Category Archives: Economia italiana

Con il fallimento del rilancio Ilva perdiamo 3,5 miliardi di euro

«L'impatto economico sarebbe pari allo 0,2% del Pil italiano e allo 0,7% del Pil del Mezzogiorno», scrivono i commissari nella memoria depositata al tribunale di Milano.

Giocano in difesa i commissari dell’Ilva e snocciolano i dati su quanto costerebbe il fallimento del rilancio della fabbrica-città di Taranto. Le conseguenze economiche attivate dall’inadempimento di «ArcelorMittal», ossia «il fallimento del progetto di preservazione e rilancio dei Rami d’azienda», porterebbero «ad un impatto economico pari ad una riduzione del Pil di 3,5 miliardi di euro, pari allo 0,2% del Pil italiano e allo 0,7% del Pil del Mezzogiorno», hanno scritto i legali dei commissari dell’ex Ilva nella memoria depositata nella causa civile in corso a Milano sull’addio del gruppo franco indiano al polo siderurgico con base a Taranto. Per i commissari, con il provvedimento del Riesame che ha prorogato l’uso dell’Altoforno 2 «è venuto meno il presupposto di gran parte delle argomentazioni avversarie».

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Confindustria: per il dopo Boccia è anche guerra di comunicatori

Bonomi si è affidato alla Image Building mentre Mattioli alla Comin & Partners. Per Illy sostegno corale: Giovanna Gregori e la Vento e associati. E Pasini ha scelto la consulenza di Community Group. La corsa alla presidenza entra nel vivo.

Entra nel vivo la battaglia di Confindustria.

E mentre giovedì 23 gennaio conosceremo i nomi dei tre saggi destinati a raccogliere tra gli iscritti i desiderata in merito alla successione di Vincenzo Boccia alla guida del sindacato degli imprenditori, alcuni dei candidati hanno già messo in moto la Bestia ovvero, mutuando il termine dal poderoso apparato che sostiene Matteo Salvini, la loro macchina della comunicazione.

BONOMI HA SCELTO LA IMAGE BUILDING, MATTIOLI LA COMIN & PARTNERS

Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda e tra i sicuri papabili di una corsa a cui si è già da tempo iscritto, ha scelto la Image Building di Giuliana Paoletti, che era a fianco di Boccia nella vittoriosa campagna che quattro anni fa portò l’imprenditore salernitano al vertice di viale dell’Astronomia.

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La piemontese Licia Mattioli, attualmente uno dei vice di viale dell’Astronomia, ha scelto invece la Comin & partners di Gianluca Comin, ex direttore relazioni esterne di Montedison ed Enel, che insegna alla Luiss e in passato è stato membro del consiglio nazionale di Confindustria. 

ILLY SI AFFIDA A VENTO E ASSOCIATI, PASINI A COMMUNITY GROUP

Sostegno corale invece per Andrea Illy, l’industriale del caffè che per la sua discesa in campo si è affidato tra gli altri alla Vento e associati di Andrea Vento (per anni dirigente del Comune di Milano nonché direttore della campagna internazionale per l’assegnazione di Expo 2015) e alla sua storica comunicatrice Giovanna Gregori. Va sul sicuro anche Giuseppe Pasini, il presidente della potente associazione degli industriali di Brescia, che ha deciso di affidarsi alla consulenza di Auro Palomba (un parterre prestigioso di clienti nel privato e nel pubblico) e della sua Community Group.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Terna, parte il restyling sostenibile della rete elettrica di Firenze

Siglato l’accordo con il Comune per un piano di interventi che prevede investimenti per 19 milioni di euro al 2023. Porterà benefici elettrici e ambientali al capoluogo toscano.

