Category Archives: Asia

La cronaca delle proteste di Hong Kong del 2 novembre 2019

22esimo weekend di proteste contro la Cina. Attacco vandalico contro la sede dell'agenzia di stampa cinese Xinhua. Lacrimogeni sui manifestanti al Victoria Park.

Ancora un weekend di proteste a Hong Kong dove il 2 novembre migliaia di manifestanti col volto coperto hanno sfidato il divieto della polizia scendendo per le strade del centro per chiedere più autonomia da Pechino. Nel corso del corteo ci sono stati tensioni e disordini. La polizia ha lanciato lacrimogeni all’interno del Victoria Park, dove sono in programma vari eventi dei candidati pro-democrazia in vista delle elezioni distrettuali del 24 novembre, in risposta ai tentativi dei manifestanti di costruire barricate vicino a un’uscita su Causeway Road dopo aver divelto dei pali da un vicino campo di football. La mossa della polizia, riferisce il network Rthk, ha spinto molti manifestanti ad abbandonare il parco.

A VICTORIA PARK 128 CANDIDATI PRO DEMOCRAZIA

Quello di Victoria Park è stato il primo confronto tra i manifestanti e la polizia nel 22esimo weekend di fila di proteste pro-democrazia. Le forze dell’ordine avevano autorizzato due iniziative, una a Edinburgh Place e l’altra a Chater Garden, convocate dai promotori per sostenere l’Hong Kong human rights and democracy act all’esame del Congresso Usa e per preparare le tradizionali gru di carta. Nessuna manifestazione era invece stata autorizzata a Victoria Park, dove circa 128 candidati pro-democrazia in corsa alle elezioni locali distrettuali del 24 novembre avevano ventilato l’ipotesi di avere appuntamenti separati a partire dalle 15 (8 in Italia). Una mossa per aggirare le sanzioni delle manifestazioni non autorizzate, non essendo i cosiddetti ‘meeting elettorali’ soggetti alla regolamentazione della Public order ordinance, a patto che non superino i 50 partecipanti per volta.

VANDALISMO CONTRO LA XINHUA

Gli scontri tra attivisti e polizia si stanno moltiplicando sull’isola, soprattutto a Causeway Bay, l’area dello shopping dove si sono riversate migliaia di persone mascherate, tra molotov, lacrimogeni, cannoni ad acqua, spray al peperoncino e barricate. Atti di vandalismo si sono verificati contro attività commerciali riconducibili alla Cina. Per la prima volta è stato attaccato l’ufficio della Xinhua, l’agenzia di stampa ufficiale di Pechino dove sono state danneggiate porte e finestre. I manifestanti hanno scritto vari graffiti sui muri, distrutto vetri e porte dell’ufficio della Xinhua: le immagini diffuse dai media locali hanno mostrato un principio di incendio nella lobby dell’agenzia di stampa cinese che si trova nel distretto di Wan Chai, anche se non è chiaro se vi fosse qualcuno nei locali.

PRESE DI MIRA BANCHE CINESI

Nelle ultime settimane, le frange più irriducibili dei dimostranti hanno preso di mira banche e attività collegate alla Cina a rimarcare la rabbia verso Pechino, accusata di aver violato gli impegni sulla libertà garantita dall’accordo sul passaggio di Hong Kong da Londra alla sovranità cinese nel 1997. La polizia, secondo i media locali, ha proceduto a diversi arresti nel corso della giornata, in diverse parti della città. Le proteste sono maturate malgrado il fermo monito di venerdì della Cina secondo cui non sarebbe stata tollerata alcuna sfida al sistema di governo di Hong Kong, in base alle decisioni del quarto plenum del 19esimo Comitato centrale del Pcc, che ha dato anche il via libera alla ‘educazione patriottica’ nelle scuole della città.

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L’emergenza inquinamento sta soffocando Delhi

Emergenza smog nella capitale indiana. Cantieri e scuole chiuse, blocchi del traffico e maschere distribuite alle famiglie con bambini e anzioni.

Delhi è avvolta dallo smog. L’emergenza per la salute pubblica nella capitale è stata dichiarata la mattina dell’1 gennaio dal Comitato di esperti nominati dalla Corte Suprema indiana, dopo che l’inquinamento ha raggiunto un livello «molto preoccupante»: alle 13 ora locale l’AQI, l’indice medio di qualità dell’aria, che misura i veleni, era pari a 480, ma in alcune aree si è superato il livello 500. Da quota 200 in su, l’aria è giudicata «cattiva» e pericolosa per chi la respira. L’Epca, l’organismo per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento ha fermato tutti i lavori di costruzione e i cantieri fino al 5 di novembre. Blocco anche per le attività svolte nella cintura industriale di Delhi che utilizzano petrolio o carbone e non si sono convertite al gas naturale o ai biocarburanti, imposti da recenti provvedimenti a tutte le nuove attività.

DISTRIBUITE 5 MILIONI DI MASCHERE ANTISMOG

La mattina del primo giorno di novembre, Delhi si è svegliata ricoperta, per il secondo giorno consecutivo, da un manto di smog che limita la visibilità e che, secondo le previsioni, non si allontanerà per le prossime 48 ore. L’amministrazione ha avviato la distribuzione porta a porta di 5 milioni di maschere antismog per tutte le famiglie in cui ci siano bambini e anziani. Il governatore Arvind Kejriwal ha deciso di tenere chiuse tutte le scuole della città fino al 5 novembre. Sul fronte del traffico, dal 2 novembre scatta il provvedimento già annunciato da tempo delle targhe alterne, che resterà attivo fino al 12: le sole eccezioni riguardano le moto e le auto guidate da donne che accompagnino a scuola i figli, purché i bambini indossino le divise delle scuole. Bhure Lal, presidente dell’Epca, ha dichiarato che migliaia di poliziotti e agenti sono in strada con l’incarico di sorvegliare che i provvedimenti vengano rispettati: «Sanzioni molto pesanti colpiranno gli inquinatori», ha detto. Secondo l’agenzia di stampa Ians, il governatore ha dichiarato che «Delhi è diventata una camera a gas».

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