALTRI IN CORSA: DA POTERE AL POPOLO AI GILET ARANCIONI

Sembrano invece destinati a raccogliere meno del 2% gli altri candidati in corsa: Emiliano Camuzzi di Potere al Popolo, già candidato a sindaco di Terni; Rossano Rubicondi, operaio della Fbm e per anni in Cgil, del Partito comunista di Marco Rizzo; Martina Carletti, che su Twitter si definisce «sovranista costituzionale» per Riconquistare l’Italia; Antonio Pappalardo alla guida dei Gilet arancioni, ex militare dal 2016 è alla guida del Movimento Liberazione Italia che fa riferimento al Movimento dei Forconi.

Antonio Pappalardo con il simbolo del ‘Movimento dei gilet arancioni’.

E Giuseppe Cirillo, sessuologo, psicologo e consulente sentimentale leader del Partito delle buone maniere che il 24 ottobre ha rivelato alla Zanzara di avere fatto sesso con una suora invitando gli ascoltatori a vedere il video su YouPorn.

Giuseppe Cirillo leader del partito delle buone maniere.

QUANDO E COME SI VOTA

I seggi dei 92 comuni umbri si aprono domenica 27 ottobre (si vota dalle 7 alle 23). Con l’entrata in vigore della legge regionale 23 febbraio 2015, n. 4, l’Umbria si è dotata di una nuova normativa elettorale. L’Assemblea legislativa, composta da 20 membri, oltre al presidente della Giunta regionale, è eletta contestualmente al presidente, tramite un’unica scheda, in un unico turno con criterio proporzionale mediante riparto dei seggi tra coalizioni di liste e liste non riunite in coalizione, concorrenti. L’elettore può esprimere uno o due voti di preferenza. Nel caso esprima due preferenze, devono riguardare candidati di genere diverso della stessa lista, pena l’annullamento della seconda preferenza.

TRE POSSIBILITÀ PER GLI ELETTORI

Ciascun elettore può:
votare solo per un candidato alla carica di presidente della Giunta regionale tracciando un segno sul relativo rettangolo. In tale caso il voto si estende a favore della lista non riunita in coalizione ovvero a favore della coalizione di liste collegate al candidato. Votare per un candidato alla carica di presidente, tracciando un segno sul relativo rettangolo e per una delle liste collegate, tracciando un segno sulla lista. Votare a favore di una lista regionale tracciando una X sul contrassegno; in tale caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato presidente collegato. Non è invece ammesso il voto disgiunto: il voto espresso per un candidato e per una lista diversa da quelle a lui collegate è nullo così come è nullo il voto espresso per più liste collegate a candidati diversi.

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