Nuovi cavi interrati per 15 chilometri, demolizione di vecchi tralicci e disponibilità di nuove infrastrutture elettriche predisposte per la posa di fibra ottica. Ma non solo: anche una stretta collaborazione tra Terna e Comune di Firenze per l’elettrificazione del trasporto pubblico e privato. È quanto prevede il piano di interventi presentato lo scorso 6 dicembre dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, e dall’amministratore delegato di Terna, Luigi Ferraris, per la razionalizzazione della rete elettrica nell’area di Firenze, finalizzata alla sua sicurezza, efficienza e sostenibilità. «La valorizzazione dei territori è al centro dell’impegno di Terna», ha dichiarato Luigi Ferraris, amministratore delegato di Terna, «e gli interventi di riassetto della rete elettrica presentato oggi è la conferma della nostra attenzione alla sostenibilità delle opere e al patrimonio artistico dei territori dove interveniamo. Il piano che ci impegniamo a realizzare, in stretta collaborazione con il Comune di Firenze, ci permetterà di demolire un grande numero di tralicci adottando soluzione tecnologiche all’avanguardia finalizzate alla più alta sostenibilità ambientale e sociale».

UN PIANO DA 19 MILIONI DI EURO PER IL PERIODO 2019-2023

Il piano di interventi, che prevede investimenti complessivi per 19 milioni di euro nel periodo 2019- 2023, intende portare importanti benefici elettrici e ambientali nell’area di Firenze: a fronte della realizzazione di circa 15 km di nuove linee in cavo interrato, sarà infatti possibile demolire circa 20 km di vecchi elettrodotti e 78 tralicci, restituendo così territorio libero da infrastrutture elettriche. Una volta conclusi gli interventi, Terna potrà anche rendere disponibile circa 11 km di infrastrutture elettriche predisposte per la posa di fibra ottica da utilizzare nell’ambito dei progetti di cablatura in corso nel capoluogo toscano. Tra i principali interventi che Terna vuole realizzare ci sono un nuovo tratto interrato per la linea 132 kV Cabina Primaria Cascine – Cabina Primaria Rifredi, un nuovo tratto interrato per la linea 132 kV Cabina Primaria San Lorenzo a Greve – Peretola, una variante linea 132 kV Stazione Elettrica Casellina – Cabina Primaria Cascine e, infine, un ulteriore tratto interrato per la linea 132 kV Stazione Elettrica Tavarnuzze – San Lorenzo a Greve.

NUOVI PROGETTI DI MOBILITÀ SOSTENIBILE PER FIRENZE

Per la realizzazione degli interventi previsti, il Comune di Firenze e Terna hanno attivato le più avanzate modalità di collaborazione che porteranno a una stretta e piena partecipazione delle Istituzioni locali e della popolazione nella definizione delle azioni sul territorio. Infine, Terna e il Comune di Firenze studieranno congiuntamente interventi di mobilità sostenibile attraverso lo sviluppo di progetti per l’elettrificazione del trasporto pubblico o privato. «Questo piano ha un grande vantaggio estetico di qualità per il nostro contesto paesaggistico», ha commentato il sindaco Nardella, «Con questo investimento, che è il primo di questo genere nella storia di Terna a Firenze, facciamo scomparire alcuni alti e brutti tralicci dell’elettricità e i fili aerei perché tutto passerà sottoterra. L’immagine di Firenze migliorerà sempre di più e credo che i cittadini saranno molto contenti, soprattutto quelli che abitano nei pressi dei grandi tralicci che saranno eliminati. Inoltre, aggiungiamo anche maggiore sicurezza».

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Una hard Brexit anche per la Consob

Savona impegnato a preparare un tavolo di crisi in vista dell'uscita del Regno Unito dall'Ue? Forse perché il colosso dei dati Refinitiv è stato acquisito dal London Stock Exchange di cui dal 2007 fa parte anche Borsa Italiana...

