Category Archives: Media

Lucia Annunziata lascia la direzione dell’Huffington Post

Cambia conduzione il quotidiano online, finora sempre diretto dall'ex presidente della Rai. Ancora riserbo sul suo successore.

Cambio di rotta al timone dell’edizione italiana dell’Huffington Post. Lucia Annunziata ha annunciato l’addio alla direzione del quotidiano online da lei guidato sin dalla nascita. Al contempo, Annunziata ha dato l’addio definitivo anche al Gruppo Gedi, confermando soltanto la sua presenza alla conduzione della trasmissione di RaiTre Mezz’ora in più. Secondo quanto riporta Primaonline.it, dietro la scelta, motivata da un generico avvicendamento dei vertici editoriali, ci sarebbero in realtà le criticità che hanno colpito l’Huffington Post. In particolare, si parla di una redazione ridotta all’osso malgrado gli alti costi per i servizi generali e di ricavi pubblicitari non più così solidi.

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Atto finale dell’arbitrato Rcs-Blackstone sul palazzo del Corsera

Il 14 gennaio gli avvocati delle parti hanno depositato le memorie finali. Ora il collegio ha dai 15 ai 90 giorni per esprimere il verdetto. Intanto Cairo ha chiesto una perizia sul valore dei suoi asset.

Atto finale nella vicenda che oppone Urbano Cairo e il fondo Blackstone sulla contestata vendita del palazzo milanese di via Solferino, storica sede del Corriere della Sera.

In breve: acquistato dagli americani nel 2013 per 120 milioni di euro, lo scorso anno stava per essere rivenduto ad Allianz per una cifra quasi doppia quando Cairo ha contestato l’operazione adducendo come motivazione che gli americani avessero approfittato delle difficoltà di Rcs per costringendola a svendere. Tesi che Blackstone ha duramente contestato.

Blackstone ha fatto causa chiedendo alla casa editrice un indennizzo monstre, oltre 300 milioni di dollari, e per analogo importo al suo proprietario come persona fisica. Tutto poi è finito nelle mani di un collegio arbitrale (presidente Renato Rordorf, Enzo Roppo per Rcs e Vincenzo Mariconda per Blackstone) ora alle battute finali.

IL COLLEGIO HA DAI 15 AI 90 GIORNI PER ESPRIMERSI

Martedì 14 gennaio gli avvocati delle parti (Sergio Erede e Francesco Mucciarelli per Rcs, Francesco Gatti, Carlo Pavesi e Giuseppe Iannaccone per il fondo americano) hanno depositato le ultime memorie atte a illustrare le ragioni dei loro clienti, e ora il collegio ha dai 15 ai 90 giorni di tempo per esprimersi. Se venisse rispettata la parte bassa dell’arco temporale, a fine mese ci sarà dunque il verdetto. Entrambe le parti, come è ovvio che sia, si dicono confidenti in un esito a loro favorevole.

CAIRO HA CHIESTO UNA PERIZIA SUL VALORE DEI SUOI ASSET

Intanto Cairo, ma non è detto che la sua iniziativa sia correlata all’arbitrato, ha chiesto a una nota società di consulenza e revisione una perizia sul valore di tutti i suoi asset. In genere, simili mosse preludono a una riorganizzazione societaria o a qualche operazione di natura straordinaria.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere

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Facebook spiega ai giudici che CasaPound è «odio organizzato»

Il social network ha presentato un reclamo contro l'ordinanza del tribunale di Roma che aveva chiesto di riattivare l'account del movimento neofascista: «Abbiamo una policy sulle organizzazioni pericolose».

Facebook ha presentato un reclamo contro l‘ordinanza del Tribunale di Roma che il 12 dicembre scorso aveva ordinato al social di riattivare gli account di CasaPound. «Ci sono prove concrete che CasaPound sia stata impegnata in odio organizzato e che abbia ripetutamente violato le nostre regole. Per questo motivo abbiamo presentato reclamo», fa sapere un portavoce di Facebook.

«ABBIAMO UNA POLICY SULLE ORGANIZZAZIONI PERICOLOSE»

«Non vogliamo che le persone o i gruppi che diffondono odio o attaccano gli altri sulla base di chi sono utilizzino i nostri servizi, non importa di chi si tratti. Per questo motivo abbiamo una policy sulle persone e sulle organizzazioni pericolose che vieta a coloro che sono impegnati in ‘odio organizzato’ di utilizzare i nostri servizi», ha dichiarato il portavoce di Facebook.

«LE REGOLE VALGONO AL DI LÁ DELLA IDEOLOGIA»

«Partiti politici e candidati, così come tutti gli individui e le organizzazioni presenti su Facebook e Instagram, devono rispettare queste regole, indipendentemente dalla loro ideologia». Il reclamo di Facebook è contro l’ordinanza con cui il 12 dicembre il tribunale civile di Roma ha ordinato al social network la riattivazione immediata della pagina Facebook di CasaPound, oltre che del profilo personale e della pagina pubblica dell’amministratore Davide Di Stefano. Tali account erano stati disattivati da Facebook il 9 settembre.

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