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Matteo Salvini farà presto la fine di Luigi Di Maio

Il leader della Lega sta sfasciando la classe dirigente locale della Lega. Sia in caso di vittoria sia in caso di sconfitta in Emilia-Romagna, si svelerà come il capo del Carroccio sia un bluff.

Ogni tanto in Italia qualcuno proclama che si è di fronte alla battaglia decisiva, quella che delineerà l’identikit definitivo del vincitore e consegnerà il perdente alle lacrime. Ora questa data sembra essere domenica 26 gennaio quando gli abitanti della regione tradizionalmente più rossa d’Italia dovranno scegliere fra un presidente efficiente ma rappresentante dell’ancien regime e una candidata improvvisata che il suo leader sospinge con le mille trovate inventate da un club di simpatici imbroglioni che si fa chiamare la Bestia.

Non succederà niente di epocale, invece. Sarà un dolore e un danno la sconfitta di Stefano Bonaccini, persona seria e capace. Sarà un problema la vittoria della Virginia Raggi in salsa emiliana. Al tempo stesso sarà una boccata d’ossigeno la conferma del caro Bonaccini e l’inizio della nuova via crucis per Matteo Salvini, il più vetusto arnese della politica con sul groppone sentenze che fanno invidia ai tanto deprecati partiti della Prima repubblica.

Non succederà, quindi, niente di epocale perché nessuno dei fenomeni in campo è in grado di stabilizzare l’Italia ovvero di radunare attorno a sé un durevole e importante blocco elettorale che possa esprimere una classe dirigente.

LA LEGA LABORATORIO PER LA CLASSE DIRIGENTE LOCALE NON C’È PIÙ

Per Salvini siamo di fronte al tema classico se sia o non sia in grado di governare il Paese. Sappiamo solo che sa come sfasciarlo. Per di più negli anni della sua guida della Lega sta disperdendo le competenze che avevano fatto del Carroccio di Umberto Bossi un bel laboratorio di classe dirigente locale. Oggi siamo di fronte a un partito di urlatori, roba da Rete 4. Questo Salvini, come scrivo da tempo e ormai se ne sono accorti anche altri, dovrà anche fare i conti con la destra rappresentata da Giorgia Meloni, tostissima politica, che è riuscita a trovare un equilibrio fra nostalgia e presente. Un vero osso duro per quel pasticcione di Salvini.

L’eventuale vittoria di Salvini avrà un senso solo se sarà seguita dall’accantonamento di Salvini

Il popolo che segue il leader della Lega non ha più una fisionomia tale da definirlo come blocco elettorale in grado di esprimere una idea di Paese. Non c’è più dietro la Lega la fabbrica del Nord e del Nord Est, ovvero ci sarà pure ma sempre meno come fabbrica e sempre più come imprenditore incazzato. Anche qui roba da Rete 4. Insomma l’eventuale vittoria di Salvini, lo dico per suggerire agli intellettuali moderati di destra un po’ di prudenza nel soccorrerlo, avrà un senso solo se sarà seguita dall’accantonamento di Salvini. Insomma se Giorgetti and company diranno: «Ora basta, ragazzo, fatti una birretta e lasciaci lavorare». Per la Lega vittoriosa si aprirà la stessa stagione feroce e distruttiva che sta vivendo il Movimento 5 stelle.

IN CASO DI SCONFITTA LA SINISTRA DEVE FARE TABULA RASA

Se perderà Bonaccini la sinistra scoprirà per l’ennesima volta di stare sulle palle al Paese e non avrà altra scelta se non quella di accantonare tutta, dicesi tutta, la sua classe dirigente. Non c’è accordo con Luigi de Magistris, non c’è lusinga verso le sardine che possa salvarla: prego andare a casa. Si ricomincia riunificando la sinistra, restituendo radici e storia a un grande movimento di emancipazione.

Il segretario della Lega Matteo Salvini durante il giro elettorale alla fiera di Rimini.

Se invece Bonaccini riuscirà nell’impresa di restituire Luicia Borgonzoni al suo papà, la sinistra e Giuseppe Conte avranno la possibilità di tirare un sospiro di sollievo, ma poco alla volta questo sospiro tornerà a essere asmatico, perché i polmoni politici non funzionano più. Resta la speranza che le sardine ci sorprendano. Resta la certezza che la strada per tirar fuori l’Italia da questa melma sarà lunga e faticosa. Ma ci vorrà una vera rivoluzione, pacifica ovviamente, perché la scena è occupata da mezze calzette prive di progetto, di ambizione grandi, di moralità, di senso di responsabilità.

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Ora Salvini si è messo a citofonare ai presunti spacciatori di Bologna

Il leader della Lega nel quartiere periferico del Pilastro si è fatto indicare da una residente i pusher della zona. Tunisini. Mentre i giornalisti riprendevano e polizia e carabinieri guardavano. L'ultima provocazione della propaganda elettorale della destra in Emilia-Romagna.

La nuova frontiera della propaganda elettorale in Emilia-Romagna di Matteo Salvini? Citofonare a presunti spacciatori, ovviamente stranieri, indicati dai residenti della zona a Bologna. Il tutto sotto i riflettori delle telecamere, dicendo i nomi delle persone coinvolte violando dunque la loro privacy, con diversi giornalisti che non hanno fatto domande o avuto da ridire.

CIRCONDATO DA POLIZIA E CARABINIERI

Il leader della Lega era anche circondato da alcuni agenti delle forze dell’ordine tra polizia e carabinieri, che hanno assistito a ciò che è accaduto.

UNA SESSANTENNE COME GUIDA

La scenetta è avvenuta in via Deledda, nel cuore del quartiere popolare del Pilastro. Salvini si è presentato con Anna Rita Biagini, una cittadina 60enne sostenitrice leghista, che spiegato a chi suonare. E l’ex capo del Viminale ha subito eseguito: «Buona sera signora, suo figlio è uno spacciatore? Siete quelli del primo piano?».

«NECESSARIO RIPULIRE LA ZONA»

Poi ha aggiunto: «È necessario ripulire questa zona dallo spaccio e dalla criminalità». E ringraziando la signora, l’ha elogiata così: «Magari ci fossero in ogni zona delle persone che amano così tanto il proprio quartiere».

I CONTESTATORI: «DA MINISTRO CHE FACEVI AL PAPEETE?»

A qualcuno l’ispezione improvvisata da Salvini non è piaciuta. Dei contestatori, che hanno cantato “Bella ciao” e avevano anche delle sardine di cartone, gli hanno urlato: «Vergogna! Quando eri ministro cosa facevi al Papeete?».

Matteo Salvini, in una zona periferica di Bologna, ha citofonato a casa di alcune persone accusate di essere “presunti…

Posted by Socialisti Gaudenti on Tuesday, January 21, 2020

I cittadini del Pilastro non meritano di essere additati come persone che vivono in un luogo di spaccio e di degrado. E…

Posted by Virginio Merola on Tuesday, January 21, 2020

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