I dipendenti della Consob sono ancora in attesa dell’invito del presidente per il tradizionale brindisi natalizio con tanto di panettone. Forse Paolo Savona è troppo impegnato a preparare un comitato di crisi in vista della Brexit che si preannuncia più hard che soft. Lo scossone avverrà in una fase chiave dell’acquisizione del colosso dei dati Refinitiv da parte del London Stock Exchange di cui dal 2007 fa parte anche Borsa Italiana. Il capogruppo della Lega in Commissione Finanze, Giulio Centemero, lancia l’allarme: «So che Consob ci sta lavorando con un tavolo ad hoc ma so anche che la partita è politica e che il governo non può lasciare i tecnici soli. L’acquisizione di Refinitiv, colosso dei dati e spin-off di Reuters, pone un ulteriore interrogativo rispetto al destino della nostra piazza finanziaria perché è evidente che il core business del Lse potrebbe spostarsi da quello della gestione dei mercati borsistici a quello della gestione dati». Nel frattempo, a fine novembre la capitalizzazione complessiva di Borsa ha raggiunto i 642 miliardi di euro, con una variazione rispetto a fine anno del 18%.

LA DIGISTART (AND STOP) DI RENZI

«Ho aperto una piccola realtà per lavorare all’estero, nel momento in cui nessuno immaginava che avrei dovuto tornare a occuparmi di politica. Appena c’è stata la crisi del mojito ho detto al commercialista di chiudere la società, avendo fatturato zero. Visto che c’è chi ha scritto che io l’ho fatta per non pagare le tasse, ho fatto una bella denuncia per recuperare le spese Io ho fatto un accordo con M5s e sono buono, fessacchiotto no». Matteo Renzi aveva usato queste parole, il 2 ottobre a Otto e mezzo, su La7 a proposito della società Digistart. Una piccola srl creata appunto l’11 maggio (quindi quando c’era ancora il governo Conte 1) versando un capitale di 10 mila euro con due assegni emessi da Cariparma e Bnl. Oggetto sociale: “analisi dei processi comunicativi che collegano cittadini e imprese, anche mediante l’organizzazione e/o partecipazione a convegni, seminari, incontri sia in Italia che all’estero” e di “consulenza aziendale e di marketing strategico”. Ma come Renzi aveva detto a Lilli Gruber a ottobre, la Digistart è stata chiusa. Per la precisione, si legge nell’atto depositato nella banca dati della Camera di Commercio, è stata sciolta anticipatamente e messa in liquidazione il 23 novembre 2019. Come liquidatore è stato nominato lo stesso Renzi , unico socio dell’srl, che a settembre si era fatto sostituire temporaneamente nel ruolo di amministratore unico dall’amico Marco Carrai, per poi riprendersi l’incarico dopo aver lanciato Italia viva. «La società è stata aperta e poi chiusa per le polemiche mediatiche, Carrai avrebbe dovuto gestire la società ma alla luce delle polemiche e dell’annuncio della chiusura ha subito lasciato la carica», aveva spiegato Renzi sottolineando che la Digistart non ha fatturato niente.

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Federico Lovadina nuovo presidente di Sia

Il cda ha nominato per cooptazione anche cinque consiglieri designati da CDP. Confermati l'ad Cordone e il vicepresidente Sarmi.

Il Consiglio di Amministrazione di SIA, riunitosi ieri sotto la Presidenza dell’ing. Giuliano Asperti , ha nominato per cooptazione cinque nuovi consiglieri della società, designati da Cassa Depositi e Prestiti (CDP): Federico Lovadina, Andrea Cardamone, Fabio Massoli, Andrea Pellegrini e Carmine Viola.

Nel corso della medesima riunione, il CdA ha inoltre provveduto a nominare nuovo Presidente di SIA, Federico Lovadina, in sostituzione del dimissionario Giuliano Asperti.

Federico Lovadina

Il Consiglio di Amministrazione ha espresso gratitudine ed apprezzamento per il lavoro svolto con competenza e professionalità in questi anni dall’ing. Asperti e dai consiglieri uscenti, nonché un caloroso benvenuto ai nuovi consiglieri.

SIA è una società hi-tech, leader in Europa nel settore dei servizi e delle infrastrutture di pagamento, controllata da CDP Equity all’83,09%.

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