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Berlusconi riconosce la leadership di Salvini. Anche in Mediaset

Nei palinsesti del Biscione sotto la supervisione di Siria Magri dilagano le trasmissioni sovraniste. Grande spazio dunque al segretario della Lega. E trattamento non proprio amichevole per Matteo Renzi, reo di aver tentato di scippare voti a Forza Italia con la sua Italia viva.

L’Umbria fa scuola, anche in Mediaset. Forza Italia vale la metà di Giorgia Meloni, ma un ringalluzzito Silvio Berlusconi rivendica la clamorosa vittoria nella regione che fu rossa come un trionfo del centrodestra unito. La cui leadership però non è certo la sua, ma di Matteo Salvini. Non è una novità, ma ora il Cav lo riconosce apertamente. E siccome il suo è sempre stato un partito azienda, ecco che l’azienda fa altrettanto incoronando il capo leghista a riferimento politico numero uno.

NEI PALINSESTI MEDIASET DILAGANO LE TRASMISSIONI SOVRANISTE

Dilagano dunque nei palinsesti (anche come durata) le trasmissioni sovraniste. Claudio Brachino, direttore di Video News, ovvero la struttura che sovrintende l’informazione, viene rimosso dall’onnipotente Mauro Crippa che al suo posto (anche fisicamente, visto che ne ha preso ufficio e segretaria) ha insediato la condirettora Siria Magri. Una che l’azienda la conosce bene, ed è stimata dai vertici al punto che la sua irresistibile ascesa non ha subito alcun contraccolpo (e ci mancherebbe, le colpe dei mariti non devono ricadere sulle mogli) per il fatto di essere la consorte di Giovanni Toti, “il traditore”, quello che ha lasciato il suo mentore pascolianamente «solo come l’aratro in mezzo alla maggese», dopo che Silvio lo aveva fatto suo consigliere politico e da ultimo coordinatore del partito

L’IRRITAZIONE DI RENZI OSPITE A MATTINO5

Acqua passata. Ora Toti può posizionare il suo partitino (nei sondaggi del maratoneta Mentana vale l’1,6%) sulla scia dell’imponente onda sovranista e presto farà la pace col suo ex dante causa, Berlusconi si accredita come faccia mite ed europea di una destra che non ha più tanta voglia di ingaggiare furibonde battaglie con Bruxelles, e Siria acconcia i palinsesti alle nuove configurazioni della politica. Vale per gli amici – oramai praticamente Salvini dorme negli studi del Biscione -, ma anche per i nemici. Come Matteo Renzi, il cui esplicito progetto di svuotare Forza Italia dell’acqua del suo sempre più esiguo pozzo elettorale non è piaciuta al Cavaliere, e nemmeno alle sue televisioni. Così a Mattino5, intervistato in occasione della Leopolda, non gli è stato riservato un trattamento con i guanti. Passi il servizio in esterna dall’ex stazione, che Matteo ha giudicato obiettivo, ma la raffica di impertinenti domande che in studio gli ha riservato il conduttore Francesco Vecchi lo ha fatto non poco arrabbiare. «Io da quelli non ci vado più», avrebbe detto l’ex premier. Proposito che, visti i pregressi («se perdo il referendum lascio la politica») dureranno lo spazio di un Mattino (5). Sempre che, a Cologno, Siria lo inviti ancora. 

